Redazione RSA

VETTORI DI SOSTENIBILITÀ

Anno
2026

Per il raggiungimento di obiettivi di sostenibilità è necessario innescare processi di natura sociale e organizzativa adeguati. I vettori di sostenibilità sono quegli strumenti che sostengono tali processi e  sono da considerarsi come leve fondamentali per avviare, guidare, gestire e monitorare l’integrazione della sostenibilità nelle politiche, piani e progetti, in linea con il processo trasformativo innescato a livello nazionale e internazionale dall’Agenda 2030. 

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MAS 5 – Sostenere lo sviluppo e il benessere fisico e psicologico delle persone

Anno
2026

Questa Macroarea si pone l’obiettivo di garantire una vita dignitosa alla popolazione piemontese, affinché tutti possano realizzare il proprio potenziale, in un ambiente sano. La crescita inclusiva e la coesione sociale e territoriale costituiscono i due pilastri fondamentali della programmazione – europea, nazionale e regionale - e sottolineano che lo sviluppo sostenibile è indissolubilmente legato alla riduzione strutturale delle asimmetrie e delle disuguaglianze, fra le aree geografiche e fra le persone.
Questi obiettivi sono particolarmente stringenti in un contesto che a causa della pandemia ha visto acuirsi la crisi economica, con il suo portato di povertà, diseguaglianze, in atto da un decennio.

In Italia la crisi pandemica, prefigurata da diversi osservatori (Istat, Caritas, Action Aid), ha colpito un tessuto socio-economico che ancora non aveva superato gli effetti della crisi economica del 2008. Sono particolarmente a rischio di povertà estrema famiglie monoreddito con figli minorenni, con basso livello di istruzione e mono-genitoriali, nonché gli anziani ed è associato a tassi di disoccupazione o inoccupazione alti. È in particolar modo per questi gruppi socio-economici che diversi strumenti, messi a punto, prospettano strategie, politiche e azioni mirate e trasversali per garantire una crescita sostenibile di lungo periodo, riattivare la mobilità sociale migliorando la qualità della vita.

Emerge la consapevolezza che, se è compito del sistema di welfare pubblico fornire le garanzie di accesso ai diritti fondamentali (lavoro, servizi pubblici, alloggio, salute), allo stesso tempo, è essenziale condividere le politiche dirette a rinvigorire la crescita e restituire opportunità ai singoli (con politiche di tutela del reddito, misure di integrazione sociale, politiche del lavoro, dell’istruzione, sanitarie e abitative) attraverso un sistema di welfare territoriale che coinvolga anche la società civile e il Terzo settore.

In questa nuova prospettiva è necessario mettere in campo politiche integrate (sociali, del lavoro e sviluppo economico) multiattoriali che coinvolgano tutti gli attori pubblici e la società civile, pensando alla coesione sociale come grande driver di sviluppo territoriale e alla crescita, come una sfida da realizzare attraverso la riduzione delle diseguaglianze sociali.

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Piano regionale per la gestione dei rifiuti urbani e di bonifica delle aree inquinate (PRUBAI)

Anno
2026

Il Piano di gestione dei rifiuti urbani e di bonifica delle aree inquinate (PRUBAI), approvato dal Consiglio regionale nel mese di maggio del 2023 è costituito dal Titolo 1 “Gestione dei rifiuti urbani” e dal Titolo 2 “Bonifica delle aree inquinate”, il PRUBAI pone degli obiettivi al 2035, prevedendo traguardi intermedi per il 2025 e il 2030.
 

Gestione dei Rifiuti Urbani

Sono stati individuati 5 obiettivi generali ai quali sono collegati obiettivi specifici, azioni e relativi target.

Gli obiettivi generali sono:

  • Prevenire la produzione di rifiuti;
  • Incrementare la preparazione al riutilizzo e il riciclaggio, ossia il recupero di materia
  • Promuovere il recupero energetico per le frazioni di rifiuti per le quali non è tecnicamente ed economicamente possibile il recupero di materia al fine di ridurne il conferimento in discarica;
  • Minimizzare il ricorso alla discarica, in linea con la gerarchia dei rifiuti;
  • Favorire la realizzazione di un sistema impiantistico territoriale che consenta di ottemperare al principio di prossimità, garantendo la sostenibilità ambientale ed economica del ciclo dei rifiuti.

La figura seguente illustra gli obiettivi posti dal PRUBAI e la loro continuità con la pianificazione precedente.

Tabella di sintesi - Obiettivi della pianificazione regionale

Il Piano prevede una riduzione progressiva della produzione totale di rifiuti per raggiungere, al 2035, un valore non superiore a 2.000.000 t, ovvero 448 kg/pro capite.

Le azioni volte al raggiungimento di questo traguardo sono descritte soprattutto nel capitolo 11 “Programma di prevenzione della produzione dei rifiuti” e prevedono, quali azioni principali:

  • la riduzione dei rifiuti alimentari in tutti i comparti della filiera (produzione, trasformazione, distribuzione, ristorazione, consumo domestico), anche tramite la raccolta delle eccedenze alimentari, attività di formazione e campagne contro lo spreco alimentare;
  • l’incremento dell’utilizzo di sistemi in grado di correlare la produzione dei rifiuti alla singola utenza in linea con il principio “chi inquina paga” attraverso l’estensione della tariffa puntuale o sistemi di misurazione della frazione urbana indifferenziata per almeno il 35% delle popolazione residente in Piemonte.

Il recupero energetico è previsto per le frazioni di rifiuti per le quali non è tecnicamente ed economicamente possibile il recupero di materia.

Nella valutazione ambientale che ha accompagnato la pianificazione sono stati analizzati vari scenari e sotto-scenari relativi alla gestione dei rifiuti urbani indifferenziati e degli scarti di trattamento della frazioni raccolte differenziatamente, con l’individuazione dello scenario che presenta le migliori garanzie in termini di impatto ambientale, chiusura del ciclo di trattamento e minore consumo di suolo. Tale scenario prevede  il ricorso alla termovalorizzazione per i rifiuti provenienti da tutto il territorio regionale ad esclusione delle Provincia di Cuneo, nella quale viene invece mantenuta la filiera esistente costituita da impianti di produzione CSS e relativo impianto di coincenerimento.

Sul ricorso alla termovalorizzazione, stante il fatto che il progresso tecnologico potrebbe portare tra qualche anno alla possibilità di realizzare impianti più performanti rispetto a quelli utilizzati nella analisi LCA degli scenari, il Piano ritiene fondamentale non ipotecare il futuro su determinate tecnologie impiantistiche ma fornire alla pianificazione d’ambito gli elementi utili per la sua attività.
Ne consegue che lo scenario individuato è da considerarsi di riferimento per la futura pianificazione d’ambito di competenza della Conferenza d’ambito regionale, qualora non dovessero emergere nuove tecnologie più efficienti, meno impattanti, affidabili e valutabili con la stessa metodologia adottata nel presente Piano.

Nel mese di febbraio 2026 è stato approvato il primo report di monitoraggio, appendice del Rapporto di monitoraggio del PRUBAI. Tale documento ha la finalità di esaminare l’efficacia delle azioni messe in atto a seguito della programmazione regionale con una frequenza maggiore rispetto al rapporto di monitoraggio (frequenza triennale). Per questo primo report si è scelto di considerare come prima annualità di riferimento il 2024; i dati relativi a tale annualità sono stati messi a confronto con quella utilizzati nel Piano regionale (anno 2019) e con i target di piano previsti per il 2035. Questa modalità di confronto verrà riproposta anche per i prossimi report.
 

Bonifica delle Aree Inquinate


Gli obiettivi posti dal PRUBAI e relativi alla bonifica delle aree inquinate, da raggiungere nei prossimi anni, sono i seguenti:

  • Garantire il costante aggiornamento della conoscenza de siti in bonifica e sulle aree dismesse
  • Pianificare gli interventi di bonifica dei siti di competenza pubblica
  • Semplificare e coordinare i procedimenti amministrativi
  • Incentivare l’utilizzo di tecnologie a basso impatto ambientale
  • Prevedere strategie per l’inquinamento diffuso

In Regione Piemonte le competenze amministrative dei procedimenti di bonifica, sono state trasferite in capo ai comuni, che risultano pertanto gli Enti pubblici responsabili del procedimento.

Per approfondimenti sulla procedura di bonifica, consulta la pagina dedicata sul sito di Regione Piemonte.

 

Informazioni e risorse aggiuntive


Sul sito della Regione Piemonte è possibile trovare le informazioni inerenti la produzione e la gestione dei rifiuti urbani, le azioni regionali, il Sistema Informativo Rifiuti, i rifiuti speciali e la normativa del settore:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/ambiente/rifiuti

 

Deliberazione n. 277–11379 del 9 maggio 2023 di approvazione del PRUBAI:
http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2023/21/suppo1/00000001.htm

 

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Tipo Strumento
Rifiuti/Bonifiche

Controllo degli Attestati di Prestazione Energetica degli edifici

Anno
2026

Il controllo degli attestati di prestazione energetica degli edifici (APE) è disciplinato a livello nazionale dal Decreto Legislativo 192/2005

La Regione Piemonte con la DGR 43-8097 del 14/12/2018 ha attribuito ad Arpa Piemonte il compito di eseguire i controlli sulla qualità degli attestati di prestazione energetica.

 Ai sensi delle Linee Guida ministeriali, Arpa Piemonte e Regione Piemonte predispongono annualmente un piano di controllo delle APE depositati nell'anno solare precedente sul Sistema Informativo Prestazione Energetica Edifici (SIPEE), con l’obiettivo di analizzarne almeno il 2%. 
Arpa Piemonte è titolare dell’iter sanzionatorio e i proventi delle sanzioni sono destinati allo svolgimento di ispezioni e monitoraggi in materia di certificazione energetica degli edifici. 

Nel 2023 sono stati depositati sul SIPEE complessivamente 128.878 APE emessi da 5.947 certificatori. 

La maggior parte degli attestati depositati nel 2023 riguarda immobili catalogati nelle classi energetiche più basse tanto che le ultime 4 classi energetiche (dalla D alla G) coprono il 75% degli attestati.

APE depositati nel 2023 in Piemonte suddivisi per classe energetica - Fonte Arpa Piemonte

Tuttavia, se il dato relativo al numero di APE depositati viene normalizzato per la popolazione censita nelle singole province la distribuzione dell’attività di attestazione risulta omogenea su tutto il territorio piemontese, indicando, verosimilmente, una uniforme attività commerciale su tutta la regione.

Numero di APE depositate nel 2023, suddivisi per provincia - Fonte Arpa Piemonte

Nel 2024 l’attività di controllo ha riguardato un campione estratto casualmente tra l’intero dataset di APE caricati sul SIPEE dal 01/01/2023 al 31/12/2023, sono stati esaminati 2.950 APE che corrispondono al circa il 2% degli APE depositati. 

L’estrazione è stata effettuata dando risalto alle classi energetiche più efficienti.

campione estratto casualmente tra l’intero dataset di APE
Classe energetica Numero di APE depositati nel 2023, estratti casualmente e sottoposti ad accertamento
A4 400
A3 400
A2 400
A1 400
B 350
C 300
D 250
E 200
F 150
G 100
Totale 2950
Campione estratto casualmente e sottoposto ad accertamento nel 2024 dall’intero dataset di APE depositati nel 2023 - fonte Arpa Piemonte

L’analisi è stata finalizzata ad evidenziare eventuali incongruenze relative ai dati tecnici riportati negli APE nonché anomalie sull’effettuazione del sopralluogo. 

I criteri di valutazione degli APE sottoposti a verifica sono stati i seguenti: 

  • incongruenza dei dati e dei calcoli effettuati e presenti sul SIPEE; anomalie su parametri geometrici/energetici fisicamente inverosimili o improbabili come Rapporto di forma, Indice di prestazione energetica, Superficie riscaldata
  • redazione di attestati di prestazione energetica eseguiti dal certificatore in assenza di sopralluogo, desumibile dall'elevato numero dei certificati rilasciati, o senza la corretta attribuzione della durata di validità dell’APE.

A seguito dell’analisi degli APE selezionati, sono stati individuati 13 certificatori che sono stati sottoposti a successivo accertamento documentale in merito alle anomalie riscontrate nella fase di analisi.

Dagli esiti delle indagini sono risultate irregolarità sanzionabili per 27 APE, con sanzioni irrogate ai singoli certificatori in funzione del numero di APE oggetto della contestazione.

Tra le irregolarità riscontrate si segnalano la mancata effettuazione del sopralluogo e il mancato inserimento del codice catasto impianto nell’apposita sezione del dettaglio degli impianti o la verifica della corretta gestione dell’impianto stesso, aspetti questi ultimi che si riverberano sulla durata di validità dell’APE.

Il controllo effettuato da Arpa mira ad una responsabilizzazione dei certificatori al fine di incrementare l’accuratezza degli attestati di prestazione energetica degli edifici. 

Tale effetto si traduce in una conoscenza più precisa e puntuale delle caratteristiche energetiche del parco immobiliare piemontese, fondamentale per la pianificazione e l’implementazione di interventi efficaci e mirati di riqualificazione energetica.

Informazioni e risorse aggiuntive

DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2005, n. 192 Attuazione della direttiva (UE) 2018/844, che modifica la direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell'edilizia e la direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica, della direttiva 2010/31/UE, sulla prestazione energetica nell'edilizia, e della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia. https://www.normattiva.it/eli/id/2005/09/23/005G0219/CONSOLIDATED/20240530

Decreto interministeriale 26 giugno 2015 - Adeguamento linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici https://www.mimit.gov.it/index.php/it/normativa/decreti-interministeriali/decreto-interministeriale-26-giugno-2015-adeguamento-linee-guida-nazionali-per-la-certificazione-energetica-degli-edifici

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO DECRETO 26 giugno 2015 Schemi e modalita' di riferimento per la compilazione della relazione tecnica di progetto ai fini dell'applicazione delle prescrizioni e dei requisiti minimi di prestazione energetica negli edifici. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/07/15/15A05199/sg

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO DECRETO 26 giugno 2015 Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/07/15/15A05198/sg

DGR Piemonte 43-8097 del 14/12/2018 “Attestazione della prestazione energetica degli edifici. Disposizioni in materia di controlli e sanzioni. Istituzione di un corso di raccordo formativo per certificatori energetici” https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2018/51/siste/00000012.htm

SIPEE Sistema Informativo Prestazione Energetica Edifici https://secure.sistemapiemonte.it/siceefree/base/main/cpHome.do

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La mappatura dell'amianto di origine naturale

Anno
2026

La mappatura ha come finalità l'individuazione e la delimitazione dei siti con presenza di amianto, consentendo altresì di disporre di elementi di valutazione, in continuo aggiornamento, utili a definire le attività di pianificazione regionale.

La mappatura si svolge mediante più step di aggiornamento ed implementazione delle informazioni, con approfondimenti di dettaglio che vengono resi disponibili on-line; la consultazione dei dati rilevati può avere luogo tramite il   Geoportale di Arpa Piemonte.

Il progetto di mappatura dell’amianto naturale nasce a seguito del D.M. 18 marzo 2003, n. 101 “Regolamento per la realizzazione di una mappatura delle zone del territorio nazionale interessate dalla presenza di amianto, ai sensi dell’articolo 20 della legge 23 marzo 2001, n. 93” che prevede, come specificato nell’allegato A - categoria 3 “Criteri per la mappatura della presenza di amianto nell’ambiente naturale”, la mappatura di ammassi rocciosi caratterizzati dalla presenza di amianto e delle attività estrattive (in esercizio o dismesse) relative a rocce e minerali con presenza di amianto o comunque ubicate in aree indiziate per la presenza di amianto.

La mappatura dell'amianto naturale deriva dall'analisi di diverse fonti informative relative alla presenza di rocce basiche e ultrabasiche che possono essere sede di locali concentrazioni di minerali asbestiformi ai sensi del D.M. 18 marzo 2003, n.101.

In particolare, le fonti utilizzate sono:

  • Carta Geologica d’Italia alla scala 1:100.000;
  • nuova Carta Geologica d’Italia (CARG) alla scala 1:50.000 e a scala 1:25.000 laddove disponibili;
  • i permessi di ricerca e le concessioni minerarie, derivate dall’archivio storico di Torino di documentazione tra la metà degli anni ’30 e la metà degli anni ’60;
  • documentazione derivata da attività istruttorie di Arpa Piemonte e campionamenti specifici di Arpa;
  • rilievi geologici e sopralluoghi;
  • fonti bibliografiche.

Le litologie selezionate sono state classificate e suddivise in livelli tematici e dataset e distinte in cinque gruppi in termini di Probabilità di Occorrenza di Minerali di Amianto:

  • Classe di probabilità alta
  • Classe di probabilità medio-alta
  • Classe di probabilità media
  • Classe di probabilità medio-bassa
  • Classe di probabilità bassa

La metodologia è rivolta alla classificazione della probabilità di occorrenza di minerali di amianto (POMA) dei depositi detritici. In particolare, l’attività di classificazione dei depositi detritici è continuata utilizzando il criterio geometrico, ovvero è stato possibile associare al singolo deposito detritico il medesimo livello di POMA di quello del substrato su cui si sviluppa sulla base della sovrapposizione di informazioni ottenute attraverso “l’overlay topologico” in ambiente GIS (sovrapposizione tra poligoni di depositi detritici e poligoni di substrato roccioso). 

Mediante le funzioni di overlay è stato possibile attribuire al deposito detritico, indipendentemente dalla tipologia del deposito (che possa derivare da movimenti franosi di versante, da processi erosionali, deposizionali glaciali o fluviali, coltri eluvio-colluviali ecc.), la classe di POMA del substrato sottostante. 

In base a questo criterio di classificazione sono stati classificati per il 2025 in banca dati più di 1000 depositi detritici relativamente alle aree corrispondenti ai fogli geologici del progetto CARG (Foglio Bardonecchia). Inoltre, dopo una prima fase di sperimentazione condotta nel 2024, nel 2025 è iniziata la classificazione attraverso il “criterio geologico-geomorfologico”, ossia sulla base di interpretazioni geologico-geomorfologiche laddove è stato possibile associare al singolo deposito detritico il medesimo livello di POMA di quello del substrato su cui si sviluppa. 

Questo criterio è stato utilizzato nel caso in cui il criterio geometrico non permetta di fare una classificazione diretta attraverso “l’overlay topologico” in ambiente GIS. Si tratta di valutare singolarmente e di volta in volta il deposito detritico in base alla tipologia e al processo evolutivo (erosionale, deposizionale, gravitazionale, alterazioni in situ, ecc.) che lo hanno generato.

La normativa italiana con il termine “amianto” indica 6 minerali fibrosi: l’actinolite d’amianto, la grunerite d’amianto (amosite), l’antofillite d’amianto, il crisotilo, la crocidolite e la tremolite d’amianto.

È importante evidenziare che i minerali di amianto non sono distribuiti in maniera ubiquitaria all’interno dei litotipi ad alta probabilità di occorrenza di minerali di amianto, ma sono spesso associatia zone intensamente fratturate.

Si sottolinea infine che la cartografia geologica prodotta riporta come informazione di base gli areali in cui, in relazione alle rocce riconosciute in affioramento o sub-affioramento, potrebbero rinvenirsi mineralizzazioni di amianto: essa, quindi, non indica se l’amianto è presente o meno in una determinata area. La determinazione dell’effettiva presenza o assenza dei minerali classificati come amianto può essere infatti effettuata solo attraverso un rilievo geologico di dettaglio in sito e dall’analisi petrografico-mineralogica dei campioni prelevati.

Informazioni e risorse aggiuntive

D.M. 18 marzo 2003, n. 101 “Regolamento per la realizzazione di una mappatura delle zone del territorio nazionale interessate dalla presenza di amianto, ai sensi dell’articolo 20 della legge 23 marzo 2001, n. 93 https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2003/05/09/003G0126/sg

LEGGE 23 marzo 2001, n. 93 Disposizioni in campo ambientale. https://www.normattiva.it/eli/id/2001/04/04/001G0148/CONSOLIDATED/20240527

Legge regionale n. 30 del 14 ottobre 2008 "Norme per la tutela della salute, il risanamento dell'ambiente, la bonifica e lo smaltimento dell'amianto" http://arianna.cr.piemonte.it/iterlegcoordweb/dettaglioLegge.do?urnLegge=urn:nir:regione.piemonte:legge:2008;30

D.G.R. n. 58-4532 del 29 dicembre 2016- “Definizione delle modalità di comunicazione della presenza di amianto ai sensi dell'art. 9 della L.R. 30/2008, in attuazione del Piano Regionale Amianto per gli anni 2016-2020 approvato con D.C.R. 1 marzo 2016, n. 124 – 7279” http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2017/04/attach/dgr_04532_930_29122016.pdf

  Portale Amianto di Arpa Piemonte https://webgis.arpa.piemonte.it/portale_amianto/home

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Linee guida per indagini geologiche in aree caratterizzate dalla presenza di amianto

Anno
2026

A seguito di un'intensa attività condotta in sinergia tra Arpa Piemonte e Regione Piemonte nel corso del 2019, con D.G.R. 14 febbraio 2020, n. 14-1010 è stato adottato un documento di linee guida che fornisce indicazioni ed indirizzi per la realizzazione di indagini geologiche nelle aree interessate dalla presenza naturale di amianto

Il documento si inserisce nel quadro della L.R. 30/2008 "Norme per la tutela della salute, il risanamento dell'ambiente, la bonifica e lo smaltimento dell'amianto" e si pone come uno strumento di supporto a professionisti ed Amministrazioni che operano in contesti caratterizzati dalla presenza naturale di amianto. 

Il tema dell’amianto rappresenta per il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) uno dei principali ambiti di interesse e intervento, a causa delle problematiche ambientali e sanitarie connesse e del significativo impatto socio-economico. In tale contesto è stata redatta la “Linea guida per lo scavo, la movimentazione e il trasporto delle terre e rocce da scavo con amianto naturale e per i relativi criteri di monitoraggio” (Delibera del Consiglio SNPA, seduta del 22.02.2023, Doc. n. 197/23).
La linea guida si propone di fornire indicazioni tecniche per la gestione degli interventi in aree interessate dalla presenza di formazioni ofiolitiche (cosiddette “Pietre verdi”) o, più in generale, dalla presenza di materiali fibrosi naturali. Le indicazioni contenute nel documento derivano dalle migliori pratiche sviluppate a livello nazionale e internazionale, nonché dalle esperienze maturate dalle agenzie di protezione ambientale maggiormente impegnate in questo ambito.

Informazioni e risorse aggiuntive

Linee guida per indagini geologiche in aree caratterizzate dalla presenza di amianto http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2020/09/attach/dgr_01010_1050_14022020.pdf

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Amianto, risposte per l'aria

Tema
Tipo
Paragrafi

Con l’emanazione della Legge n. 257/1992– che vieta l’estrazione, l’importazione, l’esportazione, la commercializzazione e la produzione di amianto – se è cessata la immissione di nuovi manufatti contenenti amianto non per questo il problema della dispersione di fibre di amianto in aria era da considerarsi risolto.

Da quel momento ha quindi avuto inizio un’importante opera di bonifica tutt’ora in corso, sia con interventi puntali in importanti siti contaminati da amianto che con interventi diffusi per mettere in sicurezza o bonificare le migliaia di piccole e piccolissime possibili sorgenti di fibre, questi ultimi pianificati in Piemonte con un apposito Piano Regionale Amianto.

La rimozione di manufatti contenti amianto, gli scavi e la movimentazione di terreni con presenza di amianto di origine antropica o naturale se eseguite senza precauzioni possono determinare l’aerodispersione di fibre di amianto.

La conoscenza dei siti dove l’amianto è presente e degli eventi e delle attività che possono interferire con esso causandone la dispersione, nonché la corretta applicazione di procedure di sicurezza, sono fondamentali per minimizzare la presenza di fibre di amianto in aria.

Sebbene l’attività di monitoraggio non possa sostituirsi all’adozione delle misure di prevenzione, può però, in alcuni casi, mettere in evidenza situazioni di inquinamento sfuggite alla valutazione preventiva e permettere l’adozione delle necessarie correzioni.

L’attività di indagine su particolari siti e attività, nel territorio piemontese, per la verifica della presenza di fibre di amianto in aria, è particolarmente rilevante nel caso di grandi cantieri e dei siti in bonifica di Balangero e Casale Monferrato.

Campionatore per il monitoraggio delle fibre di amianto in aria - Fonte Arpa Piemonte
Microscopio a scansione elettronica - Fonte Arpa Piemonte
Fibra di Grunerite al microscopio a scansione elettronica - Fonte Arpa Piemonte
Risorse e informazioni aggiuntive

LEGGE 27 marzo 1992, n. 257 Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto https://www.normattiva.it/eli/stato/LEGGE/1992/03/27/257/CONSOLIDATED

Legge regionale n. 30 del 14 ottobre 2008  "Norme per la tutela della salute, il risanamento dell'ambiente, la bonifica e lo smaltimento dell'amianto" http://arianna.cr.piemonte.it/iterlegcoordweb/dettaglioLegge.do?urnLegge=urn:nir:regione.piemonte:legge:2008;30

Portale Amianto di Arpa Piemonte https://webgis.arpa.piemonte.it/portale_amianto/home

D.Lgs 81/2008, titolo IX capo 3 “Protezione dai rischi connessi all'esposizione all'amianto” https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2008-04-30&atto.codiceRedazionale=008G0104&atto.articolo.numero=0&atto.articolo.sottoArticolo=1&atto.articolo.sottoArticolo1=0&qId=6f547fab-6e84-4a5a-b6ab-1a9ef8c49c0f&tabID=0.6064923914203442&title=lbl.dettaglioAtto

Direttiva 2009/148/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con un’esposizione all’amianto durante il lavoro https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX%3A02009L0148-20231220

Anno
2026
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Amianto, risposte sul territorio

Tema
Tipo
Paragrafi

Con l’emanazione della Legge n. 257/1992– che vieta l’estrazione, l’importazione, l’esportazione, la commercializzazione e la produzione di amianto – se è cessata la immissione di nuovi manufatti contenenti amianto non per questo il problema della dispersione di fibre di amianto in aria era da considerarsi risolto.

Da quel momento ha quindi avuto inizio un’importante opera di bonifica tutt’ora in corso, sia con interventi puntali in importanti siti contaminati da amianto che con interventi diffusi per mettere in sicurezza o bonificare le migliaia di piccole e piccolissime possibili sorgenti di fibre, questi ultimi pianificati in Piemonte con un apposito Piano Regionale Amianto.

Risorse e informazioni aggiuntive

LEGGE 27 marzo 1992, n. 257 Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto https://www.normattiva.it/eli/stato/LEGGE/1992/03/27/257/CONSOLIDATED

Legge regionale n. 30 del 14 ottobre 2008  "Norme per la tutela della salute, il risanamento dell'ambiente, la bonifica e lo smaltimento dell'amianto" http://arianna.cr.piemonte.it/iterlegcoordweb/dettaglioLegge.do?urnLegge=urn:nir:regione.piemonte:legge:2008;30

  Portale Amianto di Arpa Piemonte https://webgis.arpa.piemonte.it/portale_amianto/home

Anno
2026
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Contributi per la bonifica di edifici pubblici

Per dare continuità alle azioni di risanamento del territorio ed in coerenza con gli obiettivi del Piano Regionale Amianto, nel corso degli ultimi anni sono state destinate risorse finanziarie in favore di enti pubblici per consentire interventi di bonifica dell'amianto.

In particolare nel 2025 Regione Piemonte, con D.G.R. 10-1361 del 14/07/2025, ha approvato il “Bando per  l'attribuzione di contributi alle Amministrazioni comunali e provinciali per la realizzazione di interventi di bonifica, con rimozione, di manufatti contenenti amianto su edifici di proprietà” stanziando risorse per complessivi € 3.141.000,00.

A seguito della pubblicazione del bando sono pervenute 115 domande di partecipazione, delle quali 113 sono risultate ammissibili a contributo, da parte di Comuni e Province della Regione. I progetti presentati riguardano interventi di bonifica di manufatti contenenti amianto, da attuarsi mediante rimozione definitiva, su immobili a disposizione delle Amministrazioni, tra cui scuole, uffici e magazzini comunali, aree cimiteriali.

Con D.D. n. 1111 del 15/12/2025 è stata approvata la graduatoria delle istanze ammissibili ed è stato definito l’elenco degli interventi ammessi a contributo.

In base ai criteri precedentemente definiti per l’assegnazione di contributi, in graduatoria è stata data priorità agli interventi per i quali sia stata accertata la necessità di bonifica in esito al processo diagnostico di valutazione del rischio. Condizioni prioritarie sono state assegnate, inoltre, agli interventi inerenti la rimozione dei manufatti contenenti amianto in matrice friabile, interventi attuati su edifici e strutture scolastiche ed, infine, interventi attuati su edifici e strutture ubicate nel territorio di Comuni fino a 5 mila abitanti.

In base ai quadri economici dei progetti presentati e alle risorse totali stanziate, sono stati avviati i lavori sui primi 22 interventi in graduatoria.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
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Per dare continuità alle azioni di risanamento del territorio ed in coerenza con gli obiettivi del Piano Regionale Amianto, nel corso degli ultimi anni sono state destinate risorse finanziarie in favore di enti pubblici per consentire interventi di bonifica dell'amianto.

In particolare nel 2025 Regione Piemonte, con D.G.R. 10-1361 del 14/07/2025, ha approvato il “Bando per  l'attribuzione di contributi alle Amministrazioni comunali e provinciali per la realizzazione di interventi di bonifica, con rimozione, di manufatti contenenti amianto su edifici di proprietà” stanziando risorse per complessivi € 3.141.000,00.

A seguito della pubblicazione del bando sono pervenute 115 domande di partecipazione, delle quali 113 sono risultate ammissibili a contributo, da parte di Comuni e Province della Regione. I progetti presentati riguardano interventi di bonifica di manufatti contenenti amianto, da attuarsi mediante rimozione definitiva, su immobili a disposizione delle Amministrazioni, tra cui scuole, uffici e magazzini comunali, aree cimiteriali.

Con D.D. n. 1111 del 15/12/2025 è stata approvata la graduatoria delle istanze ammissibili ed è stato definito l’elenco degli interventi ammessi a contributo.

In base ai criteri precedentemente definiti per l’assegnazione di contributi, in graduatoria è stata data priorità agli interventi per i quali sia stata accertata la necessità di bonifica in esito al processo diagnostico di valutazione del rischio. Condizioni prioritarie sono state assegnate, inoltre, agli interventi inerenti la rimozione dei manufatti contenenti amianto in matrice friabile, interventi attuati su edifici e strutture scolastiche ed, infine, interventi attuati su edifici e strutture ubicate nel territorio di Comuni fino a 5 mila abitanti.

In base ai quadri economici dei progetti presentati e alle risorse totali stanziate, sono stati avviati i lavori sui primi 22 interventi in graduatoria.

Capitolo
Amianto
Anno
2026

MAS 2 - Favorire la transizione energetica, l'adattamento e la mitigazione degli effetti del cambiamento climatico

Anno
2026

La transizione energetica contribuisce a ridurre le emissioni climalteranti e le emissioni inquinanti, ad assicurare energia a prezzi ragionevoli, a ridurre le povertà energetiche, a creare nuove opportunità di crescita e occupazione, a garantire una maggiore sicurezza dell’approvvigionamento energetico e a ridurre la dipendenza
dalle importazioni dai territori limitrofi.

Le priorità di intervento di questa Macro Area Strategica sono pertanto: la riduzione dei consumi, l’aumento dell’efficienza energetica, la sostituzione progressiva delle fonti fossili con fonti rinnovabili, la promozione e facilitazione della conversione dei trasporti e della mobilità in chiave più sostenibile e un cambio di paradigma nell’organizzazione della generazione elettrica e da un modello centralizzato ad un modello di generazione distribuita. Questi assi, unitamente alla ricerca che accompagna trasversalmente molte altre tematiche, sono i caposaldi della transizione energetica ai quali il Piemonte deve tendere.
 

Le "direttrici" della transizione per le politiche energetiche
 

Riduzione dei consumi con interventi prioritari di efficientamento nel settore civile e dei trasporti

Nel settore privato e residenziale, occorrerà valutare i target di efficientamento che verranno raggiunti grazie al “super bonus” e ai nuovi criteri costruttivi obbligatori che impongono l’obbligo di costruire edifici a energia quasi zero. Per il settore industriale/produttivo, che ha già dovuto subire una significativa riduzione dei propri consumi, il target al 2030 prevede il mantenimento del livello raggiunto, pur prevedendosi una ripresa dell’economia all’orizzonte temporale dato da qui al 2030.
 

Costruzione di un mix bilanciato di fonti rinnovabili 

Verrà privilegiata l’energia utile prodotta da fonti elettriche e termiche che non prevedono il ricorso a processi di combustione e che quindi non incidono sulla qualità dell’aria. Ne sono esempio: la fonte solare fotovoltaica e termica, l’idroelettrico, l’eolico e la geotermia, con le cautele derivanti dagli effetti del cambiamento climatico sulle precipitazioni e in relazione alle problematicità nel riempimento degli invasi a fini idroelettrici e di disponibilità della risorsa fisica. Per quanto riguarda l’uso di biomassa di cui il Piemonte dispone si intende intervenire con l’efficientamento dei sistemi di combustione, riducendo progressivamente le quantità totali di biomassa combusta e favorendo nel contempo un processo di qualificazione della risorsa forestale utilizzata, mediante l’organizzazione di una filiera corta.
 

Il passaggio dalla generazione elettrica centralizzata a quella distribuita

in relazione a fonti rinnovabili legate al territorio, fortemente geo-referenziate e in relazione al consumo locale, attraverso l’implementazione del concetto di prosumer, secondo cui, il nuovo cliente finale sarà in grado di autoprodurre l’energia che gli serve e di immagazzinare/stoccare le eccedenze (differendone temporalmente il consumo) per cederle ad altri consumatori attraverso l’adozione di sistemi intelligenti di programmazione locale di autoproduzione e consumo (auto-consumatori che agiscono collettivamente e comunità energetiche) costituirà un altro degli elementi qualificanti del processo di transizione. Si evidenzia come il Piemonte già dal 2018 disponga di una legge regionale (l.r. n. 12/2018) con cui vengono promosse, a titolo sperimentale e in attesa del recepimento della Direttiva RED II, le comunità energetiche.

 

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