Acqua

Stato idromorfologico dei fiumi

Capitolo
Fiumi
Anno
2026
Indice idromorfologido IDRAIM

Lo stato degli ecosistemi acquatici e ripariali è condizionato sia dal regime idrologico sia dalla qualità morfologica dei corpi idrici, in quanto i deflussi idrici, i processi geomorfologici del corso d’acqua e le sue condizioni di equilibrio dinamico costituiscono l’ambiente nel quale gli ecosistemi si sviluppano.

Le condizioni morfologiche, la continuità fluviale e il regime idrologico sono fattori chiave a supporto degli Elementi di Qualità Biologica nel processo di valutazione dello stato ecologico e nell’interpretazione dei pattern biologici.

La Direttiva Quadro sulle Acque prevede quindi uno specifico monitoraggio degli elementi idromorfologici che contribuiscono a confermare lo Stato Ecologico (SE) dei corpi idrici in stato Elevato, o di declassarlo a Buono.

La valutazione dello stato idromorfologico avviene tramite un Sistema di valutazione idromorfologica, analisi e monitoraggio dei corsi d’acqua o l'indice IDRAIM, definito dall’analisi combinata di due indicatori: l’Indice del Regime di Alterazione idrologica (IARI) e l’Indice di Qualità Morfologica (IQM), che nel complesso valutano le alterazioni idromorfologiche rispetto a condizioni ideali di riferimento. Lo stato idromorfologico è determinato sulla base della valutazione del dato peggiore tra i due indicatori.

Nel primo ciclo di monitoraggio, terminato nel 2015, tramite l'indice IDRAIM si è giunti alla caratterizzazione e classificazione idromorfologica  di 82 corpi idrici; 14 sono risultati in stato idromorfologico Elevato, 68 in stato Non Elevato.

Nel secondo ciclo di monitoraggio, terminato nel 2019, sono stati caratterizzati altri 106 corpi idrici, di questi, 13 sono risultati in stato idromorfologico Elevato, 93 in stato Non Elevato.

Nel 2025 dei 7 corpi idrici indagati soltanto uno è risultato in stato idromorfologico Elevato

Indice IARI

L’indice valuta l'impatto di prelievi, derivazioni ad uso idroelettrico, opere di sbarramento o di invaso, opere longitudinali e variazioni del suolo sul corso d'acqua e fornisce, quindi, una misura dello scostamento del regime idrologico osservato rispetto a quello naturale, che si avrebbe cioè in assenza di pressioni antropiche.

L’indice è definito attraverso due modalità differenti, in funzione del fatto che lungo il corpo idrico in esame siano presenti una o più stazioni di misura delle portate.

Nel 2025 6 dei 7 corpi idrici monitorati hanno presentato un indice IARI Elevato e uno Buono

Indice IQM

L’indice IQM valuta la funzionalità fluviale di un corpo idrico dal punto di vista geomorfologico. Esso viene calcolato attraverso  analisi e rilevamento di dati tramite ortoimmagini e sul campo. I dati raccolti ed analizzati riguardano la funzionalità dei processi geomorfologici in atto, l’artificialità - ovvero la presenza e l’impatto delle opere e degli interventi antropici, e le variazioni morfologiche subite dal fiume negli ultimi cinquant'anni. La compilazione di un’apposita scheda individua per ogni componente un valore che contribuisce alla quantificazione dell’IQM.

Nel 2025 1 dei 7 corpi idrici monitorati ha presentato valore dell’indice Elevato, 3 Buono e 3 Sufficiente.

L’integrazione dei due indici (IARI +IQM), quindi, oltre a permettere la caratterizzazione e la classificazione idromorfologica dei corsi d’acqua, è uno strumento utile alla classificazione dello stato ecologico dei corpi idrici fluviali e rappresenta una metodologia utile in studi per obiettivi specifici, come la riqualificazione fluviale, la gestione dei sedimenti o la mitigazione dei pericoli da dinamica fluviale. 

Valutazione dell’Indice Idromorfologico dei 7 corpi idrici monitorati nel 2025
Corpo Idrico Fiume Classe IQM Stato IQM Stato IARI Stato Idromorfologico IDRAIM
05SS1N520PI Rio Bragna Buono Non Elevato Elevato Non Elevato
05SS2N900PI Valleandona Buono Non Elevato Elevato Non Elevato
04SS1N771PI Chisonetto Sufficiente Non Elevato Elevato Non Elevato
05SS3N059PI Borbore Sufficiente Non Elevato Elevato Non Elevato
05SS3N751PI Stura del Monferrato Buono Non Elevato Buono Non Elevato
06SS2T607PI Rio Lavassina Sufficiente Non Elevato Elevato Non Elevato
08SS2N826PI Tinella Elevato Elevato Elevato Elevato
Valutazione dell’Indice Idromorfologico dei 7 corpi idrici monitorati nel 2025 - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Linee guida ISPRA

IDRAIM Sistema di valutazione idromorfologica, analisi e monitoraggio dei corsi d'acqua https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/manuali-e-linee-guida/idraim-sistema-di-valutazione-idromorfologica-analisi-e-monitoraggio-dei-corsi-d2019acqua-versione-aggiornata-2016

Implementazione della Direttiva 2000/60/CE. Analisi e valutazione degli aspetti idromorfologici. Versione 1.1. https://www.isprambiente.gov.it/contentfiles/00010100/10146-analisi-e-valutazione-degli-aspetti-idromorfologici-agosto-2011.pdf

RINALDI M., BELLETTI B., COMITI F., MAO L., NARDI L., BUSSETTINI M., con il contributo di VEZZA P. (2015). Sistema di rilevamento e classificazione delle Unità Morfologiche dei corsi d’acqua (SUM). ISPRA, Manuali e linee guida, 122/2015. Roma, aprile 2015: https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/manuali-e-linee-guida/sum-sistema-di-rilevamento-e-classificazione-delle-unita-morfologiche-dei-corsi-dacqua

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Acqua

Stato ecologico delle acque superficiali nei fiumi

Capitolo
Fiumi
Anno
2026

Lo Stato Ecologico (SE) è un indice che deriva dalla valutazione integrata degli indici relativi alle comunità biologiche indagate (indici STAR_ICMi - macrobenthos, ICMi - diatomee, IBMR - macrofite, NISECI - fauna ittica), dell’indice LIMeco e della verifica degli Standard di Qualità Ambientale per gli inquinanti specifici. Ogni metrica individua una classe di stato, la classe più bassa tra quelle attribuite dalle diverse metriche indagate determina la classe di stato ecologico del corpo idrico.

La classificazione dello Stato Ecologico avviene al termine di un triennio/sessennio di monitoraggio.
Annualmente, se previsti, vengono calcolati gli indici relativi alle diverse componenti monitorate.

LIMeco (Livello di Inquinamento dai Macrodescrittori per lo stato ecologico)

Il LIMeco (Livello di Inquinamento dai Macrodescrittori per lo stato ecologico) è un indice sintetico che descrive la qualità delle acque correnti per quanto riguarda i nutrienti e l’ossigenazione. I parametri considerati per la definizione del LIMeco sono: Ossigeno in % di saturazione (scostamento rispetto al 100%), Azoto ammoniacale, Azoto nitrico e Fosforo totale.

Indice LIMeco. Ripartizione dei Corpi Idrici monitorati nelle 5 classi - anno 2024
Classi Numero Corpi Idrici
Elevato 101
Buono 32
Sufficiente 11
Scarso 9
Cattivo 4
Indice LIMeco. Ripartizione dei Corpi Idrici monitorati nelle 5 classi - anno 2024 - Fonte Arpa Piemonte

I dati del 2024 evidenziano come il 64 % dei corpi idrici monitorati ricada in classe LIMeco Elevato, il 20% nella classe Buono, ed il restante 15% nelle classi Sufficiente, Scarso e Cattivo. 

Diatomee - Indice ICMi (Intercalibration Common Metric Index) 

Lo stato della comunità di diatomee è valutato attraverso l’indice ICMi: si tratta di un indice multimetrico che deriva dalla combinazione dell’Indice di Sensibilità agli Inquinanti (IPS) e dell’Indice Trofico (TI).

Diatomee. Ripartizione dei Corpi Idrici monitorati nelle 5 classi - anno 2024
Classi Numero Corpi Idrici
Elevato 24
Buono 20
Sufficiente 14
Scarso 8
Cattivo 0
Diatomee. Ripartizione dei Corpi Idrici monitorati nelle 5 classi - anno 2024 - Fonte Arpa Piemonte

Nel 2024 il 67% dei corpi idrici  monitorati ricade nella classe Elevato e Buono dell’indice diatomico ICMi , il 33% nelle classi Sufficiente e Scarso.

Macrobenthos - indice STAR_ICMi (Standardisation of River Classifications_Itercalibration Multimetric Index) 

Lo stato della comunità macrobentonica è valutato attraverso l’indice STAR_ICMi, un indice multimetrico composto da 6 metriche che forniscono informazioni in merito a composizione, abbondanza, diversità e rapporto tra specie tolleranti e sensibili.

Macrobenthos. Ripartizione dei Corpi Idrici monitorati nelle 5 classi - anno 2024
Classi Numero Corpi Idrici
Elevato 11
Buono 42
Sufficiente 26
Scarso 7
Cattivo 3
Macrobenthos. Ripartizione dei Corpi Idrici monitorati nelle 5 classi - anno 2024 - Fonte Arpa Piemonte

Nel 2024 i corpi idrici monitorati ricadono per il 60% circa nelle classi Elevato e Buono dell’indice; il 29% ricade nella classe Sufficiente e il restante 11% nelle classi Scarso e Cattivo.

Macrofite - indice IBMR (Index Macrofitique Biologique en Rivière)

Lo stato della comunità macrofitica è valutato attraverso l’indice IBMR, finalizzato alla valutazione dello stato trofico dei corpi idrici . L’indice si basa sull’uso di una lista floristica di taxa indicatori con particolare sensibilità ad alti livelli di trofia. 

Macrofite. Ripartizione dei Corpi Idrici monitorati nelle 5 classi - anno 2024
Classi Numero Corpi Idrici
Elevato 4
Buono 7
Sufficiente 8
Scarso 6
Cattivo 0
Macrofite. Ripartizione dei Corpi Idrici monitorati nelle 5 classi - anno 2024 - Fonte Arpa Piemonte
SQA inquinanti specifici 

La verifica annuale delle concentrazioni medie annue di ogni sostanza analizzata con gli Standard di Qualità porta all’attribuzione di una delle 3 classi previste dal Decreto 260/2010: Elevato, Buono o Sufficiente . La classe sufficiente è assegnata quando anche solo una sostanza tra quelle monitorate ed elencate nella tabella 1/A supera il valore del rispettivo standard di qualità ambientale.

SQA inquinanti specifici. Ripartizione dei Corpi Idrici monitorati nelle 3 classi - anno 2024
Classi Numero Corpi Idrici
Elevato 37
Buono 96
Sufficiente 24
SQA inquinanti specifici. Ripartizione dei Corpi Idrici monitorati nelle 3 classi - anno 2024 - Fonte Arpa Piemonte

Nel 2024 il 85% circa dei corpi idrici monitorati ricade nelle classi Elevato e Buono dell’indice per gli inquinanti specifici, il 15% nella classe Sufficiente.

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Acqua

Stato chimico dei fiumi

Capitolo
Fiumi
Anno
2026

Lo Stato Chimico è un indice che valuta la qualità chimica dei corsi d’acqua. La valutazione dello Stato Chimico è definita a livello comunitario in base a una lista di sostanze pericolose o pericolose prioritarie per le quali sono previsti Standard di Qualità Ambientale (SQA) europei fissati dalla Direttiva 2013/39/UE, recepiti dal D.Lgs 172/2015 e riportati in tabella 1/A. . La verifica degli standard di qualità ambientale è effettuata attraverso il confronto della concentrazione media annua di ogni singola sostanza con il rispettivo standard di qualità (SQA_MA) e, per alcune sostanze, del singolo valore di concentrazione con il rispettivo standard (SQA_CMA).

La verifica degli standard di qualità ambientale viene effettuata ogni anno per le stazioni oggetto di monitoraggio.

La classificazione dello Stato Chimico avviene al termine del triennio/sessennio di monitoraggio. Lo Stato chimico può assumere due classi: Buono e Non Buono. La classe NON Buono è attribuita quando anche solo una sostanza tra quelle monitorate ed elencate nella tabella 1/A supera il valore del rispettivo Standard di Qualità Ambientale.  

Stato Chimico. Ripartizione dei Corpi Idrici nelle 2 classi – anno 2024
Classi Numero Corpi Idrici
Buono 110
Non Buono 47
Stato Chimico. Ripartizione dei Corpi Idrici nelle 2 classi – anno 2024 - Fonte Arpa Piemonte

Nel 2024 il 70% dei corpi idrici monitorati ricade nella classe Buono e il restante 30% nella classe Non Buono.

Risorse e informazioni aggiuntive

Standard di qualità ambientali (tabella 1/A) del D.Lgs 172/2015 : https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/10/27/15G00186/sg

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Acqua

Classificazione dei corpi idrici superficiali nel sessennio 2014-2019

Capitolo
Fiumi
Anno
2026

La classificazione consente di misurare la rilevanza degli impatti sul corpo idrico (a carico di una o più delle componenti monitorate) determinati dall’insieme delle pressioni antropiche.

Nel sessennio di monitoraggio 2014-2019, dei 598 corpi idrici relativi ai fiumi individuati in Piemonte, il 50% risulta in una classe di Stato/Potenziale Ecologico Elevato o Buono e il 50% in una classe Sufficiente o inferiore.

Attraverso la revisione dell’Analisi delle Pressioni avvenuta nel 2019-2020, applicando la metodologia definita a livello distrettuale, sono state individuate le pressioni antropiche più significative sui corpi idrici, cioè quelle potenzialmente in grado di pregiudicarne il raggiungimento o il mantenimento degli obiettivi di qualità. Tra queste risultano più significative: le alterazioni morfologiche - in particolar modo relative alle modificazioni della zona ripariale - i prelievi, gli scarichi di acque reflue urbane e l’agricoltura.
Ovviamente la valutazione dei singoli indici può non essere esplicativa del reale stato del corpo idrico; infatti può esserci presenza di una alterazione anche quando essa non si traduce in uno stato di qualità inferiore al Buono o comunque in un cambio di classe di Stato.
Per tale motivo è indispensabile l’analisi integrata dei dati di stato con gli impatti ambientali presenti, (attraverso l’utilizzo di specifici indicatori quali: contaminazione da pesticidi, VOC, inquinamento da nutrienti e carico organico) al fine di confermare i risultati dell’Analisi delle Pressioni e di verificare l’efficacia delle misure di tutela o miglioramento in atto.

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Acqua

Fiumi

Tema
Tipo
img-intro
fiume
Paragrafi

Ai sensi della direttiva quadro sulle acque i corpi idrici vengono monitorati secondo specifiche frequenze nell’ambito di un ciclo sessennale di programmazione; alcuni con cadenza annuale, altri una sola volta nei sei anni; al termine del ciclo di monitoraggio viene definita la classificazione ufficiale dei corpi idrici.

Nel 2020 è stato avviato il terzo sessennio di monitoraggio, implementato secondo le norme comunitarie e relativo al periodo 2020-2025.

Le modalità tecniche del monitoraggio sono definite dal Decreto Ministeriale 260/2010.  

I dati del monitoraggio sono utilizzati nell’ambito del terzo Piano di Gestione del distretto idrografico del fiume Po

La frequenza e la distribuzione di monitoraggio dei parametri utilizzati per definire la classificazione, rilevanti per misurare gli impatti delle pressioni antropiche sul corpo idrico, derivano anche dalla Analisi delle Pressioni - la cui ultima revisione è avvenuta nel 2019-2020 - che ha individuato le pressioni antropiche più significative sui corpi idrici che potenzialmente sono in grado di pregiudicare il raggiungimento o il mantenimento degli obiettivi di qualità.

Tra queste, a livello regionale, risultano più significative le alterazioni morfologiche - relative in particolar modo alle modificazioni della zona ripariale, i prelievi, gli scarichi di acque reflue urbane e l’agricoltura.

L’analisi integrata dei dati di stato e degli impatti ambientali presenti - attraverso l’utilizzo di specifici indicatori quali contaminazione da pesticidi e VOC (composti organici volatili), inquinamento da nutrienti e carico organico - permette di confermare i risultati dell’Analisi delle Pressioni e di verificare l’efficacia delle misure di tutela e miglioramento messe in atto.

Nel sessennio di monitoraggio 2014-2019, il 50% dei 598 Corpi Idrici relativi ai fiumi individuati in Piemonte risulta in una classe di Stato/Potenziale Ecologico Elevato o Buono e il 50% in una classe Sufficiente o inferiore.

Per quanto riguarda lo Stato Chimico, l’89% dei corpi idrici ricade nella classe Buono e l’11% nella classe “Non Buono”.
 

Stato/Potenziale Ecologico dei corpi idrici - FIUMI – sessennio 2014-2019 - Fonte Arpa Piemonte
Stato Chimico dei corpi idrici in Piemonte - FIUMI – sessennio 2014-2019 - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

DECRETO 8 novembre 2010, n. 260 Regolamento recante i criteri tecnici per la classificazione dello stato dei corpi idrici superficiali, per la modifica delle norme tecniche del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale, predisposto ai sensi dell'articolo 75, comma 3, del medesimo decreto legislativo. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2011/02/07/011G0035/sg

Piano di Gestione del distretto idrografico del fiume Po https://pianoacque.adbpo.it/piano-di-gestione-2021/

Analisi delle pressioni PianoAcque2021 https://www.adbpo.it/PianoAcque2021/PdGPo2021_22dic21/Elaborato_02_PressioniImpatti_22dic21/

Anno
2026
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Andamento delle portate nel 2025

Anno
2026

Il 2025 è stato caratterizzato da una primavera eccezionalmente ricca di deflussi, concentrata soprattutto nel mese di aprile, e da una fase di magra autunnale, nei mesi di ottobre e novembre, rispecchiando l’andamento degli afflussi.

Nel dettaglio, una parte dei corsi d’acqua chiude l’anno con portate medie annue superiori alla media storica, tra cui si evidenziano la Bormida, il Belbo e il Malone con elevati scarti positivi. Valori positivi più contenuti interessano la Dora Baltea, il Cervo, l’Orco e diversi tratti del Po, in particolare nel settore di chiusura. Il surplus annuo più elevato si osserva nello Scrivia a Serravalle, che registra una portata media annua superiore di oltre il 100% rispetto alla media storica. 

Al contrario, un numero consistente di bacini chiude il 2025 con portate medie annue inferiori al valore storico di riferimento. Tra questi vi sono Agogna, Toce, Varaita, Maira, Stura di Demonte e Stura di Lanzo, oltre a tratti del Tanaro e dell’Orba. 

Alla sezione di chiusura del bacino del Po piemontese, sezione di Isola S. Antonio (AL), la portata media annua è risultata leggermente superiore al valore medio storico (+2%).

Confronto tra la portate media del 2025 e il valore medio storico alla sezione di chiusura del bacino del Po piemontese, sezione di Isola S. Antonio (AL), la portata media annua è risultata in linea con il valore medio storico - Fonte Arpa Piemonte

I primi mesi dell’anno, gennaio e febbraio, sono stati caratterizzati principalmente da deflussi al di sotto della media, con deficit anche marcati (fino al -58%), ad eccezione dei bacini appenninici Bormida, Scrivia e Orba, e i corsi d’acqua occidentali Dora Baltea, Orco, Stura di Lanzo, Dora Riparia e Varaita.

Nel mese di marzo si assiste ad un parziale aumento delle portate, con valori prossimi o superiori alla media storica. Tuttavia, alcuni bacini appenninici e occidentali sono rimasti ancora in deficit.

In seguito alle abbondati precipitazioni, aprile è stato il mese più significativo dell’anno. Tutti i corsi d’acqua hanno registrato valori mensili di portata marcatamente superiori al valore medio storico, anche di due/tre volte, come Pellice, Sangone, Stura di Lanzo, Malone, Orco, Cervo, Belbo, Bormida. Sull’intera asta di Po il surplus di portata aumenta progressivamente spostandosi da monte verso valle, raggiungendo in chiusura a Isola Sant’Antonio circa +171%.

Nel mese di maggio le portate restano generalmente superiori alla media, soprattutto nei bacini occidentali e sull’asta del Po, anche se con surplus minori rispetto al mese precedente. A causa delle precipitazioni leggermente inferiori alla media climatica e con l’inizio della stagione irrigua, compare tuttavia un lieve deficit nei bacini appennini e orientali della regione.

Il trimestre giugno-agosto è stato caratterizzato da una generale di condizione di magra pronunciata. Infatti, la maggior parte dei corsi d’acqua ha registrato valori di portata al di sotto della media del periodo, con deficit diffusi compresi anche tra il -25% e il -30%. Fanno eccezione alcuni corsi d’acqua appenninici (Bormida ed Orba) e orientali (Sesia e Cervo) con anomalie positive legate ai surplus pluviometrici che sono stati registrati in tali bacini.

La situazione è cambiata nel mese di settembre dove, grazie a precipitazioni complessivamente superiori alla norma climatica, si osserva un aumento significativo della portata dei corsi d’acqua aventi valori sopra la media storica. In particolare, gli elevati surplus pluviometrici che hanno interessato i bacini dell’Orba, Bormida e Scrivia hanno determinato un valore mensile di portata marcatamente superiore al valore medio storico, anche di sei/sette volte. 

I mesi di ottobre e novembre sono stati contraddistinti da portate significativamente inferiori al valore medio storico, con deficit in diversi casi compresi tra il -60% e -80%. I maggiori deficit, superiori all’80%, hanno interessato i bacini occidentali dell’Orco, della Stura di Lanzo, del Sangone e del Varaita, e quelli meridionali di Tanaro e Bormida. Lungo l’asta del Po, da Villafranca a Isola Sant’Antonio, il deficit è stato circa -60%. 

Il 2025 si è concluso con un mese di dicembre caratterizzato da portate generalmente al di sotto della media di riferimento, con deficit compresi anche tra il -45% e il -60%. Fanno eccezione il bacino della Dora Baltea e i bacini meridionali di Tanaro, Bormida e Scrivia, dove sono stati registrati valori di portata superiori alla media storica, in seguito agli elevati surplus pluviometri che hanno interessato questi bacini. Lungo l’asta del Po, la portata media di dicembre è risultata pressochè in media, con uno scarto positivo pari a +2% in chiusura di bacino nella sezione di Isola Sant’Antonio.

Deflussi mensili alla chiusura dei bacini idrografici del Piemonte nel 2025 - Fonte Arpa Piemonte

Lo scostamento della portata annuale viene calcolato rispetto alla media storica come rapporto, espresso in percentuale, tra la portata osservata e il valore medio storico.

Informazioni e risorse aggiuntive

  Geoportale di Arpa Piemonte, precipitazioni e portate, dati e cartografie
https://webgis.arpa.piemonte.it/secure_apps/precport_webapp/index.html

  Servizio Precipitazioni e portate di Arpa Piemonte
https://webgis.arpa.piemonte.it/secure_apps/precport_webapp/index.html

 

 

img-intro
andamento fiume
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Acqua

Precipitazioni e portate

Tema
Tipo
img-intro
precipitazioni varie
Paragrafi

Lo stato di qualità delle acque superficiali è condizionato, sia dal punto di vista biologico che da quello fisico chimico dalla quantità e dalla distribuzione nell'anno del deflusso negli alvei dei fiumi.

Naturalmente, anche le acque sotterranee dipendono dalle precipitazioni, direttamente quando queste si infiltrano nel sottosuolo e indirettamente da quelle convogliate dal reticolo idrografico.

Informazioni e risorse aggiuntive

Servizio Precipitazioni e portate di Arpa Piemonte
  https://webgis.arpa.piemonte.it/secure_apps/precport_webapp/index.html

Anno
2026
Stato del Documento
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Bollettino di allerta meteoidrologica e idraulica

Anno
2026

Il bollettino di allerta meteoidrologica e idraulica è un documento previsionale rivolto al sistema di Protezione Civile, emesso dal Centro Funzionale del Piemonte tutti i giorni entro le 13:00 e con validità di 36 ore.

Il bollettino contiene una previsione di criticità, per le successive 36 ore - differenziata a scala delle aree di allerta in cui è suddiviso il Piemonte - per i seguenti fenomeni: idraulico, geo-idrologico, geo-idrologico per temporali, nevicate, valanghe. La criticità è classificata in 4 livelli crescenti caratterizzati da un codice colore - verde, giallo, arancione e rosso, che corrispondono ai colori dell’allerta. 

A ciascun codice colore, per le diverse tipologie di fenomeni oggetto della valutazione, sono associati diversi scenari di evento e potenziali effetti e danni sul territorio.

Oltre che in formato web e pdf, il bollettino è emesso anche in formato CAP-XML.

Informazioni e risorse aggiuntive

Bollettino di allerta meteoidrologica di Arpa Piemonte https://www.arpa.piemonte.it/rischi_naturali/snippets_arpa/allerta/index.html

Analisi delle allerte nell'anno 2024 per zona e per fenomeno https://relazione.ambiente.piemonte.it/2026/node/51

Common Alerting Protocol https://docs.oasis-open.org/emergency/cap/v1.2/CAP-v1.2-os.html

Il formato CAP è un particolare tipo di linguaggio XML ideato e strutturato in maniera tale da poter essere condiviso istantaneamente ed in maniera automatica, tra enti di emergenza e protezione e la popolazione, al fine di divulgare tempestivamente allerte. Grazie alla sua compatibilità con i moderni sistemi di emergenza, è infatti possibile disseminare allerte in tempo reale ad un gran numero di sistemi. Il protocollo è accessibile e fruibile anche da cittadini con particolari esigenze, e tramite l’utilizzo di tecnologie geospaziali e sistemi automatici, permette di disporre di una localizzazione precisa dell’emergenza.

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Acqua

Analisi delle allerte nell'anno 2025 per zona e per fenomeno

Anno
2026
Numero totale di allerte

La tabella seguente riporta, a scala regionale, il numero di allerte calcolate nel 2025 come massima allerta nelle 36 ore di validità del Bollettino di Allerta meteoidrologica e idraulica.

allerte annue per bollettino
Livello di allerta Numero bollettini
VERDE 294
GIALLA 66
ARANCIONE 4
ROSSA 1
Livello massimo di allerta per bollettino nel 2025 - Fonte Arpa Piemonte
Le allerte meteoidrologiche e idrauliche per zona e per fenomeno

Le tabelle seguenti riportano il numero di giornate con allerta - non vengono conteggiati quindi i codici verdi - per singola area e per tipologia di fenomeno, relativi alla massima allerta nelle 36 ore di validità del Bollettino di Allerta meteoidrologica e idraulica.

Nella stessa giornata è possibile che vengano emesse allerte in più zone.

Allerte gialle per fenomeno e zona nel 2025
Zona / Allerte gialle per fenomeno Idrogeologico Idraulico Temporali Neve Valanghe Totale
A - Toce 6 2 23 0 4 35
B - Sesia, Cervo e Chiusella 19 1 24 0 4 48
C - Orco, Lanzo, bassa Valsusa e Sangone 17 1 21 2 7 48
D - Alta Valsusa, Chisone Pellice e Po 12 1 15 2 5 35
E - Varaita, Maira e Stura 12 8 8 10 9 47
F - Tanaro 14 1 11 12 8 46
G - Belbo e Bormida 24 2 15 6 - 47
H - Scrivia 21 0 14 2 - 37
I - Pianura settentrionale 23 1 28 0 - 52
L - Pianura torinese e Colline 23 1 25 0 - 49
M - Pianura cuneese 11 1 9 4 - 25
Allerte gialle per fenomeno e zona nel 2025 - Fonte Arpa Piemonte
Allerte arancione per fenomeno e zona nel 2025
Zona / Allerte arancione per fenomeno Idrogeologico Idraulico Temporali Neve Valanghe Totale
A - Toce 5 2 0 0 2 9
B - Sesia, Cervo e Chiusella 5 2 0 0 2 9
C - Orco, Lanzo, bassa Valsusa e Sangone 3 2 0 0 2 7
D - Alta Valsusa, Chisone Pellice e Po 2 2 0 0 1 5
E - Varaita, Maira e Stura 0 0 0 0 4 0
F - Tanaro 0 1 0 0 0 1
G - Belbo e Bormida 1 1 0 0 - 2
H - Scrivia 0 0 0 0 - 0
I - Pianura settentrionale 2 2 0 0 - 4
L - Pianura torinese e Colline 0 2 0 0 - 2
M - Pianura cuneese 0 1 0 0 - 1
Allerte arancione per fenomeno e zona nel 2025 - Fonte Arpa Piemonte
Allerte rosse per fenomeno e zona nel 2025
Zona / Allerte rosse per fenomeno Idrogeologico Idraulico Neve Valanghe Totale
A - Toce 0 0 0 0 0
B - Sesia, Cervo e Chiusella 1 0 0 0 1
C - Orco, Lanzo, bassa Valsusa e Sangone 1 0 0 0 1
D - Alta Valsusa, Chisone Pellice e Po 0 0 0 0 0
E - Varaita, Maira e Stura 0 0 0 0 0
F - Tanaro 0 0 0 0 0
G - Belbo e Bormida 0 0 0 - 0
H - Scrivia 0 0 0 - 0
I - Pianura settentrionale 0 0 0 - 0
L - Pianura torinese e Colline 0 0 0 - 0
M - Pianura cuneese 0 0 0 - 0
Allerte rosse per fenomeno e zona nel 2025 - Fonte Arpa Piemonte
Le 11 zone di allerta del Piemonte

Le zone di allerta sono ambiti territoriali ottimali caratterizzati da risposta meteorologica e/o idrologica omogenea in occasione dell’insorgenza del rischio

Le zone di allerta in Piemonte sono undici e in genere i loro confini ricalcano i limiti dei bacini idrografici; il criterio idrografico consente di individuare aree omogenee dal punto di vista dell’evoluzione dei processi di piena, in quanto la pioggia caduta all’interno di un bacino idrografico può generare effetti sull'intero bacino.

Le zone di allerta sono “ritagliate” sui confini amministrativi regionali. 

La valutazione del rischio viene poi effettuata sulle “aree di riferimento” ad esse associate che possono anche ricomprendere territori esterni alla Regione per tenere conto delle precipitazioni previste o osservate sull’intero bacino idrografico.

Le 11 zone di allerta del Piemonte - Fonte Arpa Piemonte
Codici di allerta su area emessi per stagione e per fenomeno

Nei grafici è rappresentata, per ciascuna delle 11 aree di allertamento, la frequenza stagionale di emissione dei codici di allerta per ogni tipo di rischio (idrogeologico, idraulico, per temporali, per neve e per valanghe). Per ciascun bollettino e su ciascuna area viene conteggiato, per ogni rischio,  il livello massimo di allerta emesso.

Le stagioni meteorologiche sono così intese:

  • inverno dal 01/12 a fine febbraio
  • primavera dal 01/03 al 30/5
  • estate dal 01/06 al 31/08
  • autunno dal 01/09 al 30/11
Area A - Codici di allerta emessi per stagione e per fenomeno nel 2025 - Fonte Arpa Piemonte
Area B - Codici di allerta emessi per stagione e per fenomeno nel 2025 - Fonte Arpa Piemonte
Area C - Codici di allerta emessi per stagione e per fenomeno nel 2025 - Fonte Arpa Piemonte
Area D - Codici di allerta emessi per stagione e per fenomeno nel 2025 - Fonte Arpa Piemonte
Area E - Codici di allerta emessi per stagione e per fenomeno nel 2025 - Fonte Arpa Piemonte
Area F - Codici di allerta emessi per stagione e per fenomeno nel 2025 - Fonte Arpa Piemonte
Area G - Codici di allerta emessi per stagione e per fenomeno nel 2025 - Fonte Arpa Piemonte
Area H - Codici di allerta emessi per stagione e per fenomeno nel 2025 - Fonte Arpa Piemonte
Area I - Codici di allerta emessi per stagione e per fenomeno nel 2025 - Fonte Arpa Piemonte
Area L - Codici di allerta emessi per stagione e per fenomeno nel 2025 - Fonte Arpa Piemonte
Area M - Codici di allerta emessi per stagione e per fenomeno nel 2025 - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Direttiva 27 febbraio 2004: indirizzi operativi per la gestione del sistema di allertamento nazionale per il rischio idrogeologico e idraulico https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2004/03/11/59/so/39/sg/pdf

Disciplinare riguardante "Il Sistema di Allertamento e la risposta del sistema regionale di protezione civile" https://www.arpa.piemonte.it/export/sites/default/pubblicazioni/pdf/dgr_07320_1050_30072018.pdf

Bollettino di allerta meteoidrologica di Arpa Piemonte https://www.arpa.piemonte.it/rischi_naturali/snippets_arpa/allerta/index.html

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Acqua