Radiazioni ionizzanti

Dose gamma in aria

Anno
2026

La dose gamma in aria è una grandezza che descrive la quantità di energia rilasciata dai raggi gamma nell’unità di massa d'aria.

La radioattività naturale contenuta nella crosta terrestre determina, unitamente ai raggi cosmici, un irraggiamento gamma a cui tutti gli esseri viventi sono continuamente sottoposti.

Normalmente la dose gamma in aria viene misurata in termini di rateo di dose gamma, cioè la dose riferita all’unità di tempo espressa in μSv/h (microSievert all’ora). 

La dose gamma in aria non presenta cambiamenti sostanziali da un anno all’altro, a meno di importanti eventi catastrofici del tipo di gravi incidenti nucleari o radiologici. 

Nel 2025 non ci sono state quindi novità nei valori riscontrati rispetto agli anni precedenti.

È possibile calcolare la distribuzione sul territorio della dose gamma in aria sommando il contributo della radioattività naturale presente nel suolo, condizionata dal tipo di litologia presente nel sottosuolo, e il contributo dei raggi cosmici, condizionato dalla quota.

Dose gamma in aria dovuta all’irraggiamento dei radionuclidi naturali contenuti nel suolo e all’irraggiamento dei raggi cosmici - Fonte Arpa Piemonte

In caso di incidenti nucleari la radioattività dispersa in aria può però creare un aumento dei livelli naturali di dose gamma. 

Per questo motivo sono istituite delle reti di monitoraggio in continuo dei valori della dose gamma in aria. 

In Piemonte esiste una rete di questo tipo gestita da Arpa Piemonte

Le misure puntuali di dose gamma effettuate dalle centraline confermano i risultati del modello, che fornisce un valore medio basato sulla radioattività del suolo e sull’altitudine del sito, calcolato in condizioni di assenza di incidenti.

Informazioni e risorse aggiuntive

Sievert - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Sievert

Dosimetria - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Dosimetria

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Radiazioni ionizzanti

Monitoraggio dei siti nucleari

Anno
2026

Le reti di monitoraggio della radioattività ambientale costituiscono lo strumento operativo attraverso il quale è possibile valutare l’impatto radiologico dei rilasci in normale esercizio degli impianti, segnalare eventuali anomalie – legate a mutamenti dell’assetto del territorio o ad un diverso sfruttamento dello stesso o ad eventi non configurabili come situazioni incidentali – che comportino comunque un’alterazione dello stato radioecologico di una componente ambientale.

Una rete di monitoraggio è costituita essenzialmente da un insieme di punti di campionamento correlati a specifiche matrici ambientali e alimentari a cui vengono associate frequenze minime di campionamento. 

Affinché una rete di monitoraggio possa dimostrarsi uno strumento efficace deve possedere alcune caratteristiche fondamentali:

  • la significatività dei punti di campionamento rispetto alle modalità di diffusione dei contaminanti;
  • la rappresentatività delle matrici prelevate;
  • la capacità di segnalare tempestivamente qualsiasi anomalia;
  • l’adeguatezza delle tecniche analitiche.

Nel grafico è riportato il numero di campioni analizzati nell’ambito delle attività di monitoraggio radiologico ambientale dei tre siti nucleari piemontesi: da oltre 10 anni sono analizzati più di 1000 campioni/anno, in circa 100 punti di campionamento diversi, con un totale di circa 5000 parametri/anno.

Nell’anno 2025 si sono effettuati circa 1700 campioni.
 

Fonte Arpa Piemonte
Convenzione tra il Comune di Trino e Arpa Piemonte

Nel 2023 è stata rinnovata per un triennio la convenzione Ottimizzazione delle attività di monitoraggio radiologico in relazione alla presenza della Centrale Nucleare “E. Fermi” tra il Comune di Trino e Arpa Piemonte.

La convenzione fu sottoscritta per la prima volta nel 2016 con il fine di implementare i monitoraggi e i controlli radiologici per verificare che le nuove attività correlate allo smantellamento dell’impianto avvengano senza significativi rilasci di radioattività artificiale in ambiente.

Le attività di monitoraggio e controllo che sono state messe in atto secondo il programma delle attività connesse allo smantellamento, sono:

  • l’incremento di 6 punti di campionamento della falda acquifera nell’area interessata dallo svolgimento delle attività di decommissioning potenzialmente più impattanti;
  • l’installazione di una nuova postazione di campionamento per implementare il monitoraggio dell’aria (particolato atmosferico e trizio) presso l’Istituto Comprensivo di Trino, ubicazione ritenuta significativa ai fini della valutazione della dose alla popolazione;
  • il controllo dei materiali solidi che, avendo un contenuto di radioattività inferiore ai limiti per il rilascio fissati da ISPRA (ora ISIN) nell’ambito dell’autorizzazione alla disattivazione, vengono allontanati dall’impianto – ai fini di riciclo, riuso o smaltimento – come materiali non soggetti alle disposizioni di legge in materia di radioprotezione;
  • sono state introdotte nuove matrici quali foglie di salice e pesce siluro presso le aree protette del fiume Po “Ghiaia Grande” e “Zona umida in località Brusaschetto Nuovo”.

In nessuno dei campioni analizzati in seguito alla convenzione sono state evidenziate tracce di radionuclidi artificiali.
 

Informazioni e risorse aggiuntive

Arpa Piemonte Relazioni tecniche di dettaglio  http://www.arpa.piemonte.it/approfondimenti/temi-ambientali/radioattivita/siti-nucleari/

  Tutti i risultati delle misure sul Geoportale di Arpa Piemonte http://webgis.arpa.piemonte.it/basicviewer_arpa_webapp/index.html?webmap=f2981cd3f0354dce8e65ff5553bf1cd9

Convenzione Comune di Trino e Arpa Piemonte per attività di monitoraggio radiologico ex centrale Enrico Fermi https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/convenzione-comune-trino-arpa-piemonte-per-attivita-monitoraggio-radiologico-ex

Sicurezza nucleare e gestione del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi

La norma principale che si applica a tutte le fasi della gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi da attività civili è la Direttiva 2011/70/Euratom del Consiglio del 19 luglio 2011 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:32011L0070

A livello dell'ordinamento italiano, questa materia è disciplinata attraverso specifici provvedimenti legislativi:

Decreto Legislativo 15 febbraio 2010, n. 31 e ss.mm.ii. “Disciplina ((…)) dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonché benefici economici ((…)), a norma dell'articolo 25 della legge 23 luglio 2009, n. 99”. https://www.normattiva.it/eli/id/2010/03/08/010G0048/CONSOLIDATED/20250521

Decreto Legislativo 4 marzo 2014, n. 45 e ss.mm.ii “Attuazione della direttiva 2011/70/EURATOM, che istituisce un quadro comunitario per la gestione responsabile e sicura del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi” https://www.normattiva.it/eli/id/2014/03/26/14G00057/CONSOLIDATED/20250521

Programma Nazionale per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi https://www.mase.gov.it/portale/documents/d/guest/programma_nazionale_2019-pdf
 

 

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Radiazioni ionizzanti

Monitoraggio radiologico nei cantieri dell'alta velocità ferroviaria

Anno
2026

Arpa Piemonte tramite il Dipartimento Rischi Fisici e Tecnologici ha fornito, e fornisce tuttora, supporto agli Osservatori Ambientali per l’accompagnamento ambientale delle opere di interesse nazionale in fase di realizzazione in Piemonte:

  • Nuovo collegamento internazionale Torino - Lione - Sezione internazionale - Cunicolo esplorativo della Maddalena e Parte comune Italo-Francese - Tratta in territorio italiano
  • Tratta alta velocità / alta capacità Milano - Genova - Terzo Valico dei Giovi

L’Agenzia si occupa della valutazione degli elaborati presentati dal proponente inerenti ai monitoraggi ambientali per verificare la corretta attuazione del Piano di Monitoraggio e del Sistema di Gestione Ambientale, in termini di rispondenza alle esigenze di tutela ambientale e di rispetto delle prescrizioni contenute nelle delibere del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica di approvazione delle opere. 

Arpa effettua, inoltre, sopralluoghi presso i cantieri, finalizzati a misure in campo e al prelievo di campioni per analisi di controllo in laboratorio con l'obiettivo di monitorare eventuali dispersioni di radioattività generate dalle attività di scavo in sotterraneo.

Nei cantieri, ,il controllo delle radiazioni ionizzanti consiste in misure di concentrazione di attività radon nelle zone di scavo ove sono presenti i lavoratori, in misure di rateo di dose gamma nelle gallerie e sui cumuli di smarino, in prelievi di acque di venuta per analisi di alfa e beta totale e di campioni di rocce e di fanghi per analisi di spettrometria gamma ad alta risoluzione in laboratorio. 

Nuovo collegamento internazionale Torino - Lione - Sezione internazionale

Nel 2025 il Cantiere Operativo-03-04 "nuova linea Torino Lione" non ha effettuato attività di scavo in sotterraneo; ha attivato una “fase transitoria” di mantenimento in funzione degli impianti esistenti con attività esclusivamente di tipo manutentivo. Pertanto, internamente al cantiere, per la componente radiazioni ionizzanti il controllo ambientale ha riguardato solamente:

  • le acque in ingresso all’impianto di depurazione e i fanghi disidratati provenienti dallo stesso impianto (4 campioni);
  • le misure di concentrazione di attività radon entro il cunicolo “la Maddalena” (57 misure).

L’attività di controllo e vigilanza di Arpa Piemonte è stata svolta tramite confronto dei dati rilevati da TELT s.a.s. attraverso misure e prelievo di campioni in doppio e con analisi di laboratorio su aliquote dello stesso campione. 

I risultati delle analisi eseguite in doppio sono sempre risultati compatibili entro le incertezze di misura. 

Sebbene, causa fermo delle attività di scavo, nel 2025 non siano state eseguite misure sullo smarino, storicamente i valori di concentrazione di attività dei radionuclidi naturali sono sempre risultati tipici di materiali a medio - basso contenuto di radioattività, come anche confermato dai valori di rateo di dose acquisiti al fronte scavo e sui cumuli di smarino dal laboratorio incaricato TELT.

Il monitoraggio del radon entro il cunicolo esplorativo condotto in doppio negli stessi punti all’interno della galleria, attraverso dosimetri passivi a tracce ma di diversa tipologia, ha fornito sempre valori notevolmente inferiori al Livello di Riferimento annuale di 300 Bq/m3, stabilito dalla normativa vigente.

I livelli riscontrati sia da TELT sia da Arpa sono in generale bassi e, tenendo conto dell’incertezza di misura, risultano sostanzialmente compatibili.

Anche le analisi di concentrazione di attività Alfa e Beta totale sull’acqua di ingresso all’impianto di depurazione hanno confermato valori molto bassi.

In conclusione, si può affermare che i monitoraggi condotti dalla Struttura Radiazioni ionizzanti di Arpa Piemonte e dal laboratorio incaricato da TELT nel 2025, internamente al cantiere CO-03-04 ed in ambiente esterno, non hanno mai evidenziato variazioni significative dei normali livelli di fondo della radioattività ambientale.

Tratta alta velocità / alta capacità Milano - Genova - Terzo Valico dei Giovi

Il monitoraggio delle radiazioni ionizzanti presso i cantieri del Terzo Valico dei Giovi non ha mai evidenziato anomalie radiometriche attribuibili alle attività di scavo del materiale roccioso. 

I valori di intensità di equivalente di dose ambientale misurati in campo entro le zone di scavo e sui cumuli di smarino sono paragonabili al fondo ambientale naturale. I dati sono confermati anche dalle analisi di spettrometria gamma eseguite su campioni di roccia e di smarino che hanno evidenziato basso contenuto di attività per i principali radionuclidi naturali. 

I valori di concentrazione di attività radon rilevati tramite dosimetri passivi collocati a distanze diverse entro le zone di scavo sono risultati ampiamente sotto il Livello di Riferimento annuale di 300 Bq/m3 stabilito dalla normativa vigente

Le concentrazioni di attività alfa e beta totale sulle acque prelevate presso i vari cantieri sono tipiche di un ambiente indisturbato nonostante le attività di cantiere. 

Fonte Arpa Piemonte

Il diagramma mostra la totalità delle misure in campo e delle analisi di laboratorio effettuate sui campioni prelevati nel corso dei sopralluoghi eseguiti presso i cantieri  TAV monitorati (Torino - Lione - Sezione internazionale e Milano - Genova - Terzo Valico dei Giovi) - anno 2025

Informazioni e risorse aggiuntive

Le Grandi Opere sul sito di Arpa Piemonte https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/cosa-sono-grandi-opere

Tunnel Euroalpin Lyon Turin https://www.telt.eu/it/telt-torino-lione/

Commissario Terzo Valico https://terzovalico.mit.gov.it/

DECRETO LEGISLATIVO 31 luglio 2020, n. 101 Attuazione della direttiva 2013/59/Euratom, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom e riordino della normativa di settore in attuazione dell'articolo 20, comma 1, lettera a), della legge 4 ottobre 2019, n. 117. https://www.normattiva.it/eli/id/2020/08/12/20G00121/CONSOLIDATED/20240528

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Radiazioni ionizzanti

Monitoraggio radiologico nel termovalorizzatore di Torino

Anno
2026

La ditta TRM S.p.A. si è dotata di strumentazione e procedure per il controllo radiometrico sui carichi di rifiuti che entrano ed escono dallo stabilimento. Le procedure, redatte anche in collaborazione con Arpa Piemonte, prevedono il passaggio attraverso dei portali di rilevazione radiometrica di tutti i mezzi che conferiscono all’impianto di incenerimento rifiuti. Ogni allarme, segnalato dai portali, viene comunicato agli organi di controllo, compresa Arpa Piemonte.

Nella figura successiva si riporta l’andamento delle registrazioni degli allarmi ricevuti in funzione dell’anno e del mese in cui si sono verificati dal 15 Aprile 2018 fino al 31 Dicembre 2025.

Nel corso del 2025 in media è stato rilevato un allarme radiometrico ogni 3 giorni.

Fonte Arpa Piemonte

La quasi totalità degli allarmi registrati, sono stati causati da materiale radioattivo di tipo medicale, smaltito insieme ai rifiuti solidi urbani.Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di iodio 131

Tale radionuclide è infatti usato nella medicina nucleare per il trattamento dell’ipertiroidismo e di alcuni tipi di tumore alla tiroide. Solitamente i pazienti trattati con tale radionuclide vengono dimessi dopo un periodo di degenza in strutture protette.

Lo iodio 131 contenuto nel corpo del paziente diminuisce nel tempo, sia a causa del suo decadimento radioattivo - tempo di dimezzamento di circa 8 giorni -, sia per eliminazione attraverso il sudore e l’urina. Tuttavia il decadimento non è completamente azzerato quando il paziente ritorna al proprio domicilio.

Lo iodio 131 può quindi essere trovato in effetti personali o igienici come fazzoletti, salviette o pannolini, di pazienti sottoposti a iodoterapia, che vengono poi smaltiti attraverso il normale percorso dei rifiuti solidi urbani.

A seguito di allarmi di una certa rilevanza radiometrica il personale di Arpa Piemonte si reca presso lo stabilimento della ditta TRM SpA con il duplice scopo di individuare o confermare, nel caso in cui la ditta lo avesse già fatto, il radionuclide responsabile dell’allarme e di valutare l’entità di una eventuale esposizione della popolazione e del personale della ditta addetto alle operazioni di carico e scarico dei rifiuti solidi urbani.

In aggiunta alle registrazioni degli allarmi, Arpa esegue l’analisi del particolato atmosferico prelevato presso la stazione di monitoraggio Arpa situata in prossimità dell’impianto TRM SpA.

In tutte le analisi effettuate non è emersa nessuna misura che abbia fatto registrare la presenza di iodio o altro materiale volatile radioattivo eventualmente fuoriuscito dall’impianto di incenerimento rifiuti.

Attività di Arpa Piemonte effettuate nell’ambito del monitoraggio dell’inceneritore TRM del Gerbido nel 2025
Attività numero
Sopralluoghi in seguito ad allarme ai rivelatori a portale in ingresso allo stabilimento 4
Analisi di spettrometria gamma sui pacchetti di filtri di particolato atmosferico mensile 11
Analisi alfa beta totale sui singoli filtri di particolato atmosferico 171
Analisi di spettrometria gamma su campioni di rifiuti 3
Attività di Arpa Piemonte effettuate nell’ambito del monitoraggio dell’inceneritore TRM del Gerbido nel 2025 - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

TRM S.p.A. – Trattamento Rifiuti Metropolitani https://trm.to.it/

Iodio 131 - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Iodio-131

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Radiazioni ionizzanti

Pareri tecnici sulle sorgenti artificiali di radiazioni ionizzanti

Anno
2026

La normativa italiana impone che l’utilizzo di sorgenti di radiazioni ionizzanti debba essere sempre notificato preventivamente, con almeno 30 giorni di anticipo, all’ASL, all’ARPA, ai Vigili del Fuoco e all’Ispettorato del Lavoro. 

Se l’attività delle sorgenti è superiore a determinati livelli indicati dalla normativa stessa o se la tensione di lavoro delle macchine radiogene è superiore a 200 kV la pratica deve anche essere autorizzata con un decreto di “nulla osta” che viene rilasciato per le pratiche industriali o di ricerca dal Prefetto o per le pratiche sanitarie dall’autorità individuata dalla legge regionale (nulla osta di categoria B). 

Se l’attività detenuta è ancora maggiore, tale decreto autorizzativo viene rilasciato dal Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con altri ministeri e sentiti l’ISIN e la Regione (nulla osta di categoria A). 

Per il rilascio del nulla osta di categoria B in ambito sanitario la legge regionale ha istituito un Organismo Tecnico Consultivo, con sede presso l’ASL territorialmente competente, che funge da organo consultivo per il rilascio del nulla osta stesso da parte dell’ASL. 

Nell’Organismo Tecnico Consultivo sono presenti le professionalità che, a vario titolo, concorrono al rilascio del parere (fisici sanitari, tecnici Arpa, fisici medici, Vigili del Fuoco, Ispettori del Lavoro). 

Arpa partecipa ai quattro Organismi Tecnici Consultivi istituiti in Piemonte (provincia di Torino, provincia di Cuneo, province di Asti e Alessandria, province di Biella, Novara, Vercelli e Verbano Cusio Ossola). 

Con l’uscita del D.Lgs. 101/2020 e ss.mm.ii., la LR 5/2010 necessita aggiornamenti, i lavori per l’aggiornamento sono in corso.

Fonte Arpa Piemonte

Si osserva che il numero di pareri riferiti ai rivelatori di fumo contenenti sorgenti radioattive, stia diminuendo nel corso degli anni, perché sono sempre più utilizzati rivelatori di fumo che si basano su altre tecnologie. 

Viceversa, l’utilizzo di tubi radiogeni, soprattutto in campo industriale, è in notevole crescita.

Il forte incremento dei pareri tra il 2021 e il 2023 è dovuto alla scadenza, nell’estate 2022, del periodo transitorio di due anni entro il quale le ditte titolari di nulla osta erano tenute a richiederne l’adeguamento ai sensi del D.Lgs. 101/2020.

Di conseguenza, alla fine di tale periodo, le ditte che non avevano ancora provveduto all’adeguamento hanno presentato richiesta di conversione del nulla osta alla nuova normativa..

Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

DECRETO LEGISLATIVO 31 luglio 2020, n. 101 Attuazione della direttiva 2013/59/Euratom, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom e riordino della normativa di settore in attuazione dell'articolo 20, comma 1, lettera a), della legge 4 ottobre 2019, n. 117. https://www.normattiva.it/eli/id/2020/08/12/20G00121/CONSOLIDATED/20240528

Legge regionale n. 5 del 18 febbraio 2010  Norme sulla protezione dai rischi da esposizione a radiazioni ionizzanti http://arianna.cr.piemonte.it/iterlegcoordweb/dettaglioLegge.do?urnLegge=urn:nir:regione.piemonte:legge:2010;5

Arpa Piemonte Utilizzo di materie radioattive: vigilanza e controllo sul territorio https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/utilizzo-materie-radioattive-vigilanza-controllo-sul-territorio

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Radiazioni ionizzanti

Radiazioni ionizzanti, risposte sul territorio

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Le norme fondamentali di sicurezza in materia di radiazioni ionizzanti ricalcano le raccomandazioni della Commissione internazionale per la protezione radiologica (ICRP), in particolare quelle contenute nella pubblicazione n. 103 “Raccomandazioni 2007 della Commissione Internazionale per la Protezione Radiologica” che stabilisce lo schema di protezione radiologica. La radioprotezione si basa sull’assunto che l’impiego delle radiazioni ionizzanti comporta costi e benefici per le attività e la salute umana e gli equilibri ambientali; perciò, qualsiasi attività che comporti esposizione a radiazioni ionizzanti deve garantire che il beneficio derivante sia superiore al detrimento sanitario che essa potrebbe causare tramite i principi di giustificazione, ottimizzazione e limitazione della dose e del rischio.

Risulta pertanto fondamentale mantenere alto il livello delle competenze e delle capacità operative di sicurezza nucleare e di radioprotezione e svolgere in maniera continua le attività di:

  • controllo e monitoraggio delle attività connesse alla disattivazione delle installazioni nucleari;
  • controllo e monitoraggio della radioattività nell’ambiente e negli alimenti;
  • controllo sull’impiego di radionuclidi artificiali per scopi medici e/o industriali;

Il livello di radioattività nelle matrici ambientali (aria, acqua e suolo) e il controllo della gestione delle fonti di radiazioni ionizzanti dalla produzione, al trasporto, all’impiego e infine allo smaltimento è demandato a diversi soggetti in ragione delle loro competenze tecniche ed amministrative.

L'autorità di regolamentazione competente in materia di sicurezza nucleare e di radioprotezione in Italia è l'Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN), costituito in ottemperanza dell’art. 6 del Decreto Legislativo n. 45/2014 in attuazione della Direttiva 2011/70/EURATOM che istituisce un quadro comunitario per la gestione responsabile e sicura del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi. 

L'ISIN svolge le funzioni e i compiti di autorità nazionale indipendente, come richiesto dalla Direttiva,  per la regolamentazione tecnica, espletando le istruttorie connesse ai processi autorizzativi, le valutazioni tecniche, il controllo e la vigilanza delle installazioni nucleari non più in esercizio e in disattivazione, dei reattori di ricerca, degli impianti e delle attività connesse alla gestione dei rifiuti radioattivi e del combustibile nucleare esaurito, delle materie nucleari, della protezione fisica passiva delle materie e delle installazioni nucleari, delle attività d'impiego delle sorgenti di radiazioni ionizzanti e di trasporto delle materie radioattive, emanando altresì le certificazioni previste dalla normativa vigente in tema di trasporto di materie radioattive stesse. Emana guide tecniche e fornisce supporto ai ministeri competenti nell'elaborazione di atti di rango legislativo nelle materie di competenza.

Il controllo sulla radioattività ambientale è articolato in reti di sorveglianza regionali e rete di sorveglianza nazionale. All’ISIN sono affidate le funzioni di coordinamento tecnico della rete nazionale, al fine di assicurare l’omogeneità dei criteri di rilevamento e delle modalità dei prelievi e delle misure, nonché la diffusione dei dati rilevati e la loro trasmissione alla Commissione europea.

Ad oggi nel nostro Paese il controllo sulle attività nucleari, nonché sulla radioattività ambientale, che possono comportare un’esposizione della popolazione alle radiazioni ionizzanti, è regolamentato dal Decreto Legislativo del 31 luglio 2020 n. 101 che stabilisce le norme di sicurezza al fine di proteggere le persone dai pericoli derivanti dalle radiazioni ionizzanti.

La legislazione nazionale vigente assegna compiti e obblighi agli esercenti delle attività che rientrano nel suo campo di applicazione, ma anche alle amministrazioni locali (Prefetture, Regioni e Province autonome) e nazionali (Enti e Ministeri).

Informazioni e risorse aggiuntive

Commissione internazionale per la protezione radiologica ICRP https://www.icrp.org/

ICRP Guide to the System of Radiological Protection http://icrpaedia.org/ICRP%C3%A6dia_Guide_to_the_System_of_Radiological_Protection

Raccomandazioni 2007 della Commissione Internazionale per la Protezione Radiologica https://www.icrp.org/publication.asp?id=ICRP%20Publication%20103%20(Users%20Edition)

Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione ISIN  https://www.isinucleare.it/it

Direttiva 2011/70/Euratom del Consiglio, del 19 luglio 2011, che istituisce un quadro comunitario per la gestione responsabile e sicura del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi http://data.europa.eu/eli/dir/2011/70/oj

DECRETO LEGISLATIVO 4 marzo 2014, n. 45 Attuazione della direttiva 2011/70/EURATOM, che istituisce un quadro comunitario per la gestione responsabile e sicura del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi https://www.normattiva.it/eli/id/2014/03/26/14G00057/CONSOLIDATED

DECRETO LEGISLATIVO 31 luglio 2020, n. 101 Attuazione della direttiva 2013/59/Euratom, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom e riordino della normativa di settore in attuazione dell'articolo 20, comma 1, lettera a), della legge 4 ottobre 2019, n. 117 https://www.normattiva.it/eli/id/2020/08/12/20G00121/CONSOLIDATED

Anno
2026
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Radiazioni ionizzanti, impatti sul territorio

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La valutazione dei possibili effetti delle radiazioni misurate è fatta in via indiretta stimando la dose di radiazioni assorbita da un individuo rappresentativo della esposizione della popolazione in un determinato territorio.

Si valuta quindi la dose efficace che non è una grandezza direttamente misurabile ma una grandezza ricavata, calcolata a partire dai risultati analitici che forniscono i valori di concentrazione di attività, tramite opportuni fattori di ponderazione che tengono conto della via di esposizione, del tipo e della qualità della radiazione nonché dell’organo o tessuto colpito ed è comunque rapportata al corpo intero, anche se ricevuta da un singolo organo bersaglio

La dose efficace all’individuo rappresentativo della popolazione tiene conto delle diverse fonti di esposizione e può avvenire per irraggiamento, inalazione ed ingestione, il suo calcolo tiene conto delle abitudini alimentari e di vita ed è una grandezza proporzionale al rischio indotto dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti.

La radioattività naturale contenuta nella crosta terrestre e i raggi cosmici costituiscono la principale fonte di irraggiamento. 

L’irraggiamento dal Cs-137, radionuclide artificiale presente nel suolo piemontese principalmente a seguito dell’incidente di Chernobyl, è almeno di un ordine di grandezza inferiore di quello dovuto alla radioattività naturale. 

La dose da inalazione è dovuta quasi esclusivamente all’esposizione indoor al radon, un gas radioattivo naturale prodotto nella crosta terrestre dal decadimento dell’uranio. 

Anche la dose da ingestione è dominata dal contributo dei radionuclidi naturali: quella dovuta agli alimenti contaminati da Cs-137, e in minima parte da Sr-90, è inferiore a quella dovuto ai radionuclidi naturali di circa due ordini di grandezza.

Il limite di dose efficace fissato dalla normativa è di 1 mSv/anno e si riferisce solo ai radionuclidi artificiali e alle radiazioni prodotte artificialmente.

Inoltre, in conformità ai criteri di base enunciati dalla norma, una pratica si può considerare priva di rilevanza radiologica quando, in tutte le possibili situazioni realisticamente ipotizzabili, la dose efficace a cui si prevede sia esposta una qualsiasi persona del pubblico, a causa di detta pratica, sia pari o inferiore a 10 μSv all’anno.

La dose dovuta alla radioattività naturale non deve quindi essere computata per la valutazione del rispetto di questo limite; sono escluse anche le dosi ricevute a scopo medico, in quanto si suppone che l’utilizzo della radioattività in medicina sia pienamente giustificabile e che i benefici superino eventuali danni se si rispetta il principio di ottimizzazione della dose, che deve sempre essere mantenuta al livello più basso possibile.

Informazioni e risorse aggiuntive

Rapporti sulla radioattività ambientale di Arpa Piemonte https://www.arpa.piemonte.it/approfondimenti/temi-ambientali/radioattivita/reti-monitoraggio/documentazione

DECRETO LEGISLATIVO 31 luglio 2020, n. 101 Attuazione della direttiva 2013/59/Euratom, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom e riordino della normativa di settore in attuazione dell'articolo 20, comma 1, lettera a), della legge 4 ottobre 2019, n. 117. https://www.normattiva.it/eli/id/2020/08/12/20G00121/CONSOLIDATED/20240530

Cesio 137 - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Cesio-137

Stronzio 90 - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Stronzio-90

Becquerel - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Becquerel

Sievert - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Sievert

Dosimetria - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Dosimetria

In questo sito Dose gamma in aria

Anno
2026
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Siti nucleari in Piemonte

Anno
2026
I siti nucleari in Piemonte

La passata stagione nucleare italiana, terminata con il referendum del 1987, ha lasciato in eredità l’oneroso compito di gestire il decommissioning, ossia il processo di disattivazione, smantellamento e rimozione di tutti gli impianti del ciclo del combustibile nucleare distribuiti sul territorio nazionale.

In generale si tratta di impianti datati, concepiti con tecnologie superate e soprattutto con un’età media spesso superiore alla durata per la quale erano stati progettati. Di conseguenza non stupisce che si manifestino problematiche e anomalie impiantistiche che possono, in alcuni casi, avere importanti ripercussioni sull’ambiente.

I siti nucleari piemontesi sono tre: Bosco Marengo (AL), Saluggia (VC) e Trino (VC).

In particolare, il sito di Saluggia, certamente il più complesso del Piemonte, ha ospitato nel tempo un impianto pilota di ritrattamento del combustibile irraggiato, un impianto pilota di fabbricazione del combustibile nucleare, un reattore di ricerca con annesse celle calde per le prove sul materiale irraggiato, stabilimenti per la produzione di radiofarmaci, nonché un deposito di combustibile nucleare irraggiato, e di rifiuti radioattivi solidi e liquidi.

Impianti nucleari in Piemonte
Sito Impianto Stato
Bosco Marengo (AL) FN (Fabbricazioni Nucleari):impianto di produzione di combustibile per centrali nucleari. SO.G.I.N. Area disattivazione In disattivazione, assenza combustibile, rifiuti parzialmente condizionati
Saluggia (VC) EUREX: impianto pilota di riprocessamento di combustibile nucleare irraggiato. SO.G.I.N. Area disattivazione In disattivazione, assenza combustibile, rifiuti parzialmente condizionati e rifiuti liquidi non condizionati
Deposito Avogadro: deposito di combustibile nucleare irraggiato In attività, presenza combustibile in piscina, rifiuti non condizionati
LivaNova Site Management (ex Sorin Site Management): deposito rifiuti radioattivi* In attività, rifiuti non condizionati
Trino (VC) Centrale elettronucleare di potenza E. Fermi. SO.G.I.N. Area disattivazione In disattivazione, assenza combustibile, rifiuti parzialmente condizionati
Impianti nucleari in Piemonte - Fonte Arpa Piemonte
*LivaNova Site Management non è un impianto nucleare ex Titolo IX del D.Lgs 101/20 ma è comunque oggetto delle attività di monitoraggio e controllo di Arpa Piemonte.
Rifiuti radioattivi e combustibile nucleare irraggiato detenuti

Il Piemonte detiene attualmente oltre il 70% dei rifiuti radioattivi italiani – in termini di attività – e la quasi totalità del combustibile nucleare irraggiato. 

In particolare, la quota maggiore di rifiuti radioattivi è costituito dai rifiuti liquidi ad alta attività, stoccati presso l’impianto EUREX di Saluggia, per i quali è previsto il trattamento di solidificazione nell’impianto CEMEX, attualmente in fase di costruzione. 

Il combustibile nucleare irraggiato ancora presente in Piemonte è interamente stoccato presso il Deposito Avogadro di Saluggia. Nel corso del 2015, infatti, due trasporti verso l’impianto di La Hague in Francia, hanno consentito di svuotare la piscina della centrale E. Fermi di Trino.

Fonte Isin - Aggiornato al 31 dicembre 2024
Fonte Isin – Aggiornato al 31 dicembre 2024
Informazioni e risorse aggiuntive

DECRETO LEGISLATIVO 31 luglio 2020, n. 101 Attuazione della direttiva 2013/59/Euratom, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom e riordino della normativa di settore in attuazione dell'articolo 20, comma 1, lettera a), della legge 4 ottobre 2019, n. 117. https://www.normattiva.it/eli/id/2020/08/12/20G00121/CONSOLIDATED/20240529

Sogin https://www.sogin.it/it

ISIN https://www.isinucleare.it/it

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Radiazioni ionizzanti

Sorgenti artificiali di radiazioni ionizzanti

Anno
2026

Tulle le sorgenti di radiazioni ionizzanti sono registrate in un archivio - gestito da ISIN, detto Sistema Tracciabilità Rifiuti Materiali e Sorgenti o STRIMS.

Le radiazioni ionizzanti possono essere prodotte da sorgenti radioattive o da apparecchi radiogeni. Nel primo caso, la produzione di radiazioni ionizzanti è continua e quindi la sorgente deve essere custodita correttamente e smaltita tramite ditte autorizzate, quando non è più utilizzabile. 

Nel caso degli apparecchi radiogeni invece, la produzione di radiazioni ionizzanti cessa nel momento in cui cessa l’alimentazione elettrica: da un punto di vista radioprotezionistico quindi, le macchine radiogene sono in generale meno pericolose e non pongono problemi radiologici dopo la loro dismissione.

La attuale normativa stabilisce che chiunque intenda utilizzare un'applicazione che necessita o sfrutta radiazioni ionizzanti, debba darne notifica preventiva di almeno 30 giorni all’ASL, all’ARPA, ai Vigili del Fuoco e all’Ispettorato del Lavoro. 

Se l’attività - si intende la emissione di radiazioni ionizzanti - delle sorgenti detenute è superiore a determinati livelli indicati dalla normativa stessa o se la tensione di lavoro delle macchine radiogene è superiore a 200 kV i detentori devono anche avere un’autorizzazione, detta “nulla osta”.

I nulla osta si dividono in due categorie A o B a seconda dell’attività della sorgente.

Il nulla osta di categoria B viene rilasciato dal Prefetto per utilizzi industriali o di ricerca; per utilizzi sanitari o veterinari, la Regione, con la Legge Regionale 5 del 2010, ha individuato nelle ASL territorialmente competenti, le autorità titolari del procedimento e quindi deputate al rilascio dell'autorizzazione.  

Le sorgenti a più alta attività e le macchine radiogene in grado di generare un significativo irraggiamento neutronico, devono essere autorizzate con nulla osta di categoria A, rilasciato dal Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con altri ministeri, sentiti l’ISIN (Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione) e la Regione. 

La normativa dà rilevanza al principio di giustificazione di una pratica, che non può mai essere implicito, ma deve essere esplicitamente illustrato sia nella notifica della pratica stessa sia nell’istanza di nulla osta.

Numero di detentori di sorgenti radioattive in Piemonte suddivisi per provincia e tipologia di autorizzazioni. Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Sistema Tracciabilità Rifiuti Materiali e Sorgenti STRIMS https://strims.isinucleare.it/

Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione ISIN https://www.isinucleare.it/it

DECRETO LEGISLATIVO 31 luglio 2020, n. 101 Attuazione della direttiva 2013/59/Euratom, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom e riordino della normativa di settore in attuazione dell'articolo 20, comma 1, lettera a), della legge 4 ottobre 2019, n. 117. https://www.normattiva.it/eli/id/2020/08/12/20G00121/CONSOLIDATED/20240528

Legge regionale n. 5 del 18 febbraio 2010  Norme sulla protezione dai rischi da esposizione a radiazioni ionizzanti http://arianna.cr.piemonte.it/iterlegcoordweb/dettaglioLegge.do?urnLegge=urn:nir:regione.piemonte:legge:2010;5

D.G.R. 19 Gennaio 2018, n. 23-6389 Direttive per le attivita' di controllo ambientale della radioattivita' di origine naturale ed artificiale https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2018/06/siste/00000076.htm

 

 

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Radiazioni ionizzanti

Radiazioni ionizzanti, fattore per il territorio

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Ogni essere vivente sulla Terra è continuamente esposto alla radiazione esterna proveniente dai raggi cosmici e dai nuclidi radioattivi naturalmente presenti nella crosta terrestre. Queste radiazioni sono responsabili sia dell’irraggiamento esterno sia dell’irraggiamento interno, nel caso di incorporazione dei radionuclidi - ovvero gli elementi radioattivi.

L’intensità di queste radiazioni varia a seconda del luogo e dell’ambiente in cui gli esseri viventi si trovano. Si stima che oltre l'80 % dell’esposizione della popolazione alle radiazioni ionizzanti derivi da sorgenti naturali, mentre solo il 20 % sia dovuto ad attività umane, principalemente a causa delle sorgenti artificiali utilizzate per scopi medici.

I radionuclidi naturali si classificano: in radionuclidi cosmogenici e radionuclidi primordiali.

La Terra è continuamente colpita da radiazioni provenienti soprattutto dal Sole (67 %) e in misura minore (33 %) dalla galassia.

La radiazione cosmica colpisce gli strati esterni dell’atmosfera terrestre che costituisce uno scudo assai efficace a protezione della vita sulla superficie del Pianeta.

Queste radiazioni hanno energie elevatissime e, interagendo con l’atmosfera, generano una cascata di interazioni nucleari da cui hanno origine molte altre particelle secondarie. Queste rivestono un ruolo fondamentale nella produzione dei radionuclidi cosmogenici, come gli isotopi del Berillio, del Sodio, dell’Idrogeno e del Carbonio (Be-7, Na-22, H-3 e C-14).

I radionuclidi primordiali, invece, si sono formati per reazioni di fusione nucleare, assorbimento di neutroni e decadimenti beta in una stella originaria, che infine è esplosa come una supernova. Gran parte dei radionuclidi primordiali appartiene a tre famiglie radioattive naturali:

  • famiglia del torio che ha per capostipite, cioè per nuclide originario, il Th-232;
  • famiglia dell’uranio, capostipite l’U-238;
  • famiglia dell’attinio, apostipite l’U-235.

In tutte e tre le famiglie è sempre presente un radionuclide allo stato gassoso la cui presenza costituisce, tra l’altro, una delle principali ragioni della diffusione della radioattività ambientale: il radon (Rn-222) per la serie dell’uranio, il toron (Rn-220)  per quella del torio e l’attinon (Rn-219) per quella dell’attinio.

In particolare, in alcune zone, l’esposizione al radon nelle abitazioni, dovuta alla presenza dell’uranio nel suolo e nei materiali da costruzione, oggi può rappresentare uno dei maggiori problemi di radioprotezione.

Le fonti di radioattività artificiale nell’ambiente sono dovute ai test atomici effettuati nella seconda metà del secolo scorso - soprattutto nell’Oceano Pacifico, negli Stati Uniti e in Russia - e agli incidenti nucleari, in particolare quello di Chernobyl del 1986. L'incidente di Fukushima del 2011 ha interessato il territorio italiano in misura estremamente marginale.

In Italia, le centrali nucleari e le altre installazioni connesse al ciclo del combustibile, non sono più in esercizio; sono in corso le attività di disattivazione delle installazioni e di messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi derivanti dal pregresso esercizio, con un impatto sull’ambiente ridotto rispetto al precedente periodo di funzionamento.

Ulteriori fonti di radioattività artificiale nell’ambiente derivano da un’ampia gamma di attività industriali e mediche che impiegano sorgenti di radiazione che possono comportare un rischio per la popolazione e per l’ambiente. In campo industriale, tra le altre, troviamo i rivelatori di fumo, i misuratori di spessore e calibri, nonché i controlli di radiografia industriale. In campo medico rientrano invece gli strumenti di diagnostica e terapia, le attività di ricerca radiobiologica, la marcatura di farmaci, ecc.

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