Radiazioni ionizzanti

Controllo e ritrovamento di sorgenti radioattive

Anno
2026

Nel 2025 i controlli effettuati da Arpa Piemonte sul territorio sono stati indirizzati sia verso situazioni già note negli anni scorsi per la presenza di materiali radioattivi, sia verso le attività che presentano un rischio di ritrovamento di sorgenti radioattive. 

La maggior parte dei sopralluoghi ha avuto luogo in seguito a un allarme ai sistemi di rilevamento di radioattività posti in ingresso ad impianti, come fonderie, rottamai o l'inceneritore. 

Inoltre, sono soggetti a controllo le segnalazioni di potenziale ritrovamento di sorgenti radioattive abbandonate e di potenziali incidenti durante il trasporto di materiale radioattivo, eventualità, quest'ultima, che non si è verificata negli ultimi anni.

La normativa italiana disciplina il ritrovamento di sorgenti radioattive e stabilisce una serie di misure e adempimenti ai quali i detentori devono rispondere per evitare lo smaltimento non controllato.

Infatti, il rischio che sorgenti radioattive utilizzate in campo industriale, sanitario o di ricerca non vengano smaltite correttamente esiste, ad esempio in caso di fallimento di attività industriali, quando gli immobili vengono alienati e si può perdere traccia delle sorgenti detenute. 

In questi casi c’è la possibilità che tali sorgenti vengano poi ritrovate presso raccoglitori di rifiuti o di rottami metallici

Per questo motivo la normativa prevede specificatamente che chi svolge attività di recupero, fusione o deposito di rottami metallici o importazione di semilavorati metallici, debba effettuare un controllo radiometrico dei materiali.

Come previsto dalla normativa regionale, Arpa Piemonte presenta alla Regione la proposta della programmazione annuale delle attività di monitoraggio e vigilanza della radioattività ambientale.

La Regione, a sua volta, sottopone alle Province la proposta dell’Agenzia, affinché le stesse possano effettuare le loro valutazioni e, per altre particolari installazioni possano segnalare le situazioni in cui ritengono che si debbano privilegiare i controlli.

L’ottemperanza alla normativa da parte delle ditte tenute a specifiche attività di prevenzione e autocontrollo è notevolmente aumentata negli ultimi anni. 

La percentuale di ditte dotate di sistemi di monitoraggio delle radiazioni ionizzanti si avvicina ormai al 100% per quanto riguarda le fonderie e i grossi rottamai.

Percentuali più basse di adesione alla normativa si riscontrano tra i piccoli rivenditori di rottami, la cui attività, per tipologia di rifiuti trattati, è però solitamente meno a rischio rispetto a quella svolta dalle grosse aziende.

Nel 2025 sono stati svolti 37 sopralluoghi per attività di vigilanza, compresi i sopralluoghi ai cantieri TAV in Val di Susa e ai cantieri del Terzo Valico nell’alessandrino.

Sopralluoghi per il controllo di materiali radioattivi suddivisi per provincia dal 2011 al 2025. Fonte Arpa Piemonte
Numero di interventi per il controllo di materiali radioattivi dal 2011 al 2025 suddivisi per tipologia. Fonte Arpa Piemonte

Oltre ai ritrovamenti presso i raccoglitori di rottame, altri ritrovamenti sul territorio consistono, ad esempio, nel rinvenimento di rivelatori di fumo,  di sorgenti di taratura nei laboratori degli istituti scolastici, di strumenti di origine militare contaminati da radio 226 presso collezionisti.

Ritrovamenti sul territorio tra gli anni 2000 e 2025. Fonte Arpa Piemonte

In linea con gli ultimi anni, sono consistenti i ritrovamenti presso il termovalorizzatore di Torino, spesso dovuti a piccole sorgenti domestiche o minerali che vengono smaltiti, forse inavvertitamente, nei rifiuti solidi urbani, magari in occasione di sgomberi di cantine o vecchi locali in disuso. 

Nel 2025 sono stati ritrovati infatti al termovalorizzatore di Torino dei manufatti con presenza di radio 226, materiale contaminato da torio 232 e radio 226, una sorgente di radio 226  nonché  delle reticelle per lampade a gas da campeggio contaminate da torio 232. 

In tutti i casi i materiali contaminati sono stati isolati dal carico prima dell’incenerimento dei rifiuti. 

Un discorso a parte deve essere fatto per il rinvenimento di colli contaminati da radionuclidi di origine sanitaria presso gli inceneritori e i depositi di rifiuti sanitari-ospedalieri, che non sono riportati nel grafico successivo.

Questi ritrovamenti sono frequenti e in genere non presentano un rischio per la popolazione o gli addetti degli impianti.

Mentre il ritrovamento presso gli inceneritori è causato da effetti personali di pazienti che hanno subito trattamenti medici con radiofarmaci, nel caso dei depositi di rifiuti sanitari-ospedalieri è dovuto a un malfunzionamento nel sistema di gestione dei rifiuti del produttore dei rifiuti stesso che sia un ospedale, una casa di cura, ecc.

In entrambi i casi però è sufficiente far decadere la radioattività presente nel materiale prima di avviarlo allo smaltimento o all’incenerimento. 

Informazioni e risorse aggiuntive

DECRETO LEGISLATIVO 31 luglio 2020, n. 101 Attuazione della direttiva 2013/59/Euratom, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom e riordino della normativa di settore in attuazione dell'articolo 20, comma 1, lettera a), della legge 4 ottobre 2019, n. 117. https://www.normattiva.it/eli/id/2020/08/12/20G00121/CONSOLIDATED/20240530

L.R. 5/2010 "Norme sulla protezione dai rischi da esposizione a radiazioni ionizzanti" http://arianna.consiglioregionale.piemonte.it/base/coord/c2010005.html

D.G.R. 19 gennaio 2018, n. 23-6389 Direttive per le attivita' di controllo ambientale della radioattivita' di origine naturale ed artificiale. https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2018/06/siste/00000076.htm

Radio - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Radio_(elemento_chimico)

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Radiazioni ionizzanti

Radioattività ambientale

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Il controllo dello stato della radioattività, di origine naturale e artificiale, avviene attraverso le reti di monitoraggio della radioattività ambientale

Sul territorio piemontese insiste sia la rete nazionale, attualmente coordinata da ISIN (Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione) sia quella regionale, concordata con la Regione Piemonte e focalizzata su alcune realtà specifiche del territorio. 

Fonte Arpa Piemonte

Nell’ambito delle reti vengono analizzate matrici ambientali e alimentari. Il radionuclide artificiale tuttora misurato in ambiente e talvolta anche in alcuni alimenti è il Cs-137, riconducibile essenzialmente all’incidente di Chernobyl del 1986

In alcune matrici, si riscontrano ancora occasionalmente lo Sr-90 e il Plutonio, risalenti ai test nucleari effettuati in atmosfera negli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, sebbene in tracce molto deboli.

Fonte Arpa Piemonte

Il fine ultimo delle reti è il calcolo di dose all’individuo rappresentativo della popolazione, dovuta principalmente all’ingestione di alimenti contenenti radionuclidi e all'irraggiamento proveniente dal suolo e dai raggi cosmici.

I livelli di concentrazione dei radionuclidi si sono mantenuti in linea con quelli degli anni precedenti e quindi la dose ricevuta dalla popolazione è rimasta sostanzialmente uguale rispetto al passato.

Fonte Arpa Piemonte

Arpa Piemonte, Dipartimento Tematico Rischi Fisici e Tecnologici, è il riferimento in Piemonte delle reti di monitoraggio della radioattività ambientale. 

In base all’esito delle misure effettuate ogni anno viene stimata la dose efficace all’individuo rappresentativo della popolazione piemontese. 

La dose dovuta alla radioattività artificiale risulta sempre molto inferiore a quella dovuta alla radioattività naturale.

Informazioni e risorse aggiuntive

Cesio 137 - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Cesio-137

Stronzio 90 - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Stronzio-90

Plutonio - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Plutonio

Anno
2026
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Monitoraggio della radioattività nelle acque potabili

Anno
2026

Tali analisi sono state successivamente condotte, a seguito del recepimento della direttiva 2013/51/EURATOM con il D.Lgs. 28/2016, secondo le disposizioni normative vigenti.

Al momento sono stati analizzati circa 2500 campioni, coprendo praticamente tutto l’intero territorio regionale.

Il monitoraggio prevede circa 350 campioni all’anno ed è definito in collaborazione con la Regione e le ASL che curano il prelievo dei campioni. 

Negli anni 2018, 2019 e 2020 tali piani hanno interessato in modo sistematico tutti gli acquedotti che servono una popolazione superiore ai 5000 abitanti, corrispondenti al 74,3% della popolazione piemontese, oltre a una piccola frazione di acquedotti minori corrispondenti in totale al 9,1% della popolazione.

Con il piano del 2021 è stata attuato un ampliamento, ricomprendendo nel monitoraggio un ulteriore 7,3% di popolazione servita da piccoli acquedotti. Gli acquedotti ad oggi non ancora monitorati sono di piccola taglia e servono una popolazione limitata. 

Considerando il periodo 2018-2025, è stata raggiunta in Piemonte una copertura, in termini di popolazione, del 99%.

Nel piano di monitoraggio sono previste analisi di attività alfa e beta totale e di radon

La Regione ha stabilito che non è necessario effettuare con regolarità le analisi di trizio nelle acque destinate al consumo umano. 

Infatti, il trizio è un radionuclide sia di origine naturale (si forma dall’interazione dei raggi cosmici con le molecole dell’aria) sia di origine artificiale (reattori nucleari). 

Poiché l’eventuale diffusione di trizio intorno ai siti nucleari del Piemonte è tenuta sotto controllo tramite la rete locale di monitoraggio dei siti nucleari, le concentrazioni che si misurano in ambiente sono tutte dovute al trizio di origine naturale (nelle acque superficiali nel 2025 le concentrazioni misurate sono state sempre inferiori alla sensibilità strumentale pari a 4 Bq/l).
 

Fonte Arpa Piemonte
Analisi di attività alfa totale e beta totale

Le analisi di attività alfa totale e beta totale fungono da misure di screening, permettendo di escludere il superamento del limite di dose indicativa di 0,1 mSv/anno stabilito dalla normativa. 

Infatti, solo se le concentrazioni sono uguali o superiori ai livelli di riferimento indicati dalla normativa, e cioè 0,1 Bq/l per l’attività alfa totale e 0,5 Bq/l per l’attività beta totale, vi è la possibilità che la dose indicativa dovuta al consumo di acqua raggiunga o superi il limite di 0,1 mSv/anno. 

In questi casi occorre effettuare analisi di approfondimento per identificare i radionuclidi presenti nell’acqua e poter calcolare con precisione la dose. 

Non è detto infatti che il superamento dei limiti per l’attività alfa totale o beta totale causi il superamento anche per il limite di dose. 

Storicamente nelle acque piemontesi in un solo caso è stata rivelata una concentrazione di attività beta totale prossima o superiore al livello di riferimento di 0,5 Bq/l e in pochi casi (qualche punto percentuale) la concentrazione di attività alfa totale è risultata prossima o superiore al livello di riferimento di 0,1 Bq/l.

Analisi di uranio

Sui campioni la cui concentrazione di attività alfa totale è prossima al valore di 0,1 Bq/l vengono effettuate in primis misure di uranio

Quando la concentrazione di uranio spiega completamente la concentrazione di attività alfa totale, si può affermare con certezza che tutta l’attività alfa totale è dovuta all’uranio. 

In questi casi, poiché l’uranio è un radionuclide poco radio tossico e la concentrazione necessaria a causare una dose di 0,1 mSv/anno è relativamente elevata (dell’ordine di 3 Bq/l), vi è la certezza che il consumo di acqua non causi una dose di 0,1 mSv/anno. 

Negli altri casi occorrerebbe effettuare altre analisi (Radio, Polonio) per identificare i radionuclidi presenti nel campione e poter così calcolare la dose. In alternativa è possibile effettuare un calcolo dosimetrico per eccesso, attribuendo tutta l’attività alfa residua al radionuclide più radio tossico, il Po-210. 

In questo modo ci si pone nella condizione più cautelativa e se la dose così calcolata è inferiore a 0,1 mSv/anno si ha la certezza che tale limite non è superato.
 

Analisi di attività alfa totale e di uranio nei campioni che nel 2025 hanno presentato concentrazioni di attività alfa totale più elevate (31 campioni in 26 comuni diversi), Il limite specifico per l’uranio è di 3 Bq/l, molto superiore alle concentrazioni misurate. Per i campioni la cui concentrazione di uranio è significativamente inferiore alla concentrazione di attività alfa totale, è stata fatta una valutazione dosimetrica specifica - Fonte Arpa Piemonte
Analisi di radon

I campioni sui quali effettuare le analisi di radon disciolto vengono scelti sulla base della litologia del sottosuolo, dando la precedenza agli acquedotti che insistono in zone ricche di radioattività di origine naturale. 

Queste misure sono effettuate unicamente da Arpa, senza l’ausilio delle ASL, in quanto il prelievo è parte integrante del metodo di misura. 

Le analisi devono essere effettuate, inoltre, entro poco tempo dal prelievo poiché il radon contenuto nell’acqua si disperde facilmente in aria e decade con emivita di circa quattro giorni. 

Queste caratteristiche sono però a vantaggio di una minima esposizione della popolazione. Infatti, in genere, al punto di utilizzo, la concentrazione non è mai molto elevata, specie se l’acqua staziona per un certo tempo in vasche o serbatoi. 

Per questo motivo la concentrazione della totalità dei campioni risulta inferiore al valore di parametro di 100 Bq/l stabilito dalla normativa, oltre il quale si rendono necessari ulteriori approfondimenti. Si consideri che la stessa normativa pone come Livello di riferimento per il radon un valore di 1000 Bq/l.
 

Analisi di concentrazione di attività radon in acqua relativo ai campioni prelevati nel 2025 - Fonte Arpa Piemonte

Ormai da alcuni anni i dati di radioattività delle acque sono fruibili sul servizio   Geoportale di Arpa Piemonte. 

Il servizio viene periodicamente aggiornato con le misure di attività alfa e beta totale, trizio, radon e uranio.

Tutte le informazioni relative al monitoraggio della radioattività nelle acque sono consultabili sul sito di Arpa Piemonte.

Gli obiettivi di sicurezza nell’esposizione alle radiazioni ionizzanti

Sulla base delle raccomandazioni della Commissione internazionale per la protezione radiologica (ICRP) è stata emanata la direttiva 2013/59/Euratom, questa stabilisce requisiti per la tutela della salute della popolazione relativamente alle sostanze radioattive presenti nelle acque destinate al consumo umano e si applica a:

  • tutte le acque trattate o non trattate, destinate a uso potabile, per la preparazione o la cottura di cibi o per altri usi domestici, a prescindere dalla loro origine, siano esse fornite tramite una rete di distribuzione, cisterne, o in bottiglie o contenitori;
  • tutte le acque utilizzate in un’impresa alimentare per la fabbricazione, il trattamento, la conservazione o l’immissione sul mercato di prodotti o sostanze destinati al consumo umano, salvo il caso in cui le autorità nazionali competenti ritengano che la qualità dell’acqua non possa avere conseguenze sulla salubrità del prodotto alimentare finale.
Informazioni e risorse aggiuntive

DECRETO LEGISLATIVO 15 febbraio 2016, n. 28 Attuazione della direttiva 2013/51/EURATOM del Consiglio, del 22 ottobre 2013, che stabilisce requisiti per la tutela della salute della popolazione relativamente alle sostanze radioattive presenti nelle acque destinate al consumo umano. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/03/07/16G00036/sg

Direttiva 2013/51/Euratom del Consiglio, del 22 ottobre 2013 , che stabilisce requisiti per la tutela della salute della popolazione relativamente alle sostanze radioattive presenti nelle acque destinate al consumo umano.  http://data.europa.eu/eli/dir/2013/51/oj

  Geoportale di Arpa Piemonte Misure radiometriche nelle acque https://geoportale.arpa.piemonte.it/app/public/?pg=mappa&ids=b108cad8a79143fdad7472746a27e565

Informazioni relative al monitoraggio della radioattività nelle acque sul sito di Arpa Piemonte https://www.arpa.piemonte.it/dato/misure-radiometriche-nelle-acque

World Health Organisation Guidelines for drinking-water quality, 4th edition, incorporating the 1st addendum https://www.who.int/publications/i/item/9789241549950

Legge regionale del Piemonte n. 5 del 18 febbraio 2010 “Norme sulla protezione dai rischi da esposizione a radiazioni ionizzanti” http://arianna.consiglioregionale.piemonte.it/base/coord/c2010005.html

D.G.R. 22 Dicembre 2017, n. 115-6307 Attuazione delle disposizioni contenute nel Decreto del Ministro della Salute 2 agosto 2017 e nel decreto legislativo 15 febbraio 2016, n. 28. Approvazione del programma regionale di controllo per la tutela della salute della popolazione relativamente alle sostanze radioattive presenti nelle acque destinate al consumo umano. https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2018/05/siste/00000064.htm

D.G.R. 19 Gennaio 2018, n. 23-6389 "Norme sulla protezione dai rischi da esposizione a radiazioni ionizzanti". Direttive per le attivita' di controllo ambientale della radioattivita' di origine naturale ed artificiale. Revoca della D.G.R. n. 17-11237 del 09.12.2003. https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2018/06/siste/00000076.htm

D.G.R. 25 novembre 2022, n. 61-6054 “L.r. 5/2010. Individuazione, ai sensi dell’art.11, comma 3, del D.lgs. 101/2020, delle “aree prioritarie”, gia' "zone ad elevata probabilita' di alte concentrazioni di attivita' di radon", ai sensi dell’art.10 sexies del D.lgs. 230/1995 e disposizioni attuative del Piano regionale di Prevenzione 2020-2025, di cui alla d.g.r. 16-4469 del 29.12.2021.” https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2023/02/siste/00000374.htm

Commissione internazionale per la protezione radiologica (ICRP) https://www.icrp.org/

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Radiazioni ionizzanti

Dose efficace all’individuo rappresentativo della popolazione

Anno
2026

La dose da radiazioni ionizzanti per la popolazione calcolata per il 2025 è stata in linea con quella degli anni scorsi.

La radioattività naturale si mantiene costante e la radioattività artificiale non ha subito grossi cambiamenti negli ultimi anni. 

La popolazione è quindi sottoposta a livelli costanti di radioattività negli anni. Con il termine dose efficace si intende la dose rapportata al corpo intero, anche se ricevuta da un singolo organo bersaglio. 

La dose efficace all’individuo rappresentativo della popolazione deriva da diverse fonti di esposizione e può avvenire per irraggiamento, inalazione ed ingestione.

Le dosi per l’individuo rappresentativo della popolazione adulta piemontese maggiore di 17 anni, comprensiva dei vari contributi è illustrata di seguito.

Il contributo della radioattività artificiale risulta molto piccolo. 

I valori di dose efficace sono largamente dominati dal radon indoor.

I dati forniti da Arpa Piemonte sono stati calcolati sulla base degli esiti dei monitoraggi svolti sul territorio piemontese.

Dose efficace annuale all’individuo rappresentativo della popolazione piemontese adulta per l’anno 2025 - Fonte Arpa Piemonte
Il limite di 1 mSv/anno fissato dalla normativa si riferisce solamente alle fonti di esposizione artificiali, escludendo le fonti naturali e la diagnostica medica, riportata nel grafico ma non considerata nella dose totale

La dose efficace alla popolazione adulta piemontese si è attestata su livelli stabili ormai da parecchi anni. 

Ciò è dovuto al fatto che le fonti di esposizione di origine naturale sono costanti e che la radioattività artificiale, depositatasi sulla nostra regione con l’incidente di Chernobyl, si è stabilizzata su concentrazioni tendenzialmente costanti, la cui leggera diminuzione per decadimento naturale è percepibile solo nell’arco di più anni. 

Informazioni e risorse aggiuntive

Becquerel - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Becquerel

Sievert - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Sievert

Dosimetria - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Dosimetria

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Radiazioni ionizzanti

Mappatura delle aree prioritarie per il radon

Anno
2026

La mappatura del radon consiste nel caratterizzare la distribuzione territoriale della concentrazione del radon negli edifici, generalmente su base comunale. 

In Piemonte, utilizzando i dati sperimentali raccolti nel corso degli anni mediante misure annuali di radon in abitazioni e scuole, integrati con le conoscenze relative al contenuto di minerali radioattivi nelle unità geolitologiche regionali, è stato possibile stimare la concentrazione media di radon nelle aree edificate di ciascun Comune.

È importante sottolineare che la mappatura del radon, per quanto dettagliata, non può sostituire la valutazione puntuale della concentrazione in uno specifico edificio, che è ottenibile esclusivamente mediante una misura sperimentale diretta.

L’utilità principale delle mappe di radon risiede nel loro impiego ai fini della prevenzione, in particolare nelle aree maggiormente interessate dal fenomeno.

Sulla base dei valori delle medie comunali sono state identificate le aree prioritarie ai sensi del Decreto Legislativo n°101 del 2020

Tale norma prevede, infatti, che le Regioni identifichino le zone in cui estendere l’obbligo delle misure di radon nei luoghi di lavoro, non solo nei locali interrati ma anche nei seminterrati e al piano terra, e promuovano azioni di informazione e sensibilizzazione per favorire la misura del radon anche nelle abitazioni private.

L’11 gennaio 2024, con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, è stato adottato il piano nazionale d’azione per il radon 2023-2032 che, tra l'altro, definisce con più precisione le aree prioritarie e fornisce strumenti alle Regioni che ancora non hanno provveduto a individuarle.  

Al momento, infatti, solo alcune Regioni italiane, tra cui il Piemonte, hanno pubblicato l’elenco delle aree prioritarie individuate in base al criterio per cui la probabilità di misurare un valore di concentrazione di radon superiore al Livello di Riferimento di 300 Bq/m3 sia maggiore del 15%. 

La Regione Piemonte, col supporto tecnico di Arpa Piemonte, ha infatti provveduto ad individuare e pubblicare le Aree Prioritarie, costituite da un elenco, attualmente di 37 comuni, sui quali sono indirizzate in via prioritaria le azioni di prevenzione e riduzione del rischio associato a questo pericoloso inquinante naturale.

Accanto a tali aree, sono state individuate le “aree di attenzione” ossia un elenco aggiuntivo, rispetto alle aree prioritarie, privo di qualsiasi effetto giuridico, ma utile a orientare futuri studi e approfondimenti. 

Sia le medie comunali che le aree prioritarie e le aree di attenzione sono disponibili sul   geoportale di Arpa Piemonte. 

Come negli anni precedenti, anche quest’anno proseguiranno una serie di incontri con la cittadinanza organizzati dalla Regione e da ARPA dal titolo “Il gas radon nelle abitazioni. Cos’è e come difenderci”. Queste iniziative, finalizzate a informare sul rischio radon e a promuovere la misura nelle aree prioritarie, prevedono la distribuzione gratuita di dosimetri per la misura del radon nelle abitazioni private, adottando un approccio di citizen science come strategia per la riduzione dell’esposizione radon nelle abitazioni. 

Nel 2025 sono state effettuate 121 misurazioni presso le abitazioni dei cittadini che hanno aderito alle iniziative finora organizzate, nelle provincie di Verbania e Alessandria.

È inoltre in corso, dal 2023, nei Comuni classificati come aree prioritarie, la campagna di misura del radon negli edifici di edilizia residenziale pubblica e nelle scuole, con un totale, ad oggi, di 615 misure effettuate.

Informazioni e risorse aggiuntive

DECRETO LEGISLATIVO 31 luglio 2020, n. 101 Attuazione della direttiva 2013/59/Euratom, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom e riordino della normativa di settore in attuazione dell'articolo 20, comma 1, lettera a), della legge 4 ottobre 2019, n. 117 https://www.normattiva.it/eli/id/2020/08/12/20G00121/CONSOLIDATED

Adozione del piano nazionale d'azione per il radon 2023-2032 https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2024/02/21/24A00877/SG

Comunicato della Regione Piemonte Individuazione delle aree nelle quali la stima della percentuale di edifici situati al piano terra che superano i 300 Bq/m³ in termini di concentrazione media annua di attivita' di radon, e' superiore al 15% (c.d. «aree prioritarie»). https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2023/04/20/23A02331/sg

  Geoportale di Arpa Piemonte Aree prioritarie e medie comunali di concentrazione di radon https://geoportale.arpa.piemonte.it/app/public/?pg=mappa&ids=2d2fb8900b6b4e9ba536c6bc4123d844

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Radiazioni ionizzanti

Siti nucleari in Piemonte e dose efficace all’individuo rappresentativo

Anno
2026

Ogni anno viene effettuata la stima della dose efficace per l’individuo rappresentativo della popolazione per i tre siti nucleari presenti in Piemonte, utilizzando come dati di base i risultati analitici del monitoraggio radiologico

La stima viene confrontata con il limite per la non rilevanza radiologica fissato in 10 µSv/anno (micro Sievert all'anno) che secondo i più recenti indirizzi nazionali ed internazionali è il limite da considerare per l’esposizione a sorgenti di radiazioni artificiali.

Alla dose efficace possono contribuire, attraverso differenti vie critiche di esposizione, sia matrici alimentari sia matrici ambientali

Le matrici rilevanti per la stima e i radionuclidi di riferimento sono stati individuati per ciascun sito in funzione delle caratteristiche degli impianti, dei punti di campionamento, della radiotossicità e del comportamento chimico dei radionuclidi stessi.

Le attività di monitoraggio hanno consentito di verificare il rispetto nel tempo del limite di non rilevanza radiologica di 10 µSv/anno per l’individuo rappresentativo della popolazione per tutti e tre i siti nucleari piemontesi.

Fonte Arpa Piemonte
Fonte Arpa Piemonte
Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

  Il monitoraggio radiologico sul geoportale di Arpa Piemonte https://geoportale.arpa.piemonte.it/app/public/?pg=mappa&ids=9c6464a517b340caaf86a1c87b72e3bb

Arpa Piemonte Relazioni tecniche di dettaglio http://www.arpa.piemonte.it/approfondimenti/temi-ambientali/radioattivita/siti-nucleari/ ,https://www.arpa.piemonte.it/ricerca/pubblicazioni?field_tema_target_id=77

Sievert - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Sievert

Dosimetria - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Dosimetria

DECRETO LEGISLATIVO 31 luglio 2020, n. 101 Attuazione della direttiva 2013/59/Euratom, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom e riordino della normativa di settore in attuazione dell'articolo 20, comma 1, lettera a), della legge 4 ottobre 2019, n. 117. https://www.normattiva.it/eli/id/2020/08/12/20G00121/CONSOLIDATED/20240530

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Radiazioni ionizzanti

Radon: azioni di prevenzione e risanamento

Anno
2026
Normativa sul Radon

La protezione della popolazione dall’esposizione al radon è stabilita e regolata da diverse normative.

Con l’emanazione del D.Lgs 101/2020, “Attuazione della Direttiva europea 2013/59/Euratom che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i rischi derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti”, è stato fissato un Livello di Riferimento di 300 Bq/m3 per i luoghi di lavoro e le abitazioni. Tale valore rappresenta in termini di media annuale un livello oltre il quale occorre procedere ad interventi di risanamento rivolti a limitare l’ingresso e l’accumulo del radon negli edifici. 

Il Valore di 300 Bq/m3 è definito come un Livello di Riferimento e non come un semplice limite di legge propriamente detto e al di sotto del quale si è giustificati a non intervenire in alcun modo.

In termini di miglioramento della salubrità degli ambienti di vita è invece sempre auspicabile cercare di ridurre la concentrazione di radon a cui si è esposti, anche a valori inferiori a 300 Bq/m3.

Alle regioni, lo stesso decreto legislativo attribuisce lo specifico compito di individuare le aree prioritarie, cioè quei territori dove si prevede che la concentrazione media annua superi il livello di riferimento in un numero significativo di edifici. Fino all’adozione di un apposito Piano nazionale d’azione radon, per l’individuazione delle aree prioritarie, si individuano a “rischio radon” le aree in cui almeno il 15% delle abitazioni al piano terra supera il Livello di Riferimento. 

In tali aree l’obbligo della misura nei Luoghi di Lavoro si estenderà anche ai piani seminterrati e ai piani terra. Nell’art.19 sono stabiliti, inoltre, gli interventi nelle aree prioritarie relativi al radon nelle abitazioni, volti ad incentivare la misurazione del radon, con l’attuazione, dove necessario, degli opportuni interventi di risanamento.

La Legge regionale 5/2010 “Norme sulla protezione dai rischi da esposizione a radiazioni ionizzanti” prevede che la Regione si doti di strumenti idonei per l’individuazione, la prevenzione e la riduzione dei rischi connessi all’esposizione al gas radon e alla radioattività di origine naturale e che competono all’Arpa le attività di controllo ambientale della radioattività di origine naturale.

Deliberazione della Giunta Regionale 25 novembre 2022, n. 61-6054 “L.r. 5/2010. Individuazione, ai sensi dell’art.11, comma 3, del D.lgs. 101/2020, delle “aree prioritarie”, già "zone ad elevata probabilità di alte concentrazioni di attività di radon", ai sensi dell’art.10 sexies del D.lgs. 230/1995 e disposizioni attuative del Piano regionale di Prevenzione 2020-2025, di cui alla d.g.r. 16-4469 del 29.12.2021”.
 

Prevenire è meglio che curare

"Prevenire è meglio che curare” è un principio quanto mai attuale anche per la problematica del radon negli edifici, soprattutto oggi, in cui gli interventi di ristrutturazione finalizzati al risparmio energetico comportano spesso una riduzione del ricambio d’aria negli ambienti abitati.

L’efficientamento energetico degli edifici, ad esempio attraverso l’installazione di serramenti a maggiore tenuta, può infatti avere come effetto collaterale un incremento significativo della concentrazione di radon e di altri inquinanti indoor.

I metodi per prevenire l’accumulo del radon in un’abitazione sono sostanzialmente gli stessi di quelli attuati per risanare situazioni esistenti ma, se realizzati in fase di costruzione, risultano assai meno onerosi.

Di seguito illustriamo brevemente alcuni semplici principi a cui si dovrebbero uniformare i progetti e i regolamenti edilizi per limitare l’accumulo del radon. Tali accorgimenti, se attuati su vasta scala, sono utili a produrre un generale abbassamento dell’esposizione al radon, migliorando così la qualità e la salubrità degli ambienti interni. 

Rimedi passivi di risanamento del radon - Fonte Arpa Piemonte

Agendo sul ricambio d’aria e sui meccanismi di ingresso del radon nelle strutture è possibile ridurre, con relativa facilità, la presenza del radon. 

A seconda dei casi può essere sufficiente aumentare l’aerazione naturale, oppure introdurre una ventilazione forzata, che può essere attuata direttamente nel locale, in un vespaio e nelle intercapedini. In ogni caso è fondamentale predisporre l’aerazione del vespaio in modo che possa eventualmente essere forzatamente aumentato il ricambio d’aria in un secondo tempo.

È utile inoltre sapere che, spesso, in un locale abitato, è meglio immettere aria priva di radon dall’esterno piuttosto che aspirare l’aria dall’interno. Nel primo caso, infatti, si crea una leggera sovrappressione che ostacola l’ulteriore ingresso di radon dal pavimento e dalle pareti. Nel secondo caso, invece, c’è il rischio di richiamare altro radon dal suolo. Fortunatamente oggi, al riguardo, la tecnica offre scambiatori d’aria a recupero energetico che moderano fortemente la dispersione del calore. 

Un’ulteriore fronte nella lotta al radon è, poi, la continua evoluzione dei materiali edilizi rivolti all’isolamento e separazione dell’edificio dal suolo. 

Rimedi attiivi di risanamento del radon - Fonte Arpa Piemonte

I materiali edilizi, anche se principalmente orientati all’isolamento termico, possono giocare a favore di una riduzione del radon, creando una barriera al suo passaggio. Occorre, però, assicurarsi che dispongano delle adeguate certificazioni a riguardo e siano poi posati a regola d’arte. 

Nelle situazioni in cui non è facile intervenire internamente all’edificio possono invece essere realizzati all’esterno i così detti “pozzetti radon”: cavità in cui i gas del suolo vengono aspirati (depressurizzazione del suolo) e il radon viene trascinato in esterno prima che possa insinuarsi all’interno dell’abitazione.

Si ricorda infine che nella normativa è stata introdotta la figura professionale dell’esperto in risanamento radon come riferimento per la parte progettuale degli interventi inerenti al radon sulla struttura di un edificio.

Per prevenire l’esposizione al radon negli edifici, Arpa Piemonte è disponibile per verificare l’efficacia delle azioni intraprese negli edifici in cui si è riscontrata un’elevata concentrazione di radon.

Informazioni e risorse aggiuntive

DECRETO LEGISLATIVO 31 luglio 2020, n. 101 Attuazione della direttiva 2013/59/Euratom, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom e riordino della normativa di settore in attuazione dell'articolo 20, comma 1, lettera a), della legge 4 ottobre 2019, n. 117 https://www.normattiva.it/eli/id/2020/08/12/20G00121/CONSOLIDATED

Comunicato della Regione Piemonte Individuazione delle aree nelle quali la stima della percentuale di edifici situati al piano terra che superano i 300 Bq/m³ in termini di concentrazione media annua di attività di radon, è superiore al 15% (c.d. «aree prioritarie»). GU Serie Generale n.93 del 20-04-2023 https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2023/04/20/23A02331/sg

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 gennaio 2024. Adozione del piano nazionale d’azione per il radon 2023-2032. GU n.43 del 21 febbraio 2024 https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2024/02/21/24A00877/sg

Deliberazione della Giunta Regionale 25 novembre 2022, n. 61-6054 L.r. 5/2010. Individuazione, ai sensi dell’art.11, comma 3, del D.lgs. 101/2020, delle “aree prioritarie”, gia' "zone ad elevata probabilita' di alte concentrazioni di attivita' di radon", ai sensi dell’art.10 sexies del D.lgs. 230/1995 e disposizioni attuative del Piano regionale di Prevenzione 2020-2025, di cui alla d.g.r. 16-4469 del 29.12.2021. http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2023/02/attach/dgr_06054_1050_25112022.pdf

  Geoportale Arpa Piemonte https://geoportale.arpa.piemonte.it

Arpa Piemonte Radon https://www.arpa.piemonte.it/temi/radioattivita-radiazioni-ionizzanti/radon?pid=76

Regione Piemonte Radon https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/ambiente/radon

Radon - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Radon

Becquerel - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Becquerel

Sievert - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Sievert

Dosimetria - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Dosimetria

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Radiazioni ionizzanti

Centraline di allerta Geiger - Müller

Anno
2026

Lo scopo della rete di allerta Geiger-Müller è di ottenere in tempo reale un dato sui livelli di radioattività in atmosfera, con particolare riguardo ai possibili rilasci provenienti dagli impianti nucleari transfrontalieri. 

I 29 sensori costituenti la rete forniscono il dato di rateo di dose gamma in aria espresso in nSv/h (nanoSievert/ora). 

Poiché la dose gamma in aria dipende in buona parte dalla radioattività ambientale, la quale in condizioni normali è un fattore relativamente costante nell’ambiente, il monitoraggio in continuo di questa grandezza è un ottimo indicatore di eventi incidentali.

Per ogni centralina sono stati stato definiti un livello di attenzione e un livello di allarme, relativi alla situazione locale e costruiti sulla serie storica di dati disponibili.

Infatti, la finalità di questa rete è essenzialmente di osservare discontinuità in tempo reale riferibili al passaggio di una nube radioattiva: è appunto la variazione rispetto alle condizioni usuali che permette di rilevare l’anomalia cercata.

Non esiste un limite assoluto per la valutazione di questi dati, poiché la dose dovuta alla radioattività naturale non concorre alla verifica del superamento della dose efficace stabilita dalla normativa. Quest’ultima, infatti, si riferisce esclusivamente ai radionuclidi e alle radiazioni di origine artificiale ed è finalizzata alla verifica del rispetto delle corrette pratiche di gestione delle sorgenti di radiazioni ionizzanti.

Se il rateo di dose gamma in aria misurato supera il livello di attenzione, occorre monitorare l’evolversi della situazione. Se supera il livello di allarme si può ragionevolmente supporre che sia accaduto un incidente radiologico o nucleare nelle vicinanze e si iniziano a effettuare gli approfondimenti e le valutazioni dosimetriche.

Dall’installazione ad oggi non si sono verificati aumenti anomali di dose gamma in aria.

La rete si interfaccia strettamente con i dati meteo idrografici: i sensori sono infatti installati in corrispondenza di alcune stazioni della rete meteo idrografica, ciò permette di interpretare i dati scontando l’effetto che le condizioni meteorologiche hanno sulla fluttuazione dei dati.

Nel corso del 2025 non sono stati osservati cambiamenti significativi rispetto agli anni scorsi- Otto centraline hanno subito dei danni che non hanno permesso di poter avere la disponibilità del dato di rateo di dose, Arpa Piemonte sta procedendo alla riparazione e sostituzione delle centraline guaste o obsolete.

Le 29 centraline della rete di allerta Geiger-Mueller sul territorio della Regione Piemonte - Fonte Arpa Piemonte
Fonte Arpa Piemonte

Infatti, la dose gamma in aria misurata dalle centraline varia nel corso della giornata e dell’anno per fenomeni naturali. 

Si può osservare un aumento della dose quando i radionuclidi naturali presenti nel pulviscolo atmosferico vengono depositati al suolo insieme ad esso durante eventi di precipitazione (ad esempio la pioggia), determinando un incremento temporaneo dei livelli di dose.

Questo aumento però rientra nel giro di poche ore dalla fine dell’evento piovoso.

Fonte Arpa Piemonte

In altri casi si può osservare l’effetto schermante del manto nevoso sul contributo della dose gamma proveniente dal suolo; di conseguenza, nelle centraline situate oltre i 2000 m.s.l.m., per le quali si ha uno spessore di neve consistente, durante il periodo invernale si registra una diminuzione della dose gamma in aria totale. 

Fonte Arpa Piemonte
Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Sievert - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Sievert

Dosimetria - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Dosimetria

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Radiazioni ionizzanti

Radiazioni ionizzanti, risposte per l'aria

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Misura dei livelli di radioattività

La misura dei livelli di radioattività in aria è l’indicatore più rapido e la spia più efficace di incidenti nucleari, anche con origine molto lontana dal nostro Paese: per questo motivo questa attività riveste una particolare importanza ed è oggetto di grande attenzione da parte di Arpa Piemonte. I livelli di radioattività in aria sono tenuti sotto controllo nei seguenti modi:

  • controllo del particolato presente in atmosfera;
  • controllo delle ricadute (pioggia, neve, pulviscolo), il cosiddetto “fallout”;
  • controllo della dose gamma.

Particolato Atmosferico

Il particolato atmosferico viene campionato in continua. I filtri di raccolta delle polveri sospese vengono analizzati quotidianamente per la determinazione della concentrazione alfa e beta totale e per l'individuazione dei radionuclidi gamma emettitori. Queste misure sono un utile strumento per la rivelazione di eventi incidentali, radiologici o nucleari, avvenuti anche al di fuori del territorio italiano.

Fallout

Il controllo delle ricadute radioattive (fallout) si effettua raccogliendo tutte le ricadute atmosferiche (pioggia, neve, pulviscolo) in vasche di grandi dimensioni poste in luoghi aperti. I campioni sono misurati mensilmente per l'individuazione di radionuclidi gamma emettitori, come il cesio 137 e, semestralmente, per l'individuazione di altri radionuclidi di più difficile determinazione ma di elevato interesse ambientale e sanitario come lo stronzio 90 e gli isotopi del plutonio (Pu-238, Pu-239 e Pu-240), che sono ancora presenti in ambiente soprattutto come conseguenza dei test nucleari in atmosfera degli anni '60. Questo tipo di controllo permette di quantificare indirettamente la contaminazione superficiale dovuta a ricaduta radioattiva. È una misura estremamente sensibile in grado di rivelare concentrazioni di attività molto piccole.

Dose gamma in aria

Il controllo della dose gamma in aria viene effettuato in modo completamente automatico da rivelatori dislocati sul territorio che misurano e trasmettono con continuità i valori di radioattività totale presente in ambiente, senza distinguere tra radioattività naturale ed artificiale.

Informazioni e risorse aggiuntive

Rapporti sulla radioattività ambientale di Arpa Piemonte https://www.arpa.piemonte.it/approfondimenti/temi-ambientali/radioattivita/reti-monitoraggio/documentazione

Anno
2026
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Il radon

Anno
2026

La protezione della salute umana nel lungo termine da livelli di rischio di esposizione a radiazioni ionizzanti che non possono essere trascurati dal punto di vista della radioprotezione in relazione all'ambiente è uno degli obiettivi delle norme della Unione Europea. In particolare, assume rilevanza la protezione dall’esposizione al radon in ambienti confinati, sia per i lavoratori sia per la popolazione.

Il radon è un gas radioattivo naturale che ha origine principalmente nel suolo dal decadimento del radio presente nelle rocce e nel terreno. Per la sua natura e le sue proprietà chimico-fisiche, entra facilmente negli ambienti confinati come abitazioni, luoghi di lavoro e scuole. Costituisce un pericolo per la salute perché può causare il tumore polmonare. 

Ad oggi Arpa Piemonte raccoglie misure di concentrazione annuale in scuole e abitazioni distribuite sul territorio regionale.  La crescente disponibilità di dati consente una caratterizzazione sempre più accurata della presenza di radon in Piemonte.

Per ciascun Comune della Regione viene infatti stimata la distribuzione del radon tramite un approccio che integra le conoscenze radio-geolitologiche del territorio con le misure sperimentali.

’attuale valore medio regionale stimato per gli ambienti residenziali è pari a 71,4 Bq/m3. Tale valore è tuttavia continuamente aggiornato e ricalcolato per il progressivo miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici, perseguito e realizzato diffusamente negli ultimi anni, che riduce il ricambio d’aria nelle abitazioni e quindi favorisce l’accumulo di radon negli ambienti confinati.

Catena di decadimento dell'Uranio 238 - Fonte Istituto Superiore di Sanità

Per conoscere il valore medio di radon nei comuni piemontesi e consultare la mappa interattiva aggiornata della concentrazione radon in aria al piano terra nelle abitazioni, è possibile accedere al geoportale di Arpa Piemonte e digitare "radon" nell'apposito campo di ricerca.  È quindi possibile selezionare la mappa delle medie al piano terra, quella delle aree prioritarie oppure la classificazione Urban Health.

La conoscenza della distribuzione del radon è particolarmente importante per gli aspetti legati alla pianificazione urbanistica del territorio regionale e per la progettazione, costruzione e ristrutturazione degli edifici.

Una prevenzione mirata, finalizzata a limitare l’ingresso del radon negli ambienti e a garantire un adeguato ricambio d’aria, rappresenta infatti uno strumento efficace per ridurre l’esposizione della popolazione a questo inquinante. 

Per questo l’attuale normativa prevede anche l’individuazione di aree prioritarie cioè di quelle zone abitate in cui è necessario concentrare e intensificare le misure e le politiche rivolte alla riduzione del radon.

Nel 2022 la Regione Piemonte, con Deliberazione della Giunta Regionale, ha individuato tali aree prioritarie, nelle quali, essendo definite a “rischio radon”, l’obbligo delle misure di prevenzione si estende anche ai piani seminterrati e ai piani terra.

Informazioni e risorse aggiuntive

  Radon sul Geoportale di Arpa Piemonte  https://geoportale.arpa.piemonte.it/app/public/?pg=mappa&ids=2d2fb8900b6b4e9ba536c6bc4123d844

In questo sito Dose efficace indicativa dovuta al consumo di acqua

Radon Istituto Superiore di Sanità https://radon.iss.it/2019/09/03/faq/

Deliberazione della Giunta Regionale 25 novembre 2022, n. 61-6054 L.r. 5/2010. Individuazione, ai sensi dell’art.11, comma 3, del D.lgs. 101/2020, delle “aree prioritarie”, gia' "zone ad elevata probabilita' di alte concentrazioni di attivita' di radon", ai sensi dell’art.10 sexies del D.lgs. 230/1995 e disposizioni attuative del Piano regionale di Prevenzione 2020-2025, di cui alla d.g.r. 16-4469 del 29.12.2021. http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2023/02/attach/dgr_06054_1050_25112022.pdf
 

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