Pubblicabile

Il Reporting approva definitivamente i testi e li rende pubblicabili

PNRR - Tutela del territorio e della risorsa idrica

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha destinato, alla Componente 4 della Missione 2 – Tutela del territorio e della risorsa idrica, un ammontare complessivo di 15,06 miliardi di euro. In particolare, sono stati assegnati all’Investimento 2.1 – Misure per la gestione del rischio di alluvione e per la riduzione del rischio idrogeologico un totale di 2,49 miliardi di euro con l’obiettivo di portare in sicurezza 1,5 milioni di persone a rischio. L’investimento 2.1 riguarda misure a favore delle aree colpite da calamità, a cui sono destinati 1,2 miliardi di euro per il ripristino delle infrastrutture danneggiate e per la riduzione del rischio residuo, con interventi selezionati sulla base di piani di investimento elaborati a livello locale e successivamente approvati dal Dipartimento della Protezione Civile entro la fine del 2021.

La Regione Piemonte ha proposto 22 “macro-interventi” attingendo dai quadri dei fabbisogni relativi agli eventi alluvionali nei quali i Settori tecnici territoriali hanno individuato la massima priorità. Gli interventi selezionati si riferiscono nello specifico ai seguenti eventi alluvionali:
   • eventi meteorologici del 19-22 ottobre 2019 – DCM del 14 novembre 2019 e eventi meteorologici del 21-25 novembre 2019 – DCM del 2 dicembre 2019;
   • eventi meteorologici del 2-3 ottobre 2020 – DCM del 22 ottobre 2020.

I macro-interventi relativi ad entrambi gli eventi alluvionali sono stati concepiti per comprendere:

  • a) interventi volti al ripristino della funzionalità delle infrastrutture e degli impianti delle condutture idriche e fognarie, delle comunicazioni, dei trasporti nell'ottica della riduzione del consumo di suolo e nel rispetto della sostenibilità ambientale;
  • b) interventi di contrasto dei cambiamenti climatici lungo le aste dei corsi d’acqua principali e loro affluenti, di mitigazione dei rischi di allagamento, di effetti della dinamica fluvio-torrentizia e dell'erosione dei suoli.

I macro-interventi della categoria a) riguardano le frane che hanno coinvolto la viabilità e le fognature e sono stati ripartiti su aree territoriali provinciali, mentre quelli della categoria b),  che riguardano invece le opere lungo i corsi d’acqua, sono stati ripartiti su bacini idrografici.

Il Dipartimento della Protezione Civile ha approvato l’elenco dettagliato dei nuovi progetti del Piemonte per un importo complessivo pari a € 59.308.773,06.

 

Nel corso del 2024 la Regione Piemonte ha curato:

l'attivazione di un servizio di assistenza in favore dei Soggetti Attuatori (Comuni, Province e AIPo) per la compilazione delle check-list e DSAN (v. Modulistica), atte a verificare per ogni fase di avanzamento del progetto diversi aspetti legati alla regolarità della spesa, all'assenza di doppi finanziamenti, all'assenza del conflitto di interessi, alla titolarità effettiva, alla parità di genere, ai target e milestone del progetto e al rispetto del principio del DNSH (Do No Significant Harm), ovvero del “non arrecare un danno significativo” all’ambiente;
 

l'approvazione delle modalità di rendicontazione e la redazione di indicazioni operative per il rispetto del principio del DNSH diffuso capillarmente a tutti i soggetti attuatori e ai professionisti incaricati per la redazione dei progetti.

In materia DNSH, i temi attenzionati sono: la valutazione del rischio alluvioni attraverso le pianificazioni territoriali esistenti; il rispetto del principio dell'economia circolare con l'applicazione delle 5 R "ridurre, riutilizzare, riciclare, recuperare, rigenerare" i materiali presenti in cantiere;  la protezione e il ripristino della biodiversità attraverso lo studio biologico e naturalistico dell'impatto delle opere sulle specie protette ove presenti. Per gli interventi che prevedono scavi, è stato affrontato il tema delle terre e rocce da scavo con la loro caratterizzazione e il possibile riutilizzo per il cantiere medesimo o per altri cantieri. Ai progettisti è stato richiesto di prestare particolare attenzione alla cantierizzazione dell'opera limitando l'utilizzo di acqua e pensando al suo riutilizzo nelle lavorazioni di cantiere e ai mezzi d'opera. Inoltre, i progetti di maggior impatto economico situati lungo i corsi d'acqua sono stati soggetti a verifica di assoggettabilità di VIA, al fine di indagare eventuali effetti negativi sull'ecosistema. È stato anche verificato che i progetti non ricadessero in aree di particolare pregio naturalistico/ambientale (Natura 2000, Parchi, Iba, aree Sic e ZSC).

Anno
2025
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha destinato, alla Componente 4 della Missione 2 – Tutela del territorio e della risorsa idrica, un ammontare complessivo di 15,06 miliardi di euro. In particolare, sono stati assegnati all’Investimento 2.1 – Misure per la gestione del rischio di alluvione e per la riduzione del rischio idrogeologico un totale di 2,49 miliardi di euro con l’obiettivo di portare in sicurezza 1,5 milioni di persone a rischio. L’investimento 2.1 riguarda misure a favore delle aree colpite da calamità, a cui sono destinati 1,2 miliardi di euro per il ripristino delle infrastrutture danneggiate e per la riduzione del rischio residuo, con interventi selezionati sulla base di piani di investimento elaborati a livello locale e successivamente approvati dal Dipartimento della Protezione Civile entro la fine del 2021.

La Regione Piemonte ha proposto 22 “macro-interventi” attingendo dai quadri dei fabbisogni relativi agli eventi alluvionali nei quali i Settori tecnici territoriali hanno individuato la massima priorità. Gli interventi selezionati si riferiscono nello specifico ai seguenti eventi alluvionali:
   • eventi meteorologici del 19-22 ottobre 2019 – DCM del 14 novembre 2019 e eventi meteorologici del 21-25 novembre 2019 – DCM del 2 dicembre 2019;
   • eventi meteorologici del 2-3 ottobre 2020 – DCM del 22 ottobre 2020.

I macro-interventi relativi ad entrambi gli eventi alluvionali sono stati concepiti per comprendere:

  • a) interventi volti al ripristino della funzionalità delle infrastrutture e degli impianti delle condutture idriche e fognarie, delle comunicazioni, dei trasporti nell'ottica della riduzione del consumo di suolo e nel rispetto della sostenibilità ambientale;
  • b) interventi di contrasto dei cambiamenti climatici lungo le aste dei corsi d’acqua principali e loro affluenti, di mitigazione dei rischi di allagamento, di effetti della dinamica fluvio-torrentizia e dell'erosione dei suoli.

I macro-interventi della categoria a) riguardano le frane che hanno coinvolto la viabilità e le fognature e sono stati ripartiti su aree territoriali provinciali, mentre quelli della categoria b),  che riguardano invece le opere lungo i corsi d’acqua, sono stati ripartiti su bacini idrografici.

Il Dipartimento della Protezione Civile ha approvato l’elenco dettagliato dei nuovi progetti del Piemonte per un importo complessivo pari a € 59.308.773,06.

 

Nel corso del 2024 la Regione Piemonte ha curato:

l'attivazione di un servizio di assistenza in favore dei Soggetti Attuatori (Comuni, Province e AIPo) per la compilazione delle check-list e DSAN (v. Modulistica), atte a verificare per ogni fase di avanzamento del progetto diversi aspetti legati alla regolarità della spesa, all'assenza di doppi finanziamenti, all'assenza del conflitto di interessi, alla titolarità effettiva, alla parità di genere, ai target e milestone del progetto e al rispetto del principio del DNSH (Do No Significant Harm), ovvero del “non arrecare un danno significativo” all’ambiente;
 

l'approvazione delle modalità di rendicontazione e la redazione di indicazioni operative per il rispetto del principio del DNSH diffuso capillarmente a tutti i soggetti attuatori e ai professionisti incaricati per la redazione dei progetti.

In materia DNSH, i temi attenzionati sono: la valutazione del rischio alluvioni attraverso le pianificazioni territoriali esistenti; il rispetto del principio dell'economia circolare con l'applicazione delle 5 R "ridurre, riutilizzare, riciclare, recuperare, rigenerare" i materiali presenti in cantiere;  la protezione e il ripristino della biodiversità attraverso lo studio biologico e naturalistico dell'impatto delle opere sulle specie protette ove presenti. Per gli interventi che prevedono scavi, è stato affrontato il tema delle terre e rocce da scavo con la loro caratterizzazione e il possibile riutilizzo per il cantiere medesimo o per altri cantieri. Ai progettisti è stato richiesto di prestare particolare attenzione alla cantierizzazione dell'opera limitando l'utilizzo di acqua e pensando al suo riutilizzo nelle lavorazioni di cantiere e ai mezzi d'opera. Inoltre, i progetti di maggior impatto economico situati lungo i corsi d'acqua sono stati soggetti a verifica di assoggettabilità di VIA, al fine di indagare eventuali effetti negativi sull'ecosistema. È stato anche verificato che i progetti non ricadessero in aree di particolare pregio naturalistico/ambientale (Natura 2000, Parchi, Iba, aree Sic e ZSC).

Anno
2025

Pronto intervento e fondi alluvionali

La Regione Piemonte, al verificarsi di un evento calamitoso, a seconda della gravità e dell'estensione del territorio coinvolto, può:

Per far fronte alle richieste di pronto intervento e ripristino formulate dagli Enti locali, i Settori Tecnici regionali si mobilitano accertando i danni tramite appositi sopralluoghi, verificandone la rispondenza con i disposti di legge, valutandone l'entità del rischio associato e quantificando l'impegno economico necessario per intervenire sul territorio.

I dati raccolti vengono caricati nel Sistema Informativo di Gestione Emergenze e Territorio (EMETER), un sistema WebGis che favorisce lo scambio di informazioni e migliora il coordinamento tra le istituzioni locali deputate alla salvaguardia e alla tutela del territorio. Questo strumento consente di raccogliere, aggiornare e gestire in modo integrato le informazioni relative alla componente alfanumerica e cartografica dei danni censiti. Il funzionario incaricato del censimento georiferisce il danno, lo associa all'evento calamitoso  (pioggia, grandine, movimento franoso, etc.), lo descrive (secondo le categorie di danno previste dalla nomenclatura "FloodCat"), indica la tipologia e la quantificazione economica dell’intervento ed individua il rischio associato (basso, medio e alto).

Per ogni danno è possibile associare più categorie di intervento: somma urgenza, urgente, definitivo.

Negli ultimi anni il censimento dei danni con EMETER è stato esteso anche alle Amministrazioni provinciali e ad AiPO (Agenzia interregionale per il fiume Po), con specifiche istruzioni per la compilazione dei campi.
Tutte le informazioni e i documenti contenuti in EMETER, compresi eventuali allegati fotografici e ordinanze di somma urgenza, possono essere scaricate attraverso la selezione dei dati con filtri di natura territoriale o temporale.
 

Disciplina e organizzazione degli interventi in dipendenza di calamità naturali (l.r. 38/1978)

Gli interventi finanziabili con la l.r. 38/1978 normalmente si riferiscono a danni puntuali.

Gli interventi vengono tipizzati secondo 3 categorie:

  • interventi di somma urgenza, realizzati entro poco tempo dall'accadimento dell'evento calamitoso;
  • interventi urgenti, di ripristino delle condizioni ex ante e di riduzione del rischio residuo;
  • interventi definitivi, di completamento degli interventi di ripristino.

Gli interventi sono inoltre classificati in base alla tipologia e seguono il seguente criterio di priorità:

  1. puntellamenti, demolizioni e sgomberi ed altri interventi a tutela della pubblica incolumità;
  2. ripristino delle strade comunali, provinciali e vicinali di uso pubblico, essenziali al collegamento degli abitanti ed al funzionamento di importanti attività produttive;
  3. ripristino di acquedotti pubblici, di fognature e di altre opere igieniche nonché interventi atti a prevenire incombenti situazioni di pericolo;
  4. lavori indispensabili ad assicurare la funzionalità delle opere idrauliche di competenza regionale, ove il mancato intervento pregiudichi la pubblica incolumità o la sicurezza di opere pubbliche;
  5. ripristino di edifici, opere ed impianti pubblici rientranti nella competenza regionale, ove ciò sia necessario per la salvaguardia della pubblica incolumità e per garantire la funzionalità dei servizi civili essenziali;
  6. costruzione, installazione e reperimento di ricoveri temporanei per le persone rimaste senza tetto a causa delle calamità;
  7. ripristino dell’agibilità essenziale dei porti lacuali;
  8. indagini, studi e progettazione preliminare inerenti agli interventi a tutela della pubblica incolumità.
     
Richiesta di Stato d'Emergenza - Decreto legislativo 1/2018

Al verificarsi di un evento alluvionale di particolare rilevanza e intensità, che coinvolga significativamente il territorio arrecando danno al patrimonio pubblico, privato, produttivo e agricolo, il Presidente della Regione può inoltrare al Presidente del Consiglio una richiesta per la dichiarazione dello stato di emergenza, supportata da un "rapporto di evento", redatto dai tecnici regionali con il supporto di Arpa Piemonte e di altri soggetti esterni (Province, AiPO, ANAS, CNR).

Il rapporto è destinato a documentare, in tempi rapidi, l’accaduto, delimitando il territorio coinvolto e fornendo una stima dell'entità dei danni e delle relative risorse finanziarie necessarie per i ripristini; non rappresenta sistematicamente tutte le situazioni di dissesto né riporta cartografie di dettaglio.

Sulla base dell’istruttoria e della relazione del Dipartimento della Protezione Civile che tiene conto delle risultanze dei sopralluoghi e del rapporto di evento, il Presidente del Consiglio può quindi dichiarare lo stato di emergenza, stabilendo un primo stanziamento delle risorse economiche e la durata.

Il Capo della Protezione Civile, previa intesa con la Regione, emana un’ordinanza con la quale nomina il Commissario delegato e fornisce le indicazioni operative per l’attuazione delle azioni e degli interventi necessari per il superamento dell’emergenza.

A fronte del censimento dei danni e della proposta degli interventi (tipologia e quantificazione economica) effettuati tramite EMETER, la Regione redige il quadro del fabbisogno, secondo i quattro ordini di urgenza:

  • spese per soccorso e assistenza alla popolazione;
  • interventi di somma urgenza: ripristino della funzionalità di servizi pubblici e infrastrutture di rete strategiche;
  • prime misure economiche di immediato sostegno ai privati e alle attività economiche e produttive;
  • interventi di riduzione del rischio residuo;
  • ripristino di strutture ed infrastrutture pubbliche e private.

Sulla base delle indicazioni del Dipartimento della Protezione Civile il piano degli interventi viene redatto anche per stralci e approvato con ordinanze commissariali.
 

 

Eventi alluvionali in Piemonte - 2024

Nel corso del 2024 si sono registrati i seguenti eventi:

  • Evento temporalesco del 29-30 giugno 2024
    Sono stati finanziati gli interventi ascrivibili alle lettere a) e b) del Decreto legislativo 1/2018 per far fronte all’autonoma sistemazione degli sfollati e l'assistenza alla popolazione e per il ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche, attività di gestione dei rifiuti, delle macerie, del materiale vegetale o alluvionale o delle terre e rocce da scavo prodotti dagli eventi e misure volte a garantire la continuità amministrativa nei comuni e territori interessati, anche mediante interventi di natura temporanea. Con Ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile (o.c.d.p.c. n. 1096 del 21/08/2024), sono state individuate le modalità di gestione dei materiali litoidi, vegetali e di risulta. Il materiale lapideo proveniente dai corsi d'acqua esondati nell'abitato di Macugnaga sono stati dapprima accatastati e poi recuperati previa caratterizzazione del materiale.
     
  • Evento temporalesco 4-5 settembre 2024
    Sono stati finanziati gli interventi ascrivibili alle lettere a) e b) del Decreto legislativo 1/2018 per far fronte al ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche, attività di gestione dei rifiuti, delle macerie, del materiale vegetale o alluvionale o delle terre e rocce da scavo prodotti dagli eventi e misure volte a garantire la continuità amministrativa nei comuni e territori interessati, anche mediante interventi di natura temporanea. Con Ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile (o.c.d.p.c. n. 1119 del 12/12/2024), sono state individuate le modalità di gestione dei materiali litoidi, vegetali e di risulta. Il materiale litoide è stato in parte riutilizzato per realizzare le opere di contenimento dei rio Gerardo in comune di Mattie e Bussoleno e in parte verrà riutilizzato nei comuni limitrofi per realizzare opere pubbliche.

Per entrambi gli eventi, la Regione ha contribuito al parziale ristoro dei danni alle vetture danneggiate o demolite.

Anno
2025
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

La Regione Piemonte, al verificarsi di un evento calamitoso, a seconda della gravità e dell'estensione del territorio coinvolto, può:

Per far fronte alle richieste di pronto intervento e ripristino formulate dagli Enti locali, i Settori Tecnici regionali si mobilitano accertando i danni tramite appositi sopralluoghi, verificandone la rispondenza con i disposti di legge, valutandone l'entità del rischio associato e quantificando l'impegno economico necessario per intervenire sul territorio.

I dati raccolti vengono caricati nel Sistema Informativo di Gestione Emergenze e Territorio (EMETER), un sistema WebGis che favorisce lo scambio di informazioni e migliora il coordinamento tra le istituzioni locali deputate alla salvaguardia e alla tutela del territorio. Questo strumento consente di raccogliere, aggiornare e gestire in modo integrato le informazioni relative alla componente alfanumerica e cartografica dei danni censiti. Il funzionario incaricato del censimento georiferisce il danno, lo associa all'evento calamitoso  (pioggia, grandine, movimento franoso, etc.), lo descrive (secondo le categorie di danno previste dalla nomenclatura "FloodCat"), indica la tipologia e la quantificazione economica dell’intervento ed individua il rischio associato (basso, medio e alto).

Per ogni danno è possibile associare più categorie di intervento: somma urgenza, urgente, definitivo.

Negli ultimi anni il censimento dei danni con EMETER è stato esteso anche alle Amministrazioni provinciali e ad AiPO (Agenzia interregionale per il fiume Po), con specifiche istruzioni per la compilazione dei campi.
Tutte le informazioni e i documenti contenuti in EMETER, compresi eventuali allegati fotografici e ordinanze di somma urgenza, possono essere scaricate attraverso la selezione dei dati con filtri di natura territoriale o temporale.
 

Disciplina e organizzazione degli interventi in dipendenza di calamità naturali (l.r. 38/1978)

Gli interventi finanziabili con la l.r. 38/1978 normalmente si riferiscono a danni puntuali.

Gli interventi vengono tipizzati secondo 3 categorie:

  • interventi di somma urgenza, realizzati entro poco tempo dall'accadimento dell'evento calamitoso;
  • interventi urgenti, di ripristino delle condizioni ex ante e di riduzione del rischio residuo;
  • interventi definitivi, di completamento degli interventi di ripristino.

Gli interventi sono inoltre classificati in base alla tipologia e seguono il seguente criterio di priorità:

  1. puntellamenti, demolizioni e sgomberi ed altri interventi a tutela della pubblica incolumità;
  2. ripristino delle strade comunali, provinciali e vicinali di uso pubblico, essenziali al collegamento degli abitanti ed al funzionamento di importanti attività produttive;
  3. ripristino di acquedotti pubblici, di fognature e di altre opere igieniche nonché interventi atti a prevenire incombenti situazioni di pericolo;
  4. lavori indispensabili ad assicurare la funzionalità delle opere idrauliche di competenza regionale, ove il mancato intervento pregiudichi la pubblica incolumità o la sicurezza di opere pubbliche;
  5. ripristino di edifici, opere ed impianti pubblici rientranti nella competenza regionale, ove ciò sia necessario per la salvaguardia della pubblica incolumità e per garantire la funzionalità dei servizi civili essenziali;
  6. costruzione, installazione e reperimento di ricoveri temporanei per le persone rimaste senza tetto a causa delle calamità;
  7. ripristino dell’agibilità essenziale dei porti lacuali;
  8. indagini, studi e progettazione preliminare inerenti agli interventi a tutela della pubblica incolumità.
     
Richiesta di Stato d'Emergenza - Decreto legislativo 1/2018

Al verificarsi di un evento alluvionale di particolare rilevanza e intensità, che coinvolga significativamente il territorio arrecando danno al patrimonio pubblico, privato, produttivo e agricolo, il Presidente della Regione può inoltrare al Presidente del Consiglio una richiesta per la dichiarazione dello stato di emergenza, supportata da un "rapporto di evento", redatto dai tecnici regionali con il supporto di Arpa Piemonte e di altri soggetti esterni (Province, AiPO, ANAS, CNR).

Il rapporto è destinato a documentare, in tempi rapidi, l’accaduto, delimitando il territorio coinvolto e fornendo una stima dell'entità dei danni e delle relative risorse finanziarie necessarie per i ripristini; non rappresenta sistematicamente tutte le situazioni di dissesto né riporta cartografie di dettaglio.

Sulla base dell’istruttoria e della relazione del Dipartimento della Protezione Civile che tiene conto delle risultanze dei sopralluoghi e del rapporto di evento, il Presidente del Consiglio può quindi dichiarare lo stato di emergenza, stabilendo un primo stanziamento delle risorse economiche e la durata.

Il Capo della Protezione Civile, previa intesa con la Regione, emana un’ordinanza con la quale nomina il Commissario delegato e fornisce le indicazioni operative per l’attuazione delle azioni e degli interventi necessari per il superamento dell’emergenza.

A fronte del censimento dei danni e della proposta degli interventi (tipologia e quantificazione economica) effettuati tramite EMETER, la Regione redige il quadro del fabbisogno, secondo i quattro ordini di urgenza:

  • spese per soccorso e assistenza alla popolazione;
  • interventi di somma urgenza: ripristino della funzionalità di servizi pubblici e infrastrutture di rete strategiche;
  • prime misure economiche di immediato sostegno ai privati e alle attività economiche e produttive;
  • interventi di riduzione del rischio residuo;
  • ripristino di strutture ed infrastrutture pubbliche e private.

Sulla base delle indicazioni del Dipartimento della Protezione Civile il piano degli interventi viene redatto anche per stralci e approvato con ordinanze commissariali.
 

 

Eventi alluvionali in Piemonte - 2024

Nel corso del 2024 si sono registrati i seguenti eventi:

  • Evento temporalesco del 29-30 giugno 2024
    Sono stati finanziati gli interventi ascrivibili alle lettere a) e b) del Decreto legislativo 1/2018 per far fronte all’autonoma sistemazione degli sfollati e l'assistenza alla popolazione e per il ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche, attività di gestione dei rifiuti, delle macerie, del materiale vegetale o alluvionale o delle terre e rocce da scavo prodotti dagli eventi e misure volte a garantire la continuità amministrativa nei comuni e territori interessati, anche mediante interventi di natura temporanea. Con Ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile (o.c.d.p.c. n. 1096 del 21/08/2024), sono state individuate le modalità di gestione dei materiali litoidi, vegetali e di risulta. Il materiale lapideo proveniente dai corsi d'acqua esondati nell'abitato di Macugnaga sono stati dapprima accatastati e poi recuperati previa caratterizzazione del materiale.
     
  • Evento temporalesco 4-5 settembre 2024
    Sono stati finanziati gli interventi ascrivibili alle lettere a) e b) del Decreto legislativo 1/2018 per far fronte al ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche, attività di gestione dei rifiuti, delle macerie, del materiale vegetale o alluvionale o delle terre e rocce da scavo prodotti dagli eventi e misure volte a garantire la continuità amministrativa nei comuni e territori interessati, anche mediante interventi di natura temporanea. Con Ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile (o.c.d.p.c. n. 1119 del 12/12/2024), sono state individuate le modalità di gestione dei materiali litoidi, vegetali e di risulta. Il materiale litoide è stato in parte riutilizzato per realizzare le opere di contenimento dei rio Gerardo in comune di Mattie e Bussoleno e in parte verrà riutilizzato nei comuni limitrofi per realizzare opere pubbliche.

Per entrambi gli eventi, la Regione ha contribuito al parziale ristoro dei danni alle vetture danneggiate o demolite.

Anno
2025

Classificazione dei corpi idrici sotterranei nel sessennio 2014-2019

Anno
2025

Lo Stato Chimico (SC) del sessennio di monitoraggio viene definito sulla base della valutazione dei risultati annuali. Nel caso in cui nel periodo osservato si sia verificata un’oscillazione del giudizio di stato, viene considerato lo stato prevalente (4 su 6), secondo un metodo comune definito a livello di Autorità di Distretto del Po.  

Nel sessennio 2014-2019 la classificazione dei corpi idrici afferenti alla falda superficiale, ha presentato situazioni piuttosto eterogenee, alcuni corpi idrici sotterranei hanno mantenuto la stessa classe di stato chimico per i sei anni mentre altri hanno avuto una oscillazione della classe di stato chimico nel corso del sessennio.

In particolare, alcuni corpi idrici sotterranei sono stati caratterizzato da un primo triennio 2014-2016 in stato chimico Scarso, cui è seguito un secondo triennio 2017-2019 in stato chimico Buono.

Questo passaggio può essere dovuto a diverse cause, anche concomitanti, fra le quali occorre sottolineare la variazione nel metodo di determinazione dello Stato Chimico. 

Infatti, nel 2017 è stata adottata dal Ministero per l’Ambiente e la Tutela del Territorio e del Mare una differente interpretazione della normativa vigente, in linea anche con quanto indicato dalle Guidances CIS Europee; i nuovi Valori Soglia e Valori di Fondo Naturali sono stati adottati da Regione Piemonte nel 2021 ma applicati in modo retroattivo ai dati dal 2017.

La variazione del metodo di determinazione dello stato chimico spiega perché alcuni corpi idrici sotterranei abbiano avuto una valutazione di stato chimico buono nel triennio 2017-2019 senza che vi siano state necessariamente variazioni sostanziali nello stato di qualità del corpo idrico.

Sebbene esaminando i risultati del monitoraggio sessennale 2014-2019, la situazione della falda superficiale appaia in parte compromessa, con il 41% dei corpi idrici sotterranei in stato Scarso, tuttavia, nel complesso la percentuale di corpi idrici in stato buono alla fine del sessennio considerato è in aumento rispetto a quella del sessennio precedente.

Stato Chimico GWB falda superficiale – sessennio 2014-2019 - Fonte Arpa Piemonte

Per quanto concerne le falde profonde la situazione è migliore rispetto alle falde superficiali, in quanto le prime sono più protette dagli impatti delle pressioni e dall’inquinamento in generale.

In particolare, nel sessennio 2014-2019 la percentuale di corpi idrici in stato chimico scarso è pari al 17%, mentre nel sessennio precedente i corpi idrici in stato chimico scarso erano stati percentualmente il doppio.

Stato Chimico GWB falde profonde – sessennio 2014-2019 - Fonte Arpa Piemonte

I sistemi di circolazione collinari e montani sono stati monitorati a partire dal 2015, quindi si è calcolato lo stato chimico a partire da quell’anno. 

Lo stato chimico 2014-2019 è comunque buono per tutti i corpi idrici sotterranei monitorati.  

Stato Chimico GWB sistemi collinari e montani – sessennio 2014-2019 - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Definizione dei valori di fondo naturale per i metalli nelle acque sotterranee come previsto dalla direttiva 2006/118/CE e dal Decreto Legislativo N. 30 del 16/03/2009 https://www.arpa.piemonte.it/approfondimenti/temi-ambientali/acqua/acque-sotterranee/Web_Verificavaloridifondosotterranee.pdf

Verifica e aggiornamento dei Valori di Fondo Naturale definiti per Nichel e Cromo esavalente nelle acque sotterranee ai sensi della DQA https://www.arpa.piemonte.it/approfondimenti/temi-ambientali/acqua/acque-sotterranee/Web_Verificavaloridifondosotterranee.pdf

DD 750/a1604b/2021 del 24/11/2021 http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2021/51/siste/00000061.htm

Stato del Documento
Pubblicabile
Gruppo di Redazione
Acqua

Fitosanitari

Anno
2025

Arpa Piemonte ha effettuato uno studio per valutare la vulnerazione ai prodotti fitosanitari dei corpi idrici sotterranei afferenti alla falda superficiale. 

Utilizzando i dati provenienti dal monitoraggio regionale delle acque sotterranee del sessennio 2014-2019, lo studio, terminato nel 2022, ha permesso di classificare i corpi idrici in base a una vulnerazione Alta, Media o Bassa ai prodotti fitosanitari

I corpi idrici maggiormente interessati dalla vulnerazione da Fitofarmaci sono risultati essere GWB-S1 e GWB-S4a con classe di vulnerazione alta, seguono poi GWB-S4b e GWB-S5a con classe di vulnerazione media. 

I restanti hanno classe vulnerazione bassa o non rilevante.

I risultati del lavoro sono stati utilizzati da Regione Piemonte per designare alcune Aree Specifiche per l’utilizzo sostenibile dei prodotti fitosanitari

Classi di vulnerazione ai prodotti fitosanitari dei corpi idrici sotterranei (GWB) regionali a falda libera (sessennio 2014-2019) - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

DCR 258 - 25537 Approvazione delle disposizioni di attuazione per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari ai fini della tutela dell’ambiente, della salute e della biodiversità ai sensi degli articoli 14 e 15 del decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150 (Attuazione della direttiva 2009/128/CE che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi) e del Piano di gestione del distretto idrografico del fiume Po. http://serviziweb.csi.it/solverweb/IndexDocumentServlet?id=87970

Arpa Piemonte “Contributo tecnico-scientifico per la valutazione della vulnerazione da prodotti fitosanitari nelle acque sotterranee” http://serviziweb.csi.it/solverweb/IndexDocumentServlet?id=87972

  Geoportale Arpa Piemonte Aree Specifiche su cui applicare misure di tutela delle acque dall’inquinamento da prodotti fitosanitari https://www.geoportale.piemonte.it/geonetwork/srv/ita/catalog.search#/metadata/r_piemon:9c8e61b7-77d1-4f44-a560-a7298811a50f

Arpa Piemonte Stato di qualità dei Corpi Idrici Sotterranei in Piemonte ai sensi della DQA Triennio 2020-2022 https://www.arpa.piemonte.it/media/4640

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Gruppo di Redazione
Acqua

La stagione balneare 2024

Anno
2025

La stagione balneare 2024 ha avuto uno svolgimento regolare e rispetto a quanto avvenuto in passato, non si sono evidenziati valori elevati del parametro Enterococchi intestinali consentendo in molti casi un rientro delle situazioni critiche con conseguente miglioramento dei dati di percentile e delle relative classi di qualità.

Sull'intera rete la stagione si è conclusa con 5 zone in classe Sufficiente e 3 in classe Scarsa.

Classi di qualità delle acque di balneazione quadriennio 2021-2024
Lago o Torrente Eccellente Buona Sufficiente Scarsa Zone monitorate
Lago Maggiore 20 16 2 2 46
Lago Orta 9 4 2 - 15
Lago Mergozzo 2 1 - - 3
Lago Viverone 4 - - - 4
Lago Avigliana 1 1 - - 2
Lago Sirio 3 - - - 3
Lago Candia - 2 - - 2
Torrente Cannobino - - 1 1 2
Torrente S. Bernardino - 1 - - 1
Totali 45 25 5 3 78
Classi di qualità delle acque di balneazione quadriennio 2021-2024 in Piemonte - Fonte Arpa Piemonte

Sulle acque di balneazione che hanno presentato classe Sufficiente e Scarsa secondo la classificazione relativa al quadriennio 2021-2024 proseguiranno le attività di approfondimento tecnico-gestionale degli impatti attraverso i Tavoli Tecnici, con i Comuni, i gestori del Servizio Idrico Integrato, gli EgATO (Enti di Governo per l'Ambito Territoriale Ottimale) e Arpa Piemonte.

Nella maggior parte dei casi, il parametro limitante nell'attribuzione della classe di qualità delle acque di balneazione, è risultato, anche nella stagione balneare 2024, il parametro Enterococchi intestinali.

La problematica dell’aumento dei valori di Enterococchi intestinali è stata affrontata attraverso ulteriori approfondimenti finalizzati alle identificazioni genetiche delle specie di Enterococchi circolanti nel Lago Maggiore e nel Torrente Cannobino, condotti in collaborazione con il Centro Regionale Biologia Ambiente e Salute di La Loggia di ARPA Piemonte.

Tali approfondimenti sono stati realizzati tramite analisi genotipiche. Rispetto alla stagione precedente, è stato ampliato lo spettro di identificazione delle specie di Enterococcus, da 4 (E. faecalis, E. faecium, E. durans, E. casseliflavus) a 6 (le quattro specie già citate più E. gallinarum e E. avium)

I campioni di acque di balneazione sottoposti ad approfondimenti sono stati quelli che all’analisi microbiologica con metodo previsto dalla Normativa, con tecnica MPN (Most Probable Number) avevano una concentrazione di Enterococchi ≥ di 200 MPN/100ml.

Dalle analisi effettuate, è emerso che tutti i DNA estratti sono risultati positivi per il gene 16S rDNA specifico per il genere Enterococcus, di conseguenza non sono stati rilevati falsi positivi rispetto al metodo MPN. 

L’analisi in PCR (Polimerase Chain Reaction) ha rilevato che tutti i campioni analizzati sono risultati positivi per almeno una delle specie di Enterococco ricercate. La specie maggiormente presente è quella dell’E. faecalis (88% nel lago Maggiore, 100% nel torrente Cannobino), mentre quella con minor presenza è E. casselliflavus (12% nel lago Maggiore, 20% nel torrente Cannobino).

Confrontando le percentuali di positività per il lago Maggiore e per il torrente Cannobino per singolo target, si può notare come le percentuali siano pressoché simili per i target E. faecalis, E. avium, E. faecium, con percentuali di positività oltre il 60%. Esse differiscono maggiormente per i target E. gallinarum ed E. durans dove si riscontra una percentuale di positività leggermente maggiore nel lago Maggiore (52% E. gallinarum, 36% E. durans) rispetto al Torrente Cannobino (40% E.  gallinarum, 20% E. durans). Questa proporzionalità è invertita per il target E. casseliflavus (12% del lago Maggiore vs 20% nel torrente Cannobino).

Percentuale di positività degli Enterococchi analizzati nel Lago Maggiore nel 2024 - Fonte Arpa Piemonte
Percentuale di positività degli Enterococchi analizzati nel Torrente Cannobino nel 2024 - Fonte Arpa Piemonte

Dalle analisi di approfondimento effettuate, è emerso che tutti i campioni analizzati sono risultati appartenere al genere Enterococcus, per cui non sono stati rilevati falsi positivi rispetto al metodo analitico, previsto dalla Normativa, utilizzato per le analisi di monitoraggio dei laghi della rete piemontese.

Si è riusciti, quindi, ad ottenere un quadro più completo dei batteri di origine fecale circolanti nelle acque dei laghi che possono influire sulla balneabilità e sul calcolo della classificazione delle acque di balneazione.

In seguito a questi approfondimenti, la Commissione Internazionale per la Protezione delle Acque Italo-Svizzere (CIPAIS), ha proposto al Ministero della Salute di avviare una ricerca specifica sulla rappresentatività del parametro Enterococchi quale indicatore per la valutazione della balneabilità.

Sono in fase di acquisizione da parte del Ministero della Salute le informazioni riguardanti approfondimenti analitici e metodologici, dati di classificazione, dati storici microbiologici, dati meteo che possono aiutare per un inquadramento della tematica.

Zone con classificazione inferiore ad Eccellente o ancora non classificate
Lago o Torrente Zone di balneazione
Lago Maggiore 26
Lago d'Orta 6
Lago di Mergozzo 1
Lago di Viverone 0
Lago di Avigliana grande 1
Lago di Candia 2
Lago Sirio 0
Torrente Cannobino 2
Torrente S.Bernardino 1
TOTALE 33
Zone di balneazione con classificazione inferiore ad eccellente o ancora non classificate nel 2024 - Fonte Arpa Piemonte

Nei cinque laghi a potenziale rischio di fioriture di cianobatteri (Maggiore, Viverone, Avigliana, Sirio e Candia) è stato condotto, come nei precedenti anni, un monitoraggio specifico al fine di prevenire eventuali rischi per la salute dei bagnanti riconducibili alla presenza di biotossine in concentrazioni superiori ai limiti normativi (> 20 µg/L).

Nel corso di questa stagione balneare, sui laghi della Provincia di Torino si sono verificate fioriture algali consistenti, anche se non sempre determinate da specie produttrici di tossine. In ogni caso la ricerca delle microcistine attivata per concentrazioni di specie algali potenzialmente produttrici di tossine, ha sempre rilevato concentrazioni inferiori ai valori soglia.

La stagione balneare 2024 restituisce un quadro complessivo che conferma la presenza di criticità microbiologiche puntuali, prevalentemente sul lago Maggiore.

Informazioni e risorse aggiuntive

Istituto di Ricerca Sulle Acque del Consiglio Nazionale delle Ricerche sede di Verbania https://www.irsa.cnr.it/wp/?page_id=376

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Acqua

Rete di monitoraggio e classificazione delle acque di balneazione

Anno
2025

In Piemonte le zone sottoposte a monitoraggio sono passate da 78 a 77, di cui 74 su laghi e 3 su fiumi. Infatti, a partire dalla stagione balneare 2025, la zona di balneazione “Villa Taranto” del Comune di Verbania, non sarà più adibita a uso balneare e di conseguenza non sarà più compresa nella rete di monitoraggio.

La rete e i dati sulla balneabilità delle acque in Piemonte sono consultabili sul portale di Arpa Piemonte    La balneazione in Piemonte.

All’interno del portale è disponibile il bollettino delle acque di balneazione, comprensivo di una sezione “Note in tempo reale sugli esiti dei monitoraggi” in cui verranno descritti tutti gli approfondimenti che si verificheranno durante la stagione balneare.

I laghi interessati sono 7: Maggiore, Orta, Viverone, Candia, Mergozzo, Grande di Avigliana e Sirio. I fiumi invece sono 2: torrente Cannobino e torrente San Bernardino, entrambi affluenti del lago Maggiore.

Le acque di balneazione sono individuate dalla Direzione Sanità della Regione Piemonte che ogni anno pubblica una Determinazione Dirigenziale prima dell’inizio della stagione balneare con l’elenco aggiornato e la presenza di eventuali situazioni particolari che possano determinare un divieto di balneazione temporaneo.

La procedura di monitoraggio prevede la ricerca di due tipologie di batteri fecali: Escherichia coli e Enterococchi intestinali. 

Inoltre, nelle sole acque di balneazione soggette a rischio di proliferazione di alghe fitoplanctoniche, viene effettuato il monitoraggio dei cianobatteri, una tipologia di alghe microscopiche che possono determinare, in alcuni casi, tossicità delle acque.

Il monitoraggio viene effettuato almeno una volta al mese durante la stagione balneare, che in Piemonte normalmente va dal 15 maggio al 30 settembre. 

Le zone di balneazione su cui si sono verificate criticità nelle stagioni precedenti possono essere soggette a controlli più ravvicinati nel periodo di massimo afflusso di bagnanti.

I valori misurati di Escherichia coli e di Enterococchi intestinali sono quindi confrontati con i limiti previsti dalla normativa.

Parametro Corpo idrico Valore
Enterococchi intestinali Acque interne 500 n*/100 ml
Escherichia coli Acque interne 1000 n*/100 ml
Limiti previsti dall’allegato A del D.M. 30/03/2010 per un singolo campione di acque di balneazione
*n= UFC per EN ISO 9308-1 (E.coli) e EN ISO 7899-2 (Enterococchi) o MPN per EN ISO 9308-3 (E. coli) E en iso 7899-1 (Enterococchi)

Nel caso i valori rilevati superino i limiti previsti dalla normativa, Arpa Piemonte avvisa il Comune competente in modo che questo possa emettere una ordinanza di divieto temporaneo di balneazione.

Successivamente viene effettuato un campionamento suppletivo entro 72 ore per verificare se l’inquinamento sia rientrato. In caso affermativo il Comune viene avvisato che può revocare l’ordinanza di divieto e l’episodio viene classificato come inquinamento di breve durata. 

Se, invece, l’inquinamento persiste, il divieto temporaneo resta in vigore fino al primo campione suppletivo o routinario con valori inferiori ai limiti.

In caso di inquinamento di breve durata, entro 7 giorni dalla fine dell’inquinamento, viene eseguito un ulteriore campione, che, qualora risulti conforme per entrambi i parametri microbiologici, andrà a sostituire il campione routinario non conforme ai fini della classificazione.

Il monitoraggio dei cianobatteri è più complesso e può prevedere:

  • misura della densità cellulare;
  • ricerca delle microcistine (MC);
  • osservazione diretta per la presenza di evidenze macroscopiche (schiume algali, colorazione dell’acqua, patine galleggianti, ecc).

A seconda della situazione possono essere previsti avvisi al pubblico o ordinanze specifiche che in alcuni casi possono comportare anche il divieto temporaneo di balneazione.

Per approfondimenti sul monitoraggio cianobatterico si può consultare il  Rapporto Istisan 14/20 , in particolare il paragrafo B2 "Piano di sorveglianza".

Obiettivi di qualità delle acque di balneazione

Oltre a verificare che le acque siano balneabili al momento del prelievo, i valori di Escherichia coli e di Enterococchi intestinali sono anche utilizzati per assegnare alle acque di balneazione un valore di qualità a lungo termine previsto dalla Direttiva europea

La classificazione viene aggiornata ogni anno sulla base dei risultati analitici dell’ultimo quadriennio di monitoraggio e le classi di qualità previste sono quattro: “scarsa”, “sufficiente”, “buona” ed “eccellente”. 

Le acque idonee alla balneazione devono avere una classe di qualità almeno “Sufficiente”.

Nel caso che la classe scenda a “Scarsa” le acque saranno utilizzabili ai fini balneari solo a fronte dell’attivazione da parte dei Comuni di adeguate misure per impedire, ridurre o eliminare le cause dell’inquinamento. Se lo stato “Scarso” permane per cinque anni consecutivi il divieto di balneazione diviene permanente. 

La Regione autorizza l’attività balneare in deroga, nell’attesa che la classificazione quadriennale esca dallo stato “Scarso”, a condizione che il monitoraggio di routine certifichi che i valori dei due parametri restino sempre sotto i limiti previsti.

Parametri Classi di Qualità
Eccellente Buona Sufficiente Scarsa
Enterococchi intestinali 200* 400* 330** > 330**
Escherichia coli 500* 1000* 900** > 900**
Limiti inferiori delle classi di qualità delle acque di balneazione
MPN o ufc/100 ml, (*) Basato sulla valutazione del 95° percentile, (**) Basato sulla valutazione del 90° percentile
Informazioni e risorse aggiuntive

  Portale di Arpa Piemonte "La balneazione in Piemonte" https://webgis.arpa.piemonte.it/balneazione-piemonte/home

Regione Piemonte Sorveglianza acque di piscina e di balneazione https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/prevenzione/sorveglianza-acque-piscina-balneazione

Organizzazione Mondiale della Sanità Guidelines on recreational water quality: Volume 1 coastal and fresh waters https://www.who.int/publications/i/item/9789240031302

Direttiva 2006/7/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 febbraio 2006 , relativa alla gestione della qualità delle acque di balneazione https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A32006L0007&qid=1644661927554

Decreto legislativo 30 maggio 2008 , n. 116 Attuazione della direttiva 2006/7/CE relativa alla gestione della qualità delle acque di balneazione e abrogazione della direttiva 76/160/CEE https://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/dettaglioAtto?id=25984

Decreto 30 marzo 2010 Definizione dei criteri per determinare il divieto di balneazione, nonché' modalita' e specifiche tecniche per l'attuazione del decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 116, di recepimento della direttiva 2006/7/CE, relativa alla gestione della qualita' delle acque di balneazione. https://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/dettaglioAtto?id=33787

Ministero della Salute Decreto 19 aprile 2018 Modifica del decreto 30 marzo 2010, recante: «Definizione dei criteri per determinare il divieto di balneazione, nonché' modalita' e specifiche tecniche per l'attuazione del decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 116, di recepimento della direttiva 2006/7/CE, relativa alla gestione della qualita' delle acque di balneazione»   https://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/dettaglioAtto?id=65365

Rapporti dell’Istituto Superiore di Sanità:

Bathing water EU rules to ensure clean and high-quality bathing water across Europe https://ec.europa.eu/environment/water/water-bathing/index_en.html

Il Portale Acque del Ministero della Salute  https://www.portaleacque.salute.gov.it/PortaleAcquePubblico/homeBalneazione.do

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Bandi per il finanziamento dell’attività delle CLV

Dal 2021 la Regione Piemonte, attraverso un bando pubblicato sul BUR e sul sito istituzionale nella sezione Bandi, sostiene le attività delle Commissioni Locali Valanghe (CLV) concedendo dei contributi a fondo perduto alle Unioni Montane (UM) dotate di CLV.

Le risorse economiche, variabili di anno in anno, sono messe a disposizione dal Fondo Regionale per la Montagna.

Nell’anno 2021 è stato pubblicato il bando per l’acquisto, da parte delle UM, di strumentazione tecnica per svolgere rilevamenti nivologici e di dotazione di dispositivi di sicurezza per l’autosoccorso in valanga dei membri delle CLV; 10 sono state le UM che hanno presentato domanda entro i termini previsti e che hanno ricevuto i contributi per un totale di circa 45 mila euro.

Nel corso del 2022 è stato pubblicato il bando per affidare incarichi di consulenza a professionisti di comprovata esperienza idonea alla redazione del regolamento interno della CLV, con particolare riferimento alla produzione di documentazione progettuale concernente l’individuazione delle aree del territorio esposte a rischio di valanga (infrastrutture, centri abitati, abitazioni isolate, edifici strategici) e dei relativi scenari, con procedure di valutazione e gestione delle criticità da attuare nelle diverse fasi operative. Le UM che hanno partecipato al Bando sono state 10 e Regione ha erogato contributi per circa 64 mila euro.

Il bando pubblicato nel 2023 ha previsto il finanziamento per l’iscrizione a corsi di formazione AINEVA (Associazione Interregionale Neve e Valanghe) in ambito nivologico, l’acquisto di dispositivi di telecomunicazione in emergenza, di dotazione di sicurezza degli operatori in ambiente innevato e di sistemi di monitoraggio e tele-rilevamento per l’acquisizione di informazioni e dati relativi a parametri nivo-meteorologici a supporto della valutazione locale del pericolo di valanghe (tra cui aste nivometriche a misura manuale). Hanno partecipato al bando 10 UM per un contributo richiesto di 92 mila euro circa.

Nel 2024 la Regione ha messo a disposizione delle Unioni Montane, tramite bando, l’importo di 68.800,00 euro per l’acquisto di sistemi di monitoraggio e di tele-rilevamento per l’acquisizione di informazioni e dati relativi a parametri nivo-meteorologici a supporto della valutazione locale del pericolo di valanghe; il bando prevedeva anche la possibilità di acquisto di dispositivi di sicurezza degli operatori in ambiente innevato e di copertura dei costi di partecipazione a corsi di formazione AINEVA per il personale delle CLV. Sono state ammesse in graduatoria 11 Unioni Montane, di cui solo 9 sono state finanziate per esaurimento delle risorse disponibili.

Figura 1. Rilievi nivologici
Anno
2025
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Dal 2021 la Regione Piemonte, attraverso un bando pubblicato sul BUR e sul sito istituzionale nella sezione Bandi, sostiene le attività delle Commissioni Locali Valanghe (CLV) concedendo dei contributi a fondo perduto alle Unioni Montane (UM) dotate di CLV.

Le risorse economiche, variabili di anno in anno, sono messe a disposizione dal Fondo Regionale per la Montagna.

Nell’anno 2021 è stato pubblicato il bando per l’acquisto, da parte delle UM, di strumentazione tecnica per svolgere rilevamenti nivologici e di dotazione di dispositivi di sicurezza per l’autosoccorso in valanga dei membri delle CLV; 10 sono state le UM che hanno presentato domanda entro i termini previsti e che hanno ricevuto i contributi per un totale di circa 45 mila euro.

Nel corso del 2022 è stato pubblicato il bando per affidare incarichi di consulenza a professionisti di comprovata esperienza idonea alla redazione del regolamento interno della CLV, con particolare riferimento alla produzione di documentazione progettuale concernente l’individuazione delle aree del territorio esposte a rischio di valanga (infrastrutture, centri abitati, abitazioni isolate, edifici strategici) e dei relativi scenari, con procedure di valutazione e gestione delle criticità da attuare nelle diverse fasi operative. Le UM che hanno partecipato al Bando sono state 10 e Regione ha erogato contributi per circa 64 mila euro.

Il bando pubblicato nel 2023 ha previsto il finanziamento per l’iscrizione a corsi di formazione AINEVA (Associazione Interregionale Neve e Valanghe) in ambito nivologico, l’acquisto di dispositivi di telecomunicazione in emergenza, di dotazione di sicurezza degli operatori in ambiente innevato e di sistemi di monitoraggio e tele-rilevamento per l’acquisizione di informazioni e dati relativi a parametri nivo-meteorologici a supporto della valutazione locale del pericolo di valanghe (tra cui aste nivometriche a misura manuale). Hanno partecipato al bando 10 UM per un contributo richiesto di 92 mila euro circa.

Nel 2024 la Regione ha messo a disposizione delle Unioni Montane, tramite bando, l’importo di 68.800,00 euro per l’acquisto di sistemi di monitoraggio e di tele-rilevamento per l’acquisizione di informazioni e dati relativi a parametri nivo-meteorologici a supporto della valutazione locale del pericolo di valanghe; il bando prevedeva anche la possibilità di acquisto di dispositivi di sicurezza degli operatori in ambiente innevato e di copertura dei costi di partecipazione a corsi di formazione AINEVA per il personale delle CLV. Sono state ammesse in graduatoria 11 Unioni Montane, di cui solo 9 sono state finanziate per esaurimento delle risorse disponibili.

Figura 1. Rilievi nivologici
Anno
2025

Le Commissioni Locali Valanghe (CLV)

Anno
2025

Le Unioni Montane (UM), anche associate per ambiti territoriali ottimali secondo apposite convenzioni, costituiscono Commissioni Locali Valanghe (CLV) per l'esercizio di attività di sorveglianza dei fenomeni nivologici, in qualità di organi tecnici consultivi dei Sindaci per la gestione di situazioni di rischio da valanghe in territorio antropizzato (centri o nuclei abitati, opere pubbliche ed impianti o infrastrutture di interesse pubblico).
Le CLV sono previste dall’art. 19 “Difesa dalle valanghe” della l.r. 14/2019; quelle istituite dalle UM piemontesi sono in totale 17 e coprono la quasi totalità del territorio montano regionale.

Ai componenti delle CLV, che operano su base volontaria, è richiesto il possesso di specifici titoli riconosciuti dall'Associazione Interregionale Neve e Valanghe (AINEVA), sulle tematiche inerenti ai fenomeni nivologici e valanghivi ed alle problematiche valanghive di protezione civile. L’attività delle CLV si armonizza quindi con il sistema d’allertamento regionale e con la pianificazione d’emergenza di protezione civile comunale ed intercomunale, sotto il coordinamento delle strutture tecniche regionali preposte.

Le attività svolte a favore delle CLV sono sviluppate in coordinamento con le Regioni e le Province autonome dell'arco alpino italiano attraverso l’AINEVA, che cura anche la formazione e l'aggiornamento tecnico degli operatori del settore.

Il DPGR del 18/12/2020 n. 7/R prevede all’art. 12 (Dotazione tecnica) che la Regione contribuisca al finanziamento dell’acquisto, da parte delle UM, della strumentazione tecnica specifica per rilevamenti nivologici e della dotazione di sicurezza per l’autosoccorso degli operatori; l’art. 13 (Disposizioni finanziarie) prevede che “Il finanziamento per il sostegno della Regione alle attività delle CLV trova copertura nelle risorse del fondo regionale per la montagna, secondo quanto previsto dall’articolo 11 della LR n. 14/2019 e dall'articolo 6 del Regolamento 25/06/2020, n.3/R”.

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I geoparchi

Un geoparco è un ente che gestisce e valorizza il patrimonio geologico, promuovendone la visibilità e la fruizione tramite il geoturismo, in modo da favorire lo sviluppo economico del suo territorio. I visitatori possono approfondire le proprie conoscenze sull’ambiente locale, sia in autonomia che attraverso visite guidate.
I geoparchi non sono solo “musei a cielo aperto”: secondo le direttive dell’UNESCO, sono anche veri e propri laboratori per lo sviluppo sostenibile, che promuovono il patrimonio geologico e la sostenibilità delle comunità locali, con un approccio olistico. In accordo con questa visione, gli UNESCO Global Geoparks diffondono la conoscenza sulla geodiversità e la consapevolezza della sua importanza, promuovendo al contempo le migliori pratiche di conservazione, educazione, uso turistico del patrimonio geologico.

In Piemonte è presente il Sesia Val Grande Geopark, riconosciuto dall’ UNESCO come appartenente alla rete degli “Unesco Global Geopark”, per il quale la Legge regionale 06/10/2023, n. 23 contribuisce attraverso apposite risorse alla sua valorizzazione.

Il Sesia Val Grande UNESCO Global Geopark si sviluppa nel settore nord occidentale delle Alpi piemontesi al confine con la Svizzera. Il suo territorio, che comprende circa 90 comuni, è molto vasto (oltre 2000 km2) e articolato e risente dei condizionamenti geologici imposti dalla struttura delle Alpi e dell’azione di diversi agenti di modellamento, che hanno dato forma alla catena alpina e al territorio pedemontano.
Dal punto di vista geologico, il geoparco piemontese comprende un’associazione di rocce provenienti da più ambienti, posti a diverse profondità nel nostro pianeta: dalle rocce eruttive della caldera dell’antico Supervulcano del Sesia ai plutoni dei graniti dei laghi formatisi nella crosta intermedia; dai complessi gabbrici stratificati della crosta profonda fino alle peridotiti del mantello, ora affioranti in superficie lungo la Val Sesia e la valle del Toce (fig. 1).

Tutto ciò parla degli sconvolgenti  processi geologici che hanno preceduto e poi determinato la formazione della catena alpina.

Una geodiversità che racconta una storia di oltre 300 milioni di anni, in cui le forme delle montagne, delle valli e della zona pedemontana parlano anche dei cambiamenti climatici (passati e presenti) e dei loro effetti sul paesaggio, dalle glaciazioni al riscaldamento globale.

Le attività del Geoparco nel 2024 hanno affermato il suo ruolo fondamentale per la valorizzazione della geodiversità: dalla diffusione della consapevolezza della sua importanza a livello regionale, con un ruolo guida nella preparazione del percorso formativo UNESCO 2024-25 per le scuole piemontesi di ogni ordine e grado, iniziato a novembre 2024 presso il Campus ONU di Torino sul tema “Il Patrimonio Naturalistico UNESCO” (fig. 2), alla promozione del patrimonio geologico dell’Alto Piemonte a livello nazionale, con 2 presentazioni, una conferenza ad invito ed un gruppo di lavoro sui geoparchi al Congresso Congiunto SGI-SIMP 2024 di Bari, 2-4 settembre 2024, e internazionale, con la proposta di un workshop tematico e una presentazione su “The geodiversity of the Sesia Val Grande UNESCO Global Geopark (NW Alps, Italy) as shown in the Geosites Inventory of the Piemonte Region (Regional Law 23/2023)” alla 17 Conferenza Europea dei Geoparchi (EGN2024) a Keflavik, Islanda dal 2 al 5 ottobre 2024. In occasione della conferenza al Geoparco Sesia Val Grande è stato anche consegnato il certificato di rivalidazione UNESCO per il periodo 2024-2027 (fig. 3), con il quale si riconosce la bontà delle attività svolte nel triennio precedente e la loro conformità con gli standard qualitativi UNESCO per la rete dei geoparchi.

Figura 1. Carta geologica del Sesia Val Grande Global Geopark
Figura 2. Cerimonia inaugurale del percorso formativo UNESCO 2024-25 sui geoparchi, presso il Campus ONU di Torino
Figura 3. Cerimonia di consegna dei certificati di rivalidazione UNESCO 2024-27 ai Geoparchi, durante la conferenza EGN2025 a Keflavik, Islanda.
Anno
2025
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Un geoparco è un ente che gestisce e valorizza il patrimonio geologico, promuovendone la visibilità e la fruizione tramite il geoturismo, in modo da favorire lo sviluppo economico del suo territorio. I visitatori possono approfondire le proprie conoscenze sull’ambiente locale, sia in autonomia che attraverso visite guidate.
I geoparchi non sono solo “musei a cielo aperto”: secondo le direttive dell’UNESCO, sono anche veri e propri laboratori per lo sviluppo sostenibile, che promuovono il patrimonio geologico e la sostenibilità delle comunità locali, con un approccio olistico. In accordo con questa visione, gli UNESCO Global Geoparks diffondono la conoscenza sulla geodiversità e la consapevolezza della sua importanza, promuovendo al contempo le migliori pratiche di conservazione, educazione, uso turistico del patrimonio geologico.

In Piemonte è presente il Sesia Val Grande Geopark, riconosciuto dall’ UNESCO come appartenente alla rete degli “Unesco Global Geopark”, per il quale la Legge regionale 06/10/2023, n. 23 contribuisce attraverso apposite risorse alla sua valorizzazione.

Il Sesia Val Grande UNESCO Global Geopark si sviluppa nel settore nord occidentale delle Alpi piemontesi al confine con la Svizzera. Il suo territorio, che comprende circa 90 comuni, è molto vasto (oltre 2000 km2) e articolato e risente dei condizionamenti geologici imposti dalla struttura delle Alpi e dell’azione di diversi agenti di modellamento, che hanno dato forma alla catena alpina e al territorio pedemontano.
Dal punto di vista geologico, il geoparco piemontese comprende un’associazione di rocce provenienti da più ambienti, posti a diverse profondità nel nostro pianeta: dalle rocce eruttive della caldera dell’antico Supervulcano del Sesia ai plutoni dei graniti dei laghi formatisi nella crosta intermedia; dai complessi gabbrici stratificati della crosta profonda fino alle peridotiti del mantello, ora affioranti in superficie lungo la Val Sesia e la valle del Toce (fig. 1).

Tutto ciò parla degli sconvolgenti  processi geologici che hanno preceduto e poi determinato la formazione della catena alpina.

Una geodiversità che racconta una storia di oltre 300 milioni di anni, in cui le forme delle montagne, delle valli e della zona pedemontana parlano anche dei cambiamenti climatici (passati e presenti) e dei loro effetti sul paesaggio, dalle glaciazioni al riscaldamento globale.

Le attività del Geoparco nel 2024 hanno affermato il suo ruolo fondamentale per la valorizzazione della geodiversità: dalla diffusione della consapevolezza della sua importanza a livello regionale, con un ruolo guida nella preparazione del percorso formativo UNESCO 2024-25 per le scuole piemontesi di ogni ordine e grado, iniziato a novembre 2024 presso il Campus ONU di Torino sul tema “Il Patrimonio Naturalistico UNESCO” (fig. 2), alla promozione del patrimonio geologico dell’Alto Piemonte a livello nazionale, con 2 presentazioni, una conferenza ad invito ed un gruppo di lavoro sui geoparchi al Congresso Congiunto SGI-SIMP 2024 di Bari, 2-4 settembre 2024, e internazionale, con la proposta di un workshop tematico e una presentazione su “The geodiversity of the Sesia Val Grande UNESCO Global Geopark (NW Alps, Italy) as shown in the Geosites Inventory of the Piemonte Region (Regional Law 23/2023)” alla 17 Conferenza Europea dei Geoparchi (EGN2024) a Keflavik, Islanda dal 2 al 5 ottobre 2024. In occasione della conferenza al Geoparco Sesia Val Grande è stato anche consegnato il certificato di rivalidazione UNESCO per il periodo 2024-2027 (fig. 3), con il quale si riconosce la bontà delle attività svolte nel triennio precedente e la loro conformità con gli standard qualitativi UNESCO per la rete dei geoparchi.

Figura 1. Carta geologica del Sesia Val Grande Global Geopark
Figura 2. Cerimonia inaugurale del percorso formativo UNESCO 2024-25 sui geoparchi, presso il Campus ONU di Torino
Figura 3. Cerimonia di consegna dei certificati di rivalidazione UNESCO 2024-27 ai Geoparchi, durante la conferenza EGN2025 a Keflavik, Islanda.
Anno
2025

I geositi

I geositi rappresentano la geodiversità di un territorio, intesa come gamma dei caratteri geologici, geomorfologici, idrologici e pedologici caratteristici di una data area. La varietà degli ambienti geologici risulta essere essenziale anche per la biodiversità in generale, in quanto tale varietà risulta determinante per l’integrità e la tipizzazione degli ecosistemi.

Secondo la definizione riportata da ISPRA, un geosito può essere definito come qualsiasi "località, area o territorio in cui è possibile individuare un interesse geologico o geomorfologico per la conservazione".

Il Piemonte è caratterizzato da una straordinaria geodiversità, con la presenza di rocce che rappresentano i più disparati ambienti geologici e di ambienti quaternari di considerevole rilevanza. Sono pertanto presenti numerosissimi geositi, già catalogati dall’Inventario Nazionale dei Geositi.

Con l'obiettivo di riordinare il quadro dei geositi regionali, la Regione Piemonte ha promulgato le Disposizioni per la conservazione, gestione e valorizzazione del patrimonio geologico (legge regionale 06/10/2023, n. 23).

Nel corso dell'anno 2024 la legge è stata applicata sia attraverso l’approvazione del regolamento sia creando un primo elenco di geositi finalizzato alla istituzione del catasto.

Si è inoltre costituito un gruppo di lavoro formato da più settori della Regione Piemonte, dal Museo Regionale di Scienze Naturali, da UNITO e da Arpa Piemonte. Il gruppo ha svolto numerosi sopralluoghi al fine di omogeneizzare i criteri di compilazione della scheda di rilevamento e dei criteri per l'identificazione dei geositi. Tra i geositi visitati si citano il GSSP della Val Lemme a Carrosio, la valle Botto nell’astigiano, le Cave di Candoglia e i Graniti di Ornavasso in Ossola-VCO.

In sintesi, i criteri individuati sono i seguenti:

  • rappresentatività delle tematiche e della geodiversità piemontese su scala regionale;
  • interesse scientifico di rilevanza almeno regionale;
  • valorizzazione dei siti geologici tramite percorsi per il pubblico e per attività didattico-scientifiche.
  • accessibilità e tutela, garantite da condizioni fisiche e amministrative idonee alla conservazione nel tempo.

Inoltre, Arpa Piemonte ha sviluppato un data model sulla cui base è stato progettato il database per la raccolta delle informazioni contenute nelle schede, con lo sviluppo di una prima versione di applicazione per la gestione dei dati delle schede dei geositi basata su tecnologia web e data base PostgreSQL.

A conclusione delle attività del 2024, sono stati selezionati 30 geositi, rientranti nel primo elenco regionale, rappresentativi di diversi ambiti scientifico-disciplinari, tra i quali geomorfologico, glaciologico, mineralogico, paleontologico, vulcanologico, sedimentologico, idrogeologico, geo-storico, geo-turistico.

Figura 1. Distribuzione dei geositi nel territorio piemontese distinti per ambito e sotto-ambito di classificazione (base GeoPiemonte Map 2021).

L’elenco include due geositi di rilevanza internazionale, riconosciuti dalla IUGS (International Union of Geological Sciences): il Global Boundary Stratotype Section and Point (GSSP) che segna il confine Oligocene-Miocene a Carrosio, e il limite crosta-mantello (discontinuità di Mohorovičić) a Premosello. 

Figura 2. Discontinuità di Mohorovich (limite crosta-mantello) nel Geosito di Premosello-Chiovenda

Il riconoscimento del geosito di Premosello come IUGS Geological Heritage Site nell’agosto 2024 è maturato nell’ambito della partecipazione di Arpa al tavolo Ispra-RISG (Rete italiana dei servizi geologici regionali) sul patrimonio geologico, a partire dal momento della sua istituzione. 

Le attività hanno dato vita a preziose occasioni di divulgazione e confronto, aperte anche al pubblico. Tra queste, merita una menzione la conferenza "I geositi e il patrimonio geologico della Regione Piemonte", tenutasi il 10 ottobre 2024 presso il Museo Regionale di Scienze Naturali. L'evento ha avuto lo scopo di illustrare al pubblico la ricchezza del patrimonio geologico del Piemonte e le eccellenze geologiche dei primi geositi, ed è stato promosso tra i geoeventi presentati da Arpa Piemonte nell’ambito della XII Edizione della Settimana del Pianeta Terra, l'iniziativa nazionale dedicata alla divulgazione delle geoscienze, svoltasi dal 6 al 13 ottobre 2024.

Figura 3. Eventi organizzati per la Settimana del Pianeta Terra 2024, tra cui la conferenza del 10 ottobre sui geositi
Anno
2025
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

I geositi rappresentano la geodiversità di un territorio, intesa come gamma dei caratteri geologici, geomorfologici, idrologici e pedologici caratteristici di una data area. La varietà degli ambienti geologici risulta essere essenziale anche per la biodiversità in generale, in quanto tale varietà risulta determinante per l’integrità e la tipizzazione degli ecosistemi.

Secondo la definizione riportata da ISPRA, un geosito può essere definito come qualsiasi "località, area o territorio in cui è possibile individuare un interesse geologico o geomorfologico per la conservazione".

Il Piemonte è caratterizzato da una straordinaria geodiversità, con la presenza di rocce che rappresentano i più disparati ambienti geologici e di ambienti quaternari di considerevole rilevanza. Sono pertanto presenti numerosissimi geositi, già catalogati dall’Inventario Nazionale dei Geositi.

Con l'obiettivo di riordinare il quadro dei geositi regionali, la Regione Piemonte ha promulgato le Disposizioni per la conservazione, gestione e valorizzazione del patrimonio geologico (legge regionale 06/10/2023, n. 23).

Nel corso dell'anno 2024 la legge è stata applicata sia attraverso l’approvazione del regolamento sia creando un primo elenco di geositi finalizzato alla istituzione del catasto.

Si è inoltre costituito un gruppo di lavoro formato da più settori della Regione Piemonte, dal Museo Regionale di Scienze Naturali, da UNITO e da Arpa Piemonte. Il gruppo ha svolto numerosi sopralluoghi al fine di omogeneizzare i criteri di compilazione della scheda di rilevamento e dei criteri per l'identificazione dei geositi. Tra i geositi visitati si citano il GSSP della Val Lemme a Carrosio, la valle Botto nell’astigiano, le Cave di Candoglia e i Graniti di Ornavasso in Ossola-VCO.

In sintesi, i criteri individuati sono i seguenti:

  • rappresentatività delle tematiche e della geodiversità piemontese su scala regionale;
  • interesse scientifico di rilevanza almeno regionale;
  • valorizzazione dei siti geologici tramite percorsi per il pubblico e per attività didattico-scientifiche.
  • accessibilità e tutela, garantite da condizioni fisiche e amministrative idonee alla conservazione nel tempo.

Inoltre, Arpa Piemonte ha sviluppato un data model sulla cui base è stato progettato il database per la raccolta delle informazioni contenute nelle schede, con lo sviluppo di una prima versione di applicazione per la gestione dei dati delle schede dei geositi basata su tecnologia web e data base PostgreSQL.

A conclusione delle attività del 2024, sono stati selezionati 30 geositi, rientranti nel primo elenco regionale, rappresentativi di diversi ambiti scientifico-disciplinari, tra i quali geomorfologico, glaciologico, mineralogico, paleontologico, vulcanologico, sedimentologico, idrogeologico, geo-storico, geo-turistico.

Figura 1. Distribuzione dei geositi nel territorio piemontese distinti per ambito e sotto-ambito di classificazione (base GeoPiemonte Map 2021).

L’elenco include due geositi di rilevanza internazionale, riconosciuti dalla IUGS (International Union of Geological Sciences): il Global Boundary Stratotype Section and Point (GSSP) che segna il confine Oligocene-Miocene a Carrosio, e il limite crosta-mantello (discontinuità di Mohorovičić) a Premosello. 

Figura 2. Discontinuità di Mohorovich (limite crosta-mantello) nel Geosito di Premosello-Chiovenda

Il riconoscimento del geosito di Premosello come IUGS Geological Heritage Site nell’agosto 2024 è maturato nell’ambito della partecipazione di Arpa al tavolo Ispra-RISG (Rete italiana dei servizi geologici regionali) sul patrimonio geologico, a partire dal momento della sua istituzione. 

Le attività hanno dato vita a preziose occasioni di divulgazione e confronto, aperte anche al pubblico. Tra queste, merita una menzione la conferenza "I geositi e il patrimonio geologico della Regione Piemonte", tenutasi il 10 ottobre 2024 presso il Museo Regionale di Scienze Naturali. L'evento ha avuto lo scopo di illustrare al pubblico la ricchezza del patrimonio geologico del Piemonte e le eccellenze geologiche dei primi geositi, ed è stato promosso tra i geoeventi presentati da Arpa Piemonte nell’ambito della XII Edizione della Settimana del Pianeta Terra, l'iniziativa nazionale dedicata alla divulgazione delle geoscienze, svoltasi dal 6 al 13 ottobre 2024.

Figura 3. Eventi organizzati per la Settimana del Pianeta Terra 2024, tra cui la conferenza del 10 ottobre sui geositi
Anno
2025