Pronto per la revisione

Testi pronti per la revisione del Reporting

Comunicazione, divulgazione e formazione sui rischi naturali

Attività di formazione e informazione


Nell’ambito delle attività di diffusione della cultura di protezione civile sono state realizzate diverse iniziative presso la Sala Operativa regionale e sul territorio. In particolare, sono state organizzate tre visite con le classi della scuola primaria “Agnelli” di Torino. Con la scuola internazionale “World International School” di Torino si sono svolti due incontri presso la sede regionale e uno presso il Presidio territoriale di Druento - Foto 1; inoltre, presso la loro sede, sono stati realizzati due ulteriori incontri nell’ambito della campagna “Io Non Rischio Scuola”, coinvolgendo quattro classi della scuola primaria (equivalenti alle terze e quarte, due per ciascun livello).

Foto 1: Studenti della scuola media della World International School in visita didattica presso la sede del Settore Protezione Civile e il Presidio territoriale di Druento, durante attività di sensibilizzazione e formazione sui temi dell’autoprotezione.

Sono state inoltre organizzate due giornate formative rivolte agli studenti dell’Istituto professionale “Arti e mestieri” e dell’Istituto tecnico commerciale e per geometri “Galileo Galilei” di Avigliana, oltre a due incontri formativi destinati ai giovani in servizio civile universale operanti presso il Tribunale di Torino. Infine, è stato realizzato un laboratorio sulle buone pratiche di protezione civile, con l’utilizzo di visori 3D, presso la scuola media di Savigliano, in collaborazione con il Comune.

Come ogni anno, nella primavera 2025, il Settore regionale Protezione Civile ha partecipato all’esercitazione organizzata dal Centro Servizi per il Volontariato Vol.To “2 Laghi 2milaventicinque” per le Associazioni di volontariato di protezione civile operanti nella Provincia di Torino; è stato allestito uno stand espositivo, sono state realizzate attività per gli allievi delle scuole primarie e secondarie di Avigliana, è stato attivato il supporto logistico mediante le dotazioni campali della CMR per l’allestimento dell’area tendopoli e si è contribuito alle sessioni formative. 

Nel 2025 si è concluso il secondo anno del triennio 2024/2026 di formazione per Sindaci e tecnici comunali, in collaborazione con la società Quesite – Foto 2.

Foto 2: Corso per i Sindaci dei Comuni Montani: un percorso formativo che unisce teoria e pratica, preparando i primi cittadini a gestire efficacemente le emergenze attraverso l'organizzazione e l'attivazione del Centro Operativo Comunale (C.O.C.), secondo il Metodo Augustus. I partecipanti approfondiscono le responsabilità istituzionali e sperimentano scenari operativi reali, rafforzando la capacità di risposta del sistema di protezione civile a livello locale.

Questo progetto prevede complessivamente la realizzazione di 40 edizioni, ciascuna della durata di 6 ore, con l’obiettivo di supportare le attività comunali e di migliorare le competenze degli amministratori. La parte specialistica, nel 2025 affidata alla Regione Piemonte,  ha visto il coinvolgimento continuo in presenza di due referenti d’area e, parte in presenza parte in videoconferenza, dei referenti delle aree tecnico scientifica, sala operativa, antincendi boschivi, nonché la presenza di un rappresentante della scuola di protezione civile gestita dal coordinamento regionale del volontariato di PC. Si sono svolte 19 edizioni con la partecipazione di 227 comuni (inclusi 6 unioni montane), pari al 19,24% dei comuni del Piemonte. Sono stati formati 435 partecipanti di cui 188 sindaci e vicesindaci e 38 funzionari e tecnici prefettizi (28 da Cuneo, 5 da Verbania e 5 da Torino). Le sessioni si sono tenute presso sedi provinciali o COM, spostando l’attività dal centro ai territori locali per facilitare la partecipazione. L’area formazione ha inoltre collaborato con la Prefettura di Cuneo per una campagna di sensibilizzazione sulla protezione civile, che ha previsto 8 incontri in diverse sedi di COM sul territorio provinciale, coinvolgendo direttamente le amministrazioni comunali.

Nel corso del 2025 è inoltre proseguita la collaborazione con l’Ordine dei Geologi del Piemonte per la realizzazione del Progetto È-Geologica: un progetto volto a favorire la diffusione di un’adeguata cultura geologica nelle scuole della nostra regione, come elemento necessario e primario per la salvaguardia del territorio e dell’ambiente.

Nel mese di dicembre 2025 il Settore Geologico regionale ha organizzato presso il Palazzo Unico Regionale, una giornata di formazione sui rischi naturali per gli studenti del corso di laurea in Geografia di UNITO.

Divulgazione e comunicazione


Sono state svolte come ogni anno le attività previste per la manutenzione, implementazione e aggiornamento della pagina web di Protezione Civile. Per la sensibilizzazione dei cittadini ai comportamenti di autoprotezione a fronte delle situazioni di rischio si è svolta la campagna di comunicazione “Io non rischio”, gestita interamente dal Settore regionale Protezione Civile con l’impiego del Volontariato, non essendo più direttamente coinvolto il Dipartimento Nazionale. Si sono svolte molteplici attività preparatorie e di promozione della Campagna e di formazione dei nuovi volontari comunicatori, con numerosi incontri in presenza e in videoconferenza. Non essendo più prevista la Giornata Nazionale ma soltanto la Campagna INR 365, per tenere viva l’attività di sensibilizzazione tutto l’anno, sono state realizzate 32 piazze in altrettanti comuni piemontesi in concomitanza con eventi di forte impatto locale. Particolarmente significativi per numero di partecipanti ed attività svolte sono stati i seguenti eventi: Raduno Nazionale delle scuole del Cottolengo (Torino, 10 maggio); Festa di fine anno delle scuole di Moncalieri (Parco delle Vallere-Moncalieri, 24 maggio - Foto 3); Festa per bambini affetti da disabilità (Alessandria, 25 maggio); Alessandria Comics con stand dedicato al fumetto “L’attimo decisivo” (6-7 settembre); Christmas Comics Torino Lingotto con stand dedicato al fumetto “L’attimo decisivo” e area giochi (13-14 dicembre - Foto 4).

Foto 3: Evento Io Non Rischio al Parco delle Vallere – Moncalieri (TO). Volontari comunicatori della campagna “Io Non Rischio” presenti alla festa di fine anno delle scuole di Moncalieri, impegnati in attività di sensibilizzazione sui rischi alluvionale e sismico, attraverso giochi e iniziative educative rivolte a bambini e famiglie.
Foto 4: Stand Io Non Rischio all’evento “Christmas Comics” di Torino. Volontari dell'Associazione CIVESS di Pianezza impegnati in attività di informazione e sensibilizzazione durante l’evento “Christmas Comics” presso il Lingotto Fiere di Torino, a contatto con il pubblico per promuovere la cultura della prevenzione.

Io Non Rischio Scuola: la collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale non ha portato i risultati attesi nell’individuazione degli Istituti scolastici interessati al progetto, si è quindi proceduto in autonomia nella ricerca di scuole con le quali attivare una collaborazione. La ricerca ha richiesto più tempo del previsto. Al momento 7 Istituti Comprensivi hanno manifestato interesse alla Campagna con i quali si procederà a calendarizzare gli incontri nell’anno 2026 - Foto 5.

Foto 5: Attività di “Io Non Rischio Scuola” presso l’Istituto Comprensivo “Gaudenzio Ferrari” di Momo (NO). Gli appuntamenti si sono svolti nelle classi quarte e quinte delle scuole primarie di Cressa, Fontaneto e Suno.

In collaborazione con il Dipartimento Nazionale l’area comunicazione ha gestito gli aspetti formali della 15ª edizione dei Campi Scuola di Protezione Civile “Anch’io sono la protezione civile”. Sono stati realizzati 11 campi, da parte di Associazioni regionali, localizzati in vari comuni (Baceno, Candiolo, Carignano, Caselle Torinese, Fossano, Mombercelli, Nichelino, Orbassano, Piobesi Torinese, Stroppiana e Verbania). Questa iniziativa ha coinvolto circa 300 giovani tra i 10 e i 16 anni.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi
Attività di formazione e informazione


Nell’ambito delle attività di diffusione della cultura di protezione civile sono state realizzate diverse iniziative presso la Sala Operativa regionale e sul territorio. In particolare, sono state organizzate tre visite con le classi della scuola primaria “Agnelli” di Torino. Con la scuola internazionale “World International School” di Torino si sono svolti due incontri presso la sede regionale e uno presso il Presidio territoriale di Druento - Foto 1; inoltre, presso la loro sede, sono stati realizzati due ulteriori incontri nell’ambito della campagna “Io Non Rischio Scuola”, coinvolgendo quattro classi della scuola primaria (equivalenti alle terze e quarte, due per ciascun livello).

Foto 1: Studenti della scuola media della World International School in visita didattica presso la sede del Settore Protezione Civile e il Presidio territoriale di Druento, durante attività di sensibilizzazione e formazione sui temi dell’autoprotezione.

Sono state inoltre organizzate due giornate formative rivolte agli studenti dell’Istituto professionale “Arti e mestieri” e dell’Istituto tecnico commerciale e per geometri “Galileo Galilei” di Avigliana, oltre a due incontri formativi destinati ai giovani in servizio civile universale operanti presso il Tribunale di Torino. Infine, è stato realizzato un laboratorio sulle buone pratiche di protezione civile, con l’utilizzo di visori 3D, presso la scuola media di Savigliano, in collaborazione con il Comune.

Come ogni anno, nella primavera 2025, il Settore regionale Protezione Civile ha partecipato all’esercitazione organizzata dal Centro Servizi per il Volontariato Vol.To “2 Laghi 2milaventicinque” per le Associazioni di volontariato di protezione civile operanti nella Provincia di Torino; è stato allestito uno stand espositivo, sono state realizzate attività per gli allievi delle scuole primarie e secondarie di Avigliana, è stato attivato il supporto logistico mediante le dotazioni campali della CMR per l’allestimento dell’area tendopoli e si è contribuito alle sessioni formative. 

Nel 2025 si è concluso il secondo anno del triennio 2024/2026 di formazione per Sindaci e tecnici comunali, in collaborazione con la società Quesite – Foto 2.

Foto 2: Corso per i Sindaci dei Comuni Montani: un percorso formativo che unisce teoria e pratica, preparando i primi cittadini a gestire efficacemente le emergenze attraverso l'organizzazione e l'attivazione del Centro Operativo Comunale (C.O.C.), secondo il Metodo Augustus. I partecipanti approfondiscono le responsabilità istituzionali e sperimentano scenari operativi reali, rafforzando la capacità di risposta del sistema di protezione civile a livello locale.

Questo progetto prevede complessivamente la realizzazione di 40 edizioni, ciascuna della durata di 6 ore, con l’obiettivo di supportare le attività comunali e di migliorare le competenze degli amministratori. La parte specialistica, nel 2025 affidata alla Regione Piemonte,  ha visto il coinvolgimento continuo in presenza di due referenti d’area e, parte in presenza parte in videoconferenza, dei referenti delle aree tecnico scientifica, sala operativa, antincendi boschivi, nonché la presenza di un rappresentante della scuola di protezione civile gestita dal coordinamento regionale del volontariato di PC. Si sono svolte 19 edizioni con la partecipazione di 227 comuni (inclusi 6 unioni montane), pari al 19,24% dei comuni del Piemonte. Sono stati formati 435 partecipanti di cui 188 sindaci e vicesindaci e 38 funzionari e tecnici prefettizi (28 da Cuneo, 5 da Verbania e 5 da Torino). Le sessioni si sono tenute presso sedi provinciali o COM, spostando l’attività dal centro ai territori locali per facilitare la partecipazione. L’area formazione ha inoltre collaborato con la Prefettura di Cuneo per una campagna di sensibilizzazione sulla protezione civile, che ha previsto 8 incontri in diverse sedi di COM sul territorio provinciale, coinvolgendo direttamente le amministrazioni comunali.

Nel corso del 2025 è inoltre proseguita la collaborazione con l’Ordine dei Geologi del Piemonte per la realizzazione del Progetto È-Geologica: un progetto volto a favorire la diffusione di un’adeguata cultura geologica nelle scuole della nostra regione, come elemento necessario e primario per la salvaguardia del territorio e dell’ambiente.

Nel mese di dicembre 2025 il Settore Geologico regionale ha organizzato presso il Palazzo Unico Regionale, una giornata di formazione sui rischi naturali per gli studenti del corso di laurea in Geografia di UNITO.

Divulgazione e comunicazione


Sono state svolte come ogni anno le attività previste per la manutenzione, implementazione e aggiornamento della pagina web di Protezione Civile. Per la sensibilizzazione dei cittadini ai comportamenti di autoprotezione a fronte delle situazioni di rischio si è svolta la campagna di comunicazione “Io non rischio”, gestita interamente dal Settore regionale Protezione Civile con l’impiego del Volontariato, non essendo più direttamente coinvolto il Dipartimento Nazionale. Si sono svolte molteplici attività preparatorie e di promozione della Campagna e di formazione dei nuovi volontari comunicatori, con numerosi incontri in presenza e in videoconferenza. Non essendo più prevista la Giornata Nazionale ma soltanto la Campagna INR 365, per tenere viva l’attività di sensibilizzazione tutto l’anno, sono state realizzate 32 piazze in altrettanti comuni piemontesi in concomitanza con eventi di forte impatto locale. Particolarmente significativi per numero di partecipanti ed attività svolte sono stati i seguenti eventi: Raduno Nazionale delle scuole del Cottolengo (Torino, 10 maggio); Festa di fine anno delle scuole di Moncalieri (Parco delle Vallere-Moncalieri, 24 maggio - Foto 3); Festa per bambini affetti da disabilità (Alessandria, 25 maggio); Alessandria Comics con stand dedicato al fumetto “L’attimo decisivo” (6-7 settembre); Christmas Comics Torino Lingotto con stand dedicato al fumetto “L’attimo decisivo” e area giochi (13-14 dicembre - Foto 4).

Foto 3: Evento Io Non Rischio al Parco delle Vallere – Moncalieri (TO). Volontari comunicatori della campagna “Io Non Rischio” presenti alla festa di fine anno delle scuole di Moncalieri, impegnati in attività di sensibilizzazione sui rischi alluvionale e sismico, attraverso giochi e iniziative educative rivolte a bambini e famiglie.
Foto 4: Stand Io Non Rischio all’evento “Christmas Comics” di Torino. Volontari dell'Associazione CIVESS di Pianezza impegnati in attività di informazione e sensibilizzazione durante l’evento “Christmas Comics” presso il Lingotto Fiere di Torino, a contatto con il pubblico per promuovere la cultura della prevenzione.

Io Non Rischio Scuola: la collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale non ha portato i risultati attesi nell’individuazione degli Istituti scolastici interessati al progetto, si è quindi proceduto in autonomia nella ricerca di scuole con le quali attivare una collaborazione. La ricerca ha richiesto più tempo del previsto. Al momento 7 Istituti Comprensivi hanno manifestato interesse alla Campagna con i quali si procederà a calendarizzare gli incontri nell’anno 2026 - Foto 5.

Foto 5: Attività di “Io Non Rischio Scuola” presso l’Istituto Comprensivo “Gaudenzio Ferrari” di Momo (NO). Gli appuntamenti si sono svolti nelle classi quarte e quinte delle scuole primarie di Cressa, Fontaneto e Suno.

In collaborazione con il Dipartimento Nazionale l’area comunicazione ha gestito gli aspetti formali della 15ª edizione dei Campi Scuola di Protezione Civile “Anch’io sono la protezione civile”. Sono stati realizzati 11 campi, da parte di Associazioni regionali, localizzati in vari comuni (Baceno, Candiolo, Carignano, Caselle Torinese, Fossano, Mombercelli, Nichelino, Orbassano, Piobesi Torinese, Stroppiana e Verbania). Questa iniziativa ha coinvolto circa 300 giovani tra i 10 e i 16 anni.

Anno
2026

Attività della Sala Operativa Regionale (SOR)

Le attività di sala, in ordinario, si sono svolte secondo quanto previsto dalle procedure di sala operativa, avvalendosi di un piano di turnazione annuale del personale preposto al servizio di Coordinamento di Giornata, di Presidio Serale e di Reperibilità notturna e festiva “h24”, attraverso la presenza, almeno, di un dipendente del Settore in una fascia oraria compresa dalle 08.00 alle 20.00 di tutti i giorni feriali. Nella fascia oraria feriale 20.00-08.00 e nelle giornate di sabato, domenica e festivi è rimasto attivo il servizio di reperibilità, affidato ad un dipendente del Settore. Si è pertanto assicurata la copertura secondo lo standard “h24 7 giorni su 7”. 

Tutte le aree del Settore hanno dato il loro contributo allo svolgimento dell’attività. In aggiunta, è stata prevista una presenza stabile di personale della Sala Operativa a supporto del Coordinatore di Giornata nello svolgimento delle principali incombenze, con particolare riferimento alla comunicazione dei turni di Sala rivolta al personale del Settore, all’interazione, durante il “briefing meteorologico”, con Arpa e alla spedizione del Bollettino di Allerta.

Si è mantenuto il costante aggiornamento della rubrica della piattaforma Web Campaign Manager “WCM” sulla base delle indicazioni e delle richieste degli utenti. È proseguita l’attività di razionalizzazione dei contatti e dei gruppi di spedizione secondo criteri di omogeneità dei destinatari; particolare attenzione in tal senso è stata data ai destinatari degli avvisi relativi alle “emergenze dighe”.

A partire dalla Sala Operativa Regionale è stato rafforzato il Sistema di Protezione Civile, attraverso un raccordo costante tra i funzionari distaccati nelle Province e il Dipartimento a livello nazionale. Tale sinergia ha permesso di consolidare una gestione dei flussi comunicativi più efficace. Nel corso dell’anno si è provveduto a mantenere aggiornata la rubrica utilizzata nel servizio di reperibilità in ambiente “Zimbra”. Si è mantenuto lo sviluppo del nuovo strumento di Sala Operativa al fine di ottimizzare alcune prestazioni dell’applicativo per renderlo interoperabile con altri strumenti e risolvere alcuni malfunzionamenti. È stato perseguito un sempre più affinato sistema di interoperabilità tra gli applicativi in uso presso la Sala Operativa. È continuata l’attività formativa che ha portato all’iscrizione al Bot di FLIC di oltre 1000 operatori del volontariato piemontese e un centinaio di dipendenti degli uffici tecnici regionali e provinciali. Gli strumenti presenti in SOR sono stati poi testati nell’esercitazione di Varallo tenutasi nelle giornate del 7-8 ottobre.

Nel corso del 2025 il Settore ha sviluppato la nuova versione dell’applicativo Faster (denominato FLIC) affidando l’evoluzione informatica dello strumento al CSI-Piemonte. Lo sviluppo del nuovo applicativo (avviato nel mese di febbraio) si è concluso nel mese di novembre ed è stato sottoposto a test positivamente completato nei primi giorni di dicembre. Il nuovo applicativo FLIC semplifica alcune delle funzionalità dell’applicativo FASTER, migliora la conformità dello strumento alle regole europee sulla gestione dei dati soggetti a trattamento privacy (in conformità al Regolamento GDPR 679/2016) ed accelera la fase di accreditamento. FLIC è stato costruito mantenendo e rafforzando la sua interoperabilità con gli altri strumenti usati nella Sala Operativa Regionale. È proseguita l’attività di coinvolgimento delle amministrazioni locali per l’utilizzo dell’applicazione “Piemonte-Fop” con la quale è possibile per un’amministrazione dichiarare la propria operatività nel corso di eventi calamitosi.

Alla fine del 2025 risultavano 542 i comuni che hanno aderito all’iniziativa, con un totale di 1087 operatori logati. Tra i mesi di maggio e luglio l’Area di Sala Operativa ha incontrato le altre aree del Settore per condividere alcune nuove modalità organizzative che l’esperienza maturata durante la gestione dell’evento primaverile ha suggerito di adottare. In particolare sono state individuate procedure operative che hanno portato ad una sempre maggiore digitalizzazione del flusso di lavoro e all’eliminazione pressoché completa della carta. È stata ridefinita l’organizzazione interna per funzioni di supporto, utili alla gestione degli eventi emergenziali di protezione civile. Il Dipartimento della Protezione Civile Nazionale, d’intesa con le Regioni, ha continuato la sperimentazione della piattaforma It-Alert con particolare riferimento al tema delle precipitazioni intense e dei fenomeni temporaleschi. Nel corso del 2025 è proseguita la sperimentazione della piattaforma sviluppata su quattro fasi distinte con test simulati a test reali.

Al termine dell’anno – nel corso di una riunione politica alla presenza del Ministro della protezione civile – sono state definite tempistiche cogenti sull’entrata in uso dello strumento nel corso del primo semestre del 2026. Nell'ambito dei rapporti di collaborazione con altre amministrazioni o enti sono stati organizzati momenti di confronto con visite alla Sala Operativa Regionale e illustrate le attività che vengono svolte dal Settore Protezione Civile in emergenza e in ordinario. Al fine di proporre una modalità di gestione congiunta degli eventi alluvionali è stato proposto agli uffici di protezione civile delle province l’utilizzo dello strumento di gestione della Sala Operativa Regionale, così da avere una piattaforma unica di registrazione delle segnalazioni in modo da ottimizzare il flusso informativo in emergenza. Sono stati effettuati incontri di formazione nella Sala Operativa Regionale, al fine di illustrare tale strumento ai colleghi distaccati nelle province.

Nel quadro delle operazioni di gestione della Sala Operativa, si sono regolarmente svolte le prove di collegamento radio con gli altri Enti istituzionali, con il supporto del Volontariato TLC, per verificare l'efficienza e la funzionalità della rete radio regionale EMERCOM.NET. Per quanto attiene le Sale Operative Provinciali e la Sala Operativa Regionale nel corso del

2025 sono continuati i test funzionali dei nuovi sistemi di ascolto e gestione delle comunicazioni radio (dispatcher radio) in tecnologia digitale, che permetteranno di poter utilizzare la nuova tecnologia DMR e le nuove funzionalità date da quest’importante sviluppo tecnologico. Nel corso del mese di dicembre 2025 si è ultimata l’attività di collaudo funzionale della nuova infrastruttura radio e del dispatcher tale da permettere, nel corso del primo semestre 2026, il passaggio a questa nuova tecnologia.

Figura 1. Attività nella Sala Operativa Regionale (SOR)
Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Le attività di sala, in ordinario, si sono svolte secondo quanto previsto dalle procedure di sala operativa, avvalendosi di un piano di turnazione annuale del personale preposto al servizio di Coordinamento di Giornata, di Presidio Serale e di Reperibilità notturna e festiva “h24”, attraverso la presenza, almeno, di un dipendente del Settore in una fascia oraria compresa dalle 08.00 alle 20.00 di tutti i giorni feriali. Nella fascia oraria feriale 20.00-08.00 e nelle giornate di sabato, domenica e festivi è rimasto attivo il servizio di reperibilità, affidato ad un dipendente del Settore. Si è pertanto assicurata la copertura secondo lo standard “h24 7 giorni su 7”. 

Tutte le aree del Settore hanno dato il loro contributo allo svolgimento dell’attività. In aggiunta, è stata prevista una presenza stabile di personale della Sala Operativa a supporto del Coordinatore di Giornata nello svolgimento delle principali incombenze, con particolare riferimento alla comunicazione dei turni di Sala rivolta al personale del Settore, all’interazione, durante il “briefing meteorologico”, con Arpa e alla spedizione del Bollettino di Allerta.

Si è mantenuto il costante aggiornamento della rubrica della piattaforma Web Campaign Manager “WCM” sulla base delle indicazioni e delle richieste degli utenti. È proseguita l’attività di razionalizzazione dei contatti e dei gruppi di spedizione secondo criteri di omogeneità dei destinatari; particolare attenzione in tal senso è stata data ai destinatari degli avvisi relativi alle “emergenze dighe”.

A partire dalla Sala Operativa Regionale è stato rafforzato il Sistema di Protezione Civile, attraverso un raccordo costante tra i funzionari distaccati nelle Province e il Dipartimento a livello nazionale. Tale sinergia ha permesso di consolidare una gestione dei flussi comunicativi più efficace. Nel corso dell’anno si è provveduto a mantenere aggiornata la rubrica utilizzata nel servizio di reperibilità in ambiente “Zimbra”. Si è mantenuto lo sviluppo del nuovo strumento di Sala Operativa al fine di ottimizzare alcune prestazioni dell’applicativo per renderlo interoperabile con altri strumenti e risolvere alcuni malfunzionamenti. È stato perseguito un sempre più affinato sistema di interoperabilità tra gli applicativi in uso presso la Sala Operativa. È continuata l’attività formativa che ha portato all’iscrizione al Bot di FLIC di oltre 1000 operatori del volontariato piemontese e un centinaio di dipendenti degli uffici tecnici regionali e provinciali. Gli strumenti presenti in SOR sono stati poi testati nell’esercitazione di Varallo tenutasi nelle giornate del 7-8 ottobre.

Nel corso del 2025 il Settore ha sviluppato la nuova versione dell’applicativo Faster (denominato FLIC) affidando l’evoluzione informatica dello strumento al CSI-Piemonte. Lo sviluppo del nuovo applicativo (avviato nel mese di febbraio) si è concluso nel mese di novembre ed è stato sottoposto a test positivamente completato nei primi giorni di dicembre. Il nuovo applicativo FLIC semplifica alcune delle funzionalità dell’applicativo FASTER, migliora la conformità dello strumento alle regole europee sulla gestione dei dati soggetti a trattamento privacy (in conformità al Regolamento GDPR 679/2016) ed accelera la fase di accreditamento. FLIC è stato costruito mantenendo e rafforzando la sua interoperabilità con gli altri strumenti usati nella Sala Operativa Regionale. È proseguita l’attività di coinvolgimento delle amministrazioni locali per l’utilizzo dell’applicazione “Piemonte-Fop” con la quale è possibile per un’amministrazione dichiarare la propria operatività nel corso di eventi calamitosi.

Alla fine del 2025 risultavano 542 i comuni che hanno aderito all’iniziativa, con un totale di 1087 operatori logati. Tra i mesi di maggio e luglio l’Area di Sala Operativa ha incontrato le altre aree del Settore per condividere alcune nuove modalità organizzative che l’esperienza maturata durante la gestione dell’evento primaverile ha suggerito di adottare. In particolare sono state individuate procedure operative che hanno portato ad una sempre maggiore digitalizzazione del flusso di lavoro e all’eliminazione pressoché completa della carta. È stata ridefinita l’organizzazione interna per funzioni di supporto, utili alla gestione degli eventi emergenziali di protezione civile. Il Dipartimento della Protezione Civile Nazionale, d’intesa con le Regioni, ha continuato la sperimentazione della piattaforma It-Alert con particolare riferimento al tema delle precipitazioni intense e dei fenomeni temporaleschi. Nel corso del 2025 è proseguita la sperimentazione della piattaforma sviluppata su quattro fasi distinte con test simulati a test reali.

Al termine dell’anno – nel corso di una riunione politica alla presenza del Ministro della protezione civile – sono state definite tempistiche cogenti sull’entrata in uso dello strumento nel corso del primo semestre del 2026. Nell'ambito dei rapporti di collaborazione con altre amministrazioni o enti sono stati organizzati momenti di confronto con visite alla Sala Operativa Regionale e illustrate le attività che vengono svolte dal Settore Protezione Civile in emergenza e in ordinario. Al fine di proporre una modalità di gestione congiunta degli eventi alluvionali è stato proposto agli uffici di protezione civile delle province l’utilizzo dello strumento di gestione della Sala Operativa Regionale, così da avere una piattaforma unica di registrazione delle segnalazioni in modo da ottimizzare il flusso informativo in emergenza. Sono stati effettuati incontri di formazione nella Sala Operativa Regionale, al fine di illustrare tale strumento ai colleghi distaccati nelle province.

Nel quadro delle operazioni di gestione della Sala Operativa, si sono regolarmente svolte le prove di collegamento radio con gli altri Enti istituzionali, con il supporto del Volontariato TLC, per verificare l'efficienza e la funzionalità della rete radio regionale EMERCOM.NET. Per quanto attiene le Sale Operative Provinciali e la Sala Operativa Regionale nel corso del

2025 sono continuati i test funzionali dei nuovi sistemi di ascolto e gestione delle comunicazioni radio (dispatcher radio) in tecnologia digitale, che permetteranno di poter utilizzare la nuova tecnologia DMR e le nuove funzionalità date da quest’importante sviluppo tecnologico. Nel corso del mese di dicembre 2025 si è ultimata l’attività di collaudo funzionale della nuova infrastruttura radio e del dispatcher tale da permettere, nel corso del primo semestre 2026, il passaggio a questa nuova tecnologia.

Figura 1. Attività nella Sala Operativa Regionale (SOR)
Anno
2026

Esercitazioni di Protezione Civile

Esercitazione “Presidi 2025” 7-8 ottobre 2025

L’esercitazione ha riguardato alcune attività che la Direzione Regionale Opere Pubbliche svolge i occasione dell’occorrenza di eventi calamitosi. Tali attività, principalmente dedicate alla gestione della fase previsionale, emergenziale e post emergenziale sono elencate di seguito:

  1. Dichiarazione della Fase Operativa in corso d’evento da parte delle amministrazioni comunali, come richiesto nel “Sistema di Allertamento e la risposta del sistema regionale di protezione civile”, DGR 30 luglio 2018, n. 59- 7320 e D.lgs 1/2018 – l’attività coinvolge il Comune di Varallo e prevede l’impiego dello strumento “Piemonte Fop”;
  2. Utilizzo di “FLIC” (bot di Telegram) per la comunicazione tra la Sala Operativa insediata presso il Comune di Varallo e le squadre di volontari in campo;
  3. Svolgimento dell’attività di sorveglianza definita nella “Procedura Presidi” per comunicare il raggiungimento dei livelli idrometrici soglia e adottare le conseguenti misure di salvaguardia;
  4. Impiego di aeromobili del volontariato di protezione civile in attività di ricognizione aerea e rilievo post-evento;
  5. Impiego di mezzi fuoristrada del volontariato di protezione civile in attività di ricognizione di borgate e frazioni isolate.

Ai fini dell'esercitazione è stato predisposto un programma della giornata con attività schedulate, strumenti da utilizzare e uno schema delle comunicazioni. Hanno partecipato all’esercitazione 10 associazioni appartenenti al “Gruppo Volo” per un totale di 35 volontari, una associazione appartenente al Gruppo Fuoristrada per un totale di 10 volontari e 13 volontari per la sorveglianza territoriale dei POC (Punti di Osservazione e Controllo). Complessivamente, tra organizzatori, partecipanti, volontari e personale della pubblica amministrazione (Regione, Provincia, Comune, Prefettura) i partecipanti sono stati un centinaio.

Sala Operativa insediata a Varallo (TO) in occasione dell’esercitazione.
Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi
Esercitazione “Presidi 2025” 7-8 ottobre 2025

L’esercitazione ha riguardato alcune attività che la Direzione Regionale Opere Pubbliche svolge i occasione dell’occorrenza di eventi calamitosi. Tali attività, principalmente dedicate alla gestione della fase previsionale, emergenziale e post emergenziale sono elencate di seguito:

  1. Dichiarazione della Fase Operativa in corso d’evento da parte delle amministrazioni comunali, come richiesto nel “Sistema di Allertamento e la risposta del sistema regionale di protezione civile”, DGR 30 luglio 2018, n. 59- 7320 e D.lgs 1/2018 – l’attività coinvolge il Comune di Varallo e prevede l’impiego dello strumento “Piemonte Fop”;
  2. Utilizzo di “FLIC” (bot di Telegram) per la comunicazione tra la Sala Operativa insediata presso il Comune di Varallo e le squadre di volontari in campo;
  3. Svolgimento dell’attività di sorveglianza definita nella “Procedura Presidi” per comunicare il raggiungimento dei livelli idrometrici soglia e adottare le conseguenti misure di salvaguardia;
  4. Impiego di aeromobili del volontariato di protezione civile in attività di ricognizione aerea e rilievo post-evento;
  5. Impiego di mezzi fuoristrada del volontariato di protezione civile in attività di ricognizione di borgate e frazioni isolate.

Ai fini dell'esercitazione è stato predisposto un programma della giornata con attività schedulate, strumenti da utilizzare e uno schema delle comunicazioni. Hanno partecipato all’esercitazione 10 associazioni appartenenti al “Gruppo Volo” per un totale di 35 volontari, una associazione appartenente al Gruppo Fuoristrada per un totale di 10 volontari e 13 volontari per la sorveglianza territoriale dei POC (Punti di Osservazione e Controllo). Complessivamente, tra organizzatori, partecipanti, volontari e personale della pubblica amministrazione (Regione, Provincia, Comune, Prefettura) i partecipanti sono stati un centinaio.

Sala Operativa insediata a Varallo (TO) in occasione dell’esercitazione.
Anno
2026

Presidi territoriali idraulici

È proseguito il confronto con i Settori Tecnici afferenti alla Direzione Opere Pubbliche, Difesa del suolo, Protezione civile, Trasporti e Logistica, con i quali si condivide l’obiettivo anche in virtù della predisposizione, da parte dei medesimi, dei “Quaderni di presidio” propedeutici alla definizione delle azioni di protezione civile da condurre, a ciascun livello territoriale (comunale, provinciale e regionale), a salvaguardia delle popolazioni e del territorio in presenza di eventi calamitosi.

Il Settore protezione Civile, in tal senso, nell’ambito dei “Quaderni di presidio”, elaborati dai Settori Tecnici Regionali, ha condiviso lo schema procedurale che consente alla Regione Piemonte, attraverso la Direzione Regionale, di assicurare il necessario supporto tecnico (Servizi Tecnici) e logistico (Protezione Civile), a beneficio delle Amministrazioni Locali. Il culmine dell’attività annuale è stato lo svolgimento di un'esercitazione denominata “Presidi 2025”, per posti di comando e a scala reale, che ha avuto lo scopo di testare le procedure contenute nel “Quaderno di Presidio” e che è stata effettuata in uno dei cinque presidi piemontesi attualmente individuati, quello di Varallo.

Nel corso dell’anno ci sono stati momenti di confronto con le Amministrazioni comunali il cui territorio è caratterizzato da “punti critici” che per la loro potenziale pericolosità, assurgono a “presidi idraulici o idrogeologici”, sui quali sono state condotte analisi territoriali anche mediante l’effettuazione di ricognizioni con ausilio di droni, in disponibilità al Settore Regionale di Protezione Civile.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

È proseguito il confronto con i Settori Tecnici afferenti alla Direzione Opere Pubbliche, Difesa del suolo, Protezione civile, Trasporti e Logistica, con i quali si condivide l’obiettivo anche in virtù della predisposizione, da parte dei medesimi, dei “Quaderni di presidio” propedeutici alla definizione delle azioni di protezione civile da condurre, a ciascun livello territoriale (comunale, provinciale e regionale), a salvaguardia delle popolazioni e del territorio in presenza di eventi calamitosi.

Il Settore protezione Civile, in tal senso, nell’ambito dei “Quaderni di presidio”, elaborati dai Settori Tecnici Regionali, ha condiviso lo schema procedurale che consente alla Regione Piemonte, attraverso la Direzione Regionale, di assicurare il necessario supporto tecnico (Servizi Tecnici) e logistico (Protezione Civile), a beneficio delle Amministrazioni Locali. Il culmine dell’attività annuale è stato lo svolgimento di un'esercitazione denominata “Presidi 2025”, per posti di comando e a scala reale, che ha avuto lo scopo di testare le procedure contenute nel “Quaderno di Presidio” e che è stata effettuata in uno dei cinque presidi piemontesi attualmente individuati, quello di Varallo.

Nel corso dell’anno ci sono stati momenti di confronto con le Amministrazioni comunali il cui territorio è caratterizzato da “punti critici” che per la loro potenziale pericolosità, assurgono a “presidi idraulici o idrogeologici”, sui quali sono state condotte analisi territoriali anche mediante l’effettuazione di ricognizioni con ausilio di droni, in disponibilità al Settore Regionale di Protezione Civile.

Anno
2026

Pronto intervento e fondi alluvionali

La Regione Piemonte, al verificarsi di un evento calamitoso, a seconda della gravità e dell'estensione del territorio coinvolto, può:

Per far fronte alle richieste di pronto intervento e ripristino formulate dagli Enti locali, i Settori Tecnici regionali si mobilitano accertando i danni tramite appositi sopralluoghi, verificandone la rispondenza con i disposti di legge, valutandone l'entità del rischio associato e quantificando l'impegno economico necessario per intervenire sul territorio.

I dati raccolti vengono caricati nel Sistema Informativo di Gestione Emergenze e Territorio (EmeTer), un sistema WebGis che favorisce lo scambio di informazioni e migliora il coordinamento tra le istituzioni locali deputate alla salvaguardia e alla tutela del territorio. Questo strumento consente di raccogliere, aggiornare e gestire in modo integrato le informazioni relative alla componente alfanumerica e cartografica dei danni censiti. Il funzionario incaricato del censimento georiferisce il danno, lo associa all'evento calamitoso  (pioggia, grandine, movimento franoso, etc.), lo descrive (secondo le categorie di danno previste dalla nomenclatura "FloodCat"), indica la tipologia e la quantificazione economica dell’intervento ed individua il rischio associato (basso, medio e alto).

Per ogni danno è possibile associare più categorie di intervento: somma urgenza, urgente, definitivo.

Negli ultimi anni il censimento dei danni con EmeTer è stato esteso anche alle Amministrazioni provinciali e ad AiPO (Agenzia interregionale per il fiume Po), con specifiche istruzioni per la compilazione dei campi.
Tutte le informazioni e i documenti contenuti in EmeTer, compresi eventuali allegati fotografici e ordinanze di somma urgenza, possono essere scaricate attraverso la selezione dei dati con filtri di natura territoriale o temporale.
 

Disciplina e organizzazione degli interventi in dipendenza di calamità naturali (l.r. 38/1978)

Gli interventi finanziabili con la l.r. 38/1978 normalmente si riferiscono a danni puntuali.

Gli interventi vengono tipizzati secondo 3 categorie:

  • interventi di somma urgenza, realizzati entro poco tempo dall'accadimento dell'evento calamitoso;
  • interventi urgenti, di ripristino delle condizioni ex ante e di riduzione del rischio residuo;
  • interventi definitivi, di completamento degli interventi di ripristino.

Gli interventi sono inoltre classificati in base alla tipologia e seguono il seguente criterio di priorità:

  1. puntellamenti, demolizioni e sgomberi ed altri interventi a tutela della pubblica incolumità;
  2. ripristino delle strade comunali, provinciali e vicinali di uso pubblico, essenziali al collegamento degli abitanti ed al funzionamento di importanti attività produttive;
  3. ripristino di acquedotti pubblici, di fognature e di altre opere igieniche nonché interventi atti a prevenire incombenti situazioni di pericolo;
  4. lavori indispensabili ad assicurare la funzionalità delle opere idrauliche di competenza regionale, ove il mancato intervento pregiudichi la pubblica incolumità o la sicurezza di opere pubbliche;
  5. ripristino di edifici, opere ed impianti pubblici rientranti nella competenza regionale, ove ciò sia necessario per la salvaguardia della pubblica incolumità e per garantire la funzionalità dei servizi civili essenziali;
  6. costruzione, installazione e reperimento di ricoveri temporanei per le persone rimaste senza tetto a causa delle calamità;
  7. ripristino dell’agibilità essenziale dei porti lacuali;
  8. indagini, studi e progettazione preliminare inerenti agli interventi a tutela della pubblica incolumità.
     
Richiesta di Stato d'Emergenza - Decreto legislativo 1/2018

Al verificarsi di un evento alluvionale di particolare rilevanza e intensità, che coinvolga significativamente il territorio arrecando danno al patrimonio pubblico, privato, produttivo e agricolo, il Presidente della Regione può inoltrare al Presidente del Consiglio una richiesta per la dichiarazione dello stato di emergenza, supportata da un "rapporto di evento", redatto dai tecnici regionali con il supporto di Arpa Piemonte e di altri soggetti esterni (Province, AiPO, ANAS, CNR).

Il rapporto è destinato a documentare, in tempi rapidi, l’accaduto, delimitando il territorio coinvolto e fornendo una stima dell'entità dei danni e delle relative risorse finanziarie necessarie per i ripristini; non rappresenta sistematicamente tutte le situazioni di dissesto né riporta cartografie di dettaglio.

Sulla base dell’istruttoria e della relazione del Dipartimento della Protezione Civile che tiene conto delle risultanze dei sopralluoghi e del rapporto di evento, il Presidente del Consiglio può quindi dichiarare lo stato di emergenza, stabilendo un primo stanziamento delle risorse economiche e la durata.

Il Capo della Protezione Civile, previa intesa con la Regione, emana un’ordinanza con la quale nomina il Commissario delegato e fornisce le indicazioni operative per l’attuazione delle azioni e degli interventi necessari per il superamento dell’emergenza.

A fronte del censimento dei danni e della proposta degli interventi (tipologia e quantificazione economica) effettuati tramite EmeTer, la Regione redige il quadro del fabbisogno, secondo i quattro ordini di urgenza:

  • spese per soccorso e assistenza alla popolazione;
  • interventi di somma urgenza: ripristino della funzionalità di servizi pubblici e infrastrutture di rete strategiche;
  • prime misure economiche di immediato sostegno ai privati e alle attività economiche e produttive;
  • interventi di riduzione del rischio residuo;
  • ripristino di strutture ed infrastrutture pubbliche e private.

Sulla base delle indicazioni del Dipartimento della Protezione Civile il piano degli interventi viene redatto anche per stralci e approvato con ordinanze commissariali.
 

Eventi alluvionali in Piemonte - 2025

Nel corso del 2025 si sono registrati i seguenti eventi:

  • Evento temporalesco del 15-17 aprile 2025
    Sono stati finanziati gli interventi ascrivibili alle lettere a) e b) del Decreto legislativo 1/2018 per far fronte all’autonoma sistemazione degli sfollati e l'assistenza alla popolazione e per il ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche, attività di gestione dei rifiuti, delle macerie, del materiale vegetale o alluvionale o delle terre e rocce da scavo prodotti dagli eventi e misure volte a garantire la continuità amministrativa nei comuni e territori interessati, anche mediante interventi di natura temporanea. I territori interessati riguardano i comuni e la Città metropolitana di Torino e i comuni e le Province di Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Vercelli e Verbano-Cusio-Ossola. Lo stato di emergenza è stato dichiarato il 30 giugno 2025 per una durata di 12 mesi. Si tratta di un evento calamitoso che ha coinvolto un’area molto estesa del territorio piemontese per un totale di 540 comuni. Con Ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile (o.c.d.p.c. n. 1154 del 15/07/2025), sono state individuate le modalità di gestione dei materiali litoidi, vegetali e di risulta.  
  • Evento temporalesco 30 giugno 2025 a Bardonecchia
    Sono stati finanziati gli interventi ascrivibili alle lettere a) e b) del Decreto legislativo 1/2018 per far fronte al ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche, attività di gestione dei rifiuti, delle macerie, del materiale vegetale o alluvionale o delle terre e rocce da scavo prodotti dagli eventi e misure volte a garantire la continuità amministrativa nei comuni e territori interessati, anche mediante interventi di natura temporanea. Il 30 giugno 2025, Bardonecchia è stata colpita da precipitazioni di eccezionale intensità che hanno causato una grave situazione di pericolo per l'incolumità pubblica. Si sono verificate colate detritiche, allagamenti e danni significativi a infrastrutture viarie, edifici pubblici e privati, reti di servizi essenziali e opere di difesa idraulica. Il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza il 4 settembre 2025 per la durata di dodici mesi. Con Ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile (o.c.d.p.c. n. 1162 del 25/09/2025), sono state individuate le modalità di gestione dei materiali litoidi, vegetali e di risulta. Il materiale litoide è stato in parte riutilizzato per realizzare le opere di contenimento dei rio Gerardo in comune di Mattie e Bussoleno e in parte verrà riutilizzato nei comuni limitrofi per realizzare opere pubbliche.
  • Evento temporalesco 21 - 23 settembre 2025
    Il Piemonte è stato interessato da piogge forti e localmente molto forti, con picchi estremi nell'area sud-orientale (Alessandrino) e settentrionale. I valori più elevati sono stati registrati a Pareto (330,8 mm), Ponzone (257,4 mm) e Ovada (238,6 mm). Per quanto riguarda le piene fluviali si è generata una significativa onda di piena del fiume Bormida superando i livelli dell'alluvione dell'ottobre 2024. Numerosi corsi d'acqua del reticolo secondario sono esondati. Le piogge hanno innescato diffusi smottamenti, frane e cedimenti della sede stradale, compromettendo la viabilità comunale e provinciale in oltre 35 comuni. A Spigno Monferrato, l'esondazione del torrente Valla ha causato la morte di una turista travolta da acqua e fango. È stato richiesto lo stato di emergenza il 26 settembre 2025 per la Provincia di Alessandria e nei comuni di Mombaldone e Montabone (Asti). Con nota emessa dal Dipartimento della Protezione Civile il 5 febbraio 2026, è stato comunicato il diniego della richiesta di stato di emergenza avanzata dalla Regione Piemonte.

 

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

La Regione Piemonte, al verificarsi di un evento calamitoso, a seconda della gravità e dell'estensione del territorio coinvolto, può:

Per far fronte alle richieste di pronto intervento e ripristino formulate dagli Enti locali, i Settori Tecnici regionali si mobilitano accertando i danni tramite appositi sopralluoghi, verificandone la rispondenza con i disposti di legge, valutandone l'entità del rischio associato e quantificando l'impegno economico necessario per intervenire sul territorio.

I dati raccolti vengono caricati nel Sistema Informativo di Gestione Emergenze e Territorio (EmeTer), un sistema WebGis che favorisce lo scambio di informazioni e migliora il coordinamento tra le istituzioni locali deputate alla salvaguardia e alla tutela del territorio. Questo strumento consente di raccogliere, aggiornare e gestire in modo integrato le informazioni relative alla componente alfanumerica e cartografica dei danni censiti. Il funzionario incaricato del censimento georiferisce il danno, lo associa all'evento calamitoso  (pioggia, grandine, movimento franoso, etc.), lo descrive (secondo le categorie di danno previste dalla nomenclatura "FloodCat"), indica la tipologia e la quantificazione economica dell’intervento ed individua il rischio associato (basso, medio e alto).

Per ogni danno è possibile associare più categorie di intervento: somma urgenza, urgente, definitivo.

Negli ultimi anni il censimento dei danni con EmeTer è stato esteso anche alle Amministrazioni provinciali e ad AiPO (Agenzia interregionale per il fiume Po), con specifiche istruzioni per la compilazione dei campi.
Tutte le informazioni e i documenti contenuti in EmeTer, compresi eventuali allegati fotografici e ordinanze di somma urgenza, possono essere scaricate attraverso la selezione dei dati con filtri di natura territoriale o temporale.
 

Disciplina e organizzazione degli interventi in dipendenza di calamità naturali (l.r. 38/1978)

Gli interventi finanziabili con la l.r. 38/1978 normalmente si riferiscono a danni puntuali.

Gli interventi vengono tipizzati secondo 3 categorie:

  • interventi di somma urgenza, realizzati entro poco tempo dall'accadimento dell'evento calamitoso;
  • interventi urgenti, di ripristino delle condizioni ex ante e di riduzione del rischio residuo;
  • interventi definitivi, di completamento degli interventi di ripristino.

Gli interventi sono inoltre classificati in base alla tipologia e seguono il seguente criterio di priorità:

  1. puntellamenti, demolizioni e sgomberi ed altri interventi a tutela della pubblica incolumità;
  2. ripristino delle strade comunali, provinciali e vicinali di uso pubblico, essenziali al collegamento degli abitanti ed al funzionamento di importanti attività produttive;
  3. ripristino di acquedotti pubblici, di fognature e di altre opere igieniche nonché interventi atti a prevenire incombenti situazioni di pericolo;
  4. lavori indispensabili ad assicurare la funzionalità delle opere idrauliche di competenza regionale, ove il mancato intervento pregiudichi la pubblica incolumità o la sicurezza di opere pubbliche;
  5. ripristino di edifici, opere ed impianti pubblici rientranti nella competenza regionale, ove ciò sia necessario per la salvaguardia della pubblica incolumità e per garantire la funzionalità dei servizi civili essenziali;
  6. costruzione, installazione e reperimento di ricoveri temporanei per le persone rimaste senza tetto a causa delle calamità;
  7. ripristino dell’agibilità essenziale dei porti lacuali;
  8. indagini, studi e progettazione preliminare inerenti agli interventi a tutela della pubblica incolumità.
     
Richiesta di Stato d'Emergenza - Decreto legislativo 1/2018

Al verificarsi di un evento alluvionale di particolare rilevanza e intensità, che coinvolga significativamente il territorio arrecando danno al patrimonio pubblico, privato, produttivo e agricolo, il Presidente della Regione può inoltrare al Presidente del Consiglio una richiesta per la dichiarazione dello stato di emergenza, supportata da un "rapporto di evento", redatto dai tecnici regionali con il supporto di Arpa Piemonte e di altri soggetti esterni (Province, AiPO, ANAS, CNR).

Il rapporto è destinato a documentare, in tempi rapidi, l’accaduto, delimitando il territorio coinvolto e fornendo una stima dell'entità dei danni e delle relative risorse finanziarie necessarie per i ripristini; non rappresenta sistematicamente tutte le situazioni di dissesto né riporta cartografie di dettaglio.

Sulla base dell’istruttoria e della relazione del Dipartimento della Protezione Civile che tiene conto delle risultanze dei sopralluoghi e del rapporto di evento, il Presidente del Consiglio può quindi dichiarare lo stato di emergenza, stabilendo un primo stanziamento delle risorse economiche e la durata.

Il Capo della Protezione Civile, previa intesa con la Regione, emana un’ordinanza con la quale nomina il Commissario delegato e fornisce le indicazioni operative per l’attuazione delle azioni e degli interventi necessari per il superamento dell’emergenza.

A fronte del censimento dei danni e della proposta degli interventi (tipologia e quantificazione economica) effettuati tramite EmeTer, la Regione redige il quadro del fabbisogno, secondo i quattro ordini di urgenza:

  • spese per soccorso e assistenza alla popolazione;
  • interventi di somma urgenza: ripristino della funzionalità di servizi pubblici e infrastrutture di rete strategiche;
  • prime misure economiche di immediato sostegno ai privati e alle attività economiche e produttive;
  • interventi di riduzione del rischio residuo;
  • ripristino di strutture ed infrastrutture pubbliche e private.

Sulla base delle indicazioni del Dipartimento della Protezione Civile il piano degli interventi viene redatto anche per stralci e approvato con ordinanze commissariali.
 

Eventi alluvionali in Piemonte - 2025

Nel corso del 2025 si sono registrati i seguenti eventi:

  • Evento temporalesco del 15-17 aprile 2025
    Sono stati finanziati gli interventi ascrivibili alle lettere a) e b) del Decreto legislativo 1/2018 per far fronte all’autonoma sistemazione degli sfollati e l'assistenza alla popolazione e per il ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche, attività di gestione dei rifiuti, delle macerie, del materiale vegetale o alluvionale o delle terre e rocce da scavo prodotti dagli eventi e misure volte a garantire la continuità amministrativa nei comuni e territori interessati, anche mediante interventi di natura temporanea. I territori interessati riguardano i comuni e la Città metropolitana di Torino e i comuni e le Province di Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Vercelli e Verbano-Cusio-Ossola. Lo stato di emergenza è stato dichiarato il 30 giugno 2025 per una durata di 12 mesi. Si tratta di un evento calamitoso che ha coinvolto un’area molto estesa del territorio piemontese per un totale di 540 comuni. Con Ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile (o.c.d.p.c. n. 1154 del 15/07/2025), sono state individuate le modalità di gestione dei materiali litoidi, vegetali e di risulta.  
  • Evento temporalesco 30 giugno 2025 a Bardonecchia
    Sono stati finanziati gli interventi ascrivibili alle lettere a) e b) del Decreto legislativo 1/2018 per far fronte al ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche, attività di gestione dei rifiuti, delle macerie, del materiale vegetale o alluvionale o delle terre e rocce da scavo prodotti dagli eventi e misure volte a garantire la continuità amministrativa nei comuni e territori interessati, anche mediante interventi di natura temporanea. Il 30 giugno 2025, Bardonecchia è stata colpita da precipitazioni di eccezionale intensità che hanno causato una grave situazione di pericolo per l'incolumità pubblica. Si sono verificate colate detritiche, allagamenti e danni significativi a infrastrutture viarie, edifici pubblici e privati, reti di servizi essenziali e opere di difesa idraulica. Il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza il 4 settembre 2025 per la durata di dodici mesi. Con Ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile (o.c.d.p.c. n. 1162 del 25/09/2025), sono state individuate le modalità di gestione dei materiali litoidi, vegetali e di risulta. Il materiale litoide è stato in parte riutilizzato per realizzare le opere di contenimento dei rio Gerardo in comune di Mattie e Bussoleno e in parte verrà riutilizzato nei comuni limitrofi per realizzare opere pubbliche.
  • Evento temporalesco 21 - 23 settembre 2025
    Il Piemonte è stato interessato da piogge forti e localmente molto forti, con picchi estremi nell'area sud-orientale (Alessandrino) e settentrionale. I valori più elevati sono stati registrati a Pareto (330,8 mm), Ponzone (257,4 mm) e Ovada (238,6 mm). Per quanto riguarda le piene fluviali si è generata una significativa onda di piena del fiume Bormida superando i livelli dell'alluvione dell'ottobre 2024. Numerosi corsi d'acqua del reticolo secondario sono esondati. Le piogge hanno innescato diffusi smottamenti, frane e cedimenti della sede stradale, compromettendo la viabilità comunale e provinciale in oltre 35 comuni. A Spigno Monferrato, l'esondazione del torrente Valla ha causato la morte di una turista travolta da acqua e fango. È stato richiesto lo stato di emergenza il 26 settembre 2025 per la Provincia di Alessandria e nei comuni di Mombaldone e Montabone (Asti). Con nota emessa dal Dipartimento della Protezione Civile il 5 febbraio 2026, è stato comunicato il diniego della richiesta di stato di emergenza avanzata dalla Regione Piemonte.

 

Anno
2026

Repertorio Nazionale degli interventi per la Difesa del Suolo (ReNDiS)

Il Repertorio nazionale degli interventi per la difesa del suolo (ReNDiS) è lo strumento tramite il quale le Regioni rendono disponibili, al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), all’ISPRA e all’Autorità di Distretto competente per il territorio regionale, le informazioni sui progetti di mitigazione del rischio che la Regione intende attuare con i fondi nazionali a disposizione.

Il DPCM 27 settembre 2021 introduce importanti novità come quella relativa all’attribuzione del punteggio dell’intervento a valle di una valutazione a cura dell’Autorità di Distretto (con il precedente DPCM il punteggio veniva attribuito al momento della validazione regionale). Il Decreto fissa, inoltre, i termini per la valutazione da parte dell’Autorità di Distretto ed introduce la classificazione IFFI o FLOODCat, per gli interventi dovuti ad eventi calamitosi recenti; richiede una relazione di compatibilità con la pianificazione di bacino in cui siano illustrati gli effetti indotti dall’opera nel contesto fisico-ambientale di riferimento e come le opere previste nel progetto incidano sulla mitigazione o riduzione della pericolosità o del rischio idraulico e idrogeologico. Il DPCM ha introdotto infine la relazione circa l’interazione tra le opere proposte (o individuate) e i fenomeni di degrado degli ecosistemi fluviali e degli habitat riparali, al fine di impedire o minimizzare il deterioramento dei corpi idrici, come riportato all’art. 4 della Direttiva Acque (DIR/2000/60/CE).

I principali criteri che sono alla base della formazione della graduatoria sono il numero delle persone esposte al rischio diretto, i beni esposti a rischio grave, la riduzione del numero di persone a rischio a seguito della realizzazione dell’intervento.

Programmazione attivata

Nel corso del 2025 sono state attivate due programmazioni:

1) è stata avviata dal MASE la procedura per la definizione della programmazione 2025 di interventi di carattere preventivo a valere sui fondi di bilancio del Ministero; la Regione, secondo le linee programmatiche comunicate dal Ministero, ha proposto 12 nuovi interventi e l’integrazione finanziaria di un intervento precedentemente programmato, per un importo complessivo di 25,03 M€; i nuovi 12 interventi sono così suddivisi

  • 6 interventi per dissesti idraulici per un importo di 16,37 M€;
  • 6 interventi per dissesti di versante per un importo di 10,11 M€.

Gli interventi sono stati finanziati dal MASE e gestiti a cura del Commissario di Governo.

2) è stata definita la programmazione regionale ai sensi della Legge Regionale n. 54 del 1975 con la quale, a partire dal 2017, vengono erogati contributi ai Comuni per realizzare interventi di manutenzione idraulica sul reticolo idrografico minore. Il programma avviato, il cui valore è di 3 M€, prevede la realizzazione di n. 92 nuovi interventi di ricalibratura degli alvei, taglio piante, ripristino funzionale di opere idrauliche preesistenti.

Le anzidette misure, tendenti alla mitigazione e riduzione del rischio, appaiono comunque insufficienti rispetto ai reali bisogni che emergono dal territorio al continuo manifestarsi di dissesti naturali. Ciò emerge, in particolare, se si confronta il valore dei danni conseguenti agli eventi alluvionali ed il valore degli stanziamenti per la prevenzione contro il dissesto idrogeologico. Nell’ottica di raggiungere una migliore efficacia degli stanziamenti pubblici contro il dissesto, non viene in soccorso la sovrabbondante produzione normativa, prevalentemente di derivazione comunitaria, relativa alle fasi di gestione delle opere pubbliche e dei fondi. Questa, infatti, rallenta notevolmente la realizzazione degli interventi; sarebbe necessario semplificare realmente i flussi decisionali e le procedure per poter ridurre il tempo che oggi intercorre tra la pianificazione, il finanziamento e la conclusione dell’intervento.
 

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Il Repertorio nazionale degli interventi per la difesa del suolo (ReNDiS) è lo strumento tramite il quale le Regioni rendono disponibili, al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), all’ISPRA e all’Autorità di Distretto competente per il territorio regionale, le informazioni sui progetti di mitigazione del rischio che la Regione intende attuare con i fondi nazionali a disposizione.

Il DPCM 27 settembre 2021 introduce importanti novità come quella relativa all’attribuzione del punteggio dell’intervento a valle di una valutazione a cura dell’Autorità di Distretto (con il precedente DPCM il punteggio veniva attribuito al momento della validazione regionale). Il Decreto fissa, inoltre, i termini per la valutazione da parte dell’Autorità di Distretto ed introduce la classificazione IFFI o FLOODCat, per gli interventi dovuti ad eventi calamitosi recenti; richiede una relazione di compatibilità con la pianificazione di bacino in cui siano illustrati gli effetti indotti dall’opera nel contesto fisico-ambientale di riferimento e come le opere previste nel progetto incidano sulla mitigazione o riduzione della pericolosità o del rischio idraulico e idrogeologico. Il DPCM ha introdotto infine la relazione circa l’interazione tra le opere proposte (o individuate) e i fenomeni di degrado degli ecosistemi fluviali e degli habitat riparali, al fine di impedire o minimizzare il deterioramento dei corpi idrici, come riportato all’art. 4 della Direttiva Acque (DIR/2000/60/CE).

I principali criteri che sono alla base della formazione della graduatoria sono il numero delle persone esposte al rischio diretto, i beni esposti a rischio grave, la riduzione del numero di persone a rischio a seguito della realizzazione dell’intervento.

Programmazione attivata

Nel corso del 2025 sono state attivate due programmazioni:

1) è stata avviata dal MASE la procedura per la definizione della programmazione 2025 di interventi di carattere preventivo a valere sui fondi di bilancio del Ministero; la Regione, secondo le linee programmatiche comunicate dal Ministero, ha proposto 12 nuovi interventi e l’integrazione finanziaria di un intervento precedentemente programmato, per un importo complessivo di 25,03 M€; i nuovi 12 interventi sono così suddivisi

  • 6 interventi per dissesti idraulici per un importo di 16,37 M€;
  • 6 interventi per dissesti di versante per un importo di 10,11 M€.

Gli interventi sono stati finanziati dal MASE e gestiti a cura del Commissario di Governo.

2) è stata definita la programmazione regionale ai sensi della Legge Regionale n. 54 del 1975 con la quale, a partire dal 2017, vengono erogati contributi ai Comuni per realizzare interventi di manutenzione idraulica sul reticolo idrografico minore. Il programma avviato, il cui valore è di 3 M€, prevede la realizzazione di n. 92 nuovi interventi di ricalibratura degli alvei, taglio piante, ripristino funzionale di opere idrauliche preesistenti.

Le anzidette misure, tendenti alla mitigazione e riduzione del rischio, appaiono comunque insufficienti rispetto ai reali bisogni che emergono dal territorio al continuo manifestarsi di dissesti naturali. Ciò emerge, in particolare, se si confronta il valore dei danni conseguenti agli eventi alluvionali ed il valore degli stanziamenti per la prevenzione contro il dissesto idrogeologico. Nell’ottica di raggiungere una migliore efficacia degli stanziamenti pubblici contro il dissesto, non viene in soccorso la sovrabbondante produzione normativa, prevalentemente di derivazione comunitaria, relativa alle fasi di gestione delle opere pubbliche e dei fondi. Questa, infatti, rallenta notevolmente la realizzazione degli interventi; sarebbe necessario semplificare realmente i flussi decisionali e le procedure per poter ridurre il tempo che oggi intercorre tra la pianificazione, il finanziamento e la conclusione dell’intervento.
 

Anno
2026

Contributi per la bonifica di edifici pubblici

Per dare continuità alle azioni di risanamento del territorio ed in coerenza con gli obiettivi del Piano Regionale Amianto, nel corso degli ultimi anni sono state destinate risorse finanziarie in favore di enti pubblici per consentire interventi di bonifica dell'amianto.

In particolare nel 2025 Regione Piemonte, con D.G.R. 10-1361 del 14/07/2025, ha approvato il “Bando per  l'attribuzione di contributi alle Amministrazioni comunali e provinciali per la realizzazione di interventi di bonifica, con rimozione, di manufatti contenenti amianto su edifici di proprietà” stanziando risorse per complessivi € 3.141.000,00.

A seguito della pubblicazione del bando sono pervenute 115 domande di partecipazione, delle quali 113 sono risultate ammissibili a contributo, da parte di Comuni e Province della Regione. I progetti presentati riguardano interventi di bonifica di manufatti contenenti amianto, da attuarsi mediante rimozione definitiva, su immobili a disposizione delle Amministrazioni, tra cui scuole, uffici e magazzini comunali, aree cimiteriali.

Con D.D. n. 1111 del 15/12/2025 è stata approvata la graduatoria delle istanze ammissibili ed è stato definito l’elenco degli interventi ammessi a contributo.

In base ai criteri precedentemente definiti per l’assegnazione di contributi, in graduatoria è stata data priorità agli interventi per i quali sia stata accertata la necessità di bonifica in esito al processo diagnostico di valutazione del rischio. Condizioni prioritarie sono state assegnate, inoltre, agli interventi inerenti la rimozione dei manufatti contenenti amianto in matrice friabile, interventi attuati su edifici e strutture scolastiche ed, infine, interventi attuati su edifici e strutture ubicate nel territorio di Comuni fino a 5 mila abitanti.

In base ai quadri economici dei progetti presentati e alle risorse totali stanziate, sono stati avviati i lavori sui primi 22 interventi in graduatoria.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Per dare continuità alle azioni di risanamento del territorio ed in coerenza con gli obiettivi del Piano Regionale Amianto, nel corso degli ultimi anni sono state destinate risorse finanziarie in favore di enti pubblici per consentire interventi di bonifica dell'amianto.

In particolare nel 2025 Regione Piemonte, con D.G.R. 10-1361 del 14/07/2025, ha approvato il “Bando per  l'attribuzione di contributi alle Amministrazioni comunali e provinciali per la realizzazione di interventi di bonifica, con rimozione, di manufatti contenenti amianto su edifici di proprietà” stanziando risorse per complessivi € 3.141.000,00.

A seguito della pubblicazione del bando sono pervenute 115 domande di partecipazione, delle quali 113 sono risultate ammissibili a contributo, da parte di Comuni e Province della Regione. I progetti presentati riguardano interventi di bonifica di manufatti contenenti amianto, da attuarsi mediante rimozione definitiva, su immobili a disposizione delle Amministrazioni, tra cui scuole, uffici e magazzini comunali, aree cimiteriali.

Con D.D. n. 1111 del 15/12/2025 è stata approvata la graduatoria delle istanze ammissibili ed è stato definito l’elenco degli interventi ammessi a contributo.

In base ai criteri precedentemente definiti per l’assegnazione di contributi, in graduatoria è stata data priorità agli interventi per i quali sia stata accertata la necessità di bonifica in esito al processo diagnostico di valutazione del rischio. Condizioni prioritarie sono state assegnate, inoltre, agli interventi inerenti la rimozione dei manufatti contenenti amianto in matrice friabile, interventi attuati su edifici e strutture scolastiche ed, infine, interventi attuati su edifici e strutture ubicate nel territorio di Comuni fino a 5 mila abitanti.

In base ai quadri economici dei progetti presentati e alle risorse totali stanziate, sono stati avviati i lavori sui primi 22 interventi in graduatoria.

Capitolo
Amianto
Anno
2026

Piano Regionale Amianto

Anno
2026

In Piemonte è vigente il Piano Regionale Amianto 2016-2020, approvato con Deliberazione del Consiglio Regionale n. 124-7279 del 1 marzo 2016, al cui interno sono riportate indicazioni ed obiettivi che l’Amministrazione intende raggiungere nel periodo di validità quinquennale.

Il Piano Regionale Amianto si pone come strumento che definisce gli obiettivi da perseguire per un concreto risanamento del territorio piemontese e per far sì che ove vi è presenza di amianto la gestione delle problematiche conseguenti sia effettuata nel rispetto di adeguati livelli di cautela e competenza. Più precisamente, tra gli obiettivi si cita:

  • la salvaguardia e la tutela della salute rispetto all'inquinamento da fibre di amianto nei luoghi di vita e di lavoro;
  • la rimozione dei fattori di rischio indotti dall'amianto mediante la bonifica di siti, impianti, edifici e manufatti in cui sia stata rilevata la presenza di amianto;
  • il sostegno alla ricerca e alla sperimentazione nel campo della prevenzione, della diagnosi e della terapia delle patologie amianto correlate;
  • il sostegno alle persone affette da malattie amianto correlate;
  • la ricerca e la sperimentazione di tecniche per la bonifica degli amianti e il recupero dei siti contaminati;
  • la promozione di iniziative di educazione e informazione finalizzate a ridurre il rischio amianto.

Il Piano tratta gli aspetti sanitari ed ambientali, spazia dalla ricognizione della presenza di amianto - tramite la mappatura - alla bonifica, allo smaltimento, alla formazione delle figure che operano in materia di amianto. 

È stato recentemente intrapreso il percorso di aggiornamento del Piano regionale amianto.

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Foreste, risposte sul territorio

Tema
Tipo
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La Regione Piemonte opera per la tutela e la valorizzazione del patrimonio forestale in forza delle competenze assegnatele dall'art. 117 della Costituzione.

Considerato il valore ambientale, economico e sociale delle foreste nel corso degli anni è stata sviluppata una articolata normativa di settore e dal 2017 è in corso di attuazione il Piano Forestale Regionale 2017-2027 (PFR), con una validità decennale e nel corso del 2026 si sono avviati i lavori per il nuovo Programma Forestale.

L'argomento Foreste rientra negli Obiettivi dell'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile e in particolare nell'Obiettivo 15: Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre. 

Gli interventi più recenti mirano alla semplificazione amministrativa, alla valorizzazione della professionalità degli operatori e a una comunicazione sulla gestione sostenibile delle foreste, rivolta non soltanto agli addetti ai lavori ma che presta attenzione al grande pubblico. 

Consulta l'argomento Foreste nei Fattori che influenzano lo stato della risorsa in Territorio.

Anno
2026
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