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Il Reporting approva definitivamente i testi e li rende pubblicabili

Gli scenari climatici in Piemonte

Anno
2026

Alla base delle simulazioni di quello che sarà il clima futuro attraverso i modelli climatici, in grado di riprodurre la dinamica dell’oceano e dell’atmosfera e di rappresentare in modo più completo possibile tutti i processi di interazione terra-atmosfera, vi sono delle ipotesi sugli scenari emissivi e sulle politiche di riduzione dei gas serra che verranno applicate, così da definire degli “emission pathways” che rappresentano l’andamento delle emissioni e della relativa concentrazione dei gas climalteranti in atmosfera nel corso del XXI secolo e più.

Gli scenari di riferimento sono attualmente quattro (definiti nell’ambito del lavoro del Panel Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici IPCC che si occupa della mitigazione) e si differenziano fra loro per il potenziale di perturbazione del bilancio energetico planetario espresso in termini di Forcing Radiativo al 2100 rispetto al periodo pre-industriale. 

Si definiscono RCP (Representative Concentration Pathway) seguiti da un numero che rappresenta il forcing radiativo (in W/m2), ossia l'alterazione del bilancio tra energia entrante e energia uscente nel sistema terra-atmosfera dovuta alla diversa concentrazione dei gas serra in atmosfera, includendo anche i processi di feedback e di interazione.

Gli scenari considerati in questa analisi sono:
•    RCP 8.5, che rappresenta uno scenario a forti emissioni, all’incirca come se il tasso di emissioni fosse come l’attuale, senza azioni di mitigazione
•    RCP 4.5, che rappresenta uno scenario intermedio, dove le emissioni di CO2 raggiungono un massimo per poi stabilizzarsi verso la fine del XXI secolo.
 

Tutti questi scenari vedono un aumento importante della temperatura globale a fine secolo rispetto ai valori del periodo 1986-2005, pari a 3.7°C (in un range tra 2.6-4.8°C) per RCP8.5 e 1.8°C (in un range tra 1.1-2.6 °C) per RCP4.5

Nessuno dei due scenari è in grado di mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 1.5°C.

Per le analisi sul Piemonte sono state utilizzate le simulazioni modellistiche sviluppate dal consorzio EUROCORDEX

Si tratta di modelli realizzati attraverso un downscaling dinamico, ossia l'uso di modelli regionali ad alta risoluzione (11 km) innestati in modelli climatici globali, sui due scenari RCP 4.5 e RCP 8.5. 

Unitamente a questi, sono state le medesime simulazioni applicate nel Piano Nazionale di Adattamento al Cambiamento Climatico messe a disposizione dal Centro Euromediterraneo sui Cambiamenti Climatici

Si tratta del modello regionale COSMO-CLM a risoluzione ancora più elevata (circa 8 km), sempre innestato sui due scenari RCP 4.5 e RCP 8.5 a partire da modelli climatici globali.

Arpa Piemonte e Regione Piemonte hanno elaborato un report sugli scenari futuri che attraverso l’utilizzo dei modelli regionali di ultima generazione disponibili a livello europeo, opportunamente trattati per adeguarli al clima del territorio regionale, consente di tracciare una proiezione di quella che sarà l’evoluzione climatica del Piemonte fino a fine secolo, i dati sono disponibili sul   Portale sul clima in Piemonte.

Informazioni e risorse aggiuntive

EURO-CORDEX - Coordinated Downscaling Experiment - European Domain https://www.euro-cordex.net/

Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici Clima: Approvato il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici

Centro Euromediterraneo sui Cambiamenti Climatici https://www.cmcc.it/

https://www.cmcc.it/models/cosmo-clm-climate-limited-area-modelling-community

Bucchignani, E., Montesarchio, M., Zollo, A. L., & Mercogliano, P. (2016). High‐resolution climate simulations with COSMO‐CLM over Italy: performance evaluation and climate projections for the 21st century. International Journal of Climatology,36(2), 735-756. https://agupubs.onlinelibrary.wiley.com/share/KKRHPGXDU2NDRCPNISYT?target=10.1002/2014JD022219

Arpa Piemonte   Portale sul clima https://webgis.arpa.piemonte.it/secure_apps/portale-sul-clima-in-piemonte/

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Clima

Gestione integrata del ciclo delle acque

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Tipo
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La gestione integrata del ciclo delle acque concorre agli Obiettivi dell'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, in particolare all'Obiettivo 6: Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie ed in riferimento alla Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile (SRSvS), concorre in particolare agli obiettivi previsti nella macro-area strategica MAS 3 - Curare il patrimonio culturale e ambientale e la resilienza dei territori, attraverso la tutela delle acque, dei suoli, delle biodiversità, la riduzione delle marginalità territoriali e la valorizzazione delle risorse culturali, paesaggistiche e ambientali.

In particolare concorre alle seguenti priorità:

Si riportano nel dettaglio gli obiettivi della programmazione che concorrono alla attuazione della SRSvS:

  • Estensione, potenziamento ed adeguamento funzionale dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione in funzione di una loro maggiore efficienza, efficacia ed economicità;
  • Aumento della resilienza dei suddetti servizi agli effetti dei cambiamenti climatici, soprattutto in termini di sicurezza dell’approvvigionamento potabile;
  • Aggregazione delle gestioni del SII in funzione di una gestione unica a scala di ogni singolo ATO;
  • Riorganizzazione e potenziamento della filiera di riutilizzo e smaltimento dei fanghi di depurazione nonché aggiornamento della pianificazione regionale in materia;
  • Tutela del territorio montano e delle sue risorse naturali attraverso una quota della tariffa del SII che annualmente viene a tal fine destinata dagli Enti di governo d’Ambito.

Le norme in materia di Servizio Idrico Integrato (SII) sono mirate alla organizzazione del servizio secondo principi di efficienza, di efficacia e di economicità, traguardano l'obiettivo di una graduale aggregazione e industrializzazione dei soggetti gestori del servizio finalizzata al miglioramento dei livelli qualitativi del servizio erogato nonché al miglioramento delle prestazioni ambientali e di soddisfazione dell’utenza delle fasi di captazione, trasporto e distribuzione dell’acqua potabile, di collettamento e depurazione delle acque reflue urbane.

L'azione della Regione è finalizzata, nel perimetro delle proprie competenze, ad incentivare l’attuazione della riforma del servizio dal punto di vista dell’organizzazione, al raggiungimento di una più robusta condizione di ottemperanza alle normative comunitarie in materia di acque potabili e trattamento delle acque reflue, all’erogazione di un servizio di qualità e resiliente agli effetti del cambiamento climatico.

Anno
2026
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Il sistema fognario/depurativo

Anno
2026

La pressione sull’ambiente, a scala regionale, del sistema fognario/depurativo è determinata da circa 3.760 punti di scarico con un volume annuo di 773 milioni di m3. I punti di scarico relativi a 164 depuratori, tutti dotati di adeguato sistema di trattamento almeno secondario, fanno riferimento ai principali agglomerati urbani (con più di 2.000 abitanti equivalenti). È importane notare come circa il 5% degli scarichi corrisponda all’ 80% dei volumi totali e ad una popolazione trattata equivalente di circa 4,8 milioni.

La direttiva 91/271/CEE, che in modo specifico per anni ha regolato la materia, prevedendo livelli di trattamento a cui sottoporre le acque reflue urbane proporzionati e resi appropriati sulla base della classe dimensionale dell’agglomerato, calcolata in termini di carico organico ed espressa in abitanti equivalenti, nonché in considerazione della maggiore necessità di tutela delle acque dall’inquinamento, distinguendo tra scarico in aree normali, in aree sensibili (laghi) e in bacini drenanti afferenti ad aree sensibili (bacino drenante nel Delta del Po e nell’Adriatico).

La nuova direttiva UE 2024/3019 del 27 Novembre 2024, pubblicata il 12 Dicembre 2024 in Gazzetta Ufficiale, come rifusione della direttiva 91/271/CE, è entrata in vigore il 1º gennaio 2025 e gli Stati membri dovranno completare il recepimento delle disposizioni nel proprio ordinamento nazionale entro il 31 Luglio 2027, continua a perseguire lo stesso obiettivo della direttiva 91/271, implementando ed estendendo la sua applicazione nei seguenti macro argomenti:

  • applicazione ad agglomerati più piccoli,
  • ulteriore riduzione delle emissioni di Fosforo e di Azoto nonché attenzione ad un maggior numero di inquinanti, compresi i microinquinanti;
  • responsabilità estesa del produttore conformemente al principio "chi inquina paga".
  • obiettivo della neutralità energetica.

La nuova direttiva impone agli Stati membri di raccogliere e trattare le acque reflue provenienti da tutti gli agglomerati con oltre 1.000 abitanti equivalenti. Tutti gli agglomerati con un numero di abitanti equivalenti compreso tra 1.000 e 2.000 devono essere dotati di reti fognarie e trattamento secondario dei reflui entro il 2035. A partire dal 2033 ed entro il 2045 progressivo incremento del numero degli impianti > 10.000 abitanti equivalenti adeguati ai nuovi limiti più restrittivi di emissione dell'azoto e del fosforo (trattamento terziario). A partire dal 2033 ed entro il 2045 progressivo incremento del numero degli impianti di trattamento delle acque reflue urbane che trattano un carico di 150.000 abitanti equivalenti o più adeguati ai requisiti del trattamento supplementare per rimuovere i microinquinanti (trattamento quaternario).

È utile considerare che l’ulteriore estensione del servizio di fognatura è ormai fortemente condizionato dalle caratteristiche fisiche del territorio e dalle particolarità dell’urbanizzazione, che in alcune aree della regione si presenta molto frammentata. Le risorse economiche derivanti dalla tariffa, nonché gli eventuali programmi di finanziamento con risorse pubbliche (Ministero, Regione), sono prioritariamente destinate non tanto all’estensione del reticolo di collettamento dei reflui per raggiungere quelle che convenzionalmente sono dette “case sparse”, quanto piuttosto a dotare le reti attuali di migliori terminali. L’obiettivo è di realizzare per le diverse reti fognarie, valutando caso per caso, impianti di depurazione che garantiscano maggiori prestazioni in termini di qualità dello scarico nell’ambiente o il convogliamento dei reflui verso gli impianti di depurazione di maggiori dimensioni, razionalizzando il sistema infrastrutturale e dismettendo piccoli depuratori di difficile gestione e dalle prestazioni modeste.

Il servizio di fognatura non procede dunque tanto in termini di percentuale di popolazione raggiunta, ormai vicina al limite di fattibilità tecnica e di sostenibilità economica, quanto nella risoluzione delle criticità delle infrastrutture esistenti (rotture, rigurgiti, allagamenti, emissioni odorose sgradevoli) e nel miglioramento della qualità delle acque trattate e restituite nell’ambiente.

La lunghezza totale della rete fognaria principale ad esclusione degli allacci risulta di 23.324 km di cui 16.123 di fognatura mista, 3.098 km di fognatura bianca e 4.102 di fognatura nera a servizio 1.036.358 utenti finali esclusi utenti indiretti, di cui 2.805 industriali.

Il carico inquinante totale delle acque reflue del territorio servito (carico generato) è di 7.427.056 A.E. di cui 565.924 A.E. di origine industriale.

Nella Tabella 1 riportata di seguito sono caricati i dati relativi agli impianti di depurazione distinti per carico trattato tra maggiori e minori di 2.000 A.E. e per tipologia di trattamento.

Tabella 1. Dati relativi agli impianti di depurazione distinti per carico trattato e per tipologia di trattamento.

Approfondimenti su questo argomento sono consultabili sulla relazione “Quadro conoscitivo sull’avanzamento della riforma e lo stato dei servizi idrici” alla pagina dedicata sul sito regionale.


 

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Redazione RSA

Valutazione di Incidenza Ambientale - Recepimento linee guida

Con la DGR 55-7222/2023/XI del 12 luglio 2023 la Regione ha recepito le Linee Guida Nazionali per la Valutazione di Incidenza (VIncA) - Direttiva 92/43/CEE "HABITAT" articolo 6, paragrafi 3 e 4  (di cui all’Intesa del 28.11.2019, tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano) adeguando la procedura regionale e gli strumenti applicativi ad essa correlati e sono stati approvati i seguenti allegati:

  • Allegato A: “Prevalutazioni”,
  • Allegato B: “Condizioni d’obbligo”,
  • Allegato C: “Format proponente screening”,
  • Allegato D: “Format proponente VIncA appropriata”,
  • Allegato E: “Misure di Conservazione per la tutela della Rete Natura 2000 in Piemonte - aggiornamento”.

Con la Delibera sono state modificate le Misure di conservazione per la tutela della Rete natura 2000 del Piemonte (Allegato E), in quanto era necessario eliminare dal testo tutti i dispositivi relativi a casi di esclusione dalla VIncA di piani, programmi, progetti, interventi o attività. Le nuove Misure di conservazione “generali” modificano a cascata anche tutte le Misure di conservazione Sito-Specifiche.

Le “Prevalutazioni” sono un processo di semplificazione della procedura di Valutazione di Incidenza, in quanto nel processo vengono individuate tipologie di Piani/Programmi/Progetti/Interventi/Attività (P/P/P/I/A) e le loro caratteristiche che, se realizzate in determinate aree del sito Natura 2000, non determinano incidenze significative sul medesimo.

I P/P/P/I/A se ricadenti nelle macrocategorie delle “prevalutazioni” devono essere posti all’attenzione del Soggetto Gestore del Sito Rete Natura 2000 per la “verifica di corrispondenza” tra quanto proposto e quanto oggetto della prevalutazione.

L’allegato A della Delibera, riporta 13 tipologie di progetti, interventi, attività che sono stati sottoposti a Screening e ne riporta le risultanze per tutti i Siti della Rete Natura 2000 in Piemonte.

Le “Condizioni d’Obbligo” (Allegato B) sono una lista di indicazioni, caratteristiche progettuali o di gestione del P/P/P/I/A o dell’area interessata, che hanno la funzione prioritaria di indirizzare il proponente ad elaborare correttamente il contenuto del P/P/P/I/A così da rendere nullo o minimo il rischio di incidenza su specie e habitat di un Sito o sul Sito nella sua interezza. Il proponente deve integrarle formalmente nella documentazione di Screening del P/P/P/I/A proposto, assumendosi la responsabilità della loro piena attuazione; il loro rispetto è condizione necessaria, ma non esaustiva, affinché non si debba procedere a Valutazione Appropriata.

Con la  DGR n 11-1905 del 1/12/2025  sono stati aggiornati e sostituiti:
- l’Allegato A con cui sono state introdotte per alcuni Siti Rete Natura 2000 alcune nuove macrocategorie sottoposte alla prevalutazione (10-bis, 11-bis, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21 e 22)
- l’Allegato B: con cui sono state introdotte nuove Condizioni d’Obbligo collegate all’uso del drone, agli studi e ricerche scientifiche e agli impianti di noccioleto.
 

Informazioni e risorse aggiuntive


Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA).
 

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Con la DGR 55-7222/2023/XI del 12 luglio 2023 la Regione ha recepito le Linee Guida Nazionali per la Valutazione di Incidenza (VIncA) - Direttiva 92/43/CEE "HABITAT" articolo 6, paragrafi 3 e 4  (di cui all’Intesa del 28.11.2019, tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano) adeguando la procedura regionale e gli strumenti applicativi ad essa correlati e sono stati approvati i seguenti allegati:

  • Allegato A: “Prevalutazioni”,
  • Allegato B: “Condizioni d’obbligo”,
  • Allegato C: “Format proponente screening”,
  • Allegato D: “Format proponente VIncA appropriata”,
  • Allegato E: “Misure di Conservazione per la tutela della Rete Natura 2000 in Piemonte - aggiornamento”.

Con la Delibera sono state modificate le Misure di conservazione per la tutela della Rete natura 2000 del Piemonte (Allegato E), in quanto era necessario eliminare dal testo tutti i dispositivi relativi a casi di esclusione dalla VIncA di piani, programmi, progetti, interventi o attività. Le nuove Misure di conservazione “generali” modificano a cascata anche tutte le Misure di conservazione Sito-Specifiche.

Le “Prevalutazioni” sono un processo di semplificazione della procedura di Valutazione di Incidenza, in quanto nel processo vengono individuate tipologie di Piani/Programmi/Progetti/Interventi/Attività (P/P/P/I/A) e le loro caratteristiche che, se realizzate in determinate aree del sito Natura 2000, non determinano incidenze significative sul medesimo.

I P/P/P/I/A se ricadenti nelle macrocategorie delle “prevalutazioni” devono essere posti all’attenzione del Soggetto Gestore del Sito Rete Natura 2000 per la “verifica di corrispondenza” tra quanto proposto e quanto oggetto della prevalutazione.

L’allegato A della Delibera, riporta 13 tipologie di progetti, interventi, attività che sono stati sottoposti a Screening e ne riporta le risultanze per tutti i Siti della Rete Natura 2000 in Piemonte.

Le “Condizioni d’Obbligo” (Allegato B) sono una lista di indicazioni, caratteristiche progettuali o di gestione del P/P/P/I/A o dell’area interessata, che hanno la funzione prioritaria di indirizzare il proponente ad elaborare correttamente il contenuto del P/P/P/I/A così da rendere nullo o minimo il rischio di incidenza su specie e habitat di un Sito o sul Sito nella sua interezza. Il proponente deve integrarle formalmente nella documentazione di Screening del P/P/P/I/A proposto, assumendosi la responsabilità della loro piena attuazione; il loro rispetto è condizione necessaria, ma non esaustiva, affinché non si debba procedere a Valutazione Appropriata.

Con la  DGR n 11-1905 del 1/12/2025  sono stati aggiornati e sostituiti:
- l’Allegato A con cui sono state introdotte per alcuni Siti Rete Natura 2000 alcune nuove macrocategorie sottoposte alla prevalutazione (10-bis, 11-bis, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21 e 22)
- l’Allegato B: con cui sono state introdotte nuove Condizioni d’Obbligo collegate all’uso del drone, agli studi e ricerche scientifiche e agli impianti di noccioleto.
 

Informazioni e risorse aggiuntive


Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA).
 

Anno
2026

Contratti di Fiume a livello nazionale

Anno
2026

Con l’introduzione, nel 2015, nel D.Lgs. 152/2006 dell’articolo 68 bis, che attribuisce ai Contratti di Fiume un ruolo importante per all'attuazione della pianificazione sulle acque regionale e distrettuale, questo strumento è stato riconosciuto e potenziato a livello nazionale.

A seguito di questo riconoscimento normativo, per espandere ulteriormente l’esperienza dei Contratti, si è creato Osservatorio nazionale sui Contratti di Fiume, finanziato con il progetto CREIAMO PA nell’ambito del PON Governance 2014-2020, per rendere omogeneo l’approccio partecipativo alle politiche fluviali a livello italiano e formare di tecnici della PA capaci di condurre processi negoziali sul territorio nazionale. Il coordinamento è svolto, dal 2020, dal Ministero Ambiente (attualmente Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica - MASE). La Regione Piemonte è una delle due regioni attivamente coinvolte nel Comitato di Indirizzo del Progetto. 

Il lavoro dell'Osservatorio ha permesso di predisporre la Piattaforma Nazionale dei Contratti di Fiume che, attraverso la raccolta di dati, il monitoraggio e la messa a sistema delle azioni realizzate sui territori nell’ambito dei Contratti di Fiume, permette di avere un quadro coerente della diffusione e dello stato di avanzamento dei processi di CdF sul territorio italiano. 

Nell’autunno 2023 si è concluso questo primo progetto, la Piattaforma informatica è stata presa in carico dal MASE per garantirne la continuità e l'implementazione. Attualmente tutte le Regioni stanno sottoscrivendo un protocollo che consentirà la fruizione e inserimento dei propri dati sullo stato di avanzamento dei singoli Contratti.

Sono stati prodotti tre video animati per la divulgazione del significato e del valore dei “Contratti”, a scopo informativo e didattico:

Informazioni e risorse aggiuntive


I contratti di Fiume sul sito del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica.

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Tipo Strumento
Acqua

Piano regionale per la Mobilità delle Persone (PrMoP) e Piano regionale della Logistica (PrLog)

Anno
2026

"Il Piano regionale della Mobilità delle Persone (PrMoP) e Piano regionale della Logistica (PrLog). Le Azioni al 2030" è stato approvato con la D.G.R. n. 6-7459 del 25.09.2023 in attuazione del Piano Regionale della Mobilità e dei Trasporti (D.C.R. n. 256-2458 del 16.01.2018) per definire le politiche di medio termine funzionali al raggiungimento dei suoi obiettivi al 2030. Il Piano Regionale della Mobilità Ciclistica, previsto dalle disposizioni nazionali per lo sviluppo della mobilità ciclistica (l.n. 2/2018), è parte integrante di due piani.

Il PrMoP e PrLog, nell’intento di coordinare in modo esaustivo le politiche regionali che influenzano la mobilità e i trasporti, si compone di un quadro strutturato di:

  • 7 Linee strategiche d’intervento (Ls) che indirizzano l’attuazione e individuano le criticità sulle quali occorre intervenire affrontando la materia della mobilità e dei trasporti da punti di vista differenti;
  • 30 Macroazioni (M) che rappresentano gli obiettivi da conseguire per garantire l’efficacia e l’efficienza di reti, nodi e servizi, agendo anche sul coordinamento delle politiche pubbliche regionali e per modificare il comportamento delle persone;
  • 83 Azioni che discendono dalle Macroazioni e rappresentano le risposte a quanto emerso in fase di analisi e segnalato in fase di consultazione indirizzando la programmazione verso gli obiettivi di piano.

Le azioni del PrMoP e del PrLog operano in modo sinergico, tra loro e con le altre politiche regionali, e a scale diverse in una logica di pianificazione gerarchica e integrata che tiene conto del comune assetto infrastrutturale e degli sviluppi dell’innovazione tecnologica, delle politiche per la mobilità sostenibile e per la sicurezza stradale.

Il Piano adotta come riferimento per la mobilità sostenibile la Strategia ASI (Avoid – Shift – Improve) in coerenza con il Piano regionale per la Qualità dell’Aria e il Piano Energetico Ambientale Regionale. 

La strategia ASI promuove misure che, pur preservando l’accessibilità delle persone a beni e servizi, riducano la necessità di spostarsi (Avoid) con mezzi motorizzati privilegiando scelte di mobilità sostenibili (Shift) dal punto di vista della salute, della salvaguardia ambientale ed economica del territorio. Le azioni riguardano anche l’efficienza del sistema attuale (Improve) per renderlo “carbone-neutrale” con il rinnovo dei mezzi e l’efficientamento dei sistemi di ricarica e alimentazione.

 

Informazioni e risorse aggiuntive


Versione integrale del PrMoP e PrLog con i suoi Allegati.

 

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Tipo Strumento
Mobilità

PNRR - Produzione di idrogeno in aree industriali dismesse

In attuazione dell’Azione 3.1.1 – Sostegno a realizzazione di siti di produzione di idrogeno della Strategia regionale per l’idrogeno, nel corso del 2023 Regione Piemonte ha dato seguito al bando “Produzione di idrogeno in aree industriali dismesse” finanziato con risorse PNRR, per una dotazione finanziaria complessiva di Euro 19.500.000, volto a promuovere la produzione a livello locale di idrogeno rinnovabile mediante elettrolizzatori, da utilizzare, ad esempio, nei processi industriali e nel trasporto pubblico.

Attraverso la riconversione di aree industriali dismesse in unità sperimentali per la produzione di idrogeno con impianti a fonti energetiche rinnovabili, si potranno conseguire due importanti obiettivi: riutilizzare aree già infrastrutturate ma non più utilizzate e contribuire alla decarbonizzazione del sistema energetico.

Degli 11 progetti presentati, a seguito di valutazione sono risultati ammissibili a finanziamento 7 progetti.
Di questi, 2 sono risultati totalmente finanziabili, il terzo parzialmente finanziabile, mentre 4 progetti sono risultati ammissibili ma non finanziabili a causa dell’esaurimento della dotazione finanziaria assegnata al Piemonte.

Nella seconda metà del 2023 si è quindi dato avvio alla fase realizzativa delle iniziative.

La modifica del PNRR di cui alla Decisione n. 765 del 24/11/2023 prevede il rafforzamento di questa Misura con lo stanziamento di ulteriori 90 milioni (a livello nazionale) dal Capitolo REPowerEU e la Regione Piemonte ha visto un aumento della propria dotazione finanziaria di circa 20 milioni di euro per il finanziamento di un ulteriore progetto e la copertura finanziaria totale del terzo in precedenza parzialmente finanziato.

Progetti Bandiera

In attuazione dell'Investimento I.3.1, Misura 2, Componente 2 del PNRR “Produzione di idrogeno in aree industriali dismesse”, la Giunta Regionale ha approvato (Deliberazione della Giunta Regionale n. 6-482 del 6/12/2024) lo schema di accordo da sottoscriversi tra la Regione Piemonte ed il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) per la realizzazione di “Progetti bandiera”, ovvero progetti aventi particolare rilevanza strategica per la Regione, connessi al citato Investimento del PNRR, da finanziare con risorse statali per Euro 10.000.000,00; i criteri e le modalità per la selezione delle proposte progettuali ammissibili a finanziamento saranno definiti nel corso del 2025 attraverso un apposito bando.
 

Informazioni e risorse aggiuntive


Bando PNRR  - M2C2 Investimento 3.1 “Produzione di idrogeno in aree industriali dismesse”

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

In attuazione dell’Azione 3.1.1 – Sostegno a realizzazione di siti di produzione di idrogeno della Strategia regionale per l’idrogeno, nel corso del 2023 Regione Piemonte ha dato seguito al bando “Produzione di idrogeno in aree industriali dismesse” finanziato con risorse PNRR, per una dotazione finanziaria complessiva di Euro 19.500.000, volto a promuovere la produzione a livello locale di idrogeno rinnovabile mediante elettrolizzatori, da utilizzare, ad esempio, nei processi industriali e nel trasporto pubblico.

Attraverso la riconversione di aree industriali dismesse in unità sperimentali per la produzione di idrogeno con impianti a fonti energetiche rinnovabili, si potranno conseguire due importanti obiettivi: riutilizzare aree già infrastrutturate ma non più utilizzate e contribuire alla decarbonizzazione del sistema energetico.

Degli 11 progetti presentati, a seguito di valutazione sono risultati ammissibili a finanziamento 7 progetti.
Di questi, 2 sono risultati totalmente finanziabili, il terzo parzialmente finanziabile, mentre 4 progetti sono risultati ammissibili ma non finanziabili a causa dell’esaurimento della dotazione finanziaria assegnata al Piemonte.

Nella seconda metà del 2023 si è quindi dato avvio alla fase realizzativa delle iniziative.

La modifica del PNRR di cui alla Decisione n. 765 del 24/11/2023 prevede il rafforzamento di questa Misura con lo stanziamento di ulteriori 90 milioni (a livello nazionale) dal Capitolo REPowerEU e la Regione Piemonte ha visto un aumento della propria dotazione finanziaria di circa 20 milioni di euro per il finanziamento di un ulteriore progetto e la copertura finanziaria totale del terzo in precedenza parzialmente finanziato.

Progetti Bandiera

In attuazione dell'Investimento I.3.1, Misura 2, Componente 2 del PNRR “Produzione di idrogeno in aree industriali dismesse”, la Giunta Regionale ha approvato (Deliberazione della Giunta Regionale n. 6-482 del 6/12/2024) lo schema di accordo da sottoscriversi tra la Regione Piemonte ed il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) per la realizzazione di “Progetti bandiera”, ovvero progetti aventi particolare rilevanza strategica per la Regione, connessi al citato Investimento del PNRR, da finanziare con risorse statali per Euro 10.000.000,00; i criteri e le modalità per la selezione delle proposte progettuali ammissibili a finanziamento saranno definiti nel corso del 2025 attraverso un apposito bando.
 

Informazioni e risorse aggiuntive


Bando PNRR  - M2C2 Investimento 3.1 “Produzione di idrogeno in aree industriali dismesse”

Anno
2026

Strategie per la Banda Ultralarga e per la Crescita Digitale in Piemonte

Anno
2026

L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che gli investimenti degli operatori privati in Italia sono insufficienti a permettere il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea (DAE).

Le reti a banda ultralarga rappresentano un fattore chiave per lo sviluppo della Società dell’Informazione e sono una condizione abilitante per la crescita economica.
La loro diffusione sul territorio, grazie alla maggiore velocità e affidabilità di trasmissione, abiliterà in modo significativo la diffusione dell’informazione, la condivisione e l’accessibilità del patrimonio pubblico, lo sviluppo e l’adozione di nuovi servizi digitali (o potenziamento degli esistenti) nel pubblico e nel privato, l’inclusione e la partecipazione dei cittadini, favorendo l’innovazione e il cambiamento in campo sociale ed economico.

Il Piano di Investimenti per la diffusione della banda ultralarga, cardine dell’investimento pubblico nelle reti infrastrutturali, è concepito in stretta sinergia con la Strategia per la crescita Digitale, dal momento che entrambe intendono contribuire all’aumento della digitalizzazione dell’economia e della società e di conseguenza delle potenzialità di innovazione del territorio.

A livello regionale, la due strategie convergono nelle misure che incidono sull’obiettivo tematico 2 della politica di coesione “Migliorare l’accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC), nonché il loro utilizzo e qualità” e nei contenuti programmatici di un asse dedicato: l’Asse II Agenda Digitale del Programma Operativo Regionale del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale.

Gli investimenti perseguono l’obiettivo di migliorare la performance digitale del Piemonte, allineandola ai valori della media europea, prendendo in considerazione cinque dimensioni chiave: connettività, capitale umano, utilizzo dei servizi internet, integrazione delle tecnologie digitali e servizi pubblici digitali riassunte nell’indice europeo DESI Index (The Digital Economy and Society Index).

Con le azioni in essere si intende:

  • garantire la realizzazione degli obiettivi dell’Agenda digitale italiana in coerenza con l’Agenda digitale europea;
  • contribuire alla diffusione dell'utilizzo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, favorendo l'innovazione e la crescita economica, culturale e sociale del Paese, promuovendo l’alfabetizzazione digitale di cittadini e imprese, creando nuove conoscenze e opportunità di sviluppo.

A livello di dotazione infrastrutturale è previsto il potenziamento delle dotazioni con la previsione di:

  • copertura ad almeno 100 Mbps fino all’85% della popolazione italiana;
  • copertura ad almeno 30 Mbps garantita alla totalità della popolazione italiana;
  • copertura ad almeno 100 Mbps di sedi ed edifici pubblici (scuole e ospedali in particolare), delle aree di maggior interesse economico e concentrazione demografica, delle aree industriali, delle principali località turistiche e degli snodi logistici
  • garanzia di internet veloce nelle aree dove gli operatori di mercato non hanno programmato di investire direttamente e ridurre le marginalità territoriali mettendo in condizione ogni territorio di disporre dell’infrastruttura di rete;
  • assicurare il rilegamento in fibra ottica delle sedi della Pubblica Amministrazione centrale e locale (edifici pubblici quali scuole, sedi e presidi sanitari, sedi delle forze dell’ordine, sedi comunali) e nelle aree industriali.
     

Per approfondimenti visita la pagina dedicata all'Agenda Digitale della Regione Piemonte e dell'Osservatorio ICT del Piemonte: https://www.osservatorioict.piemonte.it/

Gli investimenti per le reti a banda ultralarga, come ripreso nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), devono essere accompagnati da interventi mirati allo sviluppo delle competenze digitali dei cittadini; secondo i dati del Digital Economy and Society Index 2021, l’Italia è terzultima in Europa nella dimensione del capitale umano. Solo il 42 % delle persone di età compresa tra i 16 e i 74 anni possiede competenze digitali di base (56 % nell'UE) e solo il 22 % dispone di competenze  superiori a quelle base (31 % nell'UE).  Nel quadro del sostegno della transizione digitale del Paese e la modernizzazione della PA, delle infrastrutture di comunicazione e del sistema produttivo, la Regione è impegnata nell’attuazione della Misura 1.7.2 “Rete di servizi di facilitazione digitale” prevista dalla Missione 1 Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo - Componente 1 Digitalizzazione, innovazione e sicurezza della pubblica amministrazione.

Con la DGR n. 62 – 6055 del 25 novembre 2022 è stato approvato il Piano operativo regionale che prevede un bando non competitivo rivolto a diverse forme di aggregazione tra comuni piemontesi (cosiddetti "soggetti sub-attuatori"), allo scopo di favorire la predisposizione ed il finanziamento di reti locali di facilitazione, le tempistiche per la definizione delle progettualità, la creazione di 199 nodi di facilitazione digitale entro il 30 giugno 2023 e l’erogazione dei servizi di facilitazione erogati a 160.000 cittadini entro il 31 dicembre 2025; il 10 gennaio 2023 è stato sottoscritto l’Accordo per la realizzazione della Misura 1.7.2 “Rete di servizi di facilitazione digitale” tra la Regione Piemonte Direzione Competitività del Sistema Regionale e la Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento per la trasformazione digitale.
L’obiettivo generale del progetto “Rete di servizi di facilitazione digitale” è legato all’accrescimento delle competenze digitali diffuse per favorire l’uso autonomo, consapevole e responsabile delle nuove tecnologie, per promuovere il pieno godimento dei diritti di cittadinanza digitale attiva da parte di tutti e per incentivare l’uso dei servizi online dei privati e delle Amministrazioni Pubbliche, semplificando il rapporto tra cittadini e Pubblica Amministrazione.

Con l’azione si intende contribuire all’aumento del grado di utilizzo dei servizi pubblici digitali (e-government) e della digitalizzazione della società, allineando il Piemonte al valore della dimensione “Connettività” dell’indice Digital Economy and Society Index (DESI) alla media UE.
 

Informazioni e risorse aggiuntive

Agenda Digitale della Regione Piemonte e dell'Osservatorio ICT del Piemonte

PNNR - Misura 1.7.2 “Rete di servizi di facilitazione digitale”

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Tipo Strumento
Territorio

Disturbo olfattivo

Tema
Tipo
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Che cosa è l’odore?

L’odore è la risposta sensoriale del nostro cervello ad una stimolazione determinata da una miscela più o meno complessa di sostanze che vengono in contatto con l’epitelio olfattivo. L’odore dell’aria che respiriamo è stato riconosciuto come una variabile ambientale che può influenzare la qualità della vita ed influire sulle attività economiche quali attività commerciali e turistiche.

Benché l'odore rappresenti un indicatore di un possibile inquinamento dell’aria, viene talvolta erroneamente associato ad una possibile tossicità dell’aria. Tuttavia, bisogna considerare che, se è vero che l’odore per la maggior parte dei casi non è causa di conseguenze sulla salute, è altrettanto documentato in letteratura come, a lungo andare, nei soggetti esposti più sensibili possa peggiorare la percezione del proprio stato di salute.

Il tema del monitoraggio, controllo e valutazione dell’impatto olfattivo è oggetto di sempre maggior attenzione per la pubblica amministrazione, sia per gli Enti preposti al rilascio delle autorizzazioni ambientali sia per gli Enti di controllo in relazione alle numerose segnalazioni e richieste di intervento da parte della popolazione esposta, che rivendica una migliore qualità della vita (Coordinamento Tecnico Operativo SNPA – Reti tematica 05 – Odori – Fascicolo informativo 2022 – II semestre). 

Per un approfondimento sugli approcci adeguati ad effettuare un’azione di prevenzione, controllo e valutazione delle emissioni odorigene, si rimanda alla recente pubblicazione SNPA “Emissioni odorigene. Elementi di riferimento e approcci metodologici per il monitoraggio” – Delibera n. 268/25 del 21 gennaio 2025 (Emissioni odorigene: elementi di riferimento e approcci metodologici per il monitoraggio – SNPA – Sistema nazionale protezione ambiente).

Informazioni e risorse aggiuntive

pubblicazione SNPA “Emissioni odorigene. Elementi di riferimento e approcci metodologici per il monitoraggio” – Delibera n. 268/25 del 21 gennaio 2025 https://www.snpambiente.it/snpa/emissioni-odorigene-elementi-di-riferimento-e-approcci-metodologici-per-il-monitoraggio/

Anno
2026
Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Monossido di carbonio - serie storiche

Anno
2026
Media annua

Torino è la città con la serie storica più lunga a livello regionale per il monossido di carbonio. 
La stazione di traffico di Torino – Rebaudengo è la stazione che presenta generalmente le concentrazioni medie annue di CO più elevate della regione; il trend storico a partire dal 1981 mostra come il miglioramento tecnologico nel settore trasporti abbia portato a una riduzione delle emissioni di CO, con conseguente miglioramento dei livelli di concentrazione in atmosfera per questo inquinante.
 

Monossido di carbonio (CO): concentrazioni medie annuali rilevate negli anni 1981-2025, presso la stazione di Torino-Rebaudengo - Fonte Arpa Piemonte
Massima media di 8 ore giornaliera

In merito ai valori medi delle massime medie sulle 8 ore giornaliere si può notare come dal 2010 al 2025 le zone con concentrazioni più elevate sul territorio piemontese siano quelle dell’agglomerato torinese e di pianura. 

Monossido di carbonio (CO): Trend delle massime medie di 8 ore giornaliere per zona UE dal 2010 al 2025 - Fonte Arpa Piemonte

Analogamente, è possibile osservare come le stazioni con valori di concentrazione più elevati siano quelle situate in un contesto urbano di traffico, in quanto maggiormente esposte al traffico veicolare, considerato, infatti, il tracciante di riferimento durante tutto il corso dell'anno per questo tipo di inquinante.

Monossido di carbonio (CO): Trend delle massime medie di 8 ore giornaliere per tipo di zona dal 2010 al 2025 - Fonte Arpa Piemonte
Monossido di carbonio (CO): Trend delle massime medie di 8 ore giornaliere per tipo di stazione dal 2010 al 2025 - Fonte Arpa Piemonte
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Aria