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Il Reporting approva definitivamente i testi e li rende pubblicabili

Consumo di suolo

Tema
Tipo
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Il consumo di suolo è il processo associato alla perdita della risorsa ambientale fondamentale, limitata e non rinnovabile, dovuta all’occupazione della superficie originariamente agricola, naturale o seminaturale con una copertura artificiale.

 E' un fenomeno legato alle dinamiche insediative e infrastrutturali ed è prevalentemente dovuto alla costruzione di nuovi edifici, fabbricati e insediamenti, all’espansione delle città, alla densificazione o alla conversione di terreno entro un’area urbana, all’infrastrutturazione del territorio.

Il consumo di suolo è, quindi, definito come la variazione da una copertura non artificiale (suolo non consumato) a una copertura artificiale del suolo (suolo consumato).
L’Europa e le Nazioni Unite hanno posto la tutela del suolo, del patrimonio ambientale, del paesaggio e il riconoscimento del valore del capitale naturale costituito dal suolo tra gli obiettivi di sostenibilità.

L’obiettivo dell’azzeramento del consumo di suolo era stato proposto a livello europeo già con la Strategia tematica per la protezione del suolo del 2006 mai diventata cogente.

In sintesi, gli obiettivi da raggiungere sono: azzeramento del consumo di suolo netto entro il 2050 (Parlamento europeo e Consiglio, 2013); protezione adeguata del suolo anche con l’adozione di obiettivi relativi al suolo in quanto risorsa essenziale del capitale naturale entro il 2020 (Parlamento europeo e Consiglio, 2013); allineamento del consumo alla crescita demografica reale entro il 2030 (UN, 2015); bilancio non negativo del degrado del territorio entro il 2030 (UN, 2015).

L’impermeabilizzazione del suolo, ovvero la copertura permanente di parte del terreno con materiali artificiali (quali asfalto o calcestruzzo) per la costruzione, ad esempio, di edifici e strade, costituisce la forma più evidente e diffusa di copertura artificiale.

Da notare che esistono altre forme di consumo di suolo che vanno dalla perdita totale della “risorsa suolo” attraverso la rimozione per escavazione (comprese le attività estrattive a cielo aperto), al degrado ed alla perdita parziale della funzionalità della risorsa a causa di fenomeni quali ad esempio, la compattazione che non sono contabilizzate nel rapporto.

Informazioni e risorse aggiuntive

Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento Europeo, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni - Verso una strategia tematica per la protezione del suolo /* COM/2002/0179 def. */ https://eur-lex.europa.eu/legal-content/AUTO/?uri=CELEX:52002DC0179

 

Anno
2025
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Gruppo di Redazione

Informazione ambientale sul tema Aria

Tema
Tipo
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Servizi informativi di ARPA Piemonte e Regione Piemonte in tema di qualità dell’aria

Gli obblighi di monitoraggio e rendicontazione dei dati di valutazione della qualità dell’aria previsti dalle direttive europee ed in particolare dalla Direttiva sulla qualità dell'aria ambiente, impegnano Stati membri a trasmettere i dati alla Commissione a dimostrazione del raggiungimento degli obiettivi ambientali perseguiti dalle norme.

Tutte le informazioni raccolte dati sono però anche oggetto di pubblicazione e divulgazione al pubblico sia in forma di dati puntuali che di statistiche di periodo e di aggregazioni di territorio.

La pubblicazione integrale e pressoché incondizionata dei dati ambientali è prevista dalle norme dell’Unione Europea in tema di dati aperti e di informazione ambientale per aumentare la consapevolezza dei cittadini sullo stato dell’ambiente e la loro capacità di valutazione della efficacia delle politiche ambientali promosse dalla Unione e dalle Amministrazioni nazionali e locali.

I servizi informativi sul tema aria forniscono informazioni in tempo reale per le esigenze quotidiane dei cittadini e delle istituzioni, altri sono servizi dedicati alla storicizzazione e capitalizzazione delle informazioni per scopo di studio, pianificazione e verifica degli andamenti dei fenomeni indagati o descritti.

Tutte le informazioni sono fornite in forma aperta e di libero uso alla sola condizione di citarne la fonte.

Informazioni e risorse aggiuntive

Direttiva 2008/50/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2008, relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa http://data.europa.eu/eli/dir/2008/50/2015-09-18

Anno
2025
Stato del Documento
Gruppo di Redazione

I servizi informativi del Geoportale di Arpa Piemonte in tema di acque

Anno
2025
Monitoraggio della qualità delle acque in Piemonte

Il Portale Acque è il punto di accesso unico al patrimonio informativo sulla tematica dell'acqua in Piemonte, alla cui conoscenza hanno concorso negli anni soggetti diversi quali l'ARPA, la Regione e l'Università. 

Si tratta di informazioni derivanti sia da studi storici che da monitoraggi avviati da diversi anni e tuttora in corso. 

Ai dati di monitoraggio della qualità delle acque si affiancano quelli del Bollettino di balneazione, emesso nel periodo maggio-settembre per i principali laghi piemontesi e la mappa degli elementi di idrogeologia. 

Il portale sul monitoraggio delle acque in Piemonte - Fonte Arpa Piemonte
Portale delle acque di balneazione

Il portale delle acque di balneazione è un'applicazione desktop e per dispositivi mobile (Tablet e smartphones) per la pubblicazione del bollettino di balneazione dei principali laghi piemontesi sulla base dei controlli effettuati dall'Agenzia sui laghi Maggiore, Orta, Mergozzo, Viverone, Candia, Sirio e Lago Grande di Avigliana. Il bollettino è emesso settimanalmente durante la stagione di balneazione. 

 

Il portale sule acque di balneazione in Piemonte - Fonte Arpa Piemonte
Portate al colmo in Piemonte

Valori delle portate al colmo osservate agli idrometri principali della rete di monitoraggio automatico di Arpa Piemonte.

Valori delle portate al colmo osservate agli idrometri principali della rete di monitoraggio automatico di Arpa Piemonte - Fonte Arpa Piemonte
Monitoraggio radioattività nelle acque

Valori di radioattività (Alfa, Beta, Radon, Trizio, Uranio 234, Uranio 238) nelle acque potabili, di pozzi, sorgenti e acque superficiali del Piemonte.

Frequenza di aggiornamento annuale.

Valori di radioattività nelle acque potabili, di pozzi, sorgenti e acque superficiali del Piemonte - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Il portale sul monitoraggio delle acque in Piemonte https://webgis.arpa.piemonte.it/monitoraggio_qualita_acque_mapseries/introduzionePage

Il portale sule acque di balneazione in Piemonte https://webgis.arpa.piemonte.it/balneazione-piemonte/home

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Pubblicabile
Gruppo di Redazione
Acqua

Diritto all'accesso ai dati ambientali

Anno
2025

La effettiva e diffusa conoscenza delle criticità ambientali e il possibile conseguente controllo delle azioni di loro contrasto da parte dei cittadini sono uno dei pilastri delle politiche ambientali della Unione Europea, una forma di risposta trasversale volta a consolidare e/o permettere di correggere gli altri interventi settoriali.

Diritto di accesso alla informazione ambientale

Con la Direttiva 2003/4/CE sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale, che dettaglia le norme di attuazione nella Unione della Convenzione di Aarthus, è stato stabilito il diritto di accesso da parte dei cittadini all'informazione ambientale detenuta dalle pubbliche amministrazioni senza obbligo di motivazione e l’obbligo per le pubbliche amministrazioni di divulgare attivamente l'informazione ambientale sullo stato dell'ambiente, sulle politiche e le misure adottate, sullo stato della salute umana e sulla sicurezza ove possono essere condizionate dallo stato dell'ambiente.

Standard europei e condivisione delle informazioni

Sul lato più tecnico la Direttiva 2007/2/CE stabilisce la realizzazione dell’infrastruttura per l’informazione territoriale nella Comunità europea (INSPIRE), quale strumento fondamentale per la realizzazione, gestione e monitoraggio delle politiche ambientali e delle politiche o delle attività che possono avere ripercussioni sull'ambiente. La direttiva ha come obiettivo rendere condivisibili grandi quantità di dati territoriali di forma e provenienza molteplici al fine di costituire un’unica infrastruttura per l’informazione territoriale a livello europeo basata sulle infrastrutture operanti a livello nazionale e locale.

Riuso e apertura dei dati

La Direttiva 2013/37/UE del Parlamento europeo stabilisce delle regole generali sul riuso del patrimonio informativo per  l’apertura dei dati che incoraggino un’ampia disponibilità e un’agevole circolazione delle informazioni del settore pubblico per il loro riutilizzo a fini privati o commerciali, con vincoli minimi o in assenza di ogni vincolo di natura legale, tecnica o finanziaria, lo sviluppo di nuovi servizi basati su modi innovativi di combinare tali informazioni tra loro e di usarle e lo stimolo della crescita economica e dell’impegno sociale.

I servizi e le applicazioni di consultazione di dati ambientali e geografici di Arpa Piemonte rispondono alle normative europee e a quelle nazionali e regionali di recepimento, maggiori dettagli e approfondimenti alla pagina sul   Geoportale di Arpa Piemonte.

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Redazione RSA

Informazione ambientale sul tema Acqua

Tema
Tipo
img-intro
acqua
Paragrafi

I servizi informativi sul tema acqua hanno fornito principalmente informazioni sulla classificazione dello stato di qualità dei corpi idrici e sui dati di monitoraggio utilizzati per la classificazione, a questi dati sono aggiunte le informazioni sulla balneabilità delle acque e, più recentemente, quelle sulle analisi di specifici inquinanti che sono oggetti di grande attenzione e preoccupazione quali i PFAS.

Tutte le informazioni sono fornite in forma aperta e di libero uso alla sola condizione di citarne la fonte.

Anno
2025
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Gruppo di Redazione

Siccità e scarsità di acqua

SCapitolo
Tema
Tipo
img-intro
siccità
Paragrafi

Per siccità si intende una diminuzione temporanea della disponibilità di acqua, rispetto ai valori medi di riferimento mentre la scarsità di acqua è una condizione costante in cui la domanda supera le risorse disponibili in modo sostenibile.

Il problema della disponibilità di acqua si sta facendo sempre più evidente anche a causa del cambiamento climatico in atto; pertanto, la Commissione europea ha invitato gli Stati membri ad includere nei piani relativi ai bacini idrografici anche piani di gestione dei rischi di siccità.

La scarsità di acqua, sempre più evidenziata anche nei corsi d’acqua del Piemonte, è dovuta sia a particolari condizioni locali che agli ingenti prelievi per gli usi antropici; oltre a creare difficoltà per gli approvvigionamenti, che quando possibile si orientano verso fonti alternative, ad esempio, ricorrendo alle acque sotterranee, rappresenta un problema per lo stato di salute dell’ecosistema fluviale e del suo equilibrio ecologico.

La riduzione delle portate modifica i processi di scambio tra falde e acque superficiali mettendo a repentaglio la continuità longitudinale e laterale del corpo idrico, con possibili alterazioni del naturale assetto morfologico e con severi effetti negativi sulle componenti biologiche degli ecosistemi.

Informazioni e risorse aggiuntive

Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po https://www.adbpo.it/

Piano stralcio del Bilancio Idrico del Distretto idrografico del fiume Po https://pianobilancioidrico.adbpo.it/

Piano di Tutela delle Acque della Regione Piemonte https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/ambiente/acqua/piano-tutela-delle-acque-aggiornamento-2021

Anno
2025
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Gruppo di Redazione

Dose efficace indicativa dovuta al consumo di acqua

Anno
2025

In Piemonte le misure di approfondimento hanno indicato che per la maggioranza dei campioni l’attività alfa totale è dovuta alla presenza di uranio disciolto nell’acqua. 

Ciò comporta che il limite di dose di 0,1 mSv/anno non venga quasi mai superato nelle acque potabili in quanto l’uranio è un radionuclide poco radiotossico. 

Infatti, se nell’acqua fosse disciolto solamente uranio, occorrerebbe una concentrazione di circa 3 Bq/l, valore decisamente elevato, per raggiungere il limite di dose.  

Nel 2024, su 303 campioni misurati, solo 17 campioni hanno raggiunto il livello di 0,1 Bq/l per l’attività alfa totale e nessuno il livello di 0,5 Bq/l per l’attività beta totale. 

Le analisi di approfondimento sarebbero quindi state necessarie in linea di principio solamente su 17 campioni. Tuttavia, cautelativamente, le analisi di uranio sono state effettuate su tutti i campioni per i quali la somma dell’attività alfa totale e della rispettiva incertezza ha raggiunto il valore di 0,1 Bq/l.

Sono quindi state eseguite le analisi di uranio su 23 campioni. Nella maggior parte dei campioni la concentrazione di uranio ha spiegato completamente la concentrazione di attività alfa totale e quindi, essendo le concentrazioni di uranio inferiori a 3 Bq/l – limite specifico per l’uranio – non è stato necessario procedere al calcolo della dose. 

Sui restanti campioni è stato effettuato in modo conservativo il calcolo della dose attribuendo tutta l’attività alfa residua, cioè la differenza tra l’attività alfa totale e l’attività dell’uranio, al radionuclide più radiotossico, il Polonio-210

La dose così calcolata è risultata sempre inferiore al limite di 0,1 mSv/anno indicato dalla normativa (figura 1). 

Si conclude quindi che in Piemonte il rischio di superamento del limite di dose di 0,1 mSv/anno relativo all’ingestione di acqua con presenza di radioattività naturale è molto remoto. 

Dose totale indicativa dovuta al consumo di acqua per i campioni per cui la concentrazione di attività alfa totale è risultata superiore o prossima al livello di riferimento di 0,1 Bq/l e che non è stata spiegata interamente dalla concentrazione di uranio - Anno 2024 - Fonte Arpa Piemonte

Per quanto riguarda il radon, nel 2024, sono state effettuate 12 analisi su campioni di acque destinate al consumo umano. 

I punti di prelievo dei campioni sono stati scelti privilegiando le zone dove è più elevato il rischio di incontrare elevate concentrazioni, in base alle attuali conoscenze sul contenuto di radioattività presente nei suoli e nelle rocce del Piemonte. 

Il monitoraggio non ha evidenziato concentrazioni superiori al valore di parametro di 100 Bq/l, fissato dalla normativa

Nel complesso, elaborando i dati attualmente disponibili su base regionale, il contributo alla dose efficace dovuta al radon presente nelle acque di rete risulta trascurabile.

Informazioni e risorse aggiuntive

In questo sito Il Radon

DECRETO LEGISLATIVO 15 febbraio 2016, n. 28 Attuazione della direttiva 2013/51/EURATOM del Consiglio, del 22 ottobre 2013, che stabilisce requisiti per la tutela della salute della popolazione relativamente alle sostanze radioattive presenti nelle acque destinate al consumo umano. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/03/07/16G00036/sg

Decreto Ministeriale 2 agosto 2017 Indicazioni operative a carattere tecnico-scientifico, ai sensi dell'articolo 8 del decreto legislativo 15 febbraio 2016, n. 28 https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/09/11/17A06268/sg

Guidelines for drinking water, 4th edition, WHO, Geneva, 2011 https://www.who.int/publications/i/item/9789241549950

DGR 115-6307 del 22/12/2017 http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2018/05/siste/00000064.htm

Becquerel - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Becquerel

Sievert - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Sievert

Dosimetria - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Dosimetria

Polonio - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Polonio

Uranio - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Uranio

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Gruppo di Redazione
Redazione RSA

Radiazioni ionizzanti, impatti sulle acque

Tema
Tipo
img-intro
radiazioni
Paragrafi

Per proteggere la popolazione dai potenziali effetti avversi dovuti alla presenza di radioattività nelle acque destinate al consumo umano, la normativa stabilisce che non si possa superare i 0,1 µSv/anno di dose totale ricevuta da ogni persona a causa del consumo di acqua potabile. 

La dose ricevuta da ogni persona non è una grandezza direttamente e facilmente misurabile, ma si può calcolare moltiplicando il consumo di acqua per la concentrazione di ogni radionuclide presente in essa e per un opportuno coefficiente di conversione che trasforma le emissioni di particelle in dose ricevuta e occorre ripetere l’operazione e sommare i valori per tutti i radionuclidi presenti nell’acqua.

Ovviamente questa procedura risulta alquanto onerosa e complicata, ragione per la quale il decreto stabilisce dei livelli di riferimento espressi in termini di concentrazione di attività alfa e beta totale rispettivamente pari a 0,1 Bq/l per l’attività alfa totale 0,5 Bq/l per l’attività beta totale.

In pratica sono stati definiti dei limiti massimi di radioattività presente nelle acque che permetta di rispettare il limite massimo di dose ricevibile da una persona. la radioattività alfa e beta totale, quindi non specifica per ogni radionuclide.

Tali valori detti “limiti derivati” la cui utilità consiste nel fatto che sono facilmente verificabili tramite misure radiometriche e che garantiscono il rispetto del limite dosimetrico.

Solo nel caso in cui le concentrazioni superino o siano prossime a questi livelli, occorre effettuare misure di approfondimento per identificare i singoli radionuclidi emettitori alfa e/o beta e poter così effettuare un più preciso calcolo della dose. 

Informazioni e risorse aggiuntive

  Geoportale di Arpa Piemonte Misure radiometriche nelle acque https://geoportale.arpa.piemonte.it/app/public/?pg=mappa&ids=b108cad8a79143fdad7472746a27e565

Informazioni relative al monitoraggio della radioattività nelle acque sul sito di Arpa Piemonte https://www.arpa.piemonte.it/dato/misure-radiometriche-nelle-acque

Direttiva 2013/51/Euratom del Consiglio, del 22 ottobre 2013 , che stabilisce requisiti per la tutela della salute della popolazione relativamente alle sostanze radioattive presenti nelle acque destinate al consumo umano.  http://data.europa.eu/eli/dir/2013/51/oj

DECRETO LEGISLATIVO 15 febbraio 2016, n. 28 Attuazione della direttiva 2013/51/EURATOM del Consiglio, del 22 ottobre 2013, che stabilisce requisiti per la tutela della salute della popolazione relativamente alle sostanze radioattive presenti nelle acque destinate al consumo umano. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/03/07/16G00036/sg

Decreto Ministeriale 2 agosto 2017 Indicazioni operative a carattere tecnico-scientifico, ai sensi dell'articolo 8 del decreto legislativo 15 febbraio 2016, n. 28  https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/09/11/17A06268/sg

Legge regionale del Piemonte n. 5 del 18 febbraio 2010 “Norme sulla protezione dai rischi da esposizione a radiazioni ionizzanti” http://arianna.consiglioregionale.piemonte.it/base/coord/c2010005.html

D.G.R. 22 Dicembre 2017, n. 115-6307 Attuazione delle disposizioni contenute nel Decreto del Ministro della Salute 2 agosto 2017 e nel decreto legislativo 15 febbraio 2016, n. 28. Approvazione del programma regionale di controllo per la tutela della salute della popolazione relativamente alle sostanze radioattive presenti nelle acque destinate al consumo umano. https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2018/05/siste/00000064.htm

D.G.R. 19 Gennaio 2018, n. 23-6389 "Norme sulla protezione dai rischi da esposizione a radiazioni ionizzanti". Direttive per le attivita' di controllo ambientale della radioattivita' di origine naturale ed artificiale. Revoca della D.G.R. n. 17-11237 del 09.12.2003. https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2018/06/siste/00000076.htm

D.G.R. 25 novembre 2022, n. 61-6054 “L.r. 5/2010. Individuazione, ai sensi dell’art.11, comma 3, del D.lgs. 101/2020, delle “aree prioritarie”, gia' "zone ad elevata probabilita' di alte concentrazioni di attivita' di radon", ai sensi dell’art.10 sexies del D.lgs. 230/1995 e disposizioni attuative del Piano regionale di Prevenzione 2020-2025, di cui alla d.g.r. 16-4469 del 29.12.2021.” https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2023/02/siste/00000374.htm

Guidelines for drinking water, 4th edition, WHO, Geneva, 2011 https://www.who.int/publications/i/item/9789241549950

World Health Organisation Guidelines for drinking-water quality, 4th edition, incorporating the 1st addendum https://www.who.int/publications/i/item/9789241549950

Commissione internazionale per la protezione radiologica (ICRP) https://www.icrp.org/

Becquerel - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Becquerel

Sievert - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Sievert

Dosimetria - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Dosimetria

Anno
2025
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Gruppo di Redazione

Contaminazione radioattiva dell'acqua di falda superficiale a Saluggia

Anno
2025

Il sito nucleare di Saluggia (VC) manifesta un’alta criticità dal punto di vista radioprotezionistico, dal momento che:

  • si trova nell’area di esondazione del fiume Dora Baltea;
  • la zona è caratterizzata da un’alta vulnerabilità della falda acquifera superficiale;
  • vi è stoccata una grande quantità di rifiuti radioattivi – liquidi e solidi – e di combustibile nucleare irraggiato;
  • è situato a circa 1,5 km a monte del campo pozzi di uno dei più grandi acquedotti del Piemonte, l’Acquedotto del Monferrato.

Presso il sito è stata riscontrata – a partire dal 2006 – la presenza di Sr-90, Co-60, Cs-137 e H-3 nell’acqua di falda superficiale prelevata a valle degli impianti. Mentre è noto che la contaminazione da Co-60 è imputabile ad un incidente occorso nel 1986 presso il Complesso LivaNova (ex Sorin) – Avogadro, le possibili fonti di rilascio di contaminanti in falda sono molteplici, alcune delle quali non sono ad oggi state puntualmente individuate. 

L’area alla quale nel corso degli ultimi anni si è prestata maggiore attenzione è all’interno del Complesso LivaNova - Avogadro ed è costituita dalle celle calde di manipolazione di sorgenti ad alta attività, dal deposito temporaneo di rifiuti e dal bunker dove sono stoccati i rifiuti provenienti dal decommissioning del reattore Avogadro.

I valori delle concentrazioni riscontrati non sono significativi dal punto di vista radioprotezionistico, ed in particolare non costituiscono un rischio per la popolazione, ma rappresentano un importante indicatore ambientale di alcune criticità impiantistiche. 

Il calcolo della dose all'individuo rappresentativo della popolazione non ha mai evidenziato il superamento del limite di non rilevanza radiologica di 10 µSv/anno.

Nella mappa sono riportati i punti di controllo dell’acqua di falda superficiale presso il sito nucleare di Saluggia secondo il programma di monitoraggio straordinario concordato con la Regione Piemonte e condiviso dal Tavolo Tecnico istituito presso la Regione Piemonte stessa.

Punti di misura nel sito di Saluggia (VC) e all'intorno - Fonte Arpa Piemonte
Il campo pozzi dell’Acquedotto del Monferrato è situato nell’area in basso a destra.

Per dare una risposta alla problematica della presenza dei radionuclidi nell’acqua di falda superficiale a Saluggia, a partire dal 2006 è stato istituito un “Tavolo Tecnico nucleare” dedicato. Al Tavolo siedono la Regione, l’ISIN, l’Arpa, le Prefetture, le Province e i Comuni interessati, gli esercenti nucleari, l’Autorità d’Ambito n. 5 ed il Consorzio dei Comuni per l’Acquedotto del Monferrato. 

Gli incontri si sono intensificati nel corso degli anni ed hanno affrontato le problematiche inerenti all’intero comprensorio. Le attività di monitoraggio radiologico della falda superficiale e le indagini impiantistiche e documentali presso gli impianti, coordinate dal Tavolo, hanno evidenziato la presenza di situazioni che necessitano di intervento ed hanno dato l’impulso ad avviare le necessarie azioni di rimedio, finalizzate ad incrementare la sicurezza ed a determinare un complessivo riordino del sito.

Nel corso del 2018 è stato individuato, come fonte della contaminazione da Trizio, uno dei vani del manufatto (denominato “bunker”) contenente materiali derivanti dal decommisioning del reattore Avogadro e da attività pregresse, oggetto di un piano di intervento ai fini della decontaminazione non ancora attuato.

Inoltre, dal 2018, in relazione all’interramento di rifiuti radioattivi nell’area del deposito di LivaNova Site Management srl, sono stati introdotti nel campionamento della falda due pozzi di controllo a valle e a monte dell’area interessata. 

Non si evidenziano attualmente incrementi di rilasci correlabili al fenomeno oggetto di indagine.

L’impianto EUREX-SO.G.I.N.

L’impianto EUREX (Enriched URaniun EXtraction) – in origine di proprietà ENEA – è un impianto chimico di riprocessamento di elementi di combustibile nucleare irraggiato ad alto arricchimento in U-235 concepito per provare, in scala pilota, schemi chimici idonei al riprocessamento di combustibile irraggiato proveniente da reattori di potenza. L’impianto è stato realizzato nel periodo 1965-1970. A partire dall’ottobre 1970 sono stati riprocessati  506 elementi metallici MTR (Material Testing Reactor). Successivamente, nel 1974, l’impianto è stato modificato in vista di campagne sperimentali di riprocessamento di combustibili da reattori di potenza. In tale ambito, dall’ottobre 1980 alla fine del 1983 sono stati riprocessati 72 elementi di combustibile irraggiato di tipo CANDU (CANada Deuterium Uranium) della centrale canadese di Pickering (Ontario). A partire dal 1984 l’impianto di riprocessamento non ha più funzionato e l’attività più significativa svolta in EUREX è stata la solidificazione delle soluzioni di plutonio (ora trasferito negli USA) ottenute dal riprocessamento degli elementi CANDU, mediante l’impianto UMCP, Unità Manuale di Conversione del Plutonio (dal giugno 1988 al marzo 1991). Nel 2003 la titolarità della Licenza d’esercizio è stata trasferita da ENEA a SO.G.I.N.


Il complesso LivaNova - Deposito Avogadro

Il complesso LivaNova-Avogadro nasce alla fine degli anni ’50 con la costruzione del reattore di ricerca Avogadro – RS1, realizzato per iniziativa di SORIN S.p.A. – Società Ricerche e Impianti Nucleari S.p.A. – costituita nel 1957 da FIAT S.p.A. e Montecatini S.p.A. Intorno al reattore si è avuta negli anni la proliferazione di numerose società e installazioni dedicate ad attività di studio, ricerca, produzione e stoccaggio di materiali radioattivi, appartenenti sia al ciclo del combustibile nucleare sia al campo della ricerca farmacologica ed industriale. Attualmente, dopo varie trasformazioni avvenute nel tempo, il complesso ospita il Deposito Avogadro S.p.A e un insieme di altre attività in carico ad un unico soggetto: Livanova Site Management S.r.l. (ex Sorin Site Management S.p.A.).

Il deposito Avogadro

Il Deposito Avogadro è sorto in seguito alla ristrutturazione del reattore di ricerca Avogadro del tipo a piscina che venne impiegato nel campo delle indagini sugli effetti dell’irraggiamento radioattivo sui materiali nel periodo 1960-1971; dopo un decommissiong parziale avvenuto tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80 è stato convertito, con le opportune modifiche necessarie, in deposito temporaneo per elementi di combustibile nucleare irraggiato. L’esercizio come deposito ha avuto inizio nel 1984 per far fronte alle esigenze ENEL di gestione del combustibile irraggiato proveniente dalle centrali elettronucleari di potenza e continua tuttora su contratto SO.G.I.N. A partire dal 1984 sono stati stoccati 371 elementi di combustibile nucleare irraggiato, di cui 49 provenienti da Trino e 322 da Garigliano. Nel biennio 2007 – 2008 è stato trasferito presso il Deposito Avogadro il combustibile stoccato nella piscina dell’impianto EUREX. Nel periodo 2003-2005 si svolsero le operazioni di trasferimento di 259 elementi UO2 di Garigliano destinati al riprocessamento nell’impianto di Sellafield (GB), mentre nel 2013 si conclusero le operazioni di trasferimento del combustibile di Trino all’impianto di La Hague (F). Al momento restano 63 elementi MOX di Garigliano destinati al trasferimento presso l’impianto di La Hague.

Il Complesso LivaNova

Il Complesso LivaNova comprende attualmente al suo interno:

  •  un deposito temporaneo di rifiuti radioattivi di bassa e media attività derivano dalle attività di ricerca in campo nucleare che si svolgevano nel centro SORIN, dalla raccolta di rifiuti radioattivi provenienti dalle strutture ospedaliere clienti della SORIN stessa e dalle attività di bonifica ancora in corso;
  • un bunker in calcestruzzo dove sono stoccati i rifiuti radioattivi provenienti dal decommissioning del reattore Avogadro;
  • una struttura denominata “celle calde” comprendente due celle in calcestruzzo baritico per la manipolazione di sorgenti ad alta attività di cui la prima venne impegnata fino al 1986 per la manipolazione di sorgenti sigillate ad alta attività utilizzate per impieghi medici ed industriali e la seconda sino alla fine degli anni ‘60 per esperienze di metallurgia svolte in collaborazione con il CISE (entrambe le celle sono chiuse e compartimentate dal 1986 in seguito ad un incidente occorso il 23 ottobre dello stesso anno. 

Una terza cella era destinata alla manipolazione di sorgenti di Ir-192.

Risorse e informazioni aggiuntive

L'intera serie delle relazioni sul monitoraggio del sito nucleare di Saluggia è reperibile sul sito istituzionale di Arpa Piemonte a questo collegamento:  https://www.arpa.piemonte.it/ricerca/pubblicazioni?field_tema_target_id=77

In questa relazione Siti nucleari

Stronzio 90 - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Stronzio-90

Cobalto 60 - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Cobalto-60

Cesio 137 - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Cesio-137

Trizio - Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Tritium

Iridio 192 - Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Iridium-192

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Radiazioni ionizzanti

Radiazioni ionizzanti, fattore per le acque

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Le acque potabili sono costantemente controllate per la presenza di radioattività ai sensi del D.Lgs. 28/2016, che recepisce la direttiva 2013/51/EURATOM è specifico per il controllo della radioattività nelle acque destinate al consumo umano e stabilisce i limiti alla dose indicativa (dovuta all’ingestione), alla concentrazione di trizio e a quella di radon disciolto.

Il monitoraggio dell’acqua potabile, nell'ambito del monitoraggio ambientale della radioattività, è soggetto ad una particolare attenzione in quanto l’ingente consumo da parte della popolazione può rendere potenzialmente critiche anche situazioni di moderata contaminazione.

Tuttavia, è molto difficile che la radioattività di origine artificiale vada ad inquinare significativamente gli acquiferi di approvvigionamento di acqua potabile: il severo regime autorizzativo e di controllo degli scarichi dei reflui radioattivi, basati su precise formule di scarico che stabiliscono la quantità di radioattività che un dato impianto è autorizzato a rilasciare all’esterno in un anno solare in base alla ricettività ambientale, rende infatti questa eventualità piuttosto remota.

La radioattività di origine naturale può invece essere presente, talvolta in modo significativo, nelle acque potabili, soprattutto di origine sotterranea. 

La presenza di materiale radioattivo nel sito di Saluggia è oggetto di speciale monitoraggio e valutazione per escludere la contaminazione delle acque di falda.

Per una panoramica sui siti nucleari in Piemonte si veda la pagina Siti nucleari in questo sito.

Informazioni e risorse aggiuntive

DECRETO LEGISLATIVO 15 febbraio 2016, n. 28 Attuazione della direttiva 2013/51/EURATOM del Consiglio, del 22 ottobre 2013, che stabilisce requisiti per la tutela della salute della popolazione relativamente alle sostanze radioattive presenti nelle acque destinate al consumo umano. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/03/07/16G00036/sg

Direttiva 2013/51/Euratom del Consiglio, del 22 ottobre 2013 , che stabilisce requisiti per la tutela della salute della popolazione relativamente alle sostanze radioattive presenti nelle acque destinate al consumo umano.  http://data.europa.eu/eli/dir/2013/51/oj

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2025
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