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Valutazioni ambientali

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Le valutazioni ambientali sono uno strumento fondamentale per assicurare che lo sviluppo del territorio e le attività umane si svolgano nel rispetto dell’ambiente e della salute delle persone, in linea con il principio di sostenibilità previsto dalle normative europee. 

In Italia, questo equilibrio è regolato dal Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (il cosiddetto Codice dell’Ambiente), che nella sua Seconda Parte disciplina le procedure di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). A queste si affianca la Valutazione di Incidenza Ecologica (VIEc o VIncA), prevista dall’art. 5 del D.P.R. 357/1997, che ha lo scopo specifico di salvaguardare i siti della Rete Natura 2000.
 

Informazioni e risorse aggiuntive

Codice dell'Ambiente, Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 https://www.normattiva.it/eli/id/2006/04/14/006G0171/CONSOLIDATED

 D.P.R. 357/1997, attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche https://www.normattiva.it/eli/id/1997/10/23/097G0390/CONSOLIDATED

Anno
2026
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Monitoraggio dei siti nucleari

Anno
2026

Le reti di monitoraggio della radioattività ambientale costituiscono lo strumento operativo attraverso il quale è possibile valutare l’impatto radiologico dei rilasci in normale esercizio degli impianti, segnalare eventuali anomalie – legate a mutamenti dell’assetto del territorio o ad un diverso sfruttamento dello stesso o ad eventi non configurabili come situazioni incidentali – che comportino comunque un’alterazione dello stato radioecologico di una componente ambientale.

Una rete di monitoraggio è costituita essenzialmente da un insieme di punti di campionamento correlati a specifiche matrici ambientali e alimentari a cui vengono associate frequenze minime di campionamento. 

Affinché una rete di monitoraggio possa dimostrarsi uno strumento efficace deve possedere alcune caratteristiche fondamentali:

  • la significatività dei punti di campionamento rispetto alle modalità di diffusione dei contaminanti;
  • la rappresentatività delle matrici prelevate;
  • la capacità di segnalare tempestivamente qualsiasi anomalia;
  • l’adeguatezza delle tecniche analitiche.

Nel grafico è riportato il numero di campioni analizzati nell’ambito delle attività di monitoraggio radiologico ambientale dei tre siti nucleari piemontesi: da oltre 10 anni sono analizzati più di 1000 campioni/anno, in circa 100 punti di campionamento diversi, con un totale di circa 5000 parametri/anno.

Nell’anno 2025 si sono effettuati circa 1700 campioni.
 

Fonte Arpa Piemonte
Convenzione tra il Comune di Trino e Arpa Piemonte

Nel 2023 è stata rinnovata per un triennio la convenzione Ottimizzazione delle attività di monitoraggio radiologico in relazione alla presenza della Centrale Nucleare “E. Fermi” tra il Comune di Trino e Arpa Piemonte.

La convenzione fu sottoscritta per la prima volta nel 2016 con il fine di implementare i monitoraggi e i controlli radiologici per verificare che le nuove attività correlate allo smantellamento dell’impianto avvengano senza significativi rilasci di radioattività artificiale in ambiente.

Le attività di monitoraggio e controllo che sono state messe in atto secondo il programma delle attività connesse allo smantellamento, sono:

  • l’incremento di 6 punti di campionamento della falda acquifera nell’area interessata dallo svolgimento delle attività di decommissioning potenzialmente più impattanti;
  • l’installazione di una nuova postazione di campionamento per implementare il monitoraggio dell’aria (particolato atmosferico e trizio) presso l’Istituto Comprensivo di Trino, ubicazione ritenuta significativa ai fini della valutazione della dose alla popolazione;
  • il controllo dei materiali solidi che, avendo un contenuto di radioattività inferiore ai limiti per il rilascio fissati da ISPRA (ora ISIN) nell’ambito dell’autorizzazione alla disattivazione, vengono allontanati dall’impianto – ai fini di riciclo, riuso o smaltimento – come materiali non soggetti alle disposizioni di legge in materia di radioprotezione;
  • sono state introdotte nuove matrici quali foglie di salice e pesce siluro presso le aree protette del fiume Po “Ghiaia Grande” e “Zona umida in località Brusaschetto Nuovo”.

In nessuno dei campioni analizzati in seguito alla convenzione sono state evidenziate tracce di radionuclidi artificiali.
 

Informazioni e risorse aggiuntive

Arpa Piemonte Relazioni tecniche di dettaglio  http://www.arpa.piemonte.it/approfondimenti/temi-ambientali/radioattivita/siti-nucleari/

  Tutti i risultati delle misure sul Geoportale di Arpa Piemonte http://webgis.arpa.piemonte.it/basicviewer_arpa_webapp/index.html?webmap=f2981cd3f0354dce8e65ff5553bf1cd9

Convenzione Comune di Trino e Arpa Piemonte per attività di monitoraggio radiologico ex centrale Enrico Fermi https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/convenzione-comune-trino-arpa-piemonte-per-attivita-monitoraggio-radiologico-ex

Sicurezza nucleare e gestione del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi

La norma principale che si applica a tutte le fasi della gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi da attività civili è la Direttiva 2011/70/Euratom del Consiglio del 19 luglio 2011 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:32011L0070

A livello dell'ordinamento italiano, questa materia è disciplinata attraverso specifici provvedimenti legislativi:

Decreto Legislativo 15 febbraio 2010, n. 31 e ss.mm.ii. “Disciplina ((…)) dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonché benefici economici ((…)), a norma dell'articolo 25 della legge 23 luglio 2009, n. 99”. https://www.normattiva.it/eli/id/2010/03/08/010G0048/CONSOLIDATED/20250521

Decreto Legislativo 4 marzo 2014, n. 45 e ss.mm.ii “Attuazione della direttiva 2011/70/EURATOM, che istituisce un quadro comunitario per la gestione responsabile e sicura del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi” https://www.normattiva.it/eli/id/2014/03/26/14G00057/CONSOLIDATED/20250521

Programma Nazionale per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi https://www.mase.gov.it/portale/documents/d/guest/programma_nazionale_2019-pdf
 

 

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Radiazioni ionizzanti

Monitoraggio radiologico nei cantieri dell'alta velocità ferroviaria

Anno
2026

Arpa Piemonte tramite il Dipartimento Rischi Fisici e Tecnologici ha fornito, e fornisce tuttora, supporto agli Osservatori Ambientali per l’accompagnamento ambientale delle opere di interesse nazionale in fase di realizzazione in Piemonte:

  • Nuovo collegamento internazionale Torino - Lione - Sezione internazionale - Cunicolo esplorativo della Maddalena e Parte comune Italo-Francese - Tratta in territorio italiano
  • Tratta alta velocità / alta capacità Milano - Genova - Terzo Valico dei Giovi

L’Agenzia si occupa della valutazione degli elaborati presentati dal proponente inerenti ai monitoraggi ambientali per verificare la corretta attuazione del Piano di Monitoraggio e del Sistema di Gestione Ambientale, in termini di rispondenza alle esigenze di tutela ambientale e di rispetto delle prescrizioni contenute nelle delibere del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica di approvazione delle opere. 

Arpa effettua, inoltre, sopralluoghi presso i cantieri, finalizzati a misure in campo e al prelievo di campioni per analisi di controllo in laboratorio con l'obiettivo di monitorare eventuali dispersioni di radioattività generate dalle attività di scavo in sotterraneo.

Nei cantieri, ,il controllo delle radiazioni ionizzanti consiste in misure di concentrazione di attività radon nelle zone di scavo ove sono presenti i lavoratori, in misure di rateo di dose gamma nelle gallerie e sui cumuli di smarino, in prelievi di acque di venuta per analisi di alfa e beta totale e di campioni di rocce e di fanghi per analisi di spettrometria gamma ad alta risoluzione in laboratorio. 

Nuovo collegamento internazionale Torino - Lione - Sezione internazionale

Nel 2025 il Cantiere Operativo-03-04 "nuova linea Torino Lione" non ha effettuato attività di scavo in sotterraneo; ha attivato una “fase transitoria” di mantenimento in funzione degli impianti esistenti con attività esclusivamente di tipo manutentivo. Pertanto, internamente al cantiere, per la componente radiazioni ionizzanti il controllo ambientale ha riguardato solamente:

  • le acque in ingresso all’impianto di depurazione e i fanghi disidratati provenienti dallo stesso impianto (4 campioni);
  • le misure di concentrazione di attività radon entro il cunicolo “la Maddalena” (57 misure).

L’attività di controllo e vigilanza di Arpa Piemonte è stata svolta tramite confronto dei dati rilevati da TELT s.a.s. attraverso misure e prelievo di campioni in doppio e con analisi di laboratorio su aliquote dello stesso campione. 

I risultati delle analisi eseguite in doppio sono sempre risultati compatibili entro le incertezze di misura. 

Sebbene, causa fermo delle attività di scavo, nel 2025 non siano state eseguite misure sullo smarino, storicamente i valori di concentrazione di attività dei radionuclidi naturali sono sempre risultati tipici di materiali a medio - basso contenuto di radioattività, come anche confermato dai valori di rateo di dose acquisiti al fronte scavo e sui cumuli di smarino dal laboratorio incaricato TELT.

Il monitoraggio del radon entro il cunicolo esplorativo condotto in doppio negli stessi punti all’interno della galleria, attraverso dosimetri passivi a tracce ma di diversa tipologia, ha fornito sempre valori notevolmente inferiori al Livello di Riferimento annuale di 300 Bq/m3, stabilito dalla normativa vigente.

I livelli riscontrati sia da TELT sia da Arpa sono in generale bassi e, tenendo conto dell’incertezza di misura, risultano sostanzialmente compatibili.

Anche le analisi di concentrazione di attività Alfa e Beta totale sull’acqua di ingresso all’impianto di depurazione hanno confermato valori molto bassi.

In conclusione, si può affermare che i monitoraggi condotti dalla Struttura Radiazioni ionizzanti di Arpa Piemonte e dal laboratorio incaricato da TELT nel 2025, internamente al cantiere CO-03-04 ed in ambiente esterno, non hanno mai evidenziato variazioni significative dei normali livelli di fondo della radioattività ambientale.

Tratta alta velocità / alta capacità Milano - Genova - Terzo Valico dei Giovi

Il monitoraggio delle radiazioni ionizzanti presso i cantieri del Terzo Valico dei Giovi non ha mai evidenziato anomalie radiometriche attribuibili alle attività di scavo del materiale roccioso. 

I valori di intensità di equivalente di dose ambientale misurati in campo entro le zone di scavo e sui cumuli di smarino sono paragonabili al fondo ambientale naturale. I dati sono confermati anche dalle analisi di spettrometria gamma eseguite su campioni di roccia e di smarino che hanno evidenziato basso contenuto di attività per i principali radionuclidi naturali. 

I valori di concentrazione di attività radon rilevati tramite dosimetri passivi collocati a distanze diverse entro le zone di scavo sono risultati ampiamente sotto il Livello di Riferimento annuale di 300 Bq/m3 stabilito dalla normativa vigente

Le concentrazioni di attività alfa e beta totale sulle acque prelevate presso i vari cantieri sono tipiche di un ambiente indisturbato nonostante le attività di cantiere. 

Fonte Arpa Piemonte

Il diagramma mostra la totalità delle misure in campo e delle analisi di laboratorio effettuate sui campioni prelevati nel corso dei sopralluoghi eseguiti presso i cantieri  TAV monitorati (Torino - Lione - Sezione internazionale e Milano - Genova - Terzo Valico dei Giovi) - anno 2025

Informazioni e risorse aggiuntive

Le Grandi Opere sul sito di Arpa Piemonte https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/cosa-sono-grandi-opere

Tunnel Euroalpin Lyon Turin https://www.telt.eu/it/telt-torino-lione/

Commissario Terzo Valico https://terzovalico.mit.gov.it/

DECRETO LEGISLATIVO 31 luglio 2020, n. 101 Attuazione della direttiva 2013/59/Euratom, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom e riordino della normativa di settore in attuazione dell'articolo 20, comma 1, lettera a), della legge 4 ottobre 2019, n. 117. https://www.normattiva.it/eli/id/2020/08/12/20G00121/CONSOLIDATED/20240528

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Radiazioni ionizzanti

Monitoraggio radiologico nel termovalorizzatore di Torino

Anno
2026

La ditta TRM S.p.A. si è dotata di strumentazione e procedure per il controllo radiometrico sui carichi di rifiuti che entrano ed escono dallo stabilimento. Le procedure, redatte anche in collaborazione con Arpa Piemonte, prevedono il passaggio attraverso dei portali di rilevazione radiometrica di tutti i mezzi che conferiscono all’impianto di incenerimento rifiuti. Ogni allarme, segnalato dai portali, viene comunicato agli organi di controllo, compresa Arpa Piemonte.

Nella figura successiva si riporta l’andamento delle registrazioni degli allarmi ricevuti in funzione dell’anno e del mese in cui si sono verificati dal 15 Aprile 2018 fino al 31 Dicembre 2025.

Nel corso del 2025 in media è stato rilevato un allarme radiometrico ogni 3 giorni.

Fonte Arpa Piemonte

La quasi totalità degli allarmi registrati, sono stati causati da materiale radioattivo di tipo medicale, smaltito insieme ai rifiuti solidi urbani.Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di iodio 131

Tale radionuclide è infatti usato nella medicina nucleare per il trattamento dell’ipertiroidismo e di alcuni tipi di tumore alla tiroide. Solitamente i pazienti trattati con tale radionuclide vengono dimessi dopo un periodo di degenza in strutture protette.

Lo iodio 131 contenuto nel corpo del paziente diminuisce nel tempo, sia a causa del suo decadimento radioattivo - tempo di dimezzamento di circa 8 giorni -, sia per eliminazione attraverso il sudore e l’urina. Tuttavia il decadimento non è completamente azzerato quando il paziente ritorna al proprio domicilio.

Lo iodio 131 può quindi essere trovato in effetti personali o igienici come fazzoletti, salviette o pannolini, di pazienti sottoposti a iodoterapia, che vengono poi smaltiti attraverso il normale percorso dei rifiuti solidi urbani.

A seguito di allarmi di una certa rilevanza radiometrica il personale di Arpa Piemonte si reca presso lo stabilimento della ditta TRM SpA con il duplice scopo di individuare o confermare, nel caso in cui la ditta lo avesse già fatto, il radionuclide responsabile dell’allarme e di valutare l’entità di una eventuale esposizione della popolazione e del personale della ditta addetto alle operazioni di carico e scarico dei rifiuti solidi urbani.

In aggiunta alle registrazioni degli allarmi, Arpa esegue l’analisi del particolato atmosferico prelevato presso la stazione di monitoraggio Arpa situata in prossimità dell’impianto TRM SpA.

In tutte le analisi effettuate non è emersa nessuna misura che abbia fatto registrare la presenza di iodio o altro materiale volatile radioattivo eventualmente fuoriuscito dall’impianto di incenerimento rifiuti.

Attività di Arpa Piemonte effettuate nell’ambito del monitoraggio dell’inceneritore TRM del Gerbido nel 2025
Attività numero
Sopralluoghi in seguito ad allarme ai rivelatori a portale in ingresso allo stabilimento 4
Analisi di spettrometria gamma sui pacchetti di filtri di particolato atmosferico mensile 11
Analisi alfa beta totale sui singoli filtri di particolato atmosferico 171
Analisi di spettrometria gamma su campioni di rifiuti 3
Attività di Arpa Piemonte effettuate nell’ambito del monitoraggio dell’inceneritore TRM del Gerbido nel 2025 - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

TRM S.p.A. – Trattamento Rifiuti Metropolitani https://trm.to.it/

Iodio 131 - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Iodio-131

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Radiazioni ionizzanti

Pareri tecnici sulle sorgenti artificiali di radiazioni ionizzanti

Anno
2026

La normativa italiana impone che l’utilizzo di sorgenti di radiazioni ionizzanti debba essere sempre notificato preventivamente, con almeno 30 giorni di anticipo, all’ASL, all’ARPA, ai Vigili del Fuoco e all’Ispettorato del Lavoro. 

Se l’attività delle sorgenti è superiore a determinati livelli indicati dalla normativa stessa o se la tensione di lavoro delle macchine radiogene è superiore a 200 kV la pratica deve anche essere autorizzata con un decreto di “nulla osta” che viene rilasciato per le pratiche industriali o di ricerca dal Prefetto o per le pratiche sanitarie dall’autorità individuata dalla legge regionale (nulla osta di categoria B). 

Se l’attività detenuta è ancora maggiore, tale decreto autorizzativo viene rilasciato dal Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con altri ministeri e sentiti l’ISIN e la Regione (nulla osta di categoria A). 

Per il rilascio del nulla osta di categoria B in ambito sanitario la legge regionale ha istituito un Organismo Tecnico Consultivo, con sede presso l’ASL territorialmente competente, che funge da organo consultivo per il rilascio del nulla osta stesso da parte dell’ASL. 

Nell’Organismo Tecnico Consultivo sono presenti le professionalità che, a vario titolo, concorrono al rilascio del parere (fisici sanitari, tecnici Arpa, fisici medici, Vigili del Fuoco, Ispettori del Lavoro). 

Arpa partecipa ai quattro Organismi Tecnici Consultivi istituiti in Piemonte (provincia di Torino, provincia di Cuneo, province di Asti e Alessandria, province di Biella, Novara, Vercelli e Verbano Cusio Ossola). 

Con l’uscita del D.Lgs. 101/2020 e ss.mm.ii., la LR 5/2010 necessita aggiornamenti, i lavori per l’aggiornamento sono in corso.

Fonte Arpa Piemonte

Si osserva che il numero di pareri riferiti ai rivelatori di fumo contenenti sorgenti radioattive, stia diminuendo nel corso degli anni, perché sono sempre più utilizzati rivelatori di fumo che si basano su altre tecnologie. 

Viceversa, l’utilizzo di tubi radiogeni, soprattutto in campo industriale, è in notevole crescita.

Il forte incremento dei pareri tra il 2021 e il 2023 è dovuto alla scadenza, nell’estate 2022, del periodo transitorio di due anni entro il quale le ditte titolari di nulla osta erano tenute a richiederne l’adeguamento ai sensi del D.Lgs. 101/2020.

Di conseguenza, alla fine di tale periodo, le ditte che non avevano ancora provveduto all’adeguamento hanno presentato richiesta di conversione del nulla osta alla nuova normativa..

Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

DECRETO LEGISLATIVO 31 luglio 2020, n. 101 Attuazione della direttiva 2013/59/Euratom, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom e riordino della normativa di settore in attuazione dell'articolo 20, comma 1, lettera a), della legge 4 ottobre 2019, n. 117. https://www.normattiva.it/eli/id/2020/08/12/20G00121/CONSOLIDATED/20240528

Legge regionale n. 5 del 18 febbraio 2010  Norme sulla protezione dai rischi da esposizione a radiazioni ionizzanti http://arianna.cr.piemonte.it/iterlegcoordweb/dettaglioLegge.do?urnLegge=urn:nir:regione.piemonte:legge:2010;5

Arpa Piemonte Utilizzo di materie radioattive: vigilanza e controllo sul territorio https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/utilizzo-materie-radioattive-vigilanza-controllo-sul-territorio

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Radiazioni ionizzanti

Radiazioni ionizzanti, risposte sul territorio

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Le norme fondamentali di sicurezza in materia di radiazioni ionizzanti ricalcano le raccomandazioni della Commissione internazionale per la protezione radiologica (ICRP), in particolare quelle contenute nella pubblicazione n. 103 “Raccomandazioni 2007 della Commissione Internazionale per la Protezione Radiologica” che stabilisce lo schema di protezione radiologica. La radioprotezione si basa sull’assunto che l’impiego delle radiazioni ionizzanti comporta costi e benefici per le attività e la salute umana e gli equilibri ambientali; perciò, qualsiasi attività che comporti esposizione a radiazioni ionizzanti deve garantire che il beneficio derivante sia superiore al detrimento sanitario che essa potrebbe causare tramite i principi di giustificazione, ottimizzazione e limitazione della dose e del rischio.

Risulta pertanto fondamentale mantenere alto il livello delle competenze e delle capacità operative di sicurezza nucleare e di radioprotezione e svolgere in maniera continua le attività di:

  • controllo e monitoraggio delle attività connesse alla disattivazione delle installazioni nucleari;
  • controllo e monitoraggio della radioattività nell’ambiente e negli alimenti;
  • controllo sull’impiego di radionuclidi artificiali per scopi medici e/o industriali;

Il livello di radioattività nelle matrici ambientali (aria, acqua e suolo) e il controllo della gestione delle fonti di radiazioni ionizzanti dalla produzione, al trasporto, all’impiego e infine allo smaltimento è demandato a diversi soggetti in ragione delle loro competenze tecniche ed amministrative.

L'autorità di regolamentazione competente in materia di sicurezza nucleare e di radioprotezione in Italia è l'Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN), costituito in ottemperanza dell’art. 6 del Decreto Legislativo n. 45/2014 in attuazione della Direttiva 2011/70/EURATOM che istituisce un quadro comunitario per la gestione responsabile e sicura del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi. 

L'ISIN svolge le funzioni e i compiti di autorità nazionale indipendente, come richiesto dalla Direttiva,  per la regolamentazione tecnica, espletando le istruttorie connesse ai processi autorizzativi, le valutazioni tecniche, il controllo e la vigilanza delle installazioni nucleari non più in esercizio e in disattivazione, dei reattori di ricerca, degli impianti e delle attività connesse alla gestione dei rifiuti radioattivi e del combustibile nucleare esaurito, delle materie nucleari, della protezione fisica passiva delle materie e delle installazioni nucleari, delle attività d'impiego delle sorgenti di radiazioni ionizzanti e di trasporto delle materie radioattive, emanando altresì le certificazioni previste dalla normativa vigente in tema di trasporto di materie radioattive stesse. Emana guide tecniche e fornisce supporto ai ministeri competenti nell'elaborazione di atti di rango legislativo nelle materie di competenza.

Il controllo sulla radioattività ambientale è articolato in reti di sorveglianza regionali e rete di sorveglianza nazionale. All’ISIN sono affidate le funzioni di coordinamento tecnico della rete nazionale, al fine di assicurare l’omogeneità dei criteri di rilevamento e delle modalità dei prelievi e delle misure, nonché la diffusione dei dati rilevati e la loro trasmissione alla Commissione europea.

Ad oggi nel nostro Paese il controllo sulle attività nucleari, nonché sulla radioattività ambientale, che possono comportare un’esposizione della popolazione alle radiazioni ionizzanti, è regolamentato dal Decreto Legislativo del 31 luglio 2020 n. 101 che stabilisce le norme di sicurezza al fine di proteggere le persone dai pericoli derivanti dalle radiazioni ionizzanti.

La legislazione nazionale vigente assegna compiti e obblighi agli esercenti delle attività che rientrano nel suo campo di applicazione, ma anche alle amministrazioni locali (Prefetture, Regioni e Province autonome) e nazionali (Enti e Ministeri).

Informazioni e risorse aggiuntive

Commissione internazionale per la protezione radiologica ICRP https://www.icrp.org/

ICRP Guide to the System of Radiological Protection http://icrpaedia.org/ICRP%C3%A6dia_Guide_to_the_System_of_Radiological_Protection

Raccomandazioni 2007 della Commissione Internazionale per la Protezione Radiologica https://www.icrp.org/publication.asp?id=ICRP%20Publication%20103%20(Users%20Edition)

Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione ISIN  https://www.isinucleare.it/it

Direttiva 2011/70/Euratom del Consiglio, del 19 luglio 2011, che istituisce un quadro comunitario per la gestione responsabile e sicura del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi http://data.europa.eu/eli/dir/2011/70/oj

DECRETO LEGISLATIVO 4 marzo 2014, n. 45 Attuazione della direttiva 2011/70/EURATOM, che istituisce un quadro comunitario per la gestione responsabile e sicura del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi https://www.normattiva.it/eli/id/2014/03/26/14G00057/CONSOLIDATED

DECRETO LEGISLATIVO 31 luglio 2020, n. 101 Attuazione della direttiva 2013/59/Euratom, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom e riordino della normativa di settore in attuazione dell'articolo 20, comma 1, lettera a), della legge 4 ottobre 2019, n. 117 https://www.normattiva.it/eli/id/2020/08/12/20G00121/CONSOLIDATED

Anno
2026
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Interventi di misura e di valutazione su impianti per telecomunicazioni

Anno
2026

Per ogni nuova installazione di impianti di telecomunicazione è previsto che Arpa Piemonte esprima un parere preventivo: si tratta di un’azione di prevenzione molto importante che permette contemporaneamente l’acquisizione, validazione e inserimento in un catasto dei dati tecnici sulle sorgenti di campo elettromagnetico. 

Andamento nel tempo del numero di interventi di misura e di pareri preventivi rilasciati da Arpa. Fonte Arpa Piemonte
Andamento nel tempo della percentuale di misura in banda stretta effettuate da Arpa

Nel 2025 sono stati effettuati 313 interventi di misura di impianti di telecomunicazioni su tutta la Regione. 

Di queste misure, 60 (pari a circa il 18%) sono state misure in banda stretta, cioè complesse misure di approfondimento che permettono di identificare i soggetti che contribuiscono al livello di campo elettromagnetico in un certo punto. 

Si può vedere come la percentuale di misure in banda stretta sia passata, negli ultimi 4 anni, da valori sotto il 10% a valori dell’ordine del 20%: questo è dovuto alle situazioni di emissione sempre più complesse, con presenza di molte sorgenti che insistono su una stessa area, e all’aumento di punti “critici” soprattutto in aree urbane, in cui è necessario valutare i livelli di esposizione in modo più completo ed accurato, in quanto gli stessi livelli si avvicinano al valore di attenzione oppure al limite di esposizione fissato dal DPCM 08/07/2003.

Siccome le misure in banda stretta richiedono più tempo sia per l’esecuzione delle misure, sia per l’analisi dei dati, risulta che il trend del numero globale di interventi di misura è in lieve decrescita negli ultimi anni.

L’Agenzia, a partire dal 2024, effettua anche rilievi mediante drone per la verifica delle direzioni di irraggiamento delle antenne e di altri parametri, quali altezza del centro elettrico e tilt meccanici. Nel 2025 sono stati effettuati 22 sorvoli su impianti di telefonia mobile al fine di verificare lo stato di fatto rispetto a quanto autorizzato.

Il numero totale di pareri e pronunciamenti rilasciati rappresenta un buon indicatore sia dell'attività di controllo svolta dall'agenzia, in relazione alla richiesta normativa, sia dello sviluppo delle reti per telecomunicazioni Nel corso del 2025 sono stati rilasciati circa 1700 pareri, in diminuzione rispetto al 2024, anno di entrata in vigore delle modifiche normative.

Informazioni e risorse aggiuntive

DECRETO LEGISLATIVO 1 agosto 2003, n. 259 Codice delle comunicazioni elettroniche. https://www.normattiva.it/eli/stato/DECRETO_LEGISLATIVO/2003/08/01/259/CONSOLIDATED

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Redazione RSA

Interventi di misura, valutazioni preventive ed esposti per elettrodotti

Anno
2026

Si osserva un trend stabile per quanto riguarda le valutazioni preventive, che sono cresciute negli ultimi anni in relazione anche all’aumento di progetti di impianti di produzione di energie rinnovabili e di impianti di accumulo (BESS).

Invece il trend è in diminuzione per quanto riguarda le misure. Se da un lato questo fenomeno corrisponde ad una globale diminuzione degli esposti, dall’altro è anche legato a difficoltà nella risposta dell’Agenzia, a causa della diminuzione del personale dedicato e alla scarsità di risorse per strumentazione e formazione dei tecnici.

numero di interventi di misura e di valutazioni preventive negli ultimi 7 anni. Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

BESS - Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Battery_energy_storage_system

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Redazione RSA

Attività di controllo delle industrie a rischio di incidente rilevante

Anno
2026

Le ispezioni sul Sistema di Gestione della Sicurezza (SGS) sono finalizzate ad accertare la conformità l’attuazione della politica di prevenzione degli incidenti rilevanti dichiarata dai gestori e la conformità del Sistema ai requisiti e ai contenuti specificati dal D.lgs.105/2015 (Allegato B).

L’attività ispettiva consiste nell’analisi dei documenti tecnici e delle procedure che costituiscono il Sistema di Gestione della Sicurezza, comprensiva delle evidenze della loro effettiva applicazione, nonché nella verifica, tramite sopralluoghi, della coerenza tra tale documentazione e la configurazione impiantistica e organizzativa dello stabilimento.

Le attività ispettive prevedono generalmente più accessi presso lo stabilimento e possono protrarsi per periodi anche lunghi, in funzione sia della complessità dell'impianto - e quindi dell’articolazione del SGS - sia del livello di implementazione dello stesso. Tali ispezioni si concludono con la redazione di una relazione che riporta gli esiti delle verifiche svolte, nonché le raccomandazioni e le prescrizioni per il miglioramento del Sistema di Gestione della Sicurezza adottato dallo stabilimento, a cui il gestore deve rispondere con un cronoprogramma di azioni correttive.

Per gli stabilimenti di soglia superiore, la programmazione delle ispezioni sul Sistema di Gestione della Sicurezza è effettuata dal Comitato Tecnico Regionale (CTR) del Piemonte, sulla base dei criteri stabiliti dal Piano Nazionale delle Ispezioni predisposto da ISPRA.

Il Comitato Tecnico Regionale è un organo collegiale presieduto dal Direttore regionale dei Vigili del Fuoco e composto da diversi enti, tra cui Arpa (2 rappresentanti) e Regione (un rappresentante), che si riunisce diverse volte all’anno. Le ispezioni sono svolte da Commissioni nominate dal Presidente del CTR e composte da rappresentanti di Arpa, Vigili del Fuoco e INAIL. 

Nel 2025 sono state concluse complessivamente 19 ispezioni SGS, di cui una supplementare; 5 di queste sono state svolte con il supporto di Ispra. La distribuzione territoriale è la seguente: 6 in provincia di Novara, 5 nella provincia di Alessandria, 4 nella Città Metropolitana di Torino, 2 a Vercelli e le restanti 2 rispettivamente in provincia di Asti e di Cuneo. È stata inoltre effettuata la valutazione di 5 cronoprogrammi di attuazione delle prescrizioni e raccomandazioni formulate dal CTR a conclusione di altrettante ispezioni SGS.

Per quanto riguarda gli stabilimenti di soglia inferiore, la programmazione delle ispezioni ordinarie è definita dalla Regione su proposta di Arpa, sulla base dei criteri stabiliti dalla DGR 84-5515 del 3 agosto 2017. Le ispezioni sono condotte da Arpa, con la collaborazione di funzionari regionali, nelle more del perfezionamento della convenzione tra Regione Piemonte, Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco ed Arpa, .Nel 2025 sono state avviate 4 ispezioni SGS nella Città Metropolitana di Torino, di cui 3 concluse.

Le istruttorie dei Rapporti di Sicurezza degli stabilimenti di soglia superiore sono finalizzate a valutare l’analisi dei rischi di incidente rilevante connessi con uno stabilimento e l’adeguatezza delle misure tecnico-impiantistiche adottate dal gestore per prevenire e/o mitigare gli incidenti. In particolare, nel corso delle istruttorie sono esaminate le ipotesi incidentali e i relativi scenari (rilasci tossici, incendi, esplosioni, sversamenti di sostanze pericolose per l’ambiente) elaborati dal gestore nel Rapporto di Sicurezza, anche attraverso eventuali valutazioni comparative che prevedono l’utilizzo di software di simulazione, e sono ricercate evidenze in merito alla rispondenza tra l’analisi dei rischi e il reale assetto impiantistico dello stabilimento.

Anche la realizzazione di nuovi stabilimenti di soglia superiore e di modifiche agli stabilimenti esistenti, che comportino aggravio del preesistente livello di rischio, prevedono la redazione di Rapporto di Sicurezza, che devono essere istruiti dal Comitato Tecnico Regionale in due fasi successive, per il rilascio del Nulla Osta di Fattibilità (NOF) e il parere tecnico conclusivo sul progetto particolareggiato.

Le istruttorie del Rapporto di Sicurezza sono svolte da gruppi di lavoro nominati dal Comitato Tecnico Regionale, a cui generalmente partecipano rappresentanti di Arpa e Regione; esse prevedono diversi accessi in stabilimento e possono durare un arco temporale piuttosto lungo, in relazione soprattutto alla complessità dei processi produttivi, alle dimensioni dello stabilimento o alle eventuali problematiche connesse con il contesto territoriale.

I procedimenti si concludono con una relazione articolata recante la proposta di prescrizioni per il miglioramento della sicurezza, che sono formalizzate al gestore da parte del sopracitato Comitato Tecnico Regionale. A valle delle istruttorie, il CTR richiede ai gruppi di lavoro di verificare l’attuazione di tutte le prescrizioni e le raccomandazioni formulate nel verbale conclusivo dell’istruttoria.

Nel 2025 sono proseguite le attività istruttorie dei RdS di 23 stabilimenti, concludendone 8: 3 in provincia di Alessandria, 3 nella Città Metropolitana di Torino, 1 in provincia di Cuneo e 1 in provincia di Novara. A tali attività si aggiungono la conclusione di un’altra istruttoria di RdS-NOF relativa all’aumento dei quantitativi di stoccaggio di uno stabilimento di soglia superiore in provincia di Alessandria, e di 2 istruttorie di RdS particolareggiati riguardanti ampliamenti di stabilimenti di soglia inferiore che passano così in soglia superiore (1 in provincia di Cuneo e 1 nella Città Metropolitana di Torino). Infine, è stata effettuata la verifica dell’ottemperanza delle prescrizioni impartite dal CTR a conclusione delle istruttorie dei RdS di 9 stabilimenti o dell’eventuale richiesta di proroga da parte dei Gestori. 

Complessivamente nel 2025 si sono svolte 16 sedute del CTR, nel corso delle quali sono stati discussi circa 60 procedimenti, riguardanti sia la conclusione delle attività di controllo (ispezioni sul SGS e istruttorie sui RdS), sia la successiva fase di verifica dello stato di attuazione delle prescrizioni impartite dal CTR. 

Possono essere inoltre effettuate attività di vigilanza sugli stabilimenti a Rischio di Incidente Rilevante per svolgere accertamenti a seguito di eventi incidentali occorsi o di altre segnalazioni, oppure in stabilimenti non notificati ai sensi della normativa, su richiesta dell’Autorità giudiziaria o altri Enti, oppure a supporto dei dipartimenti territoriali di Arpa. 

Nel 2025 sono stati effettuati 5 sopralluoghi di vigilanza in altrettanti stabilimenti (2 nella Città metropolitana di Torino e gli altri nelle province di Alessandria, Biella e Novara), a seguito di eventi incidentali occorsi o per la verifica dell’assoggettabilità alla normativa.

Informazioni e risorse aggiuntive

DECRETO LEGISLATIVO 26 giugno 2015, n. 105 Attuazione della direttiva 2012/18/UE relativa al controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose. https://www.normattiva.it/eli/id/2015/07/14/15G00121/CONSOLIDATED/20160802

Deliberazione della Giunta Regionale 3 agosto 2017, n. 84-5515 Approvazione del Piano di ispezioni presso gli stabilimenti soggetti al decreto legislativo 26 giugno 2015, n. 105 in materia di controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose. Revoca delle deliberazioni della Giunta regionale n. 11-9288 del 12 maggio 2003 e n. 17-309 del 29 giugno 2000. http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2017/35/attach/dgr_05515_930_03082017.pdf

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Rischi naturali, risposte sul Territorio

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La Regione Piemonte programma e attua sul territorio regionale iniziative volte alla prevenzione e alla gestione dei rischi naturali, intervenendo sia sul dissesto idrogeologico (connesso alla dinamica fluviale, torrentizia e valanghiva e ai dissesti di versante) sia sul rischio sismico.

Le numerose iniziative intraprese, oltre a rispondere alla normativa europea, come la Direttiva Alluvioni, e alla normativa nazionale, come il Progetto CARG, si inseriscono nelle politiche di bacino, come il Piano di Assetto Idrogeologico del bacino del Po, e regionale, come la pianificazione urbanistica. Tali azioni si inquadrano inoltre nelle Strategie per lo Sviluppo Sostenibile, sviluppate a livello mondiale, nazionale e regionale.

Tutte le iniziative, indipendentemente dalla scala di intervento, possono essere classificate in base alla tipologia di approccio (vedi tabella) e riguardano a diversi livelli le seguenti tematiche:

  • Geologia
  • Dinamica fluviale e torrentizia
  • Dissesti di versante
  • Dinamica valanghiva
  • Sismica
Tipologie di approccio e iniziative coinvolte nella gestione e prevenzione dei rischi naturali.
Tipologia di approccio Iniziative
Conoscenza Studi, rilievi, acquisizione dati, realizzazione cartografie, proposta di modelli, sviluppo di data base, divulgazione, ecc.
Pianificazione Pianificazione territoriale e di protezione civile, produzione normativa di settore, regolamenti, procedure, ecc.
Interventi di mitigazione Interventi strutturali, interventi silvo-colturali, manutenzioni, rilocalizzazioni, ecc.
Gestione emergenza e post-emergenza Azioni (e relativi strumenti) condotte a seguito di eventi alluvionali, terremoti, ecc.
Tipologie di approccio e iniziative intraprese nella gestione e prevenzione dei rischi naturali.

Alla base di ogni azione è fondamentale una conoscenza approfondita del territorio.

Il Piemonte dispone di un sistema di allerta regionale per il rischio idrogeologico e idraulico, per finalità di protezione civile, che è stato sviluppato e viene gestito da Arpa Piemonte. Il sistema valuta i i seguenti fenomeni: idraulico, geo-idrologico, geo-idrologico per temporali, nevicate, valanghe. 

In particolare, il sistema di allerta regionale per la previsione dei processi di versante è stato sviluppato dal Centro Funzionale di Arpa Piemonte ed è basato su tre modelli concepiti ad hoc per fenomeni gravitativi di diversa tipologia (SLOPS, TRAPS e DEFENSE).

Informazioni e risorse aggiuntive

 

Direttiva 2007/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2007, relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni http://data.europa.eu/eli/dir/2007/60/oj

Piano di Assetto Idrogeologico del bacino del Po https://pai.adbpo.it/

Regione Piemonte - Urbanistica https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/territorio/urbanistica

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