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Energia, risposte per l'Aria

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Le linee di intervento affidate ad Arpa Piemonte, per mitigare le pressioni ambientali dovute all'uso dell'energia sono essenzialmente di due tipo: una verifica diretta dello stato di manutenzione e dell'efficenza dei generatori di calore e un controllo sulla qualità delle attestazioni di prestazione energetica degli edifici, dunque un controllo di tipo indiretto, volto a migliorare la qualità delle prestazioni professionali. 

Anno
2026
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Rete di monitoraggio dei pollini

Anno
2026

Dal 2002 Arpa Piemonte ha attivato una Rete regionale di monitoraggio dei pollini allergenici e delle spore fungine. Attualmente la rete è composta da 5 stazioni attive: 4 situate in aeree urbane densamente popolate, dove l’incidenza delle allergie è in costante crescita, e una, a Omegna (Lago d’Orta), collocata in un’area di particolare interesse per le caratteristiche climatiche e vegetative. 

Da ottobre del 2024 è attiva la stazione di monitoraggio di La Loggia (TO) mentre un campionatore installato presso la sede di Torino è in fase di test.

PollNET - Rete di monitoraggio dei pollini in Piemonte

Il monitoraggio dei pollini aerodispersi, finalizzato a valutarne quantità e composizione, viene effettuato in modo continuo durante l’intero anno solare mediante strumenti di campionamento dedicati.  I dati raccolti consentono la produzione di un bollettino settimanale dei pollini allergenici, pubblicato e reso disponibile sia agli allergologi sia ai pazienti, consultabile sul sito istituzionale e diffuso attraverso diversi canali mediatici.

Il monitoraggio aerobiologico permette di identificare le variazioni stagionali del contenuto atmosferico di pollini e di elaborare calendari specifici per le aree oggetto di campionamento. A partire dal 2013 sono infatti disponibili i calendari pollinici, che illustrano l’andamento annuale stimato delle concentrazioni per le diverse famiglie polliniche

I bollettini e i calendari forniscono indicazioni sui livelli di concentrazione pollinica e sui tempi di permanenza dei pollini in atmosfera. In particolare, i bollettini settimanali sintetizzano le concentrazioni giornaliere di famiglie e specie allergizzanti e danno un’indicazione della tendenza del numero di pollini nella settimana successiva, anche in relazione alle previsioni meteorologiche. 

I calendari pollinici consentono inoltre di evidenziare le variazioni stagionali del tipo e della quantità dei pollini presenti in atmosfera, mettono in evidenza i periodi di fioritura delle piante allergeniche. Tali periodi variano in funzione della famiglia pollinica considerata e, in parte, delle condizioni climatiche. 

Le informazioni relative alla durata della pollinazione e alle concentrazioni di pollini presenti in atmosfera assumono pertanto un’importanza non solo in ambito sanitario, ma anche sotto il profilo ambientale.

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Radiazioni ionizzanti, fattore per l'aria

Tema
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In atmosfera è riscontrabile attività radiogena causata dagli elementi naturalmente radioattivi presenti nel sottosuolo o da attività umane, principalmente incidenti, che hanno portato al rilascio di radionuclidi in atmosfera.

Le emissioni del gas radioattivo radon dal sottosuolo costituiscono un fattore di pressione ambientale localmente rilevante.

Informazioni e risorse aggiuntive

Rapporti sulla radioattività ambientale di Arpa Piemonte https://www.arpa.piemonte.it/approfondimenti/temi-ambientali/radioattivita/reti-monitoraggio/documentazione

Anno
2026
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I PFAS nelle acque superficiali e sotterranee in Piemonte

Anno
2026
Dove trovare le informazioni sui PFAS

Nella sezione "Monitoraggio dal 2021" del   Portale sui PFAS di Arpa Piemonte sono pubblicati i risultati delle analisi PFAS condotte da Arpa Piemonte a partire dal 2021.

Cosa sono i PFAS

Le sostanze Poli- e Per-fluoroalchiliche (PFAS) note sono oltre 10.000, non esistono in natura e sono prodotte unicamente per sintesi o per degradazione dei prodotti di sintesi.

I PFAS hanno una vasta gamma di proprietà fisiche e chimiche e possono essere gas, liquidi o polimeri solidi ad alto peso molecolare.

Le molecole più utilizzate e studiate di questa famiglia sono l’acido perfluoroottanoico (PFOA) e l’acido perfluoroottansolfonico (PFOS). 

I PFAS sono costituiti da catene di carbonio parzialmente o totalmente fluorurate, la  lunghezza della catena fluorurata e i diversi gruppi chimici funzionali che vengono a questa connessi  determinano le differenti caratteristiche chimico-fisiche di ogni sostanza e influenzano il loro comportamento nell’ambiente e negli organismi, nonché il loro bioaccumulo e la loro tossicità.

Molte delle sostanze perfluoroalchiliche (come ad es. il  PFOA  , il PFOS e le catene C9-C14 PFCAs) sono già identificate come sostanze persistenti, bioaccumulabili e tossiche (PBT) o molto persistenti e molto bioaccumulabili (vPvB); per altre sostanze sono ancora in corso le valutazioni.

Tali proprietà conferiscono la caratteristica di sostanze estremamente preoccupanti (SVHC - Substance of very high concern) per le quali il Parlamento Europeo presta particolare attenzione nella gestione del rischio.

Usi dei PFAS - Modificato da https://defence.gov.au
Dove sono presenti

A partire dagli anni Cinquanta i PFAS si sono diffusi in tutto il mondo, utilizzati per rendere resistenti ai grassi e all'acqua tessuti, carta, rivestimenti per contenitori di alimenti ma anche per la produzione di pellicole fotografiche, schiume antincendio, detergenti per la casa. Si trovano nei cosmetici, nei capi di abbigliamento impermeabili, nelle padelle antiaderenti, negli imballaggi in carta. Sono presenti in numerosissimi prodotti di uso comune e sono ancora oggi indispensabili in diversi processi industriali.

Come conseguenza dell’estensiva produzione e uso dei PFAS e delle loro caratteristiche chimiche, questi composti sono stati rilevati in concentrazioni significative nell’ambiente e negli organismi viventi. Ciò è riconducibile alla persistenza nell’ambiente dovuta all’elevata stabilità del legame carbonio-fluoro, alla mobilità nei suoli e nelle acque, all'elevata solubilità nelle acque e alla capacità di bioaccumulo nel Biota per l’assenza di biotrasformazioni.

Data la loro capacità di accumularsi negli organismi, la concentrazione di PFAS aumenta man mano che si sale lungo la catena alimentare, attraverso il meccanismo detto di bioamplificazione. Infatti, considerando che l’esposizione dell’uomo avviene principalmente per via alimentare, per inalazione e per ingestione di polveri, nel momento in cui queste sostanze contaminano l’acqua, entrano nella catena alimentare attraverso il suolo, la vegetazione, le coltivazioni, gli animali e quindi gli alimenti.

Vie di esposizione tipiche per i PFAS - Fonte Agenzia Europea dell'Ambiente
Quali sono le norme che si applicano ai PFAS

Dal 2006 l’Unione Europea ha previsto restrizioni per produzione e utilizzo del PFOS, ad oggi incluso tra le sostanze vietate nell’Allegato XVII del  Regolamento 1907/2006 (REACh). 

Dal 2020 anche il PFOA non è più prodotto o commercializzato.  

Dal 2019, per le acque superficiali e sotterranee, in Italia sono definiti  Standard di Qualità Ambientale  (SQA) di alcuni PFAS, superati i quali i corpi idrici ricevono un giudizio inferiore di qualità e la pianificazione di bacino idrografico definisce interventi correttivi.

Il 21 marzo 2023 è entrato in vigore il decreto legislativo 18/2023 Attuazione della  Direttiva 2020/2184  del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2020, concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano”. 

Esso prevede che, qualora vengano superati i valori di parametro fissati, è necessario prendere misure appropriate per ridurre o eliminare il rischio.

Cosa si sta facendo in Piemonte

Arpa Piemonte ha avviato l’attività analitica nel 2009 monitorando la diffusione dei PFAS nei corpi idrici regionali; l’attività si è sviluppata negli anni indagando altre matrici e ampliando il numero delle sostanze ricercate. 

Nell’ambito del monitoraggio dei corpi idrici è stata presto riscontrata la presenza di diverse sostanze PFAS ed è stata individuata una zona particolarmente contaminata a causa di un inquinamento puntuale storico e tuttora attivo, intorno al Polo Chimico di Spinetta Marengo ove vengono prodotte tali sostanze. 

Nel 2009 Arpa determinava nelle acque solo PFOA e PFOS, oggi le sostanze ricercate e quantificate dai laboratori sono più di 20 individuate tra le molecole rilevanti per aggiornamenti normativi o criticità sito-specifiche. L’evoluzione tecnologica della strumentazione in uso ha permesso negli anni di ottimizzare la sensibilità dei metodi adottati e di conseguenza è possibile confermare la diffusione di queste sostanze anche se in concentrazioni molto ridotte

Per individuare eventuali altre fonti di inquinamento da PFAS sul territorio regionale, Arpa Piemonte ha attivato una campagna di controlli di scarichi che potenzialmente potessero essere fonti di immissione di PFAS nell’ambiente: aziende nel cui ciclo produttivo possono essere presenti PFAS (trattamento di rifiuti, trattamenti galvanici, produzione e trattamento dei tessuti, cartiere) e depuratori civili e industriali che scaricano su corsi d’acqua.

A partire dal 2023 è in fase di sviluppo una attività sperimentale per la ricerca di PFAS in campioni di aeriformi, percolati di discarica, fanghi di depurazione, suoli e rifiuti per verificare la diffusione delle sostanze.

Nella sezione "Monitoraggio dal 2021" del   Portale sui PFAS di Arpa Piemonte sono pubblicati i risultati delle analisi PFAS condotte da Arpa Piemonte a partire dal 2021.

I rischi per la nostra salute

Per informazioni specialistiche e dettagliate si rimanda:

Regione Piemonte Inquinamento da PFAS e rischi per la salute https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/prevenzione/inquinamento-pfas-rischi-per-salute

Regione Piemonte Inquinamento da PFAS nel polo chimico di Spinetta Marengo https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/prevenzione/inquinamento-pfas-attivita-monitoraggio-limitazione-rischio

Istituto Superiore di Sanità Sostanze per- e poli-fluorurate (PFAS) 

Agenzia Europe per l'Ambiente https://www.eea.europa.eu/it/segnali/segnali-2020/infografica/effetti-delle-pfas-sulla-salute-umana/view

Informazioni e risorse aggiuntive

  Portale sui PFAS di Arpa Piemonte https://webgis.arpa.piemonte.it/pfas_acque/home

Inchiesta di Le Monde 'Forever pollution': Explore the map of Europe's PFAS contamination https://www.lemonde.fr/en/les-decodeurs/article/2023/02/23/forever-pollution-explore-the-map-of-europe-s-pfas-contamination_6016905_8.html

Regolamento 1907/2006 (CE) n. del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006 concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH), che istituisce un'agenzia europea per le sostanze chimiche, che modifica la direttiva 1999/45/CE e che abroga il regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio e il regolamento (CE) n. 1488/94 della Commissione, nonché la direttiva 76/769/CEE del Consiglio e le direttive della Commissione 91/155/CEE, 93/67/CEE, 93/105/CE e 2000/21/CE  (REACh). http://data.europa.eu/eli/reg/2006/1907/2009-06-27

Standard di qualità ambientale applicabili alle acque superficiali (SQA) di alcuni PFA https://eur-lex.europa.eu/IT/legal-content/summary/environmental-quality-standards-applicable-to-surface-water.htmlv

Decreto legislativo 18/2023 “Attuazione della Direttiva 2020/2184 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2020, concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano”. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2023/03/06/23G00025/sg

EUROPEAN HUMAN BIOMONITORING DASHBOARD https://hbm.vito.be/eu-hbm-dashboard

Documento programmatico Iniziativa europea di biomonitoraggio umano PFAS https://www.hbm4eu.eu/wp-content/uploads/2022/06/Policy-Brief-PFAs_IT.pdf

Organizzazione per la Cooperazione e la Sicurezza in Europa https://www.oecd.org/chemicalsafety/portal-perfluorinated-chemicals/

Vie di esposizione tipiche per i PFAS - https://www.eea.europa.eu/publications/emerging-chemical-risks-in-europe/emerging-chemical-risks-in-europe

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Controlli della concentrazione di fibre di amianto aerodisperse nei cantieri dell'alta velocità ferroviaria

Anno
2026
Terzo Valico dei Giovi

Nel corso del 2025 i principali cantieri di scavo attivi della linea ferroviaria ad Alta Capacità/Alta Velocità Milano-Genova “Terzo Valico dei Giovi” sono stati: il cantiere “finestra Val Lemme” sito nel territorio del comune di Voltaggio, il cantiere stradale NV15 nel comune di Carrosio (SP160), il cantiere “finestra Castagnola” nel comune di Fraconalto, i cantieri “Moriassi e Radimero” nel comune di Arquata Scrivia e i cantieri COP6, COP7, COP11 e COP12 di Novi Ligure. 

Sono inoltre rimasti attivi i seguenti siti di deposito: ex cava Cementir nel comune di Voltaggio, cascina Romanellotta, Vassuria e Guendalina nel comune di Pozzolo Formigaro e cava Bolla in comune di Alessandria, Fraz. Spinetta M.go.  Nel corso dell’anno si sono conclusi i conferimenti presso cava Bolla e cava Vassuria.

Arpa Piemonte effettua attività di monitoraggio del materiale aerodisperso dal 2013, anche in parallelo al proponente. La finalità dei monitoraggi ambientali è garantire un controllo sulla qualità dell’aria in termini di concentrazione di fibre di amianto aerodisperse/litro di aria, poiché nelle zone in cui sono attivi gli scavi esistono formazioni geologiche contenenti rocce asbestifere.

La rete di monitoraggio è stata estesa anche ai siti di deposito a partire dal 2016 in quanto è stato stabilito di collocarvi le terre e rocce contenenti amianto (< 1000 mg/kg) secondo il Protocollo Gestione Amianto per il Terzo Valico Ferroviario Dei Giovi, reperibile sul sito  dell’Osservatorio Ambientale https://www.osservatoriambientali.it/home/gli-osservatori-ambientali-e-le-linee-av-ac/la-linea-terzo-valico-dei-giovi/gestione-rischio-amianto---documenti.html

Sono inoltre proseguite le attività in coerenza con le due convenzioni inerenti l’opera, la prima stipulata tra Arpa Piemonte, RFI S.p.a. e CoCIV volta al supporto tecnico scientifico all’Osservatorio Ambientale, per la tutela degli aspetti ambientali, al fine di garantire il corretto accompagnamento ambientale dell’opera e la seconda tra Arpa Piemonte e CoCIV legata alla gestione delle terre e rocce da scavo.

Relativamente alle analisi sui campioni di materiale aerodisperso prelevati da Arpa Piemonte all’esterno dei cantieri di scavo e deponia, queste ultime hanno normalmente evidenziato concentrazioni di amianto inferiori al limite di rilevabilità strumentale; diversamente la concentrazione di fibre di amianto determinata è risultata inferiore al valore di 1 fibra litro assunto come riferimento in ambiente di vita. 

Terzo Valico dei Giovi: risultati del monitoraggio dell’amianto aerodisperso espressi in fibre/litro di aria ambiente
Punto prelievo gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre
Finestra Val Lemme 1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1
Finestra Val Lemme 2 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1
Ex cava Cementir 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1
Finestra Castagnola 1 0,1 0,1 0,1 0,6 0,1 0,1 0,1
Finestra Castagnola 2 0,1 0,1 0,1 0,4 0,1 0,1 0,1
Pozzo Radimero 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1
Cascina Romanellotta 1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1
Cascina Romanellotta 2 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1
COP7 1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1
COP7 2 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1
Moriassi 2 0,1/0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1
NV15 0,1 0,1 0,4 0,1
COP11 0,1 0,1 0,3 0,1 0,1 0,1 0,1
COP12 0,1 0,1 n.d 0,1 0,1 0,1 0,4
DP07- Cascina Bolla 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1
Moriassi 1 -COP4 0,1/0,1 0,1/0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1
COP6 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1
COP11 * SECONDA CINT 0,1
Cascina VASSURIA 0,1 0,1
Cascina Guendalina 1 0,1
Cascina Guendalina 2 0,1
Terzo Valico dei Giovi: risultati del monitoraggio dell’amianto aerodisperso espressi in fibre/litro di aria ambiente - anno 2025 - Fonte Arpa Piemonte

Nel corso dell’anno si è proceduto alla verifica di 7 membrane di materiale aerodisperso prelevate da COCIV evidenziando compatibilità tra i risultati di Arpa e quelli del laboratorio incaricato dal Proponente.

Sono stati altresì analizzati dal C.R.A. ambientale 88 campioni di terre e rocce da scavo,  prelevati dai servizi territoriali di Alessandria.
 

Torino - Lione

Il progetto della linea ferroviaria Torino-Lione prevede la realizzazione di una nuova linea ferroviaria internazionale lunga circa 235 km, dedicata al trasporto sia di merci che di passeggeri.

Per la conformazione geologica locale durante le fasi di realizzazione delle gallerie è possibile rinvenire la presenza di amianto nelle rocce scavate; perciò, Il Centro Regionale Amianto Ambientale di Arpa Piemonte ha effettuato la validazione del monitoraggio ambientale eseguito dal Proponente dell’Opera all’esterno del cantiere, come previsto dalla Delibera CIPE 86/2010 al punto 83.

L’attività di validazione è stata effettuata sia per la verifica delle condizioni di prelievo, mediante il campionamento in parallelo delle postazioni del monitoraggio ambientale, sia per la verifica del risultato analitico prodotto, mediante l’analisi di porzioni di membrane acquisite dal laboratorio incaricato. 

Nel 2025, l’attività di validazione dei dati è stata effettuata sulle matrici ambientali aria e acqua, presso i seguenti Cantieri Operativi: CO34 Tunnel di base (10 campioni di aerodispersi, 2 acque reflue e 3 campioni di terre e rocce da scavo), CO10 Salbertrand (10 campioni di aerodispersi e 5 campioni di terre e rocce da scavo), CO02C nuovo autoporto di San Didero (6 campioni di aerodispersi), Piana di Susa (11 campioni di aerodispersi), Caprie (8 campioni di aerodispersi). Nella tabella successiva si riportano i risultati delle analisi eseguite su campioni prelevati da Arpa limitatamente agli ultimi tre anni.

Torino-Lione: risultati del monitoraggio dell’amianto aerodisperso - anni 2022-2025
Località Piazzale Museo Archeologico Chiomonte B_B Garbin - Chiomonte San Didero San Didero San Didero Salbertrand Salbertrand Piana di Susa Piana di Susa
30/11/2022 0.1 0.1 0.1
01/12/2022 0.2 0.1 0.1
07/03/2023 0.6 non leggibile
08/03/2023 0.7 non leggibile
09/03/2023 non leggibile 0.2
14/03/2023 0.4
15/03/2023 0.2 0.3
16/03/2023 0.8 0.4
23/03/2023 0.1 0.1
16/08/2023 0.2 0.1 0.1
05/07/2024 0.1
09/07/2024 0.1 0.1
07/10/2024 0.1 0.1
29/05/2026 0.1
10/12/2025 0.1
04/11/2025 0.1 0.1
05/11/2025 0.1
19/11/2025 0.1 0.1
10/12/2025 0.1
Torino-Lione: risultati del monitoraggio dell’amianto aerodisperso espressi in fibre/litro di aria ambiente - anni 2022-2025 - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Commissario Terzo Valico    https://terzovalico.mit.gov.it/ambiente/controllo-aria/

Opuscolo amianto (mit.gov.it) https://terzovalico.mit.gov.it/wp-content/uploads/2021/04/opuscolo-amianto_0.pdf

Delibera numero 86, del 18 Novembre 2010 PROGRAMMA DELLE INFRASTRUTTURE STRATEGICHE (l. 443/2001). NUOVO COLLEGAMENTO INTERNAZIONALE TORINO-LIONE: CUNICOLO ESPLORATIVO DE LA MADDALENA. APPROVAZIONE PROGETTO DEFINITIVO E FINANZIAMENTO https://ricerca-delibere.programmazioneeconomica.gov.it/media/docs/2010/E100086.pdf

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Bollettino Ozono

Anno
2026

Il bollettino ozono fornisce informazioni sui livelli di ozono osservati il giorno che precede quello di emissione e sui livelli previsti per i due giorni successivi, su quattro aree omogenee - due relative alla zona alpina e due alla zona di pianura-collina - in cui è stato suddiviso il territorio regionale.

Viene emesso nel periodo tarda primavera-estate, generalmente da maggio a settembre, nei giorni feriali entro le ore 14.

Bollettino Ozono - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Arpa Piemonte Bollettino Ozono https://www.arpa.piemonte.it/bollettino/bollettino-ozono

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Bollettino PM10

Anno
2026
Report giornaliero sulla media e sul numero di superamenti del valore limite giornaliero di PM10

Il bollettino espone quotidianamente il numero di superamenti del valore limite giornaliero di PM10 occorsi su ogni stazione della rete di monitoraggio dall’inizio dell’anno fino al giorno precedente quello di visualizzazione. 

Il bollettino permette inoltre il confronto con quanto avvenuto negli ultimi dieci anni a livello di singola stazione.

Informazioni e risorse aggiuntive

Arpa Piemonte Report giornaliero PM10 sulla media e sul numero di superamenti del valore limite giornaliero di PM10 dal primo gennaio fino alla data di riferimento Stazioni del Sistema Regionale Rilevamento Qualità Aria con analizzatore automatico di PM10 http://www.arpa.piemonte.it/rischi_naturali/snippets_arpa/report_giornaliero_pm10/

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Rischi naturali, impatti del Clima

Tema
Tipo
img-intro
clima impatti
Paragrafi

La valutazione degli impatti del clima nel caso dei rischi naturali è possibile analizzando separatamente gli elementi che costituiscono il rischio: l'effetto atteso e la probabilità che un evento si verifichi.

Nel caso di rischi naturali, l'effetto atteso, ovvero la magnitudo dei danni dovuti ad un evento avverso, è proporzionale sia al maggiore o minore danno causato da un singolo evento, a sua volta dovuto ad un maggiore o minore pericolosità della situazione del territorio, sia alla maggiore o minore frequenza di eventi avversi, che cumulativamente causano danno, una maggiore frequenza registrata porta a inferire un aumento della probabilità di ripetizione dell'evento.

La entità degli effetti al suolo, il numero degli eventi in un determinato arco temporale o la variazione della pericolosità di specifiche situazioni, costituiscono tutti indicatori utili alla valutazione dell'impatto del clima sui rischi naturali.

 

Informazioni e risorse aggiuntive

In questo sito I ghiacciai nelle Alpi piemontesi

 

Anno
2026
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Valutazioni ambientali

Tema
Tipo
Paragrafi

Le valutazioni ambientali sono uno strumento fondamentale per assicurare che lo sviluppo del territorio e le attività umane si svolgano nel rispetto dell’ambiente e della salute delle persone, in linea con il principio di sostenibilità previsto dalle normative europee. 

In Italia, questo equilibrio è regolato dal Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (il cosiddetto Codice dell’Ambiente), che nella sua Seconda Parte disciplina le procedure di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). A queste si affianca la Valutazione di Incidenza Ecologica (VIEc o VIncA), prevista dall’art. 5 del D.P.R. 357/1997, che ha lo scopo specifico di salvaguardare i siti della Rete Natura 2000.
 

Informazioni e risorse aggiuntive

Codice dell'Ambiente, Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 https://www.normattiva.it/eli/id/2006/04/14/006G0171/CONSOLIDATED

 D.P.R. 357/1997, attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche https://www.normattiva.it/eli/id/1997/10/23/097G0390/CONSOLIDATED

Anno
2026
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Interventi di misura e di valutazione su impianti per telecomunicazioni

Anno
2026

Per ogni nuova installazione di impianti di telecomunicazione è previsto che Arpa Piemonte esprima un parere preventivo: si tratta di un’azione di prevenzione molto importante che permette contemporaneamente l’acquisizione, validazione e inserimento in un catasto dei dati tecnici sulle sorgenti di campo elettromagnetico. 

Andamento nel tempo del numero di interventi di misura e di pareri preventivi rilasciati da Arpa. Fonte Arpa Piemonte
Andamento nel tempo della percentuale di misura in banda stretta effettuate da Arpa

Nel 2025 sono stati effettuati 313 interventi di misura di impianti di telecomunicazioni su tutta la Regione. 

Di queste misure, 60 (pari a circa il 18%) sono state misure in banda stretta, cioè complesse misure di approfondimento che permettono di identificare i soggetti che contribuiscono al livello di campo elettromagnetico in un certo punto. 

Si può vedere come la percentuale di misure in banda stretta sia passata, negli ultimi 4 anni, da valori sotto il 10% a valori dell’ordine del 20%: questo è dovuto alle situazioni di emissione sempre più complesse, con presenza di molte sorgenti che insistono su una stessa area, e all’aumento di punti “critici” soprattutto in aree urbane, in cui è necessario valutare i livelli di esposizione in modo più completo ed accurato, in quanto gli stessi livelli si avvicinano al valore di attenzione oppure al limite di esposizione fissato dal DPCM 08/07/2003.

Siccome le misure in banda stretta richiedono più tempo sia per l’esecuzione delle misure, sia per l’analisi dei dati, risulta che il trend del numero globale di interventi di misura è in lieve decrescita negli ultimi anni.

L’Agenzia, a partire dal 2024, effettua anche rilievi mediante drone per la verifica delle direzioni di irraggiamento delle antenne e di altri parametri, quali altezza del centro elettrico e tilt meccanici. Nel 2025 sono stati effettuati 22 sorvoli su impianti di telefonia mobile al fine di verificare lo stato di fatto rispetto a quanto autorizzato.

Il numero totale di pareri e pronunciamenti rilasciati rappresenta un buon indicatore sia dell'attività di controllo svolta dall'agenzia, in relazione alla richiesta normativa, sia dello sviluppo delle reti per telecomunicazioni Nel corso del 2025 sono stati rilasciati circa 1700 pareri, in diminuzione rispetto al 2024, anno di entrata in vigore delle modifiche normative.

Informazioni e risorse aggiuntive

DECRETO LEGISLATIVO 1 agosto 2003, n. 259 Codice delle comunicazioni elettroniche. https://www.normattiva.it/eli/stato/DECRETO_LEGISLATIVO/2003/08/01/259/CONSOLIDATED

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