Radiazioni ionizzanti

Dose efficace indicativa dovuta al consumo di acqua

Anno
2026

In Piemonte le misure di approfondimento hanno indicato che per la maggioranza dei campioni l’attività alfa totale è dovuta alla presenza di uranio disciolto nell’acqua. 

Ciò comporta che il limite di dose di 0,1 mSv/anno non venga quasi mai superato nelle acque potabili in quanto l’uranio è un radionuclide poco radiotossico. 

Infatti, se nell’acqua fosse disciolto solamente uranio, occorrerebbe una concentrazione di circa 3 Bq/l, valore decisamente elevato, per raggiungere il limite di dose.  

Nel 2025, su 301 campioni misurati, solo 22 campioni hanno raggiunto il livello di 0,1 Bq/l per l’attività alfa totale e nessuno il livello di 0,5 Bq/l per l’attività beta totale. 

Le analisi di approfondimento sarebbero quindi state necessarie in linea di principio solamente su quei 22 campioni. Tuttavia, cautelativamente, le analisi di uranio sono state effettuate su tutti i campioni per i quali la somma dell’attività alfa totale e della rispettiva incertezza ha raggiunto il valore di 0,1 Bq/l.

Sono state pertanto eseguite le analisi di uranio su 31 campioni, relativi a 26 comuni piemontesi. Nella maggior parte dei campioni la concentrazione di uranio ha spiegato completamente la concentrazione di attività alfa totale e, essendo le concentrazioni di uranio inferiori a 3 Bq/l - che è il limite specifico per l’uranio, non è stato necessario procedere al calcolo della dose. 

Sui restanti campioni è stato effettuato in modo conservativo il calcolo della dose attribuendo tutta l’attività alfa residua, cioè la differenza tra l’attività alfa totale e l’attività dell’uranio, al radionuclide più radiotossico, il Polonio-210

La dose così calcolata è risultata sempre inferiore al limite di 0,1 mSv/anno indicato dalla normativa (figura 1). 

Si conclude quindi che in Piemonte il rischio di superamento del limite di dose di 0,1 mSv/anno relativo all’ingestione di acqua con presenza di radioattività naturale è molto remoto. 

Dose efficace indicativa dovuta al consumo di acqua per i campioni per cui la concentrazione di attività alfa totale è risultata superiore o prossima al livello di riferimento di 0,1 Bq/l e che non è stata spiegata interamente dalla concentrazione di uranio - Anno 2025 - Fonte Arpa Piemonte

Per quanto riguarda il radon, nel 2025, sono state effettuate analisi su campioni di acque destinate al consumo umano in 6 comuni differenti. 

I punti di prelievo dei campioni sono stati selezionati privilegiando le zone dove è più alto il rischio di incontrare concentrazioni elevate, sulla base delle conoscenze attuali sul contenuto di radioattività presente nei suoli e nelle rocce del Piemonte. 

Il monitoraggio non ha evidenziato superamenti del valore di parametro di 100 Bq/l, fissato dalla normativa

Nel complesso, elaborando i dati attualmente disponibili su base regionale, il contributo alla dose efficace dovuta al radon presente nelle acque di rete risulta trascurabile.

Informazioni e risorse aggiuntive

In questo sito Il Radon

DECRETO LEGISLATIVO 15 febbraio 2016, n. 28 Attuazione della direttiva 2013/51/EURATOM del Consiglio, del 22 ottobre 2013, che stabilisce requisiti per la tutela della salute della popolazione relativamente alle sostanze radioattive presenti nelle acque destinate al consumo umano. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/03/07/16G00036/sg

Decreto Ministeriale 2 agosto 2017 Indicazioni operative a carattere tecnico-scientifico, ai sensi dell'articolo 8 del decreto legislativo 15 febbraio 2016, n. 28 https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/09/11/17A06268/sg

Guidelines for drinking water, 4th edition, WHO, Geneva, 2011 https://www.who.int/publications/i/item/9789241549950

DGR 115-6307 del 22/12/2017 http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2018/05/siste/00000064.htm

Becquerel - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Becquerel

Sievert - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Sievert

Dosimetria - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Dosimetria

Polonio - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Polonio

Uranio - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Uranio

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Radiazioni ionizzanti

Radiazioni ionizzanti, impatti sulle acque

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Per proteggere la popolazione dai potenziali effetti avversi dovuti alla presenza di radioattività nelle acque destinate al consumo umano, la normativa stabilisce che non si possa superare i 0,1 µSv/anno di dose totale ricevuta da ogni persona a causa del consumo di acqua potabile. 

La dose ricevuta da ogni persona non è una grandezza direttamente e facilmente misurabile, ma si può calcolare moltiplicando il consumo di acqua per la concentrazione di ogni radionuclide presente in essa e per un opportuno coefficiente di conversione che trasforma le emissioni di particelle in dose ricevuta e occorre ripetere l’operazione e sommare i valori per tutti i radionuclidi presenti nell’acqua.

Ovviamente questa procedura risulta alquanto onerosa e complicata, ragione per la quale il decreto stabilisce dei livelli di riferimento espressi in termini di concentrazione di attività alfa e beta totale rispettivamente pari a 0,1 Bq/l per l’attività alfa totale 0,5 Bq/l per l’attività beta totale.

In pratica sono stati definiti dei limiti massimi di radioattività presente nelle acque che permetta di rispettare il limite massimo di dose ricevibile da una persona. la radioattività alfa e beta totale, quindi non specifica per ogni radionuclide.

Tali valori detti “limiti derivati” la cui utilità consiste nel fatto che sono facilmente verificabili tramite misure radiometriche e che garantiscono il rispetto del limite dosimetrico.

Solo nel caso in cui le concentrazioni superino o siano prossime a questi livelli, occorre effettuare misure di approfondimento per identificare i singoli radionuclidi emettitori alfa e/o beta e poter così effettuare un più preciso calcolo della dose. 

Informazioni e risorse aggiuntive

  Geoportale di Arpa Piemonte Misure radiometriche nelle acque https://geoportale.arpa.piemonte.it/app/public/?pg=mappa&ids=b108cad8a79143fdad7472746a27e565

Informazioni relative al monitoraggio della radioattività nelle acque sul sito di Arpa Piemonte https://www.arpa.piemonte.it/dato/misure-radiometriche-nelle-acque

Direttiva 2013/51/Euratom del Consiglio, del 22 ottobre 2013 , che stabilisce requisiti per la tutela della salute della popolazione relativamente alle sostanze radioattive presenti nelle acque destinate al consumo umano.  http://data.europa.eu/eli/dir/2013/51/oj

DECRETO LEGISLATIVO 15 febbraio 2016, n. 28 Attuazione della direttiva 2013/51/EURATOM del Consiglio, del 22 ottobre 2013, che stabilisce requisiti per la tutela della salute della popolazione relativamente alle sostanze radioattive presenti nelle acque destinate al consumo umano. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/03/07/16G00036/sg

Decreto Ministeriale 2 agosto 2017 Indicazioni operative a carattere tecnico-scientifico, ai sensi dell'articolo 8 del decreto legislativo 15 febbraio 2016, n. 28  https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/09/11/17A06268/sg

Legge regionale del Piemonte n. 5 del 18 febbraio 2010 “Norme sulla protezione dai rischi da esposizione a radiazioni ionizzanti” http://arianna.consiglioregionale.piemonte.it/base/coord/c2010005.html

D.G.R. 22 Dicembre 2017, n. 115-6307 Attuazione delle disposizioni contenute nel Decreto del Ministro della Salute 2 agosto 2017 e nel decreto legislativo 15 febbraio 2016, n. 28. Approvazione del programma regionale di controllo per la tutela della salute della popolazione relativamente alle sostanze radioattive presenti nelle acque destinate al consumo umano. https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2018/05/siste/00000064.htm

D.G.R. 19 Gennaio 2018, n. 23-6389 "Norme sulla protezione dai rischi da esposizione a radiazioni ionizzanti". Direttive per le attivita' di controllo ambientale della radioattivita' di origine naturale ed artificiale. Revoca della D.G.R. n. 17-11237 del 09.12.2003. https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2018/06/siste/00000076.htm

D.G.R. 25 novembre 2022, n. 61-6054 “L.r. 5/2010. Individuazione, ai sensi dell’art.11, comma 3, del D.lgs. 101/2020, delle “aree prioritarie”, gia' "zone ad elevata probabilita' di alte concentrazioni di attivita' di radon", ai sensi dell’art.10 sexies del D.lgs. 230/1995 e disposizioni attuative del Piano regionale di Prevenzione 2020-2025, di cui alla d.g.r. 16-4469 del 29.12.2021.” https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2023/02/siste/00000374.htm

Guidelines for drinking water, 4th edition, WHO, Geneva, 2011 https://www.who.int/publications/i/item/9789241549950

World Health Organisation Guidelines for drinking-water quality, 4th edition, incorporating the 1st addendum https://www.who.int/publications/i/item/9789241549950

Commissione internazionale per la protezione radiologica (ICRP) https://www.icrp.org/

Becquerel - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Becquerel

Sievert - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Sievert

Dosimetria - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Dosimetria

Anno
2026
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Contaminazione radioattiva dell'acqua di falda superficiale a Saluggia

Anno
2026

Il sito nucleare di Saluggia (VC) manifesta un’alta criticità dal punto di vista radioprotezionistico, dal momento che:

  • si trova nell’area di esondazione del fiume Dora Baltea;
  • la zona è caratterizzata da un’alta vulnerabilità della falda acquifera superficiale;
  • vi è stoccata una grande quantità di rifiuti radioattivi – liquidi e solidi – e di combustibile nucleare irraggiato;
  • è situato a circa 1,5 km a monte del campo pozzi di uno dei più grandi acquedotti del Piemonte, l’Acquedotto del Monferrato.

Presso il sito è stata riscontrata – a partire dal 2006 – la presenza di Sr-90, Co-60, Cs-137 e H-3 nell’acqua di falda superficiale prelevata a valle degli impianti. Mentre è noto che la contaminazione da Co-60 è imputabile ad un incidente occorso nel 1986 presso il Complesso LivaNova (ex Sorin) – Avogadro, le possibili fonti di rilascio di contaminanti in falda sono molteplici, alcune delle quali non sono ad oggi state puntualmente individuate. 

L’area alla quale nel corso degli ultimi anni si è prestata maggiore attenzione è all’interno del Complesso LivaNova - Avogadro ed è costituita dalle celle calde di manipolazione di sorgenti ad alta attività, dal deposito temporaneo di rifiuti e dal bunker dove sono stoccati i rifiuti provenienti dal decommissioning del reattore Avogadro.

I valori delle concentrazioni riscontrati non sono significativi dal punto di vista radioprotezionistico, ed in particolare non costituiscono un rischio per la popolazione, ma rappresentano un importante indicatore ambientale di alcune criticità impiantistiche. 

Il calcolo della dose all'individuo rappresentativo della popolazione non ha mai evidenziato il superamento del limite di non rilevanza radiologica di 10 µSv/anno.

Nella mappa sono riportati i punti di controllo dell’acqua di falda superficiale presso il sito nucleare di Saluggia secondo il programma di monitoraggio straordinario concordato con la Regione Piemonte e condiviso dal Tavolo Tecnico istituito presso la Regione Piemonte stessa.

Punti di misura nel sito di Saluggia (VC) e all'intorno - Fonte Arpa Piemonte
Il campo pozzi dell’Acquedotto del Monferrato è situato nell’area in basso a destra.

Per affrontare la problematica della presenza dei radionuclidi nell’acqua di falda superficiale a Saluggia, a partire dal 2006 è stato istituito un Tavolo Tecnico nucleare dedicato. Ne fanno parte Regione, ISIN, lrpa, le Prefetture, le Province e i Comuni interessati, gli esercenti nucleari, l’Autorità d’Ambito n. 5 ed il Consorzio dei Comuni per l’Acquedotto del Monferrato. 

Nel corso degli anni gli incontri si sono intensificati, estendendo l’analisi alle problematiche dell’intero comprensorio. Le attività di monitoraggio radiologico della falda superficiale e le indagini impiantistiche e documentali presso gli impianti, coordinate dal Tavolo, hanno evidenziato la presenza di situazioni che richiedevano interventi, promuovendo l'avvio delle necessarie azioni di rimedio, finalizzate a incrementare la sicurezza e a determinare un complessivo riordino del sito.

Nel corso del 2018 è stato individuato, come fonte della contaminazione da Trizio, uno dei vani del manufatto (denominato “bunker”), contenente materiali derivanti dal decommisioning del reattore Avogadro e da attività pregresse, oggetto di un piano di intervento ai fini della decontaminazione non ancora attuato.

Inoltre, dal 2018, in relazione all’interramento di rifiuti radioattivi nell’area del deposito di LivaNova Site Management srl, sono stati introdotti nel campionamento della falda due pozzi di controllo a valle e a monte dell’area interessata. 

Allo stato attuale non si evidenziano incrementi di rilasci correlabili al fenomeno oggetto di indagine.

L’impianto EUREX-SO.G.I.N.

L’impianto EUREX (Enriched URaniun EXtraction), originariamente di proprietà ENEA, è un impianto chimico di riprocessamento di elementi di combustibile nucleare irraggiato ad alto arricchimento in U-235, concepito per testare, in scala pilota, schemi chimici idonei al riprocessamento di combustibile irraggiato proveniente da reattori di potenza. L’impianto è stato realizzato nel periodo tra il 1965 e il 1970. 

A partire dall’ottobre 1970 sono stati riprocessati 506 elementi metallici MTR (Material Testing Reactor). Successivamente, nel 1974, l’impianto è stato modificato in vista di campagne sperimentali di riprocessamento di combustibili da reattori di potenza. In tale ambito, tra l'ottobre 1980 e la fine del 1983, sono stati riprocessati 72 elementi di combustibile irraggiato di tipo CANDU (CANada Deuterium Uranium) della centrale canadese di Pickering (Ontario). 

Dal 1984 l’impianto di riprocessamento ha cessato di funzionare e l’attività più significativa svolta in EUREX è stata la solidificazione delle soluzioni di plutonio (attività ora trasferita negli USA) ottenute dal riprocessamento degli elementi CANDU, mediante l’impianto UMCP, Unità Manuale di Conversione del Plutonio (dal giugno 1988 al marzo 1991). Nel 2003 la titolarità della Licenza d’esercizio è stata trasferita da ENEA a SO.G.I.N.


Il complesso LivaNova - Deposito Avogadro

Il complesso LivaNova-Avogadro nasce alla fine degli anni ’50 con la costruzione del reattore di ricerca Avogadro – RS1, realizzato su iniziativa di SORIN S.p.A. (Società Ricerche e Impianti Nucleari S.p.A.), costituita nel 1957 da FIAT S.p.A. e Montecatini S.p.A. 

Nel tempo, attorno al reattore si è sviluppato un insieme articolato di società e installazioni dedicate ad attività di studio, ricerca, produzione e stoccaggio di materiali radioattivi, sia nell’ambito del ciclo del combustibile nucleare sia nei settori della ricerca farmacologica e industriale.

Attualmente, in seguito a trasformazioni avvenute negli anni, il complesso ospita il Deposito Avogadro S.p.A e un insieme di altre attività in carico ad un unico soggetto, Livanova Site Management S.r.l. (ex Sorin Site Management S.p.A.).

Il deposito Avogadro

Il Deposito Avogadro è stato realizzato a seguito della ristrutturazione del reattore di ricerca Avogadro, di tipo a piscina, impiegato nel campo delle indagini sugli effetti dell’irraggiamento radioattivo sui materiali tra il1960 e il 1971. Dopo un parziale decommissiong, effettuato tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80, l'impianto è stato convertito, con le opportune modifiche necessarie, in deposito temporaneo per elementi di combustibile nucleare irraggiato. 

L’esercizio come deposito è iniziato nel 1984 per far fronte alle esigenze ENEL di gestione del combustibile irraggiato proveniente dalle centrali elettronucleari di potenza e prosegue tuttora su incarico di SO.G.I.N. 

A partire dal 1984 sono stati stoccati 371 elementi di combustibile nucleare irraggiato, di cui 49 provenienti da Trino e 322 da Garigliano. Nel biennio 2007 – 2008 è stato trasferito presso il Deposito Avogadro il combustibile stoccato nella piscina dell’impianto EUREX. 

tra il 2003 e il 2005 si sono svoltele operazioni di trasferimento di 259 elementi UO2 di Garigliano destinati al riprocessamento nell’impianto di Sellafield nel Regno Unito, mentre nel 2013 si sono concluse le operazioni di trasferimento del combustibile di Trino all’impianto di La Hague in Francia. 

Attualmente restano stoccati 63 elementi MOX di Garigliano destinati al trasferimento presso l’impianto di La Hague.

Il Complesso LivaNova

Il Complesso LivaNova attualmente comprende:

  • un deposito temporaneo di rifiuti radioattivi di bassa e media attività derivano dalle attività di ricerca in campo nucleare che si svolgevano nel centro SORIN, dalla raccolta di rifiuti radioattivi provenienti dalle strutture ospedaliere clienti della stessa SORIN e dalle attività di bonifica ancora in corso;
  • un bunker in calcestruzzo dove sono stoccati i rifiuti radioattivi provenienti dal decommissioning del reattore Avogadro;
  • una struttura denominata “celle calde” comprendente due celle in calcestruzzo baritico per la manipolazione di sorgenti ad alta attività: la prima venne impegnata fino al 1986 per la manipolazione di sorgenti sigillate ad alta attività utilizzate per impieghi medici ed industriali, la seconda operativa fino alla fine degli anni ‘60 per esperienze di metallurgia svolte in collaborazione con il CISE. Entrambe le celle sono chiuse e compartimentate dal 1986 in seguito ad un incidente occorso il 23 ottobre dello stesso anno. 

Una terza cella era destinata alla manipolazione di sorgenti di Ir-192.

Risorse e informazioni aggiuntive

L'intera serie delle relazioni sul monitoraggio del sito nucleare di Saluggia è reperibile sul sito istituzionale di Arpa Piemonte a questo collegamento:  https://www.arpa.piemonte.it/ricerca/pubblicazioni?field_tema_target_id=77

In questa relazione Siti nucleari

Stronzio 90 - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Stronzio-90

Cobalto 60 - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Cobalto-60

Cesio 137 - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Cesio-137

Trizio - Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Tritium

Iridio 192 - Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Iridium-192

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Radiazioni ionizzanti

Radiazioni ionizzanti, fattore per le acque

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Le acque potabili sono costantemente controllate per la presenza di radioattività ai sensi del D.Lgs. 28/2016, che recepisce la direttiva 2013/51/EURATOM . Tale normativa è specifica per il controllo della radioattività nelle acque destinate al consumo umano e stabilisce i limiti alla dose indicativa (dovuta all’ingestione), alla concentrazione di trizio e a quella di radon disciolto.

Il monitoraggio delle acque potabili, nell’ambito del controllo ambientale della radioattività, riveste particolare importanza, poiché l’elevato consumo da parte della popolazione può rendere potenzialmente critiche anche situazioni di contaminazione moderata.

Tuttavia, è molto difficile che la radioattività di origine artificiale vada ad inquinare significativamente gli acquiferi di approvvigionamento di acqua potabile: il severo regime autorizzativo e di controllo degli scarichi dei reflui radioattivi, basati su precise formule di scarico che stabiliscono la quantità di radioattività che un dato impianto è autorizzato a rilasciare all’esterno in un anno solare in base alla ricettività ambientale, rende infatti questa eventualità piuttosto remota.

La radioattività di origine naturale può invece essere presente, talvolta in modo significativo, nelle acque potabili, soprattutto di origine sotterranea. 

La presenza di materiale radioattivo nel sito di Saluggia è oggetto di speciale monitoraggio e valutazione per escludere la contaminazione delle acque di falda.

Per una panoramica sui siti nucleari in Piemonte si veda la pagina Siti nucleari in questo sito.

Informazioni e risorse aggiuntive

DECRETO LEGISLATIVO 15 febbraio 2016, n. 28 Attuazione della direttiva 2013/51/EURATOM del Consiglio, del 22 ottobre 2013, che stabilisce requisiti per la tutela della salute della popolazione relativamente alle sostanze radioattive presenti nelle acque destinate al consumo umano. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/03/07/16G00036/sg

Direttiva 2013/51/Euratom del Consiglio, del 22 ottobre 2013 , che stabilisce requisiti per la tutela della salute della popolazione relativamente alle sostanze radioattive presenti nelle acque destinate al consumo umano.  http://data.europa.eu/eli/dir/2013/51/oj

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2026
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