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PM10 Numero di superamenti del limite giornaliero - Serie storiche

Capitolo
PM10
Anno
2026

L’analisi dell’andamento del numero di giorni di superamento su base regionale, differenziato per i tre tipi di zona (urbana, suburbana e rurale), conferma la zona urbana come la più critica, mentre per quanto riguarda il tipo di stazione (traffico o fondo), le principali criticità risultano concentrate quasi esclusivamente nelle stazioni di traffico, che evidenziano i livelli più elevati di superamento.

Particolato PM10, trend del numero di superamenti del valore limite giornaliero per tipo di zona - Fonte Arpa Piemonte

La tendenza, in linea con quanto osservato per la media annuale, evidenzia una progressiva diminuzione. Dal grafico riportato di seguito, che presenta i box plot del numero di superamenti del valore limite relativo alle concentrazioni medie giornaliere registrati dalle stazioni della rete di monitoraggio della qualità dell’aria nel periodo 2003–2025, emerge infatti un generale trend di riduzione nel corso degli anni, una sostanziale stabilizzazione tra il 2018 e il 2022 e un marcato decremento a partire dal 2023.

Il numero di superamenti nell’anno appena trascorso si è ridotto nella gran parte delle stazioni della rete regionale con alcune eccezioni, quali ad esempio la stazione di Vercelli – Gastaldi (10 superamenti in più). Sensibili miglioramenti rispetto al 2024 si sono registrati invece a Ivrea (22 superamenti in meno), Settimo Torinese (- 20), Vinovo (–19), Torino Rebaudengo (–16), Torino Rubino.

Particolato PM10, boxplot del numero di superamenti del valore limite per le concentrazioni medie giornaliere misurate dalle stazioni della rete di monitoraggio della qualità dell’aria dal 2003 al 2025. La linea rossa indica il limite stabilito dal D.Lgs 155/2010 - Fonte Arpa Piemonte

1Ciascun box è delimitato in alto e in basso dal primo e dal terzo quartile (25° e 75 ° percentile rispettivamente), al centro è presente una barra orizzontale che rappresenta la mediana (50° percentile: valore superiore al 50% dei dati considerati); le barre verticali che escono dal box rappresentano il minimo e il massimo e sono calcolate sulla base del range interquantile (IQR, differenza tra il terzo e il primo quartile) moltiplicato per un fattore (1.5).

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Gruppo di Redazione
Aria

PM10 Media annuale - serie storiche

Capitolo
PM10
Anno
2026

Analizzando le serie storiche di tutte le tipologie di stazioni di misura della qualità dell’aria si osserva una riduzione dei livelli di PM10, attribuibile all’introduzione di misure volte al contenimento delle emissioni della componente primaria e dei precursori del particolato secondario; rimangono le oscillazioni annuali legate ai fattori meteorologici. Nel periodo 2003-2025, a livello regionale, le concentrazioni medie annue di PM10 risultano essersi progressivamente ridotte, soprattutto nel periodo 2003-2018, per poi stabilizzarsi. 

Il trend delle medie annuali su base regionale per i tre tipi di zona (urbana, suburbana e rurale) conferma la zona urbana come la più critica.
 

Particolato PM10, trend della concentrazione media annuale per tipo di zona - Fonte Arpa Piemonte

Il trend decrescente delle concentrazioni è evidenziato anche dal grafico sottostante nel quale sono riportati i box plot delle distribuzioni delle concentrazioni medie annuali misurate da tutte le stazioni della rete regionale nel periodo 2010-2025. L’intera distribuzione del 2025 si posiziona sotto il valore limite.  

Particolato PM10, boxplot delle concentrazioni medie annuali misurate presso le stazioni della rete di monitoraggio della qualità dell’aria dal 2003 al 2025. Il pallino rosso rappresenta il valore medio di ciascun anno, la linea rossa il limite stabilito dal D.Lgs 155/2010 per la media annua - Fonte Arpa Piemonte
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Gruppo di Redazione
Aria

Partecipazione ai tavoli tematici ISPRA e al progetto Geosciences-IR

La Regione ed Arpa Piemonte partecipano alla Rete Italiana dei Servizi Geologici (RISG), una rete di coordinamento tra ISPRA, il Servizio Geologico d’Italia e i Servizi Geologici Regionali, e ad alcuni tavoli tecnici tematici coordinati da ISPRA. 

Nel corso del 2025 si sono mostrati particolarmente attivi i tavoli:

  • "CARG e cartografia geotematica", che ha condiviso le politiche riguardo allo sviluppo della cartografica geologica nazionale, aggiornando il programma per i prossimi tre anni; per la Regione Piemonte è stato avviato il rilevamento dei fogli geologici 134 “Ciriè” e 73 “Verbania”; il tavolo ha approvato la prossima realizzazione dei fogli 207 "Colle della Maddalena" e 208 "Sampeyre".
  • "IFFI", che ha supportato lo sviluppo della "Proposta di potenziamento delle reti di monitoraggio in situ delle frane" relativa al progetto PNRR SIM (vedi nel seguito) promosso dal Ministero dell’Ambiente (MASE); per il territorio piemontese è previsto il potenziamento di 20 siti della rete regionale RERCOMF; il tavolo ha inoltre promosso lo sviluppo dell'attività di fotomonitoraggio prevista dal progetto PNRR Geosciences-IR (vedi nel seguito),  che vede coinvolte anche due aree in frana del territorio piemontese: il fenomeno franoso di Acceglio (CN) loc. Gollone, già parte della rete regionale RERCOMF e il versante orientale del Monte Rosa a Macugnaga (VCO);
  • "COPERNICUS - Servizi di geologia operativa”, che ha organizzato incontri con i partner di GeoSciences-IR impegnati nelle attività di monitoraggio satellitare e in situ e  con il Forum Nazionale degli Utenti Copernicus sui servizi operativi di monitoraggio del territorio in corso di sviluppo da parte del progetto PNRR IRIDE (M1C2);
  • Patrimonio geologico nell’ambito del quale ISPRA, appoggiandosi al progetto PNRR MUR – Geosciences-IR, ha pubblicato il portale nazionale dei geositi a cui si allinea l’omologo Portale regionale dei geositi in Piemonte, pubblicato nel mese di giugno 2026;
  • Tettonica attiva e faglie capaci nell’ambito del quale è stata sviluppata una nuova versione del catalogo “ITHACA-inventario delle faglie capaci” ed è stato implementato il Database degli effetti ambientali dei terremoti “EEE- Earthquake Environmental Effect Catalogue”;
  • Sinkhole e cavità naturali e antropogeniche” nell’ambito del quale la Regione Piemonte ha firmato una convenzione operativa con ISPRA (luglio 2024) finalizzata a realizzare di un catalogo condiviso dei fenomeni di sinkhole naturali e antropogenici e delle cavità sotterranee nel territorio regionale; tale censimento ha l’obiettivo di contribuire ad individuare, a scala regionale, le aree maggiormente suscettibili ai fenomeni di sprofondamento, anche con finalità di pubblica sicurezza, per l’incolumità delle persone e la salvaguardia dei beni pubblici. Nel2025, ad inizio anno, Ispra ha consegnato alla Regione la struttura del database da compilare, nonché i dati già raccolti da Ispra sul territorio regionale. Secondo il cronoprogramma allegato alla Convenzione, il Settore Geologico regionale deve provvedere entro giugno 2026 alla verifica di terreno dei dati pervenuti da Ispra, alla raccolta e classificazione dei dati residenti nei propri archivi relativi a cavità in aree urbanizzate e sinkhole. Allo stato attuale, con il supporto dell'Università di Torino, è in corso di completamento la verifica dei dati di Ispra, integrati con alcuni nuovi dati riferiti ai recenti fenomeni registrati sui gessi del Monferrato, in particolare in Comune di Murisengo (AL) e sui carbonati pedemontani alpini, in particolare in Comune di Boves (CN). Nel mese di giugno il data base aggiornato sarà trasmesso ad Ispra per la pubblicazione sulle piattaforme online dedicate;
  • Cartografia idrogeologica nell’ambito del quale la Regione Piemonte ha seguito le attività riguardanti la costruenda rete nazionale SNPA di monitoraggio idrogeochimico in continuo e in particolare l’individuazione di siti di interesse regionale idonei per l'installazione della strumentazione fornita gratuitamente da SNPA-INGV.

La maggior parte dei tavoli tematici ISPRA hanno inoltre consultato le regioni e le province autonome e le ARPA, in qualità di stakeholder, per la realizzazione del Progetto GeoSciences-IR. Il progetto, attivato nel 2022 e coordinato da ISPRA, si è concluso il 31 marzo 2026 ed ha dato origine ad una Infrastruttura di ricerca per la Rete Italiana dei Servizi Geologici – RISG per:

  • lo sviluppo e il rafforzamento delle competenze scientifiche dei Servizi Geologici Regionali in relazione alle tematiche geologiche considerate prioritarie, quali la mappatura e la modellazione geologica e geotematica, le frane e sinkhole, il monitoraggio e la gestione dei rischi, il monitoraggio delle georisorse e dei territori;
  • la condivisione di open data e servizi attraverso l’infrastruttura cloud, secondo i principi FAIR e gli standard INSPIRE;
  • la realizzazione di una vera a propria infrastruttura di ricerca in cloud. 

A conclusione del progetto, ISPRA prevede di mantenere l’infrastruttura di ricerca attiva e aggiornata per 10 anni con il contributo degli enti di ricerca che l’hanno realizzata ed in collaborazione con le regioni, le province autonome e le Arpa attraverso i tavoli tematici della RISG.

E’ stato citato il Sistema Integrato di Monitoraggio e Previsione – SIM, un'infrastruttura digitale per la gestione dei rischi ambientali e climatici in corso di attivazione da parte del MASE. L’infrastruttura si articola su sei ambiti principali: instabilità idrogeologica, agricoltura di precisione, inquinamento marino/costiero, illeciti ambientali, supporto alle emergenze e incendi. Per la Regione Piemonte, nell’ambito dei rischi naturali, sono in corso due canali di intervento: ammodernamento della sensoristica della rete idro-meteo in oltre 200 stazioni di misura e di due radar meteorologici; potenziamento della rete di monitoraggio delle frane attraverso l’installazione di strumenti automatici in oltre 20 siti e la fornitura di strumenti di misura quali Laser scanner e droni elicottero.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

La Regione ed Arpa Piemonte partecipano alla Rete Italiana dei Servizi Geologici (RISG), una rete di coordinamento tra ISPRA, il Servizio Geologico d’Italia e i Servizi Geologici Regionali, e ad alcuni tavoli tecnici tematici coordinati da ISPRA. 

Nel corso del 2025 si sono mostrati particolarmente attivi i tavoli:

  • "CARG e cartografia geotematica", che ha condiviso le politiche riguardo allo sviluppo della cartografica geologica nazionale, aggiornando il programma per i prossimi tre anni; per la Regione Piemonte è stato avviato il rilevamento dei fogli geologici 134 “Ciriè” e 73 “Verbania”; il tavolo ha approvato la prossima realizzazione dei fogli 207 "Colle della Maddalena" e 208 "Sampeyre".
  • "IFFI", che ha supportato lo sviluppo della "Proposta di potenziamento delle reti di monitoraggio in situ delle frane" relativa al progetto PNRR SIM (vedi nel seguito) promosso dal Ministero dell’Ambiente (MASE); per il territorio piemontese è previsto il potenziamento di 20 siti della rete regionale RERCOMF; il tavolo ha inoltre promosso lo sviluppo dell'attività di fotomonitoraggio prevista dal progetto PNRR Geosciences-IR (vedi nel seguito),  che vede coinvolte anche due aree in frana del territorio piemontese: il fenomeno franoso di Acceglio (CN) loc. Gollone, già parte della rete regionale RERCOMF e il versante orientale del Monte Rosa a Macugnaga (VCO);
  • "COPERNICUS - Servizi di geologia operativa”, che ha organizzato incontri con i partner di GeoSciences-IR impegnati nelle attività di monitoraggio satellitare e in situ e  con il Forum Nazionale degli Utenti Copernicus sui servizi operativi di monitoraggio del territorio in corso di sviluppo da parte del progetto PNRR IRIDE (M1C2);
  • Patrimonio geologico nell’ambito del quale ISPRA, appoggiandosi al progetto PNRR MUR – Geosciences-IR, ha pubblicato il portale nazionale dei geositi a cui si allinea l’omologo Portale regionale dei geositi in Piemonte, pubblicato nel mese di giugno 2026;
  • Tettonica attiva e faglie capaci nell’ambito del quale è stata sviluppata una nuova versione del catalogo “ITHACA-inventario delle faglie capaci” ed è stato implementato il Database degli effetti ambientali dei terremoti “EEE- Earthquake Environmental Effect Catalogue”;
  • Sinkhole e cavità naturali e antropogeniche” nell’ambito del quale la Regione Piemonte ha firmato una convenzione operativa con ISPRA (luglio 2024) finalizzata a realizzare di un catalogo condiviso dei fenomeni di sinkhole naturali e antropogenici e delle cavità sotterranee nel territorio regionale; tale censimento ha l’obiettivo di contribuire ad individuare, a scala regionale, le aree maggiormente suscettibili ai fenomeni di sprofondamento, anche con finalità di pubblica sicurezza, per l’incolumità delle persone e la salvaguardia dei beni pubblici. Nel2025, ad inizio anno, Ispra ha consegnato alla Regione la struttura del database da compilare, nonché i dati già raccolti da Ispra sul territorio regionale. Secondo il cronoprogramma allegato alla Convenzione, il Settore Geologico regionale deve provvedere entro giugno 2026 alla verifica di terreno dei dati pervenuti da Ispra, alla raccolta e classificazione dei dati residenti nei propri archivi relativi a cavità in aree urbanizzate e sinkhole. Allo stato attuale, con il supporto dell'Università di Torino, è in corso di completamento la verifica dei dati di Ispra, integrati con alcuni nuovi dati riferiti ai recenti fenomeni registrati sui gessi del Monferrato, in particolare in Comune di Murisengo (AL) e sui carbonati pedemontani alpini, in particolare in Comune di Boves (CN). Nel mese di giugno il data base aggiornato sarà trasmesso ad Ispra per la pubblicazione sulle piattaforme online dedicate;
  • Cartografia idrogeologica nell’ambito del quale la Regione Piemonte ha seguito le attività riguardanti la costruenda rete nazionale SNPA di monitoraggio idrogeochimico in continuo e in particolare l’individuazione di siti di interesse regionale idonei per l'installazione della strumentazione fornita gratuitamente da SNPA-INGV.

La maggior parte dei tavoli tematici ISPRA hanno inoltre consultato le regioni e le province autonome e le ARPA, in qualità di stakeholder, per la realizzazione del Progetto GeoSciences-IR. Il progetto, attivato nel 2022 e coordinato da ISPRA, si è concluso il 31 marzo 2026 ed ha dato origine ad una Infrastruttura di ricerca per la Rete Italiana dei Servizi Geologici – RISG per:

  • lo sviluppo e il rafforzamento delle competenze scientifiche dei Servizi Geologici Regionali in relazione alle tematiche geologiche considerate prioritarie, quali la mappatura e la modellazione geologica e geotematica, le frane e sinkhole, il monitoraggio e la gestione dei rischi, il monitoraggio delle georisorse e dei territori;
  • la condivisione di open data e servizi attraverso l’infrastruttura cloud, secondo i principi FAIR e gli standard INSPIRE;
  • la realizzazione di una vera a propria infrastruttura di ricerca in cloud. 

A conclusione del progetto, ISPRA prevede di mantenere l’infrastruttura di ricerca attiva e aggiornata per 10 anni con il contributo degli enti di ricerca che l’hanno realizzata ed in collaborazione con le regioni, le province autonome e le Arpa attraverso i tavoli tematici della RISG.

E’ stato citato il Sistema Integrato di Monitoraggio e Previsione – SIM, un'infrastruttura digitale per la gestione dei rischi ambientali e climatici in corso di attivazione da parte del MASE. L’infrastruttura si articola su sei ambiti principali: instabilità idrogeologica, agricoltura di precisione, inquinamento marino/costiero, illeciti ambientali, supporto alle emergenze e incendi. Per la Regione Piemonte, nell’ambito dei rischi naturali, sono in corso due canali di intervento: ammodernamento della sensoristica della rete idro-meteo in oltre 200 stazioni di misura e di due radar meteorologici; potenziamento della rete di monitoraggio delle frane attraverso l’installazione di strumenti automatici in oltre 20 siti e la fornitura di strumenti di misura quali Laser scanner e droni elicottero.

Anno
2026

Impiego del Servizio Europeo di Ground Motion - EGMS

Il Servizio Europeo di Ground Motion (EGMS) - finanziato dall’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) e parte del COPERNICUS Land Monitoring Service (CLMS), fornisce dal 2022 informazioni relative ai movimenti del terreno a scala europea.

Il servizio si basa sull'analisi interferometrica multitemporale delle immagini radar acquisite dal satellite Sentinel-1 a partire dal 2015. Grazie a questa tecnica avanzata, è possibile individuare punti di misura affidabili—come edifici, infrastrutture artificiali, affioramenti rocciosi e superfici prive di vegetazione—per i quali vengono resi disponibili dati sulla velocità di movimento (nell’ordine di millimetri all’anno) e le serie temporali di deformazione. I dati possono essere impiegati anche per lo studio e il monitoraggio dei fenomeni franosi.

Il servizio EGMS, accessibile a tutti, copre gran parte del territorio europeo e include integralmente l'Italia, come mostrato nella figura 1 seguente. La strategia di aggiornamento dei prodotti EGMS adotta un approccio a finestra mobile di cinque anni, garantendo una copertura temporale continua e progressiva. Il primo dataset, disponibile per il download, riguarda il periodo 2015-2021, seguito dall'aggiornamento relativo alle misurazioni del periodo 2019-2023. Il rilascio del dataset 2020-2024 ha subito ritardi e sarà rilasciato nel mese di Aprile 2026.

Figura 1: interfaccia del portale EGMS.

Gli utenti possono visualizzare e scaricare l'ultimo rilascio dell'EGMS sull'Explorer dedicato dalla piattaforma. Di default il servizio permette di visualizzare i dati ORTHO/Verticali (nelle componenti "ortho/vertical" e "ortho/east/west"), ma è possibile visualizzare anche i dati CALIBRATED (ascendenti e discendenti), attivando, per il Piemonte, le strisciate A20-161 e A21-088 (ascendenti) e D20-139 e D21-066 (discendenti).

Lo strumento “geographic archive search” consente infine di selezionare e scaricare i dati di interesse.

A partire dal 2023 Arpa Piemonte si occupa dell’analisi dei dati derivanti dal Servizio “Ground Motion” Europeo (EGMS) per l’aggiornamento della banca dati geologica regionale, che ha riguardato non solo lo studio dei prodotti e dei servizi offerti dal portale europeo ma anche l’integrazione di questi all’interno della struttura informativa regionale.

Per le attività, il 2025 ha rappresentato un anno di passaggio in cui si sono consolidate le procedure di analisi dei dati EGMS e, allo stesso tempo, si sono aperti nuovi scenari grazie all’avvio delle prime valutazioni sui prodotti SGMS nazionali e alla partecipazione alle iniziative del Progetto Iride, destinato a migliorare ulteriormente il monitoraggio satellitare. 

Tra le attività più significative rientra l’elaborazione delle ADA (Active Deformation Areas, ovvero Aree di Deformazione Attiva), che possono essere definite come gruppi (cluster) di PS (Permanent Scatterers) che mostrano un comportamento deformativo simile; esse sono utili per individuare aree interessate da movimenti significativi del suolo (Figura 2). Ad ogni ADA è associata la serie temporale di movimento.

Tali aree sono state calcolate utilizzando gli strumenti sviluppati nell'ambito di progetti europei RASTOOL e elaborate con la nuova versione dell'algoritmo ADAFinder, che ha permesso di ottenere output sintetici più leggibili e di effettuare una prima stima regionale degli impatti delle deformazioni tramite un algoritmo QGIS sviluppato ad hoc. 

Figura 2: rappresentazione delle ADA per una frana in comune di Sessame.

Parallelamente, è proseguito il rinnovamento delle schede e delle cartografie SIFraP - Sistema Informativo Fenomeni Franosi in Piemonte, con layout più intuitivi, grafici statistici aggiornati e una riorganizzazione complessiva dei contenuti per distinguere meglio gli aspetti geomorfologici da quelli relativi alla dinamica e al monitoraggio (Figura 3). 

Sono stati inoltre svolti approfondimenti su diversi siti della rete ReRCoMF (REte Regionale di COntrollo dei Movimenti Franosi come le frane del comune di Novalesa - località Rocciamelone, comune di Locana - località Rosone, comune di Quincinetto - località Chiappetti, comune di Ceppo Morelli - località Campioli Prequartera e comune di Pontestura - località Quarti (fenomeno codice SiFraP 006-01927-00 e fenomeno codice SiFraP 006-71330-00) che hanno confermato la coerenza tra interferometria, quadro geomorfologico e misure a terra.

Un risultato particolarmente importante è anche la verifica dell’affidabilità dei dati delle campagne di misura sui siti ReRCoMF attraverso l’analisi dei Corner Reflector, o riflettori angolari, che sono dispositivi passivi di solito metallici, progettati per riflettere le onde radar e rendere un punto più facilmente visibile ai satelliti. L'analisi dei dati ha mostrato concordanza tra dati satellitari interferometrici InSAR e misure GNSS effettuate sui capisaldi topografici della rete strumentale  di monitoraggio.

Figura 3: cartografia della scheda SIFRAP II Livello per la frana in comune di Oulx, codice 001-00756-01. In questa rappresentazione denominata "Monitoraggio e stato di attività" sono riportati i poligoni delle ADA e i punti con l'ubicazione degli strumenti di monitoraggio
Informazioni e risorse aggiuntive

Servizio Europeo di Ground Motion (EGMS) https://egms.land.copernicus.eu/

Barra, A., Solari, L., Béjar-Pizarro, M., Monserrat, O., Bianchini, S., Herrera, G., Crosetto, M., Sarro, R., González-Alonso, E., Mateos, R. M., Ligüerzana, S., López, C., & Moretti, S. (2017). A methodology to detect and update active deformation areas based on Sentinel-1 SAR images. Remote Sensing, 9(10), 1002. https://doi.org/10.3390/rs9101002

Arpa Piemonte - Rete regionale di controllo sui movimenti franosi ReRCoMF https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/rete-regionale-controllo-sui-movimenti-franosi-rercomf

Arpa Piemonte informazioni sui dati satellitari https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/prodotti-interferometrici-satellitari

SIFraP - Sistema Informativo Fenomeni Franosi in Piemonte https://geoportale.arpa.piemonte.it/app/public/?pg=mappa&ids=b48f3d83c8e74627b2acb63b36d25fe0

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Geologia e nivologia
Paragrafi

Il Servizio Europeo di Ground Motion (EGMS) - finanziato dall’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) e parte del COPERNICUS Land Monitoring Service (CLMS), fornisce dal 2022 informazioni relative ai movimenti del terreno a scala europea.

Il servizio si basa sull'analisi interferometrica multitemporale delle immagini radar acquisite dal satellite Sentinel-1 a partire dal 2015. Grazie a questa tecnica avanzata, è possibile individuare punti di misura affidabili—come edifici, infrastrutture artificiali, affioramenti rocciosi e superfici prive di vegetazione—per i quali vengono resi disponibili dati sulla velocità di movimento (nell’ordine di millimetri all’anno) e le serie temporali di deformazione. I dati possono essere impiegati anche per lo studio e il monitoraggio dei fenomeni franosi.

Il servizio EGMS, accessibile a tutti, copre gran parte del territorio europeo e include integralmente l'Italia, come mostrato nella figura 1 seguente. La strategia di aggiornamento dei prodotti EGMS adotta un approccio a finestra mobile di cinque anni, garantendo una copertura temporale continua e progressiva. Il primo dataset, disponibile per il download, riguarda il periodo 2015-2021, seguito dall'aggiornamento relativo alle misurazioni del periodo 2019-2023. Il rilascio del dataset 2020-2024 ha subito ritardi e sarà rilasciato nel mese di Aprile 2026.

Figura 1: interfaccia del portale EGMS.

Gli utenti possono visualizzare e scaricare l'ultimo rilascio dell'EGMS sull'Explorer dedicato dalla piattaforma. Di default il servizio permette di visualizzare i dati ORTHO/Verticali (nelle componenti "ortho/vertical" e "ortho/east/west"), ma è possibile visualizzare anche i dati CALIBRATED (ascendenti e discendenti), attivando, per il Piemonte, le strisciate A20-161 e A21-088 (ascendenti) e D20-139 e D21-066 (discendenti).

Lo strumento “geographic archive search” consente infine di selezionare e scaricare i dati di interesse.

A partire dal 2023 Arpa Piemonte si occupa dell’analisi dei dati derivanti dal Servizio “Ground Motion” Europeo (EGMS) per l’aggiornamento della banca dati geologica regionale, che ha riguardato non solo lo studio dei prodotti e dei servizi offerti dal portale europeo ma anche l’integrazione di questi all’interno della struttura informativa regionale.

Per le attività, il 2025 ha rappresentato un anno di passaggio in cui si sono consolidate le procedure di analisi dei dati EGMS e, allo stesso tempo, si sono aperti nuovi scenari grazie all’avvio delle prime valutazioni sui prodotti SGMS nazionali e alla partecipazione alle iniziative del Progetto Iride, destinato a migliorare ulteriormente il monitoraggio satellitare. 

Tra le attività più significative rientra l’elaborazione delle ADA (Active Deformation Areas, ovvero Aree di Deformazione Attiva), che possono essere definite come gruppi (cluster) di PS (Permanent Scatterers) che mostrano un comportamento deformativo simile; esse sono utili per individuare aree interessate da movimenti significativi del suolo (Figura 2). Ad ogni ADA è associata la serie temporale di movimento.

Tali aree sono state calcolate utilizzando gli strumenti sviluppati nell'ambito di progetti europei RASTOOL e elaborate con la nuova versione dell'algoritmo ADAFinder, che ha permesso di ottenere output sintetici più leggibili e di effettuare una prima stima regionale degli impatti delle deformazioni tramite un algoritmo QGIS sviluppato ad hoc. 

Figura 2: rappresentazione delle ADA per una frana in comune di Sessame.

Parallelamente, è proseguito il rinnovamento delle schede e delle cartografie SIFraP - Sistema Informativo Fenomeni Franosi in Piemonte, con layout più intuitivi, grafici statistici aggiornati e una riorganizzazione complessiva dei contenuti per distinguere meglio gli aspetti geomorfologici da quelli relativi alla dinamica e al monitoraggio (Figura 3). 

Sono stati inoltre svolti approfondimenti su diversi siti della rete ReRCoMF (REte Regionale di COntrollo dei Movimenti Franosi come le frane del comune di Novalesa - località Rocciamelone, comune di Locana - località Rosone, comune di Quincinetto - località Chiappetti, comune di Ceppo Morelli - località Campioli Prequartera e comune di Pontestura - località Quarti (fenomeno codice SiFraP 006-01927-00 e fenomeno codice SiFraP 006-71330-00) che hanno confermato la coerenza tra interferometria, quadro geomorfologico e misure a terra.

Un risultato particolarmente importante è anche la verifica dell’affidabilità dei dati delle campagne di misura sui siti ReRCoMF attraverso l’analisi dei Corner Reflector, o riflettori angolari, che sono dispositivi passivi di solito metallici, progettati per riflettere le onde radar e rendere un punto più facilmente visibile ai satelliti. L'analisi dei dati ha mostrato concordanza tra dati satellitari interferometrici InSAR e misure GNSS effettuate sui capisaldi topografici della rete strumentale  di monitoraggio.

Figura 3: cartografia della scheda SIFRAP II Livello per la frana in comune di Oulx, codice 001-00756-01. In questa rappresentazione denominata "Monitoraggio e stato di attività" sono riportati i poligoni delle ADA e i punti con l'ubicazione degli strumenti di monitoraggio
Informazioni e risorse aggiuntive

Servizio Europeo di Ground Motion (EGMS) https://egms.land.copernicus.eu/

Barra, A., Solari, L., Béjar-Pizarro, M., Monserrat, O., Bianchini, S., Herrera, G., Crosetto, M., Sarro, R., González-Alonso, E., Mateos, R. M., Ligüerzana, S., López, C., & Moretti, S. (2017). A methodology to detect and update active deformation areas based on Sentinel-1 SAR images. Remote Sensing, 9(10), 1002. https://doi.org/10.3390/rs9101002

Arpa Piemonte - Rete regionale di controllo sui movimenti franosi ReRCoMF https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/rete-regionale-controllo-sui-movimenti-franosi-rercomf

Arpa Piemonte informazioni sui dati satellitari https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/prodotti-interferometrici-satellitari

SIFraP - Sistema Informativo Fenomeni Franosi in Piemonte https://geoportale.arpa.piemonte.it/app/public/?pg=mappa&ids=b48f3d83c8e74627b2acb63b36d25fe0

Anno
2026

Sviluppo e gestione della Rete regionale di controllo dei fenomeni franosi

La Rete Regionale di Controllo dei Movimenti Franosi (ReRCoMF) è costituita da 216 sistemi di controllo strumentale. Le informazioni riguardanti le caratteristiche degli strumenti che compongono la ReRCoMF, nonché tutte le risultanze delle misure effettuate nel corso del monitoraggio, vengono aggiornate e implementate nel Sistema Informativo Geologico.

L’attività di monitoraggio, che coinvolge principalmente Regione, Arpa Piemonte e gli Enti proprietari dei punti di misura, è regolamentata dal Disciplinare per lo sviluppo, la gestione e la diffusione dati di sistemi di monitoraggio su fenomeni franosi del territorio regionale, che fornisce indicazioni circa la progettazione, il finanziamento, la gestione dei sistemi di monitoraggio frane e l'impiego dei dati raccolti in Piemonte.

Strumento della Rete regionale di controllo sui movimenti franosi - ReRCoMF
Diffusione delle risultanze della Rete di Monitoraggio

In base alla tipologia del fenomeno franoso, all’analisi del rischio e alla rappresentatività degli strumenti utilizzati, i sistemi di monitoraggio della Regione sono stati suddivisi in quattro classi (A, B, C e D), ognuna delle quali prevede specifiche modalità di gestione e comunicazione dei dati.

L’evoluzione nel tempo del fenomeno franoso viene descritta attraverso un indice chiamato GDE (Grado Di Evoluzione), differenziato per Strumenti a Lettura Manuale (SLM) e Strumenti a Lettura Remota (SLR) e acquisizione continua.
I valori dell’indice GDE sono calcolati su orizzonti temporali ampi e differenti per le diverse tipologie strumentali: biennali per le misure manuali e settimanali per quelle a lettura continua, al fine di ridurre le incertezze legate alla misurazione.
L’indice GDE non ha una funzione di allertamento: il suo scopo principale è fornire ai soggetti istituzionali coinvolti nella gestione del territorio una sintesi chiara e rappresentativa, basata sui dati strumentali, dello stato di attività dei fenomeni franosi monitorati.
Le informazioni ad accesso pubblico possono essere consultate sul sito istituzionale di Arpa Piemonte.

Informazioni ad accesso pubblico

1) Bollettino frane monitorate

Sulla pagina web si possono consultare tre prodotti:

  • Strumenti automatizzati (SLR) - Quadro di sintesi dei GDE-SLR: quadro d’insieme, complessivo ed aggiornato a scala regionale, della situazione dei fenomeni monitorati con strumentazione a lettura automatizzata (siti "classe A”) e relativo indice GDE, pubblicato settimanalmente;
  • Strumenti manuali - Quadro di sintesi dei GDE - SLM: quadro d’insieme, complessivo ed aggiornato a scala regionale, della situazione dei fenomeni monitorati con strumentazione a lettura manuale (siti "classe B”) e relativo indice GDE; aggiornamento in base alla frequenza di esecuzione delle letture manuali;
  • Siti monitorati: un elenco dei siti monitorati attivi.

2) Servizio WebGIS della ReRCoMF

Il servizio contiene i dati anagrafici della strumentazione della rete di monitoraggio e le relative ubicazioni.
Sono inoltre disponibili sul sito internet e sul geoportale le informazioni del Sistema Informativo Frane in Piemonte (SIFraP), che comprende le perimetrazioni georiferite dei fenomeni franosi e le schede descrittive associate.

Informazioni ad accesso riservato

La comunicazione dei dettagli delle risultanze strumentali agli enti interessati avviene attraverso canali web ad accesso riservato.
Nello specifico, il portale rende disponibili le seguenti informazioni:

  • anagrafica di dettaglio dei siti monitorati;
  • risultanze delle letture in forma tabellare e grafica;
  • documentazione storico/tecnica allegata;
  • per i siti di classe A, settimanalmente vengono pubblicati gli indici GDE-SLR relativi alle misure acquisite dagli strumenti automatizzati;
  • per i siti di classe B, dopo la validazione delle misure degli strumenti a lettura manuale, viene pubblicato un report tecnico a commento delle risultanze;
  • per i siti di classe C, in caso di movimenti significativi o necessità di manutenzione, viene pubblicato un report sintetico a commento delle risultanze strumentali.
Esempio di corografia e dati tabellari a disposizione sulla piattaforma ad accesso riservato
Approfondimento conoscitivo

Il Disciplinare citato in precedenza, prevede che i comuni svolgano una periodica attività di approfondimento conoscitivo, attraverso lo svolgimento di sopralluoghi e la raccolta di informazioni: ogni territorio soggetto a fenomeni franosi è infatti un caso a sé e presenta un comportamento unico.

Uno dei principali problemi nel governo del territorio è l’attuazione di interventi efficaci o azioni compatibili con le condizioni di debolezza e di instabilità potenziale del territorio, in continua evoluzione sia per gli aspetti naturali sia per gli stessi interventi antropici. Tutti i soggetti che vi operano, in primis le amministrazioni comunali, devono quindi avere contezza di questi aspetti e della loro variabilità nel tempo.

Le attività di approfondimento conoscitivo previste sono:

  • verifica dello stato manutentivo degli strumenti di monitoraggio;
  • verifica tramite sopralluogo di eventuali evidenze superficiali di movimento su terreno e/o su manufatti, sul corpo di frana e/o nel suo intorno (fratture o rigonfiamenti, crolli, interferenze con l’idrografia o con i manufatti);
  • raccolta di informazioni provenienti dai residenti e/o dai gestori di infrastrutture/servizi/impianti.

I tecnici di Arpa e Regione programmano su richiesta incontri informativo-formativi con i Comuni che fanno parte della rete regionale di monitoraggio, con l'obiettivo di:

  • migliorare la conoscenza della piattaforma on line ad accesso riservato, dove sono periodicamente pubblicati i dati strumentali, i report tecnici, gli indici GDE e la documentazione generale inerente i siti di monitoraggio;
  • verificare congiuntamente la cadenza e le attività di approfondimento conoscitivo a carico dei comuni.

     

La piattaforma nazionale IDROGEO

Grazie all'attività congiunta di Arpa Piemonte, Regione Piemonte e ISPRA nell'ambito della Rete Italiana dei Servizi Geologici (RISG), dal 2022 le informazioni di base relative alla rete ReRCoMF sono consultabili anche dalla piattaforma nazionale IDROGEO, attivata da ISPRA nel 2021. In particolare le informazioni sono raggiungibili dalla sezione Monitoraggio Frane della piattaforma.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Geologia e nivologia
Paragrafi

La Rete Regionale di Controllo dei Movimenti Franosi (ReRCoMF) è costituita da 216 sistemi di controllo strumentale. Le informazioni riguardanti le caratteristiche degli strumenti che compongono la ReRCoMF, nonché tutte le risultanze delle misure effettuate nel corso del monitoraggio, vengono aggiornate e implementate nel Sistema Informativo Geologico.

L’attività di monitoraggio, che coinvolge principalmente Regione, Arpa Piemonte e gli Enti proprietari dei punti di misura, è regolamentata dal Disciplinare per lo sviluppo, la gestione e la diffusione dati di sistemi di monitoraggio su fenomeni franosi del territorio regionale, che fornisce indicazioni circa la progettazione, il finanziamento, la gestione dei sistemi di monitoraggio frane e l'impiego dei dati raccolti in Piemonte.

Strumento della Rete regionale di controllo sui movimenti franosi - ReRCoMF
Diffusione delle risultanze della Rete di Monitoraggio

In base alla tipologia del fenomeno franoso, all’analisi del rischio e alla rappresentatività degli strumenti utilizzati, i sistemi di monitoraggio della Regione sono stati suddivisi in quattro classi (A, B, C e D), ognuna delle quali prevede specifiche modalità di gestione e comunicazione dei dati.

L’evoluzione nel tempo del fenomeno franoso viene descritta attraverso un indice chiamato GDE (Grado Di Evoluzione), differenziato per Strumenti a Lettura Manuale (SLM) e Strumenti a Lettura Remota (SLR) e acquisizione continua.
I valori dell’indice GDE sono calcolati su orizzonti temporali ampi e differenti per le diverse tipologie strumentali: biennali per le misure manuali e settimanali per quelle a lettura continua, al fine di ridurre le incertezze legate alla misurazione.
L’indice GDE non ha una funzione di allertamento: il suo scopo principale è fornire ai soggetti istituzionali coinvolti nella gestione del territorio una sintesi chiara e rappresentativa, basata sui dati strumentali, dello stato di attività dei fenomeni franosi monitorati.
Le informazioni ad accesso pubblico possono essere consultate sul sito istituzionale di Arpa Piemonte.

Informazioni ad accesso pubblico

1) Bollettino frane monitorate

Sulla pagina web si possono consultare tre prodotti:

  • Strumenti automatizzati (SLR) - Quadro di sintesi dei GDE-SLR: quadro d’insieme, complessivo ed aggiornato a scala regionale, della situazione dei fenomeni monitorati con strumentazione a lettura automatizzata (siti "classe A”) e relativo indice GDE, pubblicato settimanalmente;
  • Strumenti manuali - Quadro di sintesi dei GDE - SLM: quadro d’insieme, complessivo ed aggiornato a scala regionale, della situazione dei fenomeni monitorati con strumentazione a lettura manuale (siti "classe B”) e relativo indice GDE; aggiornamento in base alla frequenza di esecuzione delle letture manuali;
  • Siti monitorati: un elenco dei siti monitorati attivi.

2) Servizio WebGIS della ReRCoMF

Il servizio contiene i dati anagrafici della strumentazione della rete di monitoraggio e le relative ubicazioni.
Sono inoltre disponibili sul sito internet e sul geoportale le informazioni del Sistema Informativo Frane in Piemonte (SIFraP), che comprende le perimetrazioni georiferite dei fenomeni franosi e le schede descrittive associate.

Informazioni ad accesso riservato

La comunicazione dei dettagli delle risultanze strumentali agli enti interessati avviene attraverso canali web ad accesso riservato.
Nello specifico, il portale rende disponibili le seguenti informazioni:

  • anagrafica di dettaglio dei siti monitorati;
  • risultanze delle letture in forma tabellare e grafica;
  • documentazione storico/tecnica allegata;
  • per i siti di classe A, settimanalmente vengono pubblicati gli indici GDE-SLR relativi alle misure acquisite dagli strumenti automatizzati;
  • per i siti di classe B, dopo la validazione delle misure degli strumenti a lettura manuale, viene pubblicato un report tecnico a commento delle risultanze;
  • per i siti di classe C, in caso di movimenti significativi o necessità di manutenzione, viene pubblicato un report sintetico a commento delle risultanze strumentali.
Esempio di corografia e dati tabellari a disposizione sulla piattaforma ad accesso riservato
Approfondimento conoscitivo

Il Disciplinare citato in precedenza, prevede che i comuni svolgano una periodica attività di approfondimento conoscitivo, attraverso lo svolgimento di sopralluoghi e la raccolta di informazioni: ogni territorio soggetto a fenomeni franosi è infatti un caso a sé e presenta un comportamento unico.

Uno dei principali problemi nel governo del territorio è l’attuazione di interventi efficaci o azioni compatibili con le condizioni di debolezza e di instabilità potenziale del territorio, in continua evoluzione sia per gli aspetti naturali sia per gli stessi interventi antropici. Tutti i soggetti che vi operano, in primis le amministrazioni comunali, devono quindi avere contezza di questi aspetti e della loro variabilità nel tempo.

Le attività di approfondimento conoscitivo previste sono:

  • verifica dello stato manutentivo degli strumenti di monitoraggio;
  • verifica tramite sopralluogo di eventuali evidenze superficiali di movimento su terreno e/o su manufatti, sul corpo di frana e/o nel suo intorno (fratture o rigonfiamenti, crolli, interferenze con l’idrografia o con i manufatti);
  • raccolta di informazioni provenienti dai residenti e/o dai gestori di infrastrutture/servizi/impianti.

I tecnici di Arpa e Regione programmano su richiesta incontri informativo-formativi con i Comuni che fanno parte della rete regionale di monitoraggio, con l'obiettivo di:

  • migliorare la conoscenza della piattaforma on line ad accesso riservato, dove sono periodicamente pubblicati i dati strumentali, i report tecnici, gli indici GDE e la documentazione generale inerente i siti di monitoraggio;
  • verificare congiuntamente la cadenza e le attività di approfondimento conoscitivo a carico dei comuni.

     

La piattaforma nazionale IDROGEO

Grazie all'attività congiunta di Arpa Piemonte, Regione Piemonte e ISPRA nell'ambito della Rete Italiana dei Servizi Geologici (RISG), dal 2022 le informazioni di base relative alla rete ReRCoMF sono consultabili anche dalla piattaforma nazionale IDROGEO, attivata da ISPRA nel 2021. In particolare le informazioni sono raggiungibili dalla sezione Monitoraggio Frane della piattaforma.

Anno
2026

Analisi delle pressioni sulle acque

Anno
2026

L’analisi delle pressioni insistenti sulle acque superficiali e sotterranee consiste nell’individuazione, quantificazione e valutazione della significatività delle pressioni esercitate sui corpi idrici dalle attività antropiche (umane). 

Una pressione è ritenuta significativa nel caso in cui possa pregiudicare il mantenimento o il raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientale secondo le tempistiche previste dalla Direttiva Quadro sulle Acque. 

I risultati dell’analisi delle pressioni sono inclusi nei Piani di Gestione distrettuale e sono oggetto di reportistica alla Commissione Europea.

L’elenco delle pressioni da considerare è stato definito a livello europeo e prevede diversi livelli di dettaglio, mentre la metodologia per la valutazione degli indicatori di pressione è stata armonizzata a livello nazionale dall’SNPA. 

Elenco delle pressioni descritte nelle Linee Guida SNPA del 2018 - Fonte SNPA

Per ogni tipologia di pressione sono definiti indicatori singoli a medio-alta complessità (MAC) e medio-bassa complessità (MBC) da utilizzare, alternativamente, per valutare la significatività della pressione, a seconda della disponibilità e della qualità dei dati di origine. 

Per ciascun indicatore è stata individuata una soglia di significatività che, si assume, possa generare impatti sul corpo idrico tali da pregiudicare il raggiungimento/mantenimento degli obiettivi di qualità. 

Se il valore calcolato per l’indicatore è superiore a tale soglia la pressione è considerata significativa per il corpo idrico. Sono stati anche definiti indicatori MAC e MBC cumulativi, riferiti cioè a più tipologie di pressione all’interno della stessa categoria (es. indicatore cumulativo prelievi). 

L’ultima analisi delle pressioni sui corpi idrici superficiali (fiumi e laghi) e sotterranei piemontesi è stata condotta da Arpa Piemonte nel 2020, in occasione dell’aggiornamento del Piano di Gestione del bacino del Po 2021 e del Piano di Tutela delle Acque 2021, ai quali si rimanda. I metodi applicati per il calcolo degli indicatori MAC o MBC sono, in generale, gli stessi descritti nelle Linee Guida SNPA 2018, con qualche eccezione, come riportato nella Relazione tecnico-metodologica sul calcolo degli indicatori (2021). 

Gli esiti delle analisi delle pressioni condotte nel 2020 per il PdG Po 2021 e nel 2014 per il PdG Po 2015 sono disponibili sul   Geoportale di Arpa Piemonte.

Risvolti applicativi dell’analisi delle pressioni

L’analisi delle pressioni, effettuata per la predisposizione del Piano di Gestione distrettuale delle acque e oggetto di reporting ambientale alla Commissione Europea come prescritto dalla Direttiva Quadro Acque, costituisce un tassello importante per diverse attività e valutazioni tecniche svolte da Arpa Piemonte, tra le quali:

  • definizione dei programmi di monitoraggio delle acque, sulla base di criteri che tengano conto della presenza e significatività di specifiche fonti di pressione;
  • valutazione dei due Indici di Alterazione del Regime Idrologico (IARI) e di Qualità Morfologica (IQM) dei corsi d’acqua, che concorrono, insieme ad altri elementi di qualità, alla classificazione dello Stato Ecologico dei corpi idrici. Nella prima fase di valutazione dello IARI e dell’IQM è prevista l’analisi delle tipologie di pressioni che possono determinare sul corpo idrico alterazioni di tipo idrologico e morfologico;
  • predisposizione dei piani di controllo degli scarichi urbani e produttivi, basati su criteri di priorità che tengano conto della significatività dei singoli scarichi e della pressione totale esercitata sul corpo idrico;
  • continuo aggiornamento delle utenze idriche schematizzate nel sistema modellistico di bilancio idrico;
  • contributi tecnici per il rilascio di autorizzazioni allo scarico o di nuove concessioni di derivazione o per valutazioni di impatto ambientale (VIA) di opere, che tengono conto delle pressioni già insistenti sul corpo idrico e delle variazioni della significatività totale con l’introduzione della nuova pressione;
  • valutazione del rischio di non raggiungimento/mantenimento degli obiettivi di qualità ambientale dei corpi idrici, che prevede un’analisi integrata dei risultati dell’analisi delle pressioni, degli impatti e del monitoraggio delle acque.
     
Informazioni e risorse aggiuntive

Common Implementation Strategy for the Water Framework Directive (2000/60/EC) Guidance document n°3 Analysis of Pressures and Impacts https://circabc.europa.eu/sd/a/7e01a7e0-9ccb-4f3d-8cec-aeef1335c2f7/Guidance No 3 - pressures and impacts - IMPRESS (WG 2.1).pdf

SNPA Linee Guida per l’Analisi delle Pressioni ai sensi della Direttiva 2000/60/CE https://www.isprambiente.gov.it/files2018/pubblicazioni/manuali-linee-guida/MLG_177_18.pdf

Arpa Piemonte Relazione tecnico-metodologica sul calcolo degli indicatori 

Autorità di bacino distrettuale del Po https://pianoacque.adbpo.it/piano-di-gestione-2021/

Regione Piemonte Piano di Tutela delle Acque 2021 https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/ambiente/acqua/piano-tutela-delle-acque-aggiornamento-2021

  Portale acque di Arpa Piemonte https://webgis.arpa.piemonte.it/monitoraggio_qualita_acque_mapseries/monitoraggio_qualita_acque_webapp/

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Acqua

Il servizio elicotteristico

La Regione Piemonte stipula appositi Contratti con società elicotteristiche private, per concorrere alle attività di spegnimento aereo degli incendi boschivi, affiancando i grandi velivoli inviati dal Dipartimento nazionale di protezione civile (es. Canadair).

Il servizio elicotteristico regionale, comprende attività di:

  • supporto nello spegnimento e nella bonifica degli incendi boschivi;
  • trasporto di personale operativo e direzionale del Corpo Volontari Antincendi Boschivi del Piemonte connesso alla prevenzione e alla lotta attiva agli incendi boschivi, anche con propria attrezzatura;
  • ricognizione del territorio regionale, compresa l'individuazione e la perimetrazione delle aree percorse da incendi e riprese fotografiche e televisive;
  • trasporto di personale operativo e direzionale connesso alle attività di protezione civile, anche con propria attrezzatura;
  • esercitazione, addestramento e dimostrative del Corpo Volontari Antincendi Boschivi del Piemonte, per la prevenzione e la lotta attiva agli incendi boschivi, compreso il trasporto di materiali e di personale;
  • prevenzione e monitoraggio dei rischi naturali.
Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

La Regione Piemonte stipula appositi Contratti con società elicotteristiche private, per concorrere alle attività di spegnimento aereo degli incendi boschivi, affiancando i grandi velivoli inviati dal Dipartimento nazionale di protezione civile (es. Canadair).

Il servizio elicotteristico regionale, comprende attività di:

  • supporto nello spegnimento e nella bonifica degli incendi boschivi;
  • trasporto di personale operativo e direzionale del Corpo Volontari Antincendi Boschivi del Piemonte connesso alla prevenzione e alla lotta attiva agli incendi boschivi, anche con propria attrezzatura;
  • ricognizione del territorio regionale, compresa l'individuazione e la perimetrazione delle aree percorse da incendi e riprese fotografiche e televisive;
  • trasporto di personale operativo e direzionale connesso alle attività di protezione civile, anche con propria attrezzatura;
  • esercitazione, addestramento e dimostrative del Corpo Volontari Antincendi Boschivi del Piemonte, per la prevenzione e la lotta attiva agli incendi boschivi, compreso il trasporto di materiali e di personale;
  • prevenzione e monitoraggio dei rischi naturali.
Anno
2026

Convenzione con i Carabinieri Forestali

La Regione Piemonte, attraverso una specifica Convenzione, si avvale dell’Arma dei Carabinieri per le attività di elevata specializzazione a tutela dell’ambiente e del territorio, attraverso l'impiego delle Unità Carabinieri Forestale, per lo svolgimento di funzioni e compiti nell’ambito delle competenze regionali.

Specificamente per quanto riguarda la materia incendi boschivi, la Convenzione vigente prevede il supporto dell’Arma dei Carabinieri, tra le altre, nelle seguenti attività:

  • perimetrazioni delle superfici percorse dal fuoco,
  • attività di sorveglianza sui territori regionali a rischio di incendio boschivo e di prevenzione dei comportamenti pericolosi.
Figura 1. Caserme dei Carabinieri presenti in Piemonte
Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

La Regione Piemonte, attraverso una specifica Convenzione, si avvale dell’Arma dei Carabinieri per le attività di elevata specializzazione a tutela dell’ambiente e del territorio, attraverso l'impiego delle Unità Carabinieri Forestale, per lo svolgimento di funzioni e compiti nell’ambito delle competenze regionali.

Specificamente per quanto riguarda la materia incendi boschivi, la Convenzione vigente prevede il supporto dell’Arma dei Carabinieri, tra le altre, nelle seguenti attività:

  • perimetrazioni delle superfici percorse dal fuoco,
  • attività di sorveglianza sui territori regionali a rischio di incendio boschivo e di prevenzione dei comportamenti pericolosi.
Figura 1. Caserme dei Carabinieri presenti in Piemonte
Anno
2026

Accordo con i Vigili del Fuoco

Attraverso uno specifico Accordo, la Regione Piemonte ha affidato ai Vigili del Fuoco, nel quadro del concorso del Corpo Nazionale VV. F. alla lotta attiva agli incendi boschivi, le seguenti attività:

  • la gestione ed il coordinamento tecnico operativo della Sala Operativa Unificata Permanente,
  • la direzione delle operazioni di spegnimento aereo degli incendi boschivi, attraverso l’impiego dei mezzi statali e regionali,
  • effettuata tramite l’impiego di personale DOS VV.F. (Direttori delle operazioni di spegnimento),
  • il coordinamento delle operazioni a terra in accordo con i Coordinatori del Volontariato AIB, secondo il modello DOS-ICS (Incident Command System).
     
Flotta Canadair del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco

La flotta aerea di Stato per il concorso in attività di spegnimento degli incendi boschivi è dislocata sul territorio nazionale sulla base di una programmazione effettuata dal COAU (Dipartimento nazionale di protezione civile - Centro Operativo Aereo Unificato) ad inizio stagione AIB.

Normalmente i Canadair CL415 che possono operare in Piemonte partono dalle basi permanenti posizionate presso gli aeroporti di Genova, Roma Ciampino e Lamezia Terme.
Nel periodo della campagna AIB invernale, a partire dal 2018 è stato previsto un elicottero Erickson S64F presso l’aeroporto di Cuneo Levaldigi e dal 2019 è stato dislocato un secondo elicottero Erickson S64F presso l’aeroporto di Biella.

In caso di necessità, il COAU può valutare un ulteriore potenziamento del dispositivo di spegnimento con mezzi aerei dello Stato o una sua diversa distribuzione territoriale.

Figura 1. Distaccamenti dei Vigili del Fuoco in Piemonte
Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Attraverso uno specifico Accordo, la Regione Piemonte ha affidato ai Vigili del Fuoco, nel quadro del concorso del Corpo Nazionale VV. F. alla lotta attiva agli incendi boschivi, le seguenti attività:

  • la gestione ed il coordinamento tecnico operativo della Sala Operativa Unificata Permanente,
  • la direzione delle operazioni di spegnimento aereo degli incendi boschivi, attraverso l’impiego dei mezzi statali e regionali,
  • effettuata tramite l’impiego di personale DOS VV.F. (Direttori delle operazioni di spegnimento),
  • il coordinamento delle operazioni a terra in accordo con i Coordinatori del Volontariato AIB, secondo il modello DOS-ICS (Incident Command System).
     
Flotta Canadair del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco

La flotta aerea di Stato per il concorso in attività di spegnimento degli incendi boschivi è dislocata sul territorio nazionale sulla base di una programmazione effettuata dal COAU (Dipartimento nazionale di protezione civile - Centro Operativo Aereo Unificato) ad inizio stagione AIB.

Normalmente i Canadair CL415 che possono operare in Piemonte partono dalle basi permanenti posizionate presso gli aeroporti di Genova, Roma Ciampino e Lamezia Terme.
Nel periodo della campagna AIB invernale, a partire dal 2018 è stato previsto un elicottero Erickson S64F presso l’aeroporto di Cuneo Levaldigi e dal 2019 è stato dislocato un secondo elicottero Erickson S64F presso l’aeroporto di Biella.

In caso di necessità, il COAU può valutare un ulteriore potenziamento del dispositivo di spegnimento con mezzi aerei dello Stato o una sua diversa distribuzione territoriale.

Figura 1. Distaccamenti dei Vigili del Fuoco in Piemonte
Anno
2026

Piano Regionale per le attività di previsione, prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi (AIB)

Anno
2026

I primi strumenti di pianificazione regionale in materia di incendi boschivi risalgono a oltre 30 anni fa: il primo Piano antincendi boschivi fu scritto nel 1975 e da allora è stato costantemente revisionato ed aggiornato, sulla base dei cambiamenti normativi, territoriali, climatici e operativi.

L'obiettivo principale del Piano è quello di minimizzare gli effetti negativi degli incendi boschivi ottimizzando la distribuzione delle risorse di protezione.

L’edizione del Piano vigente ha valenza 2021-2025 e prevede costanti aggiornamenti.

La Regione Piemonte, che coordina la materia per competenza, ha redatto il Piano attraverso la collaborazione di tutte le componenti istituzionali, volontarie e tecnico scientifiche, coinvolgendo quindi il Corpo nazionale Vigili del Fuoco, i Carabinieri forestali, il Corpo Volontari AIB Piemonte, ARPA Piemonte, l’Università di Scienze forestali, IPLA e CSI Piemonte.

L'intenzione condivisa è stata quella di restituire al Sistema regionale antincendi boschivi ed a tutte le strutture che direttamente o indirettamente sono coinvolte dal rischio, uno strumento il più possibile operativo, programmatico e in grado di arricchirsi dallo sviluppo e raggiungimento degli obiettivi proposti.

Ad oggi, il Piano Regionale AIB è previsto dalla Legge-quadro in materia di incendi boschivi (L. 21 novembre 2000, n. 353), che trova la sua declinazione a livello del territorio piemontese nella Legge Regionale n. 15 del 04 ottobre 2018.

 

Cosa contiene il Piano - in sintesi

L’analisi delle caratteristiche territoriali e climatiche evidenzia il fatto che il Piemonte, storicamente, come le altre regioni dell’arco alpino è più interessato dal fenomeno incendi nel periodo tardo inverno-primaverile. Tale distribuzione risulta strettamente correlata all’andamento meteorologico generale, nonché alle condizioni fenologiche della vegetazione forestale.  Si riscontra un aumento graduale della frequenza di incendio a partire dal mese di dicembre, con un picco in corrispondenza del mese di marzo, ed una netta ricaduta a maggio, in coincidenza con l’avvento delle piogge primaverili e la ripresa della vegetazione.
Un ruolo importante nella predisposizione agli incendi lo giocano i venti di Foehn.

Il massimo estivo si riscontra nel mese di agosto: i cambiamenti climatici in atto stanno ampliando sempre più la “forchetta temporale” dei periodi considerati a maggiore rischio incendi boschivi.

 

Figura 1. Eventi di Foehn durante l'anno, su base mensile

Il Piano descrive l’organizzazione regionale del Sistema antincendi boschivi composto, attraverso la stipula di apposite Convenzioni ed Accordi e sulla base di quanto previsto dalla normativa regionale, da Vigili del Fuoco, Carabinieri Forestali e Corpo Volontari antincendi boschivi del Piemonte.

Per meglio orientare la pianificazione antincendi boschivi all’interno della Regione, è stato necessario caratterizzare il fenomeno in relazione alla frequenza e alla dimensione assunta dagli eventi nel passato, analizzando le serie storiche degli incendi boschivi.
L'obiettivo di questo approccio si può riassumere con il criterio di modulare l'intensità di intervento in funzione dell'effettiva incidenza degli incendi su una determinata porzione di territorio e delle loro conseguenze attese.

Un capitolo del Piano è dedicato alla cosiddetta “resilienza delle comunità” e prende in considerazione gli “incendi di interfaccia” ovvero quelli in cui l'area naturale e quella urbano-rurale si incontrano e interferiscono reciprocamente.
Vengono elencate, a tale proposito, indicazioni generali ai fini di:

  • evitare che incendi boschivi si propaghino alle abitazioni/edifici;
  • consentire agli operatori antincendio di intervenire in sicurezza in prossimità delle abitazioni/edifici;
  • mantenere accessibile la viabilità ai mezzi di soccorso e utilizzabile come elemento per intervenire in estinzione o per l’evacuazione in sicurezza di persone e animali.

In questo senso vengono fornite una serie di indicazioni operative, che vanno dalla creazione di fasce di protezione della propria abitazione, alla rimozione/ collocazione/gestione adeguata di tutti gli elementi che possono propagare il fuoco alle strutture (siepi, vegetazione ornamentale, depositi di legna, capanni, bombole di gas, etc.), all’utilizzo e alla corretta manutenzione di materiali costruttivi che impediscano il propagarsi dell’incendio all’interno della struttura.

Un ampio capitolo è dedicato alle attività di prevenzione, ovvero azioni mirate a ridurre le cause e il potenziale innesco d'incendio, nonché interventi finalizzati alla mitigazione dei danni conseguenti.

Nello specifico:

  • prevenzione strutturale, da attuarsi con interventi selvicolturali ed infrastrutturali (opere forestali, consistenza e localizzazione delle vie di accesso, viali tagliafuoco, fonti di approvvigionamento idrico per i mezzi operativi);
  • prevenzione non strutturale, tra cui sono ricomprese le attività di promozione della cultura di protezione civile e delle corrette norme di comportamento per la salvaguardia dell'ambiente, ecc.
Figura 2. Punto di approvvigionamento idrico a fine anti-incendio
Perché è importante la prevenzione?

Perché assistiamo ad un evidente cambiamento climatico: insieme ad un aumento della vegetazione, quindi del combustibile disponibile, le alte temperature e la siccità creano le condizioni ideali per l’innesco e la propagazione di grandi incendi; con la vegetazione più secca e le zone, solitamente più umide tipo i fondovalle, che perdono efficacia nell’arrestare le fiamme.

Parallelamente, insieme alle superfici incolte, stanno crescendo anche le aree edificate e la conseguenza di questo nuovo assetto del territorio è un aumento dei punti di contatto tra foreste e aree urbane, dove la probabilità di innesco di nuovi incendi è più alta (incendi di interfaccia).

Aumentano gli incendi incontrollabili e, seppur dotati di sistemi operativi antincendio indubbiamente efficienti, ci troviamo con sempre maggiore frequenza dinnanzi ad eventi estremi, sempre più difficili da arrestare: grandi roghi simultanei, con dimensioni e intensità verso i quali la lotta attiva sta diventando insufficiente poiché, di fronte ad determinate tipologie di incendi, non c’è Canadair che possa intervenire!

La valutazione del pericolo di incendio boschivo e la sua previsione costituiscono importanti strumenti nella gestione operativa del servizio di protezione dagli incendi boschivi. Essi permettono di organizzare il servizio di prevenzione e di avvistamento incendi, ottimizzare la localizzazione del personale e dei mezzi necessari all’estinzione, con un risparmio economico rilevante, migliorando l’efficacia del sistema di prevenzione e lotta attiva. La valutazione del pericolo dà indicazioni sulla probabilità che si verifichino e si diffondano incendi, in un dato territorio, a causa di fattori predisponenti, che sono principalmente i parametri meteorologici che influenzano l’umidità dei combustibili, variabili nel tempo e nello spazio.

Figura 3. Bollettino previsionale del rischio incendi boschivi
Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Territorio