Pubblicabile

Il Reporting approva definitivamente i testi e li rende pubblicabili

Controlli integrati delle attività produttive

Anno
2026

Specifici controlli vengono effettuati sulle aziende che operano con una Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), sono queste aziende soggette alla normativa IPPC e il controllo viene effettuato per verificare la congruità alle rispettive autorizzazioni ai requisiti tecnici previsti da BAT o Bref, ovvero le linee guida e/o analisi di comparto che permettono di valutare le performance ambientali dei Soggetti controllati con opportuni indicatori.

I documenti di riferimento sulle BAT sono formalizzati in Decisioni UE e contengono la descrizione delle tecniche, le informazioni per valutarne l’applicabilità, i livelli di emissione, il monitoraggio, etc., cioè tutti quegli elementi su cui dovranno essere definite le condizioni di autorizzazione di ogni singolo impianto.

Ad oggi decisioni pubblicate possono essere consultate su un sito della Commissione Europea.

La legislazione ambientale comunitaria ha da sempre evidenziato il valore strategico dei controlli come completamento del regime amministrativo al quale sono sottoposte le attività e gli impianti a elevato impatto ambientale. Il rilascio dell’autorizzazione ambientale comporta l’attivazione di una serie di controlli al fine di verificare il rispetto delle prescrizioni e delle condizioni imposte.

Le attività ispettive ordinarie e straordinarie presso le installazioni soggette all’autorizzazione integrata ambientale sono definite a livello regionale in un Piano d'ispezione ambientale, periodicamente aggiornato a cura della Regione.

La Regione Piemonte ha adottato il proprio Piano che definisce le procedure per l'elaborazione dei programmi - predisposti e aggiornati annualmente da Arpa - per le ispezioni ambientali ordinarie.  I programmi sono consultabili sul sito di ARPA Piemonte.

La frequenza delle visite in loco per ciascuna installazione è determinata sulla base di una valutazione sistematica dei rischi ambientali che consideri almeno:

  • gli impatti potenziali e reali delle installazioni interessate sulla salute umana e sull'ambiente, tenendo conto dei livelli e dei tipi di emissioni, della sensibilità dell'ambiente locale e del rischio di incidenti;
  • il livello di osservanza delle condizioni di autorizzazione;
  • l’eventuale adesione volontaria, da parte del Gestore dell’installazione, al sistema comunitario di ecogestione e audit di cui al regolamento (CE) n. 1221/2009 (EMAS).

Per le AIA regionali, autorizzate dalle rispettive provincie di competenza, il criterio di programmazione dei controlli è effettuato su base triennale con dettaglio annuale secondo il Piano di Ispezione Regionale. 

Possono essere definite anche delle priorità in funzione di eventuali necessità sollevate dall’Autorità Competente in fase di programmazione annuale, inoltre, nel caso di “gravi inosservanze” il periodo tra due visite in loco è massimo di sei mesi.
I controlli effettuati permettono di restituire alla Autorità competente un quadro di riferimento completo sul rispetto dell’AIA. 

Gli esiti dei controlli così effettuati garantiscono in generale all’Amministrazione competente le informazioni necessarie per l’adozione dei provvedimenti di competenza nei confronti dei soggetti controllati ovvero per il rinnovo degli atti in scadenza.

Per le AIA nazionali è attiva una convenzione con ISPRA, rinnovata nel 2015 e aggiornata nel 2022, per l’effettuazione dei controlli secondo la programmazione della stessa ISPRA in accordo con Arpa Piemonte che considera il “rischio” associato a ciascuna azienda valutato applicando il sistema SSPC.

Fonte Arpa Piemonte

Nell’anno 2025 sono stati effettuati 250 controlli integrati ordinari su un numero programmato di 251 installazioni, lo scostamento è dovuto a cessata attività o mancato avvio di alcune attività o mancato accesso ad alcuni allevamenti per restrizioni a causa della peste suina africana.

Inoltre, sono state effettuate ulteriori attività di controllo “straordinarie”: ispezioni a seguito di gravi inosservanze, conseguenti al controllo ordinario, e ispezioni straordinarie, effettuate considerando altri vincoli previsti dalla normativa di settore (es. controlli impianti di depurazione per Piano Gestione scarichi, campionamento PFAS per Legge Regionale 25/21) o per criticità locali.

In particolare, la programmazione annuale relativa alla determinazione dei PFAS negli scarichi delle ditte AIA è prevista nel Piano Scarichi e da seguito alle “Indicazioni esplicative ed elementi interpretativi di supporto alla prima applicazione dei disposti di cui all'articolo 74 (Scarico di sostanze perfluoroalchiliche) della legge regionale 25/2021 e del relativo allegato tabellare (Allegato A)” di cui alla Deliberazione della Giunta Regionale 14 giugno 2022, n. 60-5220.

In particolare, il numero degli esposti risulta in generale basso in tutto il territorio piemontese sulle attività AIA, pur permanendo a livello locale alcuni elementi di criticità che hanno richiesto un supplemento di attività a carico di Arpa Piemonte, in particolare correlato a emissioni odorigene e/o gestione incidentale. 

Criticità ambientali rilevate

Sul territorio regionale vi sono situazioni molto diverse fra loro dovute sia alla produzione delle diverse tipologie di impianti che al contesto territoriale.

Le ispezioni “ordinarie” eseguite hanno portato ad effettuare 34 comunicazioni di notizie di reato alle Procure, 61 sanzioni amministrative, l’attivazione di 20 procedure di estinzione di reato mediante la predisposizione di prescrizioni che ha comportato l’ammissione al pagamento in sede amministrativo ai Gestore mediante l’emissione di 14 verbali di accertamento ed ammissione al pagamento della sanzione.

Sono stati effettuati 678 sopralluoghi su 250 ragioni sociali controllate in via ordinaria.

Inoltre, sono state effettuate ulteriori attività di controllo “straordinarie”: ispezioni a seguito di gravi inosservanze, conseguenti al controllo ordinario, e ispezioni straordinarie, effettuate considerando altri vincoli previsti dalla normativa di settore - es. controlli impianti di depurazione per Piano Gestione scarichi, campionamento PFAS - o per criticità locali.

Nel quadrante Sud-Est Piemonte sono presenti 77 aziende AIA distribuite tra tutte le categorie dell'Allegato VIII (AIA) alla parte Seconda del D.Lgs 152/06 e smi.  

In Provincia di Alessandria sono state condotte numerose ispezioni, "ordinarie" e "straordinarie" con particolare riferimento ad impianti chimici e di gestione rifiuti. In particolare, si evidenzia l'impegno profuso, analogamente agli anni precedenti, nel controllo delle installazioni IPPC del polo chimico di Spinetta Marengo, SSPI e CTE. Diverse ispezioni non programmate sul territorio provinciale sono state attivate in risposta a esposti e segnalazioni pervenute o a seguito di evidenze riscontrate durante le attività ordinarie. In generale, nel corso dell'anno è stata posta una maggiore attenzione agli impianti di gestione e smaltimento rifiuti, con un incremento sia dei controlli programmati sia degli interventi non pianificati scaturiti da tali verifiche, ponendo un focus specifico sulla gestione dei rifiuti liquidi e solidi.

Nel corso del 2025 il Dipartimento di Alessandria ha supervisionato gli autocontrolli del Polo Chimico SSPI-SYENSQO per la verifica dell’adeguatezza dei punti di prelievo a camino, funzionale alla successiva sperimentazione del metodo OTM45 per la determinazione dei PFAS sito-specifici a camino, a cui l’Agenzia ha assistito.

In provincia di Asti nel 2025 non sono state rilevate criticità ambientali significative.  

Nel quadrante Nord-Est Piemonte sono presenti 142 aziende AIA distribuite tra tutte le categorie dell'Allegato VIII (AIA) alla parte Seconda del D.Lgs 152/06 e smi.  

Nel 2025 in Provincia di Vercelli sono proseguite le criticità già segnalate per il 2024 su una fonderia di seconda fusione di alluminio per gestione non corretta di rifiuti e non conformità degli scarichi acque reflue industriali; su un impianto chimico/recupero rifiuti liquidi problematiche legate alla gestione di acque meteoriche e rifiuti liquidi.

In occasione dei campionamenti allo scarico delle acque reflue industriali in corpo idrico superficiale è risultato il superamento dei limiti dei PFAS in tre aziende su sei campionate (le tre aziende appartengono al settore del trattamento di rifiuti liquidi e della chimica). 

In Provincia di Novara sono emerse criticità odorigene legate a un impianto di recupero rifiuti pericolosi e non pericoli (in particolare durante il trattamento di una specifica tipologia di rifiuto non pericoloso) e a una chimica farmaceutica. 

Tra le aziende AIA sottoposte ad attività di controllo ambientale previsto dalle autorizzazioni, a seguito delle analisi effettuate allo scarico sulle acque reflue industriali, sono stati riscontrati cinque casi di superamento dei valori limite di concentrazione dei PFAS e un caso di superamento dei valori limite di concentrazione per i Tensioattivi Totali. 

Tali non conformità hanno determinato la contestazione di un illecito amministrativo. 

Nel corso di un sopralluogo presso un’azienda del settore chimico è stato riscontrato il mancato rispetto delle prescrizioni relative alla gestione dei rifiuti con conseguenti atti di polizia giudiziaria.

In Provincia di Biella sono emerse criticità in particolare per un impianto di recupero rifiuti pericolosi e non pericolosi, per mancata ottemperanza a prescrizioni AIA relative alla gestione rifiuti.

Nel Verbano Cusio Ossola nell’ambito dei controlli previsti dall’autorizzazione ambientale a seguito di un campionamento effettuato da ARPA presso un impianto di trattamento delle acque di falda, è stato riscontrato il superamento dei valori limite dei PFAS allo scarico, con conseguente contestazione di un illecito amministrativo. 

Nel corso di un controllo sulle emissioni in atmosfera presso un impianto di trattamento e smaltimento di rifiuti liquidi pericolosi e non pericolosi, è stato rilevato il superamento del valore limite per il parametro NH₃ in un punto emissivo verificato. La non conformità ha comportato la contestazione di un illecito e la trasmissione di notizia di reato all’Autorità Giudiziaria.

Nel quadrante Sud-Ovest Piemonte sono presenti circa 201 aziende AIA, di cui il 50% del settore zootecnico e il resto distribuito tra tutte le sei categorie dell'Allegato VIII alla parte Seconda del D.Lgs 152/06 e smi.

Le criticità nel 2025 sono state riconducibili a problematiche odorigene legate in particolare al settore del compostaggio e allevamenti intensivi avicoli e suinicoli, ed alla gestione di segnalazioni in emergenza per inquinamento massivo delle acque superficiali, risalenti ad avarie gestionali degli impianti di depurazione di installazioni legate principalmente al settore zoo-alimentare (attività 6.4a e 6.4c). È proseguita anche l’attività di supporto istruttorio, finalizzata in particolare ai riesami BAT per i macelli e le industrie dei sottoprodotti di origine animale e/o dei coprodotti commestibili, per gli impianti di fusione e per i sistemi comuni di gestione e trattamento degli scarichi gassosi nell’industria chimica.

Gli allevamenti autorizzati AIA sono stati oggetto di ispezione anche ai sensi dell’adeguamento previsto dal PSA.

La programmazione ha incluso anche i campionamenti di PFAS su due impianti AIA presenti sul territorio provinciale correlati al trattamento di rifiuti liquidi.

Nel quadrante Nord-Ovest Piemonte risultano presenti 194 aziende AIA, comprese le nazionali.

Nel 2025 le criticità si sono concentrate soprattutto sugli impianti di gestione dei rifiuti. In particolare, in alcuni di questi sono stati riscontrati superamenti relativamente ai PFAS allo scarico nelle acque superficiali. 

Per tale motivo sono in corso approfondimenti con la CMTo, finalizzati alla gestione di tale problematica.

Le violazioni riscontrate riguardano principalmente la gestione del percolato (circa 41% del totale) e il superamento dei limiti allo scarico (circa il 33% del totale).

 Sono stati, infine, condotti 49 interventi su aziende AIA al di fuori dei controlli integrati di cui 20 hanno riguardato attività non programmate (ad es. esposti) e di queste 9 generate dall’applicativo CNP (reperibilità).

I criteri temporali che guidano la distribuzione dei controlli nel corso dell’anno, una volta fissata la pianificazione attraverso il sistema SSPC, sono definiti in apposite procedure a sistema, tenendo anche conto di regolamentazioni esterne (es. divieti di spandimento per le aziende agricole in alcuni periodi dell’anno, periodi di gestione speciale dei depuratori, stagionalità per centrali termoelettriche, procedimenti di riesame in corso, ecc…). 

Informazioni e risorse aggiuntive

European Bureau for Research on Industrial Transformation and Emissions, BAT reference documents https://eippcb.jrc.ec.europa.eu/reference/

Regione Piemonte D.G.R. 9 Maggio 2016, n. 44-3272 Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 - Titolo III-bis - Piano di ispezione ambientale presso le installazioni soggette ad Autorizzazione Integrata Ambientale, ai sensi dell'art. 29-decies, commi 11-bis e 11-ter. DGR 44-3272 del 9/05/16

SNPA Sistema di Supporto alla Programmazione dei Controlli approvato dal Consiglio federale con DOC N. 63/CF del 15/03/2016 https://www.snpambiente.it/wp-content/uploads/2018/11/Delibera-63_CF-approvazione-SSPC-con-allegati.pdf .

Arpa Piemonte AIA - Programma triennale di ispezione ambientale https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/aia-programma-triennale-ispezione-ambientale

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Monitoraggi e controlli sul territorio

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Le attività di monitoraggio e controllo sul territorio coinvolgono tutte le matrici ambientali e molte attività antropiche sulla base delle diverse normative; sono ordinariamente condotte secondo una pianificazione pluriennale e alimentano la base di conoscenza del territorio.

In caso di emergenze ambientali, Arpa Piemonte interviene per raccogliere le informazioni strutturate e significative utili alla protezione della incolumità e salute della popolazione e dell'ambiente a supporto degli Enti responsabili della risposta in emergenza.

Anno
2026
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Radiazioni ionizzanti, impatti sul territorio

Tema
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La valutazione dei possibili effetti delle radiazioni misurate è fatta in via indiretta stimando la dose di radiazioni assorbita da un individuo rappresentativo della esposizione della popolazione in un determinato territorio.

Si valuta quindi la dose efficace che non è una grandezza direttamente misurabile ma una grandezza ricavata, calcolata a partire dai risultati analitici che forniscono i valori di concentrazione di attività, tramite opportuni fattori di ponderazione che tengono conto della via di esposizione, del tipo e della qualità della radiazione nonché dell’organo o tessuto colpito ed è comunque rapportata al corpo intero, anche se ricevuta da un singolo organo bersaglio

La dose efficace all’individuo rappresentativo della popolazione tiene conto delle diverse fonti di esposizione e può avvenire per irraggiamento, inalazione ed ingestione, il suo calcolo tiene conto delle abitudini alimentari e di vita ed è una grandezza proporzionale al rischio indotto dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti.

La radioattività naturale contenuta nella crosta terrestre e i raggi cosmici costituiscono la principale fonte di irraggiamento. 

L’irraggiamento dal Cs-137, radionuclide artificiale presente nel suolo piemontese principalmente a seguito dell’incidente di Chernobyl, è almeno di un ordine di grandezza inferiore di quello dovuto alla radioattività naturale. 

La dose da inalazione è dovuta quasi esclusivamente all’esposizione indoor al radon, un gas radioattivo naturale prodotto nella crosta terrestre dal decadimento dell’uranio. 

Anche la dose da ingestione è dominata dal contributo dei radionuclidi naturali: quella dovuta agli alimenti contaminati da Cs-137, e in minima parte da Sr-90, è inferiore a quella dovuto ai radionuclidi naturali di circa due ordini di grandezza.

Il limite di dose efficace fissato dalla normativa è di 1 mSv/anno e si riferisce solo ai radionuclidi artificiali e alle radiazioni prodotte artificialmente.

Inoltre, in conformità ai criteri di base enunciati dalla norma, una pratica si può considerare priva di rilevanza radiologica quando, in tutte le possibili situazioni realisticamente ipotizzabili, la dose efficace a cui si prevede sia esposta una qualsiasi persona del pubblico, a causa di detta pratica, sia pari o inferiore a 10 μSv all’anno.

La dose dovuta alla radioattività naturale non deve quindi essere computata per la valutazione del rispetto di questo limite; sono escluse anche le dosi ricevute a scopo medico, in quanto si suppone che l’utilizzo della radioattività in medicina sia pienamente giustificabile e che i benefici superino eventuali danni se si rispetta il principio di ottimizzazione della dose, che deve sempre essere mantenuta al livello più basso possibile.

Informazioni e risorse aggiuntive

Rapporti sulla radioattività ambientale di Arpa Piemonte https://www.arpa.piemonte.it/approfondimenti/temi-ambientali/radioattivita/reti-monitoraggio/documentazione

DECRETO LEGISLATIVO 31 luglio 2020, n. 101 Attuazione della direttiva 2013/59/Euratom, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom e riordino della normativa di settore in attuazione dell'articolo 20, comma 1, lettera a), della legge 4 ottobre 2019, n. 117. https://www.normattiva.it/eli/id/2020/08/12/20G00121/CONSOLIDATED/20240530

Cesio 137 - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Cesio-137

Stronzio 90 - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Stronzio-90

Becquerel - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Becquerel

Sievert - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Sievert

Dosimetria - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Dosimetria

In questo sito Dose gamma in aria

Anno
2026
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Progetto 'Campi elettromagnetici e salute: studi di valutazione dell'esposizione e approfondimento sui possibili rischi delle esposizioni a lungo termine’

Anno
2026

Nell'ambito del Programma di promozione di attività di ricerca e di sperimentazione tecnico-scientifica, nonché di coordinamento dell'attività di raccolta, di elaborazione e di diffusione dei dati al fine di approfondire i rischi connessi all'esposizione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici a bassa e alta frequenza del Ministero per la Transizione Ecologica, Arpa Piemonte ha lavorato nel 2023, in coordinamento con le altre Agenzie partecipanti, a diverse linee di ricerca:

  • Elaborazione di una metodologia di determinazione di indicatori sintetici di esposizione basata sui dati delle sorgenti di campo elettromagnetico, in particolare stazioni radiobase;
  • Dosimetria ed esposizione personale: messa a punto di un protocollo e realizzazione di campagne di misura con esposimetri indossabili; realizzazione di una app per il monitoraggio su smartphone dei parametri che determinano l’esposizione personale e campagne di acquisizione dei dati tramite citizen science;
  • Indagine Epidemiologica sulle modalità di esposizione in relazione all’uso di cellulare in una coorte di ragazzi della scuola secondaria di primo grado e valutazione della prevalenza di alcuni disturbi del sonno e del comportamento.

Il progetto ha preso avvio a fine 2022, e si è concluso a marzo 2026. Trattandosi di un programma di ricerca molto ampio, sono state attivate collaborazioni con altre Agenzie ambientali regionali – Lazio ed Emilia-Romagna – e con l’Università degli Studi di Torino.

Nel 2023 sono state avviate le attività, acquisiti gli strumenti previsti per le diverse tipologie di rilevazioni, stipulate le convenzioni, ed è stata svolta una tesi di laurea sul tema degli indicatori sintetici di esposizione.

Riguardo a questa linea di attività, uno dei modelli sviluppati e messi a punto nel corso del progetto è stato applicato per il popolamento dell'indicatore di esposizione, al fine di stimare l’esposizione della popolazione residente nelle aree urbane al campo elettrico generato dalle stazioni radiobase per telefonia cellulare.

Trattandosi di un progetto a cui partecipano molte Agenzie sul territorio nazionale, con il coordinamento di Ispra, i risultati delle diverse linee di attività costituiranno un utile strumento per fotografare l’esposizione della popolazione italiana alle varie sorgenti di campo elettromagnetico presenti in ambiente di vita, e per poterla correlare agli eventuali effetti a lungo termine sulla salute.

Il progetto prevede anche una fase di diffusione degli esiti delle ricerche, in modo da creare maggiore consapevolezza sul tema nella popolazione e nei decisori politici.

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Radiazioni non ionizzanti, risposte sul territorio

Tema
Tipo
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In termini di risposte relativamente alle pressioni e agli impatti sul territorio, il maggiore impegno di Arpa per il 2025 ha riguardato l’espressione dei pareri preventivi all’installazione degli impianti per telecomunicazioni: si tratta di un’azione di controllo preventivo molto importante, anche perché permette l’acquisizione, validazione e inserimento in un catasto dei dati tecnici sulle sorgenti di campo elettromagnetico. 

Oltre, quindi, ad una azione finalizzata al contenimento degli impatti nella fase di progetto degli impianti, l’aggiornamento del catasto permette di seguire con precisione gli andamenti relativi all’esposizione della popolazione su tutta la regione e di facilitare le verifiche, basate su rilevazioni strumentali, controllando la rispondenza tra le autorizzazioni e quanto effettivamente installato.

Il 2025 è stato caratterizzato dalla riduzione del numero di pratiche di modifica degli impianti per telefonia rispetto al 2024, anno in cui sono entrate in vigore le modifiche del valore di attenzione fissato dal DPCM 08/07/2003, e del decreto 259 relativo agli iter autorizzativi degli impianti stessi.

Per quanto riguarda invece le misure in campo, nel 2025 il numero di interventi si è mantenuto intorno ai 300, in analogia con gli anni precedenti (tranne il 2020, in cui i numeri erano stati inferiori a causa della pandemia da COVID-19). Il mantenimento di un tale numero di interventi è per l’Agenzia sempre più oneroso, in quanto la rilevazione dei nuovi segnali per telecomunicazioni richiede un continuo aggiornamento (sia di formazione degli operatori, sia strumentale), e le situazioni di maggiore pressione, soprattutto in ambito urbano, richiedono valutazioni più approfondite e misure sempre più complesse.

Informazioni e risorse aggiuntive

DECRETO LEGISLATIVO 1 agosto 2003, n. 259 Codice delle comunicazioni elettroniche. https://www.normattiva.it/eli/stato/DECRETO_LEGISLATIVO/2003/08/01/259/CONSOLIDATED

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 8 luglio 2003 Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualita' per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2003/08/28/03A09711/sg

Legge regionale n. 19 del 03 agosto 2004 "Nuova disciplina regionale sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici" http://arianna.cr.piemonte.it/iterlegcoordweb/dettaglioLegge.do?urnLegge=urn:nir:regione.piemonte:legge:2004;19

Legge annuale di riordino dell'ordinamento regionale. Anno 2022 http://arianna.cr.piemonte.it/iterlegcoordweb/dettaglioLegge.do?urnLegge=urn:nir:regione.piemonte:legge:2023;3

Programma di attività di ricerca CEM MASE https://www.mase.gov.it/pagina/programma-di-attivita-di-ricerca-cem

Portale sui campi elettromagnetici in Piemonte https://webgis.arpa.piemonte.it/secure_apps/portale_cem/

Anno
2026
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Esposizione della popolazione alla radiazione ultravioletta

Anno
2026
Radiazione ultravioletta naturale

Nel 2010 Arpa Piemonte ha intrapreso un’attività di monitoraggio sistematico della radiazione solare UV per valutare l’esposizione della popolazione. 

Nel corso degli anni sono state installate 3 stazioni di misura sul territorio regionale, una a Verbania-Pallanza, una a Sestriere e, a fine 2023, una sul tetto della sede del Dipartimento Rischi Fisici e Tecnologici di Ivrea. La stazione di Ivrea nel corso del 2025 è stata fuori servizio.

Nei grafici sottostanti si riportano le distribuzioni dei livelli giornalieri di Indice UV misurati nel 2025 a mezzogiorno nelle 2 stazioni. 

Si nota che per oltre metà dell’anno a Pallanza e a  Sestriere si sono registrati valori di indice UV maggiori o uguali a 3, valori per i quali l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di adottare specifiche protezioni.

 Inoltre, sia a Sestriere sia a Pallanza, per un terzo dell’anno questo indicatore è risultato compreso tra 6 e 12, livelli che l’OMS definisce “alti” e “molto alti” e per i quali raccomanda di intensificare le protezioni e di non esporsi nelle ore più calde della giornata.

Si evidenzia che i dati misurati a Pallanza a gennaio e febbraio 2024 non sono disponibili a causa di un guasto tecnico, e neanche quelli misurati a Ivrea da aprile ad agosto per operazioni di taratura sul radiometro.  

Distribuzione dell'indice UV nel 2025 a Pallanza. Fonte Arpa Piemonte
Distribuzione dell'indice UV nel 2025 a Sestriere. Fonte Arpa Piemonte

L’ubicazione delle stazioni è stata scelta in modo da essere rappresentativa dell’esposizione della popolazione in ambienti differenti, ambiente lacustre, montano e urbano. Inoltre Sestriere e  Verbania sono state scelte in quanto località ad elevato impatto turistico. 

I valori misurati di Indice UV in ogni singola stazione non sono pertanto rappresentativi di quelli presenti nell’intero territorio regionale. 

Generalmente, in condizioni di cielo sereno o di analoga copertura nuvolosa, a Sestriere si registrano valori di Indice UV maggiori rispetto a zone di pianura o collina a causa della maggiore quota e, d’inverno, anche dell’albedo esercitato dalla neve. Analogamente a Pallanza, la riflessione della radiazione UV sul Lago Maggiore provoca un aumento dell’indice UV rispetto ad aree distanti da superfici d’acqua.

Generalizzando, sulla base dei modelli previsionali, si può dire che, in condizioni di cielo sereno e in periodo estivo, l’indice UV a Sestriere sia mediamente maggiore del 10% rispetto a città di pianura

Ci si rende subito conto che una diminuzione dei valori di Indice UV del 10% non è sufficiente per rendere sicura l’esposizione alla radiazione solare in pianura. Anche qui permane pertanto la raccomandazione di proteggersi e di evitare l’esposizione nelle ore più calde della giornata, soprattutto in estate.

Accanto all’attività di monitoraggio dell’indice UV, dal 1° luglio 2009 Arpa Piemonte pubblica sul proprio sito internet il bollettino Bollettino indice UVI, con le previsioni di UVI su scala regionale, in condizioni di cielo sereno e, per alcune località, anche di copertura nuvolosa prevista. 

Per approfondimenti si rimanda alla pagina del sito internet dedicata. 

Informazioni e risorse aggiuntive

Raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per l’adozione di specifiche protezioni contro le radiazioni UV http://www.who.int/uv/publications/globalindex/en/index.html

Bollettini di previsione UVI di Arpa Piemonte https://www.arpa.piemonte.it/bollettino/bollettino-previsione-uvi

Approfondimenti sulla radiazione ottica sul sito di Arpa Piemonte http://www.arpa.piemonte.it/approfondimenti/temi-ambientali/radiazione-ottica

Lista delle classificazioni IARC https://monographs.iarc.who.int/agents-classified-by-the-iarc/

Regolamentazione e commercializzazione delle sostanze cancerogene https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/corretta-informazione/possibile-sostanze-inserite-nella-lista-1-dello-iarc-siano-cancerogene-non-siano-sempre-vietate

IARC Publications Website - Exposure to Artificial UV Radiation and Skin Cancer https://publications.iarc.fr/Book-And-Report-Series/Iarc-Working-Group-Reports/Exposure-To-Artificial-UV-Radiation-And-Skin-Cancer-2006

Decreto 12 maggio 2011, n. 110 Regolamento di attuazione dell'articolo 10, comma 1, della legge 4 gennaio 1990, n. 1, relativo agli apparecchi elettromeccanici utilizzati per l'attività di estetista. https://www.normattiva.it/eli/id/2011/07/15/011G0151/CONSOLIDATED/20240510

Norma tecnica CEI EN 60335-2-27 (2005) “Sicurezza degli apparecchi elettrici d'uso domestico e similare. Parte 2: Norme particolari per gli apparecchi per il trattamento della pelle con raggi ultravioletti ed infrarossi” https://mycatalogo.ceinorme.it/cei/item/000007753?sso=y

Facta S; Saudino S; Bonino A.; Anglesio L.; d’Amore G. UV Emissions from Artificial Tanning Devices and Their Compliance with the European Technical Standard - Health Physics. 04(4):385-393, April 2013 http://journals.lww.com/health-physics/Fulltext/2013/04000/UV_Emissions_from_Artificial_Tanning_Devices_and.5.aspx 

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Popolazione esposta ai campi elettrici da impianti di telecomunicazione

Anno
2026

Arpa Piemonte ha partecipato recentemente alla messa a punto di un metodo per il popolamento di un indicatore di esposizione aggiornato e condiviso a livello nazionale. Tale metodo prevede di stimare l’esposizione della popolazione residente nelle aree urbane al campo elettrico generato dalle stazioni radiobase per telefonia cellulare. fattore di interesse in relazione sia alla definizione dell’effettivo impatto di tali sorgenti sul territorio, sia ai possibili effetti sulla salute, da indagare anche tramite studi epidemiologici.

La stima dell’esposizione tramite misure ha una significatività limitata nel tempo e nello spazio, per cui non costituisce un metodo ottimale in relazione alle finalità degli studi epidemiologici, che richiedono di poter caratterizzare i livelli di esposizione in aree ampie e per periodi prolungati (anche indietro nel tempo rispetto a quando gli effetti sulla salute vengono registrati). Per i motivi sopra illustrati, un indicatore basato sul calcolo dell’esposizione a partire dai dati tecnici delle sorgenti (contenuti in un catasto), costituisce uno strumento più flessibile e adattabile a differenti obiettivi.

Il calcolo teorico delle emissioni di sorgenti per telecomunicazioni costituisce quindi un’utile base informativa sui livelli di emissione, da sovrapporre poi ai dati sulla popolazione possibilmente esposta nelle aree di interesse. L’indicatore ottenuto in questo modo, rappresentando la percentuale di popolazione esposta a determinati valori di campo elettrico, è in grado di fornire un’informazione sintetica, utile per tutti gli obiettivi sopra descritti.

Il lavoro portato avanti nel 2025 è stato orientato all’analisi dei fattori che, nella procedura per il popolamento dell’indicatore, possono influire sulla rappresentatività del dato ottenuto rispetto alle reali condizioni di esposizione. 

L’indicatore è stato calcolato per le città di Torino, Novara e Cuneo relativamente alla massima esposzione. I risultati, a confronto tra le 3 aree urbane, sono riportati nell’immagine seguente, in termini di numero di persone esposte. 
 

Distribuzione della popolazione esposta a campo elettrico da stazioni radiobase nelle città di Torino, Novara e Cuneo. Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

In questo sito: Risultati delle attività di controllo e monitoraggio delle potenze degli impianti di telefonia 5G

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 8 luglio 2003 Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualita' per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2003/08/28/03A09711/sg

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Popolazione esposta ai campi magnetici da elettrodotti ad alta e altissima tensione

Anno
2026

La percentuale di popolazione esposta al campo magnetico generato da elettrodotti nel 2025 è stata determinata tramite valutazione e calcolo su base statistica a partire dai dati degli elettrodotti. 

l dato sui livelli di campo magnetico è poi stato intersecato con le informazioni ISTAT sulla popolazione.

il risultato viene fornito in termini di intervallo di valori di campo in cui il valore effettivo di esposizione è ricompreso con una certa probabilità.

Le classi di esposizione prese in considerazione sono le seguenti: non significativa (<0.5µT), limitata (0.5 – 3µT), media (3 – 10µT), elevata (>10µT).

L’informazione circa il numero di persone esposte, nelle classi sopra indicate, è disponibile a scala comunale sul   Portale CEM  di Arpa Piemonte.

Popolazione esposta ai campi elettromagnetici a frequenze estremamente basse. Fonte Arpa Piemonte

Dalla mappa del geoportale è possibile vedere come, oltre ai comuni dell’area urbana di Torino e ai capoluoghi di provincia, siano presenti anche piccoli comuni con un numero significativo di persone esposte, in particolare in corrispondenza di alcune valli montane, dove la caratteristica orografica ha forzato la coesistenza dei corridoi di passaggio di linee ad alta tensione (sovente linee di importazione dell’energia dall’estero) con le aree abitate. 

Un’altra zona del Piemonte dove si concentra un numero di persone esposte maggiore rispetto alle altre aree è il Novarese, al confine con la Lombardia: qui transitano effettivamente molte direttrici di alimentazione energetica di una regione fortemente produttiva.

La mappa del geoportale è interrogabile cliccando sul comune, e l’informazione ottenuta è quella relativa al numero di persone esposte a determinati livelli di campo magnetico, come nell’esempio seguente

Immagine tratta dal Geoportale di Arpa Piemonte, con il risultato dell’interrogazione relativa all’esposizione della popolazione residente nel Comune di Settimo Torinese al campo magnetico generato da linee ad alta tensione. Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

  Portale CEM di Arpa Piemonte https://webgis.arpa.piemonte.it/secure_apps/portale_cem/

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Radiazioni non ionizzanti, impatti sul territorio

Tema
Tipo
Paragrafi

In termini di impatti relativi alle radiazioni non ionizzanti, l’obiettivo del sistema di protezione ambientale è di determinare quanto le sorgenti presenti sul territorio influiscano sull’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici, nonché quale sia l’esposizione della popolazione anche a radiazione ottica quale i raggi ultravioletti.

La caratterizzazione dell’esposizione della popolazione è svolta attraverso campagne di monitoraggio, ma anche attraverso la stima delle emissioni delle sorgenti catalogate nell’apposito catasto (impianti per telecomunicazioni ed elettrodotti) e la definizione e popolamento di indicatori.

Anno
2026
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Rumore, impatti

Tema
Tipo
Paragrafi

Un indicatore utile per rappresentare l’impatto percepito dalla popolazione rispetto al rumore ambientale, indipendentemente dalla sua origine, è costituito dagli esposti e dalle segnalazioni presentati agli enti preposti al controllo.

Nel 2025, gli esposti complessivamente pervenuti ad Arpa Piemonte sono stati 374,  in aumento rispetto ai due anni precedenti (2023 e 2024).

Circa il 44% delle segnalazioni ricevute (164) riguarda il territorio della provincia di Torino, escludendo gli esposti relativi ai locali pubblici e agli esercizi commerciali del capoluogo, gestiti direttamente dalla Polizia Municipale nell'ambito di un protocollo d’intesa tra la Città di Torino e Arpa Piemonte.
Le principali motivazioni delle richieste di intervento sono riconducibili ad attività commerciali, compresi i locali pubblici, e ad attività produttive.

Numero di esposti relativi a rumore pervenuti a tutti i dipartimenti di Arpa Piemonte dal 2004 al 2025 - Fonte Arpa Piemonte
Numero di esposti relativi a rumore pervenuti ai dipartimenti territoriali di Arpa Piemonte, anno 2025 - Fonte Arpa Piemonte
Numero di esposti relativi a rumore pervenuti ad Arpa Piemonte suddivisi per fonte, anno 2025 - Fonte Arpa Piemonte
Anno
2026
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