Geologia e nivologia

Incidenti in valanga

Anno
2026

La stagione 2024–2025, con ben 11 incidenti in valanga, risulta nettamente superiore alla media (pari a 6,1 incidenti/anno) e si colloca tra le 8 più critiche nel periodo 1983-2025 (Figura 1).

Distribuzione del numero di incidenti negli ultimi 42 anni. La linea tratteggiata (nera) e la linea intera (rossa) descrivono rispettivamente la media (6.1 incidenti/anno) e la tendenza polinomiale. Fonte Arpa Piemonte

Da quest’anno l'indicatore relativo agli incidenti in valanga è consultabile nella Banca dati indicatori ambientali. Nella piattaforma dedicata vengono riportate informazioni aggiuntive sulla metodologia di raccolta dati e sulla rilevanza del database.
La descrizione sintetica dei singoli incidenti è riportata nella seguente tabella; i numeri relativi al 2025 sono riportati nei due grafici che seguono. 

Descrizione sintetica degli incidenti da valanga nella stagione 2024-2025. Fonte Arpa Piemonte
Incidenti in valanga in Piemonte - Numero di eventi e di persone coinvolte
Incidenti in valanga in Piemonte - Numero di persone coinvolte e conseguenze

Localizzazione incidenti

Gli incidenti in valanga si sono concentrati prevalentemente nei settori meridionali e occidentali, due casi si sono verificati nei settori settentrionali.

Distribuzione degli incidenti della stagione 2024-2025 sui settori alpini piemontesi. Fonte Arpa Piemonte

Distribuzione temporale

Si osserva un picco stagionale (5 incidenti su 11) concentrati nel periodo 13-18 marzo 2025.

Distribuzione giornaliera degli incidenti nel corso della stagione 2024-2025. Fonte Arpa Piemonte

Persone coinvolte

Negli 11 incidenti registrati, sono state coinvolte 21 persone di cui 3 sono decedute, 5 sono rimaste ferite e 13 sono risultate illese.

Conseguenze sulle persone coinvolte negli incidenti registrati nel corso della stagione 2024-2025.Fonte Arpa Piemonte

Grado di pericolo

La maggior parte degli incidenti (7 su 11) si è verificata con grado di pericolo 3–Marcato. I restanti sono equamente distribuiti tra i gradi di pericolo 2-Moderato e 1-Debole.

Distribuzione del numero di incidenti secondo il grado di pericolo valanghe emesso nella zona dell’evento. Fonte Arpa Piemonte

Caratteristiche del terreno

Gli incidenti si sono concentrati:

  • su inclinazioni di pendio fra 35°–40° (10 casi su 11),
  • nella fascia altitudinale tra 2000–2500 metri (7 casi su 11),
  • su esposizioni di distacco da Nord Ovest a Nord Est (9 casi su 11).
A sinistra la percentuale di incidenti in valanga per classe di pendenza (a), in centro per fasce altimetriche (b), a destra per esposizione di distacco valanghe (c) nel corso della stagione 2024-2025. Fonte Arpa Piemonte

Problema valanghivo

Il problema valanghivo principale è rappresentato da strati deboli persistenti (8 casi), seguito da neve ventata (2 casi) e da neve bagnata (1 caso). La tipologia prevalente è rappresentata da valanghe a lastroni di superficie.

Numero di incidenti in valanga nel corso della stagione 2024-2025 suddivisi secondo il problema valanghivo. Fonte Arpa Piemonte

Utenti coinvolti

Tutti gli incidenti hanno coinvolto scialpinisti. La maggior parte si è verificata durante la fase di discesa (7 casi su 11). Gli utenti erano prevalentemente di nazionalità italiana (10 su 11).

Tipologia di utenti coinvolti negli incidenti nel corso della stagione 2024-2025. Fonte Arpa Piemonte

La statistica sugli incidenti da valanga presenta dei limiti, derivanti dalla sottostima degli eventi minori, dall’intensità di frequentazione delle aree, dalla mancanza di normalizzazione rispetto al numero di praticanti.

Per approfondimenti sulla dinamica degli incidenti in valanga e sulle condizioni nivologiche presenti nella zona dell’incidente si rimanda al rendiconto nivometro stagionale redatto ogni anno da Arpa Piemonte.

Informazioni aggiuntive

Banca dati incidenti AINEVA https://yetiweb.aineva.it/public/incidents

Rendiconto nivometrico stagione invernale 2024-2025

Paragrafo Attività valanghiva spontanea 

Scheda informativa Neve

Scheda informativa Valanghe

Capitolo Neve

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Mappa di suscettibilità per le frane superficiali del Piemonte

Anno
2026

Nel 2025 è stata pubblicata sul Geoportale la Mappa di suscettibilità alle frane superficiali del Piemonte, con l’obiettivo di contribuire alla caratterizzazione della pericolosità correlata ai fenomeni diffusi di frana superficiale che interessano le coperture eluvio-colluviali che ricoprono i versanti in ambiente alpino e collinare.

La suscettibilità è definita come la propensione o la tendenza che un determinato fenomeno si possa verificare in una data area del territorio. A differenza della pericolosità, che include la componente temporale (probabilità che l'evento accada in un certo istante) e contempla l’intensità del fenomeno (la sua magnitudo), la suscettibilità identifica dove è più probabile che un fenomeno si verifichi, in base alle caratteristiche intrinseche del territorio (fattori predisponenti), alla comparsa delle cause scatenanti (fattori innescanti).

Uno studio interdipartimentale condotto in Arpa Piemonte (Dipartimento Rischi Naturali e Ambientali, Dipartimento Valutazioni Ambientali e Dipartimento Sviluppo e Coordinamento Servizi, ICT e Promozione Ambientale) ha avuto come obiettivo la caratterizzazione di tali fenomeni tramite l’identificazione delle cause predisponenti che maggiormente condizionalo la loro occorrenza (Tiranti et al., 2019).

Dall’analisi dei principali fattori territoriali, sia quantitativi sia qualitativi, sono state individuate diverse unità territoriali di base, denominate denominate Zone Elementari. Queste sono state definite principalmente incrociando mappe tematiche qualitative - litologia, suolo e ambienti topografici – con parametri morfometrici quantitativi, quali  pendenza, esposizione, curvatura, quota.

Le Zone Elementari sono state poi intersecate con la mappa di densità delle frane storiche verificatesi tra il 1990 e il 2016 (circa 33.000 eventi di frana superficiale). Tale operazione ha consentito di individuare la correlazione tra la distribuzione delle frane storiche e le diverse Zone Elementari in cui esse ricadono.

Zone Elementari identificate dall’intersezione dei principali parametri territoriali e la densità di frane superficiali storiche. Fonte Arpa Piemonte
Distribuzione percentuale della densità di frane superficiali storiche per ogni Zona Elementare identificata. Fonte Arpa Piemonte

Da questa prima elaborazione geostatistica si ricava la mappa di suscettibilità per l'innesco di frane superficiali, le cui classi esprimono il numero massimo atteso di fenomeni franosi al verificarsi delle condizioni pluviometriche critiche per il loro innesco

  • Bassa (1< Densità <2 per km2)
  • Moderata (2< Densità <10 per km2)
  • Alta (10< Densità <20 per km2)
  • Molto Alta (Densità >20 per km2)

La mappa di suscettibilità è stata realizzata considerando territori con valori di pendenza compresi tra  18°-45° (campo di pendenza nel quale, secondo la letteratura scientifica, tali frane possono generalmente innescarsi). Successivamente sono stati inclusi anche campi di pendenza tra 15°e 60° per considerare anche i fenomeni più pellicolari (profondi pochi centimetri) – disintegrating soilslip – che si sviluppano su pendenze anche di poco inferiori ai 18° e decisamente superiori ai 45°. Sono state infine escluse dall’elaborazione le aree di affioramento roccioso, ovvero quelle porzioni di substrato roccioso che emergono in superficie, prive di copertura di suolo, vegetazione o depositi eluvio-colluviali superficiali.

Figura 2. La Mappa di Suscettibilità per Frane Superficiali Diffuse sul Geoportale. Fonte Arpa Piemonte
Riferimenti bibliografici e informazioni aggiuntive

Tiranti D., Nicolò G., Gaeta A. R. (2019) Shallow landslides predisposing and triggering factors in developing a regional early warning system. Landslides 16:2, 235-251. https://doi.org/10.1007/s10346-018-1096-8

Informativa sul Geoportale
https://webgis.arpa.piemonte.it/portal/apps/storymaps/stories/52488fe53919452b8b5f2044505f68db
 

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Mappa di suscettibilità per le colate detritiche del Piemonte

Anno
2026

Al fine di contribuire alla caratterizzazione della pericolosità correlata ai fenomeni di colata detritica incanalata che interessano i piccoli bacini alpini, nel 2025 è stata pubblicata sul Geoportale la Mappa di Suscettibilità per le colate detritiche incanalate (debris flow).

Per definizione, la suscettibilità è definita come la propensione o la tendenza che un determinato fenomeno si possa verificare in una specifica area del territorio. A differenza della pericolosità, che include la componente temporale (probabilità che l'evento accada in un certo istante) e contempla l’intensità del fenomeno (la sua magnitudo), la suscettibilità identifica dove è più probabile che un fenomeno si verifichi, in base alle caratteristiche intrinseche del territorio (fattori predisponenti) e alla comparsa delle cause scatenanti (fattori innescanti).

La mappa si basa su uno studio del Dipartimento Rischi Naturali e Ambientali di Arpa Piemonte, finalizzato alla caratterizzazione di tali fenomeni a partire dalla classificazione dei bacini alpini  nei quali possono verificarsi processi di colata detritica (Tiranti et al., 2014). 

Nello studio, i bacini alpini sono stati classificati in tre tipologie in funzione della litologia prevalente che costituisce il loro substrato e della relativa capacità di produrre quantità più o meno abbondanti di sedimento fine, con la granulometria delle argille. Tale classificazione, effettuata tramite il Clay Weathering Index (CWI), consente di valutare l'influenza del contenuto di frazione fine sul comportamento dei processi che si sviluppano all'interno dei bacini, distinguendo: 

- bacini Excellent Clay Maker (ECM) 
- bacini Good Clay Maker (GCM) 
- bacini Bad Clay Maker (BCM) 

I dettagli della classificazione sono disponibili nella pagina del portale Previsione di innesco delle colate detritiche incanalate.

I piccoli bacini alpini piemontesi classificati secondo il Clay Weathering Index. Fonte Arpa Piemonte

Inoltre, nello studio successivo di Tiranti (2024), i bacini alpini sono stati ulteriormente distinti in base alla loro capacità di generare o meno colate detritiche. Tale distinzione avviene considerando le caratteristiche morfometriche dei bacini e la percentuale di substrato roccioso affiorante che li caratterizza, individuando dei valori di percentuale di densità di affioramento roccioso.

Soglie percentuali di densità affioramento roccioso che caratterizzano un dato bacino oltre le quali si manifestano con alte probabilità determinati processi torrentizi (20% per i flussi iperconcentrati – HF – e il 60% per i debris flow (colate detritiche) – DF. Al di sotto del 20% il processo torrentizio maggiormente probabile è rappresentato da una piena torrentizia liquida a basso trasporto solido. Fonte Arpa Piemonte

Dall’intersezione tra la classificazione del Clay Weathering Index e le soglie di densità di affioramento è stata definita una mappa di suscettibilità per le colate detritiche in funzione delle caratteristiche del bacino, secondo lo schema seguente.

La magnitudo delle colate detritiche è generalmente inversamente proporzionale alla loro frequenza di occorrenza all’interno di un dato bacino. infatti, Considerando la pericolosità - che include l’intensità del fenomeno, ovvero la sua magnitudo - le classi di bacino ECM e BCM si invertirebbero di posizione nella scala: i bacini ECM tendono infatti a generare colate detritiche di magnitudo medio-bassa, mentre i bacini BCM sono caratterizzati da colate detritiche di magnitudo alta o molto alta. 

La mappa di Suscettibilità per le colate detritiche incanalate (debris flow). Fonte Arpa Piemonte
Riferimenti bibliografici e informazioni aggiuntive

Tiranti D. (2024) Alpine Catchments’ Hazard Related to Subaerial Sediment Gravity Flows Estimated on Dominant Lithology and Outcropping Bedrock Percentage. GeoHazards, 5(3), 652-682. https://doi.org/10.3390/geohazards5030034

Tiranti D., Cremonini R., Marco F., Gaeta A.R., Barbero S. (2014) The DEFENSE (DEbris Flows triggEred by storms - Nowcasting SystEm): an early warning system for torrential processes by radar storm tracking using a Geographic Information System (GIS). Computers & Geosciences 70: 96-109. https://doi.org/10.1016/j.cageo.2014.05.004

Informativa sul Geoportale
https://webgis.arpa.piemonte.it/portal/apps/storymaps/stories/52488fe53919452b8b5f2044505f68db
 

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Geological Strength Index (GSI) a scala regionale

Anno
2026

Nel 2025 è stata pubblicata sul Geoportale di Arpa la mappa del GSI - Geological Strength Index per gli affioramenti rocciosi del Piemonte a scala 1:250.000. Un affioramento roccioso è una porzione di roccia che emerge in superficie, direttamente visibile perché caratterizzato dall'assenza di suolo, vegetazione o sedimenti di copertura. 

Nella mappa, a ciascun affioramento roccioso cartografato è stato attribuito, oltre alla descrizione litologica derivata dalla carta GeoPiemonte, un valore medio di GSI - Geological Strength Index (Hoek et al., 1998; Marinos and Hoek 2001, Marinos et al., 2005; Marinos et al., 2006; Marinos, 2010; Marinos, 2020). Il GSI è un indice che definisce, seppur in modo qualitativo, le caratteristiche geomeccaniche degli affioramenti, permettendo distinguere tra ammassi rocciosi molto resistenti e quelli più facilmente alterabili e degradabili. 

La mappa è stata realizzata a partire dalla carta geologica regionale ufficiale GeoPiemonte a scala 1:250.000 (Piana et al., 2017) e dalla restituzione cartografica degli affioramenti rocciosi ottenuta tramite fotointerpretazione e analisi sistematica di carte tematiche regionali (es., Fogli CARG a scala 1:50.000; Carta IPLA dei Piani Forestali a scala 1:10.000, CTR, ecc.).

Per la determinazione del valore di GSI sono state utilizzate le tavole comparative di riferimento aggiornate in Marinos (2020) per ogni gruppo litologico considerato. Il confronto è stato effettuato, ove possibile, direttamente sul terreno, e, in alternativa, in modo indiretto, tramite la descrizione dell’ammasso roccioso ricavata dall’analisi delle voci in legenda di diverse cartografie di dettaglio (ad esempio Fogli CARG dove disponibili; cartografie inedite derivanti da studi professionali o prodotte durante lo svolgimento di tesi di laurea magistrali e dottorati di ricerca, ecc.).

La mappa così ottenuta a scala regionale costituisce una valida base per poter operare una prima valutazione qualitativa delle condizioni geotecniche e geomeccaniche degli ammassi rocciosi affioranti. Tali condizioni possono, ad esempio, influenzare le cause predisponenti e/o scatenanti di una frana e contribuire a discriminare lo stato di attività dei pericoli geologici da esse dipendenti.

Mappa regionale degli affioramenti rocciosi classificati in base al valore medio di GSI stimato: a scala regionale (a sinistra), zoom di dettaglio (a destra). Fonte Arpa Piemonte
Referenze bibliografiche

Marinos P. and Hoek E. (2000) Estimating the geotechnical properties of heterogeneous rock masses such as flysch. Bull Eng Geol Env; 60:85-92. https://doi.org/10.1007/s100640000090

Marinos P., Hoek E., Marinos V. (2006) Variability of the engineering properties of rock masses quantified by the geological strength index: the case of ophiolites with special emphasis on tunnelling. Bull Eng Geol Env; 65, 129–142. https://doi.org/10.1007/s10064-005-0018-x 

Marinos V., Marinos P., Hoek E. (2006) The geological strength index: applications and limitations. Bull Eng Geol Environ (2005) 64: 55–65. https://doi.org/10.1007/s10064-004-0270-5

Marinos P. V. (2010) New Proposed GSI Classification Charts for Weak or Complex Rock Masses. Bulletin of the Geological Society of Greece, 43, 1248-1258. https://doi.org/10.12681/bgsg.11301

Marinos V. (2019) A revised, geotechnical classification GSI system for tectonically disturbed heterogeneous rock masses, such as flysch. Bull Eng Geol Environ 78, 899–912. https://doi.org/10.1007/s10064-017-1151-z

Marinos V. (2020) Applications of the GSI System to the Classification of Soft Rocks. In: Kanji, M., He, M., Ribeiro e Sousa, L. (eds) Soft Rock Mechanics and Engineering. Springer, Cham. https://doi.org/10.1007/978-3-030-29477-9_19

Hoek E., Marinos P., Benissi M. (1998) Applicability of the geological strength index (GSI) classification for very weak and sheared rock masses. The case of the Athens Schist Formation. Bull Eng Geol Env; 57: 151–160. https://doi.org/10.1007/s100640050031

Piana F., Fioraso G., Irace A., Mosca P., d’Atri A., Barale L., Falletti P., Monegato G., Morelli M., Tallone S., et al.  (2017) Geology of Piemonte region (NW Italy, Alps–Apennines interference zone). J. Maps, 13, 395–405. https://doi.org/10.1080/17445647.2017.1316218

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Indice di Connettività per fenomeni di versante

Anno
2026

Al fine di ottenere una prima e speditiva valutazione dell’esposizione ai fenomeni di versante di strutture e infrastrutture a scala regionale, la Struttura Semplice Geologia e Nivologia del Dipartimento Rischi Naturali e Ambientali di Arpa Piemonte ha realizzato una mappa del grado di connessione morfologica (connettività) tra i diversi settori dei versanti alpini e i manufatti antropici di principale interesse strategico e di salvaguardia. La mappa è disponibile sul Geoportale.

L’analisi della connettività è stata condotta per caratterizzare e individuare le potenziali aree sorgenti di materiale mobilizzabile da fenomeni di versante, ponendo particolare attenzione alla loro effettiva connessione morfologica e topografica con la viabilità principale e le aree a elevata densità urbana.

L'indice di connettività (IC) è un indice basato sulla topografia, originariamente sviluppato da Borselli et al., 2008 e adattato agli ambienti montani da Cavalli et al., 2013.

Utilizzando un DEM (Modello Digitale di Elevazione, ovvero una rappresentazione digitale delle quote altimetriche di un territorio) ad alta risoluzione, è possibile generare una mappa IC di un dato versante calcolando le relazioni tra una serie di fattori che rappresentano il materiale potenzialmente mobilizzabile su di un certo settore di versante e la lunghezza del percorso di propagazione di tale materiale verso il manufatto antropico più vicino, tenendo anche conto dell'influenza della morfologia della superficie topografica sulla traiettoria di spostamento del materiale.

Per i dettagli sul metodo di calcolo si veda la scheda sul Geoportale.

L'indice di connettività (IC) così ottenuto è stato poi classificato in tre categorie di grado di connessione, ovvero di esposizione potenziale ai processi di versante: moderato, alto e molto alto.

Tale approccio ha consentito di identificare (N.B. senza considerare la componente cinetica dei processi di versante) quali target antropici sottostanti ad un dato settore di versante considerato sono connessi, e quindi potenzialmente raggiungibili, dai processi gravitativi che possono verificarsi in quel settore, evidenziando le porzioni di infrastrutture e aree urbanizzate direttamente esposte ai potenziali pericoli naturali che possono innescarsi sui vicini versanti.

Esempio di grado di connessione (ovvero di esposizione potenziale ai processi di versante) in un settore della Val di Susa per il target “viabilità” (a sinistra) e per il target “aree urbanizzate” (a destra). Fonte Arpa Piemonte
Referenze bibliografiche

Borselli L., Cassi P., Torri D. (2008) Prolegomena to sediment and flow connectivity in the landscape: A GIS and field numerical as-sessment. Catena, 75, 268–277. https://doi.org/10.1016/j.catena.2008.07.006

Cavalli M., Trevisani S., Comiti F., Marchi L. (2013) Geomorphometric assessment of spatial sediment connectivity in small Alpine catchments. Geomorphology, 188, 31–41. https://doi.org/10.1016/j.geomorph.2012.05.007

Crema S., Schenato L., Goldin B., Marchi L., Cavalli M. (2015) Toward the development of a stand-alone application for the as-sessment of sediment connectivity. In Rendiconti Online Societa Geologica Italiana; Societa Geologica Italiana; pp. 58–61. https://doi.org/10.3301/ROL.2015.37

Tiranti D., Cavalli M., Crema S., Zerbato M., Graziadei M., Barbero S., Cremonini R., Silvestro C., Bodrato G., Tresso F. (2016) Semi-quantitative method for the assessment of debris supply from slopes to river in ungauged catchments. Science of the Total Environment 554–555: 337–348. https://doi.org/10.1016/j.scitotenv.2016.02.150

Tiranti D., Crema S., Cavalli M., Deangeli C. (2018) An Integrated Study to Evaluate Debris Flow Hazard in Alpine Environment. Front. Earth Sci. 6:60. https://doi.org/10.3389/feart.2018.00060

 

Informazioni aggiuntive

Notizia sul Geoportale https://webgis.arpa.piemonte.it/portal/apps/storymaps/stories/dbb4e44621c5443a99ec05ec302af1b6

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Gruppo di Lavoro Ghiacciai

L’attività regionale in campo glaciologico si inserisce nel quadro di competenze del “Gruppo di Lavoro sul rischio connesso ai fenomeni di dissesto in ambienti glaciali e periglaciali”, Tavolo Tecnico istituito nel maggio 2024 dalla Protezione Civile Nazionale presso il Dipartimento della Protezione Civile (DPC). Il tavolo tecnico è stato creato con l'obiettivo di aggiornare ed omogeneizzare le procedure di monitoraggio dell’ambiente glaciale alpino italiano,in linea con le indicazione della Commissione Grandi Rischi a seguito del crollo del ghiacciaio della Marmolada nel luglio 2022. Il documento sulle azioni strategiche in tema di conoscenza, formazione, informazione e sensibilizzazione sui rischi in ambito alpino è stato presentato il 16 dicembre 2025 ed è disponibile online. 

La Regione Piemonte ha partecipato alle attività del sottogruppo Conoscenza, con tecnici di Arpa Piemonte e dei Settori Regionali Geologico e Protezione Civile.

In particolare, Arpa Piemonte ha contribuito fornendo esempi applicativi sui temi delle tecniche fotogrammetriche speditive per la cartografia e il monitoraggio dei rischi naturali in ambiente glaciale e dell’aggiornamento del catasto regionale dei ghiacciai. In tale contesto, l’Agenzia ha strutturato un gruppo “ghiacciai” in seno alla Struttura Semplice “Geologia e Nivologia”, afferente al Dipartimento Rischi Naturali e Ambientali, per l’osservazione, il monitoraggio dell’ambiente glaciale piemontese, la valutazione delle instabilità in atto e l’identificazione precoce dell’insorgere di nuove.
 

Il ghiacciaio della Bessanese il 18 settembre 2025. Fonte Arpa Piemonte

Il programma di osservazione è organizzato su base annuale e prevede sopralluoghi, sorvoli ed indagini per la definizione di un livello di conoscenza diffuso ed uniforme sui ghiacciai piemontesi. 

L'obiettivo è quello di creare una baseline che rappresenti una fotografia aggiornata dello stato dei ghiacciai, fungendo sia da riferimento per definire le priorità di approfondimento, sia da termine di confronto per valutare l’evoluzione nel tempo dei corpi glaciali e delle aree circostanti. Avviata nel 2022 e progressivamente ampliata con le campagne glaciologiche annuali successive, la raccolta dei dati ha portato a una standardizzazione delle informazioni geografiche, alfanumeriche e fotografiche, confluite nel livello “ghiacciai” del geoportale di Arpa Piemonte.

In accordo con i parametri definiti dal Tavolo Tecnico, le aree glacializzate caratterizzate da significativa frequentazione antropica sono oggetto di specifici approfondimenti. Queste attività sono finalizzate alla quantificazione delle trasformazioni in atto, in termini di estensione areale e volumetrica dei ghiacciai e ubicazione ed estensione delle instabilità mediante misure dirette, rilievi e confronti di modelli 3D multitemporali. I risultati degli studi sono sintetizzate nelle relazioni annuali disponibili sul sito di Arpa.

Stato di aggiornamento dei limiti dei ghiacciai piemontesi. Fonte Arpa Piemonte

Nel 2025, tra i mesi di luglio e novembre, sono state condotte 14 missioni di osservazione e monitoraggio dell’ambiente glaciale piemontese: su un totale di 161 corpi glaciali, ne sono stati visitati 110. Di questi, 11 sono stati raggiunti con sopralluoghi diretti, mentre un centinaio sono stati osservati dall’alto con sorvoli in elicottero. Il Settore Protezione Civile della Regione Piemonte ha fornito il supporto logistica aereo, consentendo una copertura quasi totale del territorio glacializzato piemontese.

Affiancando i rilievi con l’osservazione da remoto mediante immagini satellitari, sono stati aggiornati i limiti di 150 corpi glaciali, pari al 93% della superficie glacializzata piemontese; inoltre, per 50 ghiacciai è stato elaborato il modello 3D fotogrammetrico che ha permesso un confronto quantitativo delle trasformazioni avvenute. La sintesi dei risultati del monitoraggio 2025 dei ghiacciai è disponibile alla pagina dedicata in questo portale.

Nel complesso è risultata di fondamentale importanza la collaborazione con gli altri enti presenti sul territorio: il Comitato Glaciologico Italiano (CGI) e l'Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica (CNR-IRPI) hanno arricchito le conoscenze con informazioni storiche, sull’ubicazione, la nomenclatura e l’estensione dei ghiacciai e sulle instabilità geomorfologiche delle aree glaciali e periglaciali. Ulteriori contributi sono stati forniti dal Parco Nazionale Gran Paradiso, per i ghiacciai della Valle Orco, e dalla la Società Meteorologica Italiana per lo studio del ghiacciaio di Ciardoney. I sorvoli in elicottero sono eseguiti grazie al supporto con il Settore Protezione Civile della Regione Piemonte e con il Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese.

 

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Geologia e nivologia
Paragrafi

L’attività regionale in campo glaciologico si inserisce nel quadro di competenze del “Gruppo di Lavoro sul rischio connesso ai fenomeni di dissesto in ambienti glaciali e periglaciali”, Tavolo Tecnico istituito nel maggio 2024 dalla Protezione Civile Nazionale presso il Dipartimento della Protezione Civile (DPC). Il tavolo tecnico è stato creato con l'obiettivo di aggiornare ed omogeneizzare le procedure di monitoraggio dell’ambiente glaciale alpino italiano,in linea con le indicazione della Commissione Grandi Rischi a seguito del crollo del ghiacciaio della Marmolada nel luglio 2022. Il documento sulle azioni strategiche in tema di conoscenza, formazione, informazione e sensibilizzazione sui rischi in ambito alpino è stato presentato il 16 dicembre 2025 ed è disponibile online. 

La Regione Piemonte ha partecipato alle attività del sottogruppo Conoscenza, con tecnici di Arpa Piemonte e dei Settori Regionali Geologico e Protezione Civile.

In particolare, Arpa Piemonte ha contribuito fornendo esempi applicativi sui temi delle tecniche fotogrammetriche speditive per la cartografia e il monitoraggio dei rischi naturali in ambiente glaciale e dell’aggiornamento del catasto regionale dei ghiacciai. In tale contesto, l’Agenzia ha strutturato un gruppo “ghiacciai” in seno alla Struttura Semplice “Geologia e Nivologia”, afferente al Dipartimento Rischi Naturali e Ambientali, per l’osservazione, il monitoraggio dell’ambiente glaciale piemontese, la valutazione delle instabilità in atto e l’identificazione precoce dell’insorgere di nuove.
 

Il ghiacciaio della Bessanese il 18 settembre 2025. Fonte Arpa Piemonte

Il programma di osservazione è organizzato su base annuale e prevede sopralluoghi, sorvoli ed indagini per la definizione di un livello di conoscenza diffuso ed uniforme sui ghiacciai piemontesi. 

L'obiettivo è quello di creare una baseline che rappresenti una fotografia aggiornata dello stato dei ghiacciai, fungendo sia da riferimento per definire le priorità di approfondimento, sia da termine di confronto per valutare l’evoluzione nel tempo dei corpi glaciali e delle aree circostanti. Avviata nel 2022 e progressivamente ampliata con le campagne glaciologiche annuali successive, la raccolta dei dati ha portato a una standardizzazione delle informazioni geografiche, alfanumeriche e fotografiche, confluite nel livello “ghiacciai” del geoportale di Arpa Piemonte.

In accordo con i parametri definiti dal Tavolo Tecnico, le aree glacializzate caratterizzate da significativa frequentazione antropica sono oggetto di specifici approfondimenti. Queste attività sono finalizzate alla quantificazione delle trasformazioni in atto, in termini di estensione areale e volumetrica dei ghiacciai e ubicazione ed estensione delle instabilità mediante misure dirette, rilievi e confronti di modelli 3D multitemporali. I risultati degli studi sono sintetizzate nelle relazioni annuali disponibili sul sito di Arpa.

Stato di aggiornamento dei limiti dei ghiacciai piemontesi. Fonte Arpa Piemonte

Nel 2025, tra i mesi di luglio e novembre, sono state condotte 14 missioni di osservazione e monitoraggio dell’ambiente glaciale piemontese: su un totale di 161 corpi glaciali, ne sono stati visitati 110. Di questi, 11 sono stati raggiunti con sopralluoghi diretti, mentre un centinaio sono stati osservati dall’alto con sorvoli in elicottero. Il Settore Protezione Civile della Regione Piemonte ha fornito il supporto logistica aereo, consentendo una copertura quasi totale del territorio glacializzato piemontese.

Affiancando i rilievi con l’osservazione da remoto mediante immagini satellitari, sono stati aggiornati i limiti di 150 corpi glaciali, pari al 93% della superficie glacializzata piemontese; inoltre, per 50 ghiacciai è stato elaborato il modello 3D fotogrammetrico che ha permesso un confronto quantitativo delle trasformazioni avvenute. La sintesi dei risultati del monitoraggio 2025 dei ghiacciai è disponibile alla pagina dedicata in questo portale.

Nel complesso è risultata di fondamentale importanza la collaborazione con gli altri enti presenti sul territorio: il Comitato Glaciologico Italiano (CGI) e l'Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica (CNR-IRPI) hanno arricchito le conoscenze con informazioni storiche, sull’ubicazione, la nomenclatura e l’estensione dei ghiacciai e sulle instabilità geomorfologiche delle aree glaciali e periglaciali. Ulteriori contributi sono stati forniti dal Parco Nazionale Gran Paradiso, per i ghiacciai della Valle Orco, e dalla la Società Meteorologica Italiana per lo studio del ghiacciaio di Ciardoney. I sorvoli in elicottero sono eseguiti grazie al supporto con il Settore Protezione Civile della Regione Piemonte e con il Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese.

 

Anno
2026

Impiego del Servizio Europeo di Ground Motion - EGMS

Il Servizio Europeo di Ground Motion (EGMS) - finanziato dall’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) e parte del COPERNICUS Land Monitoring Service (CLMS), fornisce dal 2022 informazioni relative ai movimenti del terreno a scala europea.

Il servizio si basa sull'analisi interferometrica multitemporale delle immagini radar acquisite dal satellite Sentinel-1 a partire dal 2015. Grazie a questa tecnica avanzata, è possibile individuare punti di misura affidabili—come edifici, infrastrutture artificiali, affioramenti rocciosi e superfici prive di vegetazione—per i quali vengono resi disponibili dati sulla velocità di movimento (nell’ordine di millimetri all’anno) e le serie temporali di deformazione. I dati possono essere impiegati anche per lo studio e il monitoraggio dei fenomeni franosi.

Il servizio EGMS, accessibile a tutti, copre gran parte del territorio europeo e include integralmente l'Italia, come mostrato nella figura 1 seguente. La strategia di aggiornamento dei prodotti EGMS adotta un approccio a finestra mobile di cinque anni, garantendo una copertura temporale continua e progressiva. Il primo dataset, disponibile per il download, riguarda il periodo 2015-2021, seguito dall'aggiornamento relativo alle misurazioni del periodo 2019-2023. Il rilascio del dataset 2020-2024 ha subito ritardi e sarà rilasciato nel mese di Aprile 2026.

Figura 1: interfaccia del portale EGMS.

Gli utenti possono visualizzare e scaricare l'ultimo rilascio dell'EGMS sull'Explorer dedicato dalla piattaforma. Di default il servizio permette di visualizzare i dati ORTHO/Verticali (nelle componenti "ortho/vertical" e "ortho/east/west"), ma è possibile visualizzare anche i dati CALIBRATED (ascendenti e discendenti), attivando, per il Piemonte, le strisciate A20-161 e A21-088 (ascendenti) e D20-139 e D21-066 (discendenti).

Lo strumento “geographic archive search” consente infine di selezionare e scaricare i dati di interesse.

A partire dal 2023 Arpa Piemonte si occupa dell’analisi dei dati derivanti dal Servizio “Ground Motion” Europeo (EGMS) per l’aggiornamento della banca dati geologica regionale, che ha riguardato non solo lo studio dei prodotti e dei servizi offerti dal portale europeo ma anche l’integrazione di questi all’interno della struttura informativa regionale.

Per le attività, il 2025 ha rappresentato un anno di passaggio in cui si sono consolidate le procedure di analisi dei dati EGMS e, allo stesso tempo, si sono aperti nuovi scenari grazie all’avvio delle prime valutazioni sui prodotti SGMS nazionali e alla partecipazione alle iniziative del Progetto Iride, destinato a migliorare ulteriormente il monitoraggio satellitare. 

Tra le attività più significative rientra l’elaborazione delle ADA (Active Deformation Areas, ovvero Aree di Deformazione Attiva), che possono essere definite come gruppi (cluster) di PS (Permanent Scatterers) che mostrano un comportamento deformativo simile; esse sono utili per individuare aree interessate da movimenti significativi del suolo (Figura 2). Ad ogni ADA è associata la serie temporale di movimento.

Tali aree sono state calcolate utilizzando gli strumenti sviluppati nell'ambito di progetti europei RASTOOL e elaborate con la nuova versione dell'algoritmo ADAFinder, che ha permesso di ottenere output sintetici più leggibili e di effettuare una prima stima regionale degli impatti delle deformazioni tramite un algoritmo QGIS sviluppato ad hoc. 

Figura 2: rappresentazione delle ADA per una frana in comune di Sessame.

Parallelamente, è proseguito il rinnovamento delle schede e delle cartografie SIFraP - Sistema Informativo Fenomeni Franosi in Piemonte, con layout più intuitivi, grafici statistici aggiornati e una riorganizzazione complessiva dei contenuti per distinguere meglio gli aspetti geomorfologici da quelli relativi alla dinamica e al monitoraggio (Figura 3). 

Sono stati inoltre svolti approfondimenti su diversi siti della rete ReRCoMF (REte Regionale di COntrollo dei Movimenti Franosi come le frane del comune di Novalesa - località Rocciamelone, comune di Locana - località Rosone, comune di Quincinetto - località Chiappetti, comune di Ceppo Morelli - località Campioli Prequartera e comune di Pontestura - località Quarti (fenomeno codice SiFraP 006-01927-00 e fenomeno codice SiFraP 006-71330-00) che hanno confermato la coerenza tra interferometria, quadro geomorfologico e misure a terra.

Un risultato particolarmente importante è anche la verifica dell’affidabilità dei dati delle campagne di misura sui siti ReRCoMF attraverso l’analisi dei Corner Reflector, o riflettori angolari, che sono dispositivi passivi di solito metallici, progettati per riflettere le onde radar e rendere un punto più facilmente visibile ai satelliti. L'analisi dei dati ha mostrato concordanza tra dati satellitari interferometrici InSAR e misure GNSS effettuate sui capisaldi topografici della rete strumentale  di monitoraggio.

Figura 3: cartografia della scheda SIFRAP II Livello per la frana in comune di Oulx, codice 001-00756-01. In questa rappresentazione denominata "Monitoraggio e stato di attività" sono riportati i poligoni delle ADA e i punti con l'ubicazione degli strumenti di monitoraggio
Informazioni e risorse aggiuntive

Servizio Europeo di Ground Motion (EGMS) https://egms.land.copernicus.eu/

Barra, A., Solari, L., Béjar-Pizarro, M., Monserrat, O., Bianchini, S., Herrera, G., Crosetto, M., Sarro, R., González-Alonso, E., Mateos, R. M., Ligüerzana, S., López, C., & Moretti, S. (2017). A methodology to detect and update active deformation areas based on Sentinel-1 SAR images. Remote Sensing, 9(10), 1002. https://doi.org/10.3390/rs9101002

Arpa Piemonte - Rete regionale di controllo sui movimenti franosi ReRCoMF https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/rete-regionale-controllo-sui-movimenti-franosi-rercomf

Arpa Piemonte informazioni sui dati satellitari https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/prodotti-interferometrici-satellitari

SIFraP - Sistema Informativo Fenomeni Franosi in Piemonte https://geoportale.arpa.piemonte.it/app/public/?pg=mappa&ids=b48f3d83c8e74627b2acb63b36d25fe0

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Geologia e nivologia
Paragrafi

Il Servizio Europeo di Ground Motion (EGMS) - finanziato dall’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) e parte del COPERNICUS Land Monitoring Service (CLMS), fornisce dal 2022 informazioni relative ai movimenti del terreno a scala europea.

Il servizio si basa sull'analisi interferometrica multitemporale delle immagini radar acquisite dal satellite Sentinel-1 a partire dal 2015. Grazie a questa tecnica avanzata, è possibile individuare punti di misura affidabili—come edifici, infrastrutture artificiali, affioramenti rocciosi e superfici prive di vegetazione—per i quali vengono resi disponibili dati sulla velocità di movimento (nell’ordine di millimetri all’anno) e le serie temporali di deformazione. I dati possono essere impiegati anche per lo studio e il monitoraggio dei fenomeni franosi.

Il servizio EGMS, accessibile a tutti, copre gran parte del territorio europeo e include integralmente l'Italia, come mostrato nella figura 1 seguente. La strategia di aggiornamento dei prodotti EGMS adotta un approccio a finestra mobile di cinque anni, garantendo una copertura temporale continua e progressiva. Il primo dataset, disponibile per il download, riguarda il periodo 2015-2021, seguito dall'aggiornamento relativo alle misurazioni del periodo 2019-2023. Il rilascio del dataset 2020-2024 ha subito ritardi e sarà rilasciato nel mese di Aprile 2026.

Figura 1: interfaccia del portale EGMS.

Gli utenti possono visualizzare e scaricare l'ultimo rilascio dell'EGMS sull'Explorer dedicato dalla piattaforma. Di default il servizio permette di visualizzare i dati ORTHO/Verticali (nelle componenti "ortho/vertical" e "ortho/east/west"), ma è possibile visualizzare anche i dati CALIBRATED (ascendenti e discendenti), attivando, per il Piemonte, le strisciate A20-161 e A21-088 (ascendenti) e D20-139 e D21-066 (discendenti).

Lo strumento “geographic archive search” consente infine di selezionare e scaricare i dati di interesse.

A partire dal 2023 Arpa Piemonte si occupa dell’analisi dei dati derivanti dal Servizio “Ground Motion” Europeo (EGMS) per l’aggiornamento della banca dati geologica regionale, che ha riguardato non solo lo studio dei prodotti e dei servizi offerti dal portale europeo ma anche l’integrazione di questi all’interno della struttura informativa regionale.

Per le attività, il 2025 ha rappresentato un anno di passaggio in cui si sono consolidate le procedure di analisi dei dati EGMS e, allo stesso tempo, si sono aperti nuovi scenari grazie all’avvio delle prime valutazioni sui prodotti SGMS nazionali e alla partecipazione alle iniziative del Progetto Iride, destinato a migliorare ulteriormente il monitoraggio satellitare. 

Tra le attività più significative rientra l’elaborazione delle ADA (Active Deformation Areas, ovvero Aree di Deformazione Attiva), che possono essere definite come gruppi (cluster) di PS (Permanent Scatterers) che mostrano un comportamento deformativo simile; esse sono utili per individuare aree interessate da movimenti significativi del suolo (Figura 2). Ad ogni ADA è associata la serie temporale di movimento.

Tali aree sono state calcolate utilizzando gli strumenti sviluppati nell'ambito di progetti europei RASTOOL e elaborate con la nuova versione dell'algoritmo ADAFinder, che ha permesso di ottenere output sintetici più leggibili e di effettuare una prima stima regionale degli impatti delle deformazioni tramite un algoritmo QGIS sviluppato ad hoc. 

Figura 2: rappresentazione delle ADA per una frana in comune di Sessame.

Parallelamente, è proseguito il rinnovamento delle schede e delle cartografie SIFraP - Sistema Informativo Fenomeni Franosi in Piemonte, con layout più intuitivi, grafici statistici aggiornati e una riorganizzazione complessiva dei contenuti per distinguere meglio gli aspetti geomorfologici da quelli relativi alla dinamica e al monitoraggio (Figura 3). 

Sono stati inoltre svolti approfondimenti su diversi siti della rete ReRCoMF (REte Regionale di COntrollo dei Movimenti Franosi come le frane del comune di Novalesa - località Rocciamelone, comune di Locana - località Rosone, comune di Quincinetto - località Chiappetti, comune di Ceppo Morelli - località Campioli Prequartera e comune di Pontestura - località Quarti (fenomeno codice SiFraP 006-01927-00 e fenomeno codice SiFraP 006-71330-00) che hanno confermato la coerenza tra interferometria, quadro geomorfologico e misure a terra.

Un risultato particolarmente importante è anche la verifica dell’affidabilità dei dati delle campagne di misura sui siti ReRCoMF attraverso l’analisi dei Corner Reflector, o riflettori angolari, che sono dispositivi passivi di solito metallici, progettati per riflettere le onde radar e rendere un punto più facilmente visibile ai satelliti. L'analisi dei dati ha mostrato concordanza tra dati satellitari interferometrici InSAR e misure GNSS effettuate sui capisaldi topografici della rete strumentale  di monitoraggio.

Figura 3: cartografia della scheda SIFRAP II Livello per la frana in comune di Oulx, codice 001-00756-01. In questa rappresentazione denominata "Monitoraggio e stato di attività" sono riportati i poligoni delle ADA e i punti con l'ubicazione degli strumenti di monitoraggio
Informazioni e risorse aggiuntive

Servizio Europeo di Ground Motion (EGMS) https://egms.land.copernicus.eu/

Barra, A., Solari, L., Béjar-Pizarro, M., Monserrat, O., Bianchini, S., Herrera, G., Crosetto, M., Sarro, R., González-Alonso, E., Mateos, R. M., Ligüerzana, S., López, C., & Moretti, S. (2017). A methodology to detect and update active deformation areas based on Sentinel-1 SAR images. Remote Sensing, 9(10), 1002. https://doi.org/10.3390/rs9101002

Arpa Piemonte - Rete regionale di controllo sui movimenti franosi ReRCoMF https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/rete-regionale-controllo-sui-movimenti-franosi-rercomf

Arpa Piemonte informazioni sui dati satellitari https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/prodotti-interferometrici-satellitari

SIFraP - Sistema Informativo Fenomeni Franosi in Piemonte https://geoportale.arpa.piemonte.it/app/public/?pg=mappa&ids=b48f3d83c8e74627b2acb63b36d25fe0

Anno
2026

Sviluppo e gestione della Rete regionale di controllo dei fenomeni franosi

La Rete Regionale di Controllo dei Movimenti Franosi (ReRCoMF) è costituita da 216 sistemi di controllo strumentale. Le informazioni riguardanti le caratteristiche degli strumenti che compongono la ReRCoMF, nonché tutte le risultanze delle misure effettuate nel corso del monitoraggio, vengono aggiornate e implementate nel Sistema Informativo Geologico.

L’attività di monitoraggio, che coinvolge principalmente Regione, Arpa Piemonte e gli Enti proprietari dei punti di misura, è regolamentata dal Disciplinare per lo sviluppo, la gestione e la diffusione dati di sistemi di monitoraggio su fenomeni franosi del territorio regionale, che fornisce indicazioni circa la progettazione, il finanziamento, la gestione dei sistemi di monitoraggio frane e l'impiego dei dati raccolti in Piemonte.

Strumento della Rete regionale di controllo sui movimenti franosi - ReRCoMF
Diffusione delle risultanze della Rete di Monitoraggio

In base alla tipologia del fenomeno franoso, all’analisi del rischio e alla rappresentatività degli strumenti utilizzati, i sistemi di monitoraggio della Regione sono stati suddivisi in quattro classi (A, B, C e D), ognuna delle quali prevede specifiche modalità di gestione e comunicazione dei dati.

L’evoluzione nel tempo del fenomeno franoso viene descritta attraverso un indice chiamato GDE (Grado Di Evoluzione), differenziato per Strumenti a Lettura Manuale (SLM) e Strumenti a Lettura Remota (SLR) e acquisizione continua.
I valori dell’indice GDE sono calcolati su orizzonti temporali ampi e differenti per le diverse tipologie strumentali: biennali per le misure manuali e settimanali per quelle a lettura continua, al fine di ridurre le incertezze legate alla misurazione.
L’indice GDE non ha una funzione di allertamento: il suo scopo principale è fornire ai soggetti istituzionali coinvolti nella gestione del territorio una sintesi chiara e rappresentativa, basata sui dati strumentali, dello stato di attività dei fenomeni franosi monitorati.
Le informazioni ad accesso pubblico possono essere consultate sul sito istituzionale di Arpa Piemonte.

Informazioni ad accesso pubblico

1) Bollettino frane monitorate

Sulla pagina web si possono consultare tre prodotti:

  • Strumenti automatizzati (SLR) - Quadro di sintesi dei GDE-SLR: quadro d’insieme, complessivo ed aggiornato a scala regionale, della situazione dei fenomeni monitorati con strumentazione a lettura automatizzata (siti "classe A”) e relativo indice GDE, pubblicato settimanalmente;
  • Strumenti manuali - Quadro di sintesi dei GDE - SLM: quadro d’insieme, complessivo ed aggiornato a scala regionale, della situazione dei fenomeni monitorati con strumentazione a lettura manuale (siti "classe B”) e relativo indice GDE; aggiornamento in base alla frequenza di esecuzione delle letture manuali;
  • Siti monitorati: un elenco dei siti monitorati attivi.

2) Servizio WebGIS della ReRCoMF

Il servizio contiene i dati anagrafici della strumentazione della rete di monitoraggio e le relative ubicazioni.
Sono inoltre disponibili sul sito internet e sul geoportale le informazioni del Sistema Informativo Frane in Piemonte (SIFraP), che comprende le perimetrazioni georiferite dei fenomeni franosi e le schede descrittive associate.

Informazioni ad accesso riservato

La comunicazione dei dettagli delle risultanze strumentali agli enti interessati avviene attraverso canali web ad accesso riservato.
Nello specifico, il portale rende disponibili le seguenti informazioni:

  • anagrafica di dettaglio dei siti monitorati;
  • risultanze delle letture in forma tabellare e grafica;
  • documentazione storico/tecnica allegata;
  • per i siti di classe A, settimanalmente vengono pubblicati gli indici GDE-SLR relativi alle misure acquisite dagli strumenti automatizzati;
  • per i siti di classe B, dopo la validazione delle misure degli strumenti a lettura manuale, viene pubblicato un report tecnico a commento delle risultanze;
  • per i siti di classe C, in caso di movimenti significativi o necessità di manutenzione, viene pubblicato un report sintetico a commento delle risultanze strumentali.
Esempio di corografia e dati tabellari a disposizione sulla piattaforma ad accesso riservato
Approfondimento conoscitivo

Il Disciplinare citato in precedenza, prevede che i comuni svolgano una periodica attività di approfondimento conoscitivo, attraverso lo svolgimento di sopralluoghi e la raccolta di informazioni: ogni territorio soggetto a fenomeni franosi è infatti un caso a sé e presenta un comportamento unico.

Uno dei principali problemi nel governo del territorio è l’attuazione di interventi efficaci o azioni compatibili con le condizioni di debolezza e di instabilità potenziale del territorio, in continua evoluzione sia per gli aspetti naturali sia per gli stessi interventi antropici. Tutti i soggetti che vi operano, in primis le amministrazioni comunali, devono quindi avere contezza di questi aspetti e della loro variabilità nel tempo.

Le attività di approfondimento conoscitivo previste sono:

  • verifica dello stato manutentivo degli strumenti di monitoraggio;
  • verifica tramite sopralluogo di eventuali evidenze superficiali di movimento su terreno e/o su manufatti, sul corpo di frana e/o nel suo intorno (fratture o rigonfiamenti, crolli, interferenze con l’idrografia o con i manufatti);
  • raccolta di informazioni provenienti dai residenti e/o dai gestori di infrastrutture/servizi/impianti.

I tecnici di Arpa e Regione programmano su richiesta incontri informativo-formativi con i Comuni che fanno parte della rete regionale di monitoraggio, con l'obiettivo di:

  • migliorare la conoscenza della piattaforma on line ad accesso riservato, dove sono periodicamente pubblicati i dati strumentali, i report tecnici, gli indici GDE e la documentazione generale inerente i siti di monitoraggio;
  • verificare congiuntamente la cadenza e le attività di approfondimento conoscitivo a carico dei comuni.

     

La piattaforma nazionale IDROGEO

Grazie all'attività congiunta di Arpa Piemonte, Regione Piemonte e ISPRA nell'ambito della Rete Italiana dei Servizi Geologici (RISG), dal 2022 le informazioni di base relative alla rete ReRCoMF sono consultabili anche dalla piattaforma nazionale IDROGEO, attivata da ISPRA nel 2021. In particolare le informazioni sono raggiungibili dalla sezione Monitoraggio Frane della piattaforma.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Geologia e nivologia
Paragrafi

La Rete Regionale di Controllo dei Movimenti Franosi (ReRCoMF) è costituita da 216 sistemi di controllo strumentale. Le informazioni riguardanti le caratteristiche degli strumenti che compongono la ReRCoMF, nonché tutte le risultanze delle misure effettuate nel corso del monitoraggio, vengono aggiornate e implementate nel Sistema Informativo Geologico.

L’attività di monitoraggio, che coinvolge principalmente Regione, Arpa Piemonte e gli Enti proprietari dei punti di misura, è regolamentata dal Disciplinare per lo sviluppo, la gestione e la diffusione dati di sistemi di monitoraggio su fenomeni franosi del territorio regionale, che fornisce indicazioni circa la progettazione, il finanziamento, la gestione dei sistemi di monitoraggio frane e l'impiego dei dati raccolti in Piemonte.

Strumento della Rete regionale di controllo sui movimenti franosi - ReRCoMF
Diffusione delle risultanze della Rete di Monitoraggio

In base alla tipologia del fenomeno franoso, all’analisi del rischio e alla rappresentatività degli strumenti utilizzati, i sistemi di monitoraggio della Regione sono stati suddivisi in quattro classi (A, B, C e D), ognuna delle quali prevede specifiche modalità di gestione e comunicazione dei dati.

L’evoluzione nel tempo del fenomeno franoso viene descritta attraverso un indice chiamato GDE (Grado Di Evoluzione), differenziato per Strumenti a Lettura Manuale (SLM) e Strumenti a Lettura Remota (SLR) e acquisizione continua.
I valori dell’indice GDE sono calcolati su orizzonti temporali ampi e differenti per le diverse tipologie strumentali: biennali per le misure manuali e settimanali per quelle a lettura continua, al fine di ridurre le incertezze legate alla misurazione.
L’indice GDE non ha una funzione di allertamento: il suo scopo principale è fornire ai soggetti istituzionali coinvolti nella gestione del territorio una sintesi chiara e rappresentativa, basata sui dati strumentali, dello stato di attività dei fenomeni franosi monitorati.
Le informazioni ad accesso pubblico possono essere consultate sul sito istituzionale di Arpa Piemonte.

Informazioni ad accesso pubblico

1) Bollettino frane monitorate

Sulla pagina web si possono consultare tre prodotti:

  • Strumenti automatizzati (SLR) - Quadro di sintesi dei GDE-SLR: quadro d’insieme, complessivo ed aggiornato a scala regionale, della situazione dei fenomeni monitorati con strumentazione a lettura automatizzata (siti "classe A”) e relativo indice GDE, pubblicato settimanalmente;
  • Strumenti manuali - Quadro di sintesi dei GDE - SLM: quadro d’insieme, complessivo ed aggiornato a scala regionale, della situazione dei fenomeni monitorati con strumentazione a lettura manuale (siti "classe B”) e relativo indice GDE; aggiornamento in base alla frequenza di esecuzione delle letture manuali;
  • Siti monitorati: un elenco dei siti monitorati attivi.

2) Servizio WebGIS della ReRCoMF

Il servizio contiene i dati anagrafici della strumentazione della rete di monitoraggio e le relative ubicazioni.
Sono inoltre disponibili sul sito internet e sul geoportale le informazioni del Sistema Informativo Frane in Piemonte (SIFraP), che comprende le perimetrazioni georiferite dei fenomeni franosi e le schede descrittive associate.

Informazioni ad accesso riservato

La comunicazione dei dettagli delle risultanze strumentali agli enti interessati avviene attraverso canali web ad accesso riservato.
Nello specifico, il portale rende disponibili le seguenti informazioni:

  • anagrafica di dettaglio dei siti monitorati;
  • risultanze delle letture in forma tabellare e grafica;
  • documentazione storico/tecnica allegata;
  • per i siti di classe A, settimanalmente vengono pubblicati gli indici GDE-SLR relativi alle misure acquisite dagli strumenti automatizzati;
  • per i siti di classe B, dopo la validazione delle misure degli strumenti a lettura manuale, viene pubblicato un report tecnico a commento delle risultanze;
  • per i siti di classe C, in caso di movimenti significativi o necessità di manutenzione, viene pubblicato un report sintetico a commento delle risultanze strumentali.
Esempio di corografia e dati tabellari a disposizione sulla piattaforma ad accesso riservato
Approfondimento conoscitivo

Il Disciplinare citato in precedenza, prevede che i comuni svolgano una periodica attività di approfondimento conoscitivo, attraverso lo svolgimento di sopralluoghi e la raccolta di informazioni: ogni territorio soggetto a fenomeni franosi è infatti un caso a sé e presenta un comportamento unico.

Uno dei principali problemi nel governo del territorio è l’attuazione di interventi efficaci o azioni compatibili con le condizioni di debolezza e di instabilità potenziale del territorio, in continua evoluzione sia per gli aspetti naturali sia per gli stessi interventi antropici. Tutti i soggetti che vi operano, in primis le amministrazioni comunali, devono quindi avere contezza di questi aspetti e della loro variabilità nel tempo.

Le attività di approfondimento conoscitivo previste sono:

  • verifica dello stato manutentivo degli strumenti di monitoraggio;
  • verifica tramite sopralluogo di eventuali evidenze superficiali di movimento su terreno e/o su manufatti, sul corpo di frana e/o nel suo intorno (fratture o rigonfiamenti, crolli, interferenze con l’idrografia o con i manufatti);
  • raccolta di informazioni provenienti dai residenti e/o dai gestori di infrastrutture/servizi/impianti.

I tecnici di Arpa e Regione programmano su richiesta incontri informativo-formativi con i Comuni che fanno parte della rete regionale di monitoraggio, con l'obiettivo di:

  • migliorare la conoscenza della piattaforma on line ad accesso riservato, dove sono periodicamente pubblicati i dati strumentali, i report tecnici, gli indici GDE e la documentazione generale inerente i siti di monitoraggio;
  • verificare congiuntamente la cadenza e le attività di approfondimento conoscitivo a carico dei comuni.

     

La piattaforma nazionale IDROGEO

Grazie all'attività congiunta di Arpa Piemonte, Regione Piemonte e ISPRA nell'ambito della Rete Italiana dei Servizi Geologici (RISG), dal 2022 le informazioni di base relative alla rete ReRCoMF sono consultabili anche dalla piattaforma nazionale IDROGEO, attivata da ISPRA nel 2021. In particolare le informazioni sono raggiungibili dalla sezione Monitoraggio Frane della piattaforma.

Anno
2026

I geositi

I geositi rappresentano la geodiversità di un territorio, intesa come gamma dei caratteri geologici, geomorfologici, idrologici e pedologici caratteristici di una data area. La varietà degli ambienti geologici risulta essere essenziale anche per la biodiversità in generale, in quanto tale varietà risulta determinante per l’integrità e la tipizzazione degli ecosistemi.

Secondo la definizione riportata da ISPRA, un geosito può essere definito come qualsiasi "località, area o territorio in cui è possibile individuare un interesse geologico o geomorfologico per la conservazione".

Il Piemonte è caratterizzato da una straordinaria geodiversità, con la presenza di rocce che rappresentano i più disparati ambienti geologici e di ambienti quaternari di considerevole rilevanza. Sono pertanto presenti numerosissimi geositi, già catalogati dall’Inventario Nazionale dei Geositi.

Attività amministrativa 2025 

Con la DGR n. 20-1144 del 26 maggio 2025, è stato istituito formalmente il "Catasto regionale dei geositi".
In linea con l'Allegato 1 della suddetta DGR, è stata definita l'organizzazione dei dati, strutturando il Catasto come un archivio fruibile in rete composto da schede tecniche suddivise in una sezione descrittiva (identificazione, inquadramento geografico e geologico) e una sezione di valutazione (analisi scientifica, rarità, stato di conservazione e rischio di degradazione).
Con la DD 1109/2025 - Allegato 1 sono stati approvati i primi 23 geositi rappresentativi del patrimonio geologico piemontese, primi e più rappresentativi della Regione.
Con la DD 1109/2025 - Allegato 2 è stata emessa la Manifestazione di Interesse attraverso cui i vari stakeholders hanno potuto proporre dei geositi (elencati in seguito).

Progettazione e sviluppo del portale di valorizzazione 

Nel corso dell’anno 2025 è stato progettato e sviluppato da parte di Arpa Piemonte il portale della valorizzazione. L’applicazione, denominata Geositi Piemonte, è basata su tecnologia web e su un database copia, nella struttura e nei contenuti, di quello su cui è stato costruito il sistema di raccolta dati sviluppato nel 2024.  

L’interfaccia del portale si articola in tre sezioni (Fig. 1): 

  • una home page con un’introduzione generale ai geositi, al contesto normativo ed ai contenuti del portale;
  • la pagina della cartografia di ubicazione dei geositi (“Mappa”) che funge da porta di accesso alle pagine descrittive degli stessi;
  • la pagina dei crediti con informazioni relative al gruppo di lavoro e progettazione e sviluppo del portale. 

Le pagine di approfondimento dei singoli geositi sono applicazioni narrative declinate secondo i principi dello storytelling in contesto geografico (Story Map).

Figura 1. La home page del portale di valorizzazione. 

La pagina “Mappa” implementa funzioni di ricerca e filtraggio dei geositi per nome, provincia e interesse scientifico primario (Fig. 2).

Figura 2. La cartografia dei geositi in Piemonte. A sinistra è presente il pannello con l’elenco dei geositi. L’elenco può essere filtrato per nome, provincia e interesse scientifico primario. Cliccando su uno dei siti filtrati si accede alla story map del geosito.

Le Story Map sono organizzate in due parti: una sezione superiore dedicata all’inquadramento geografico del geosito, una inferiore che richiama il contenuto della sua scheda di dettaglio. L’applicazione è stata progettata secondo un approccio responsive, in modo da adattare il layout agli schermi dei dispositivi più comuni (Fig.  3). L’applicazione è stata inoltre oggetto di validazione di accessibilità secondo le linee guida WCAG 2.1 livello AA, ottenendo una elevata conformità. 

Figura 3. Il portale visualizzato in uno smartphone Android 

Alimentazione del catasto regionale e revisione dei geositi proposti  

In continuità con l’attività svolta nel 2024, l’alimentazione del catasto regionale dei geositi e la revisione dei geositi inseriti è avvenuta mediante la webapp di inserimento dei dati predisposta da Arpa Piemonte. La revisione ha interessato gran parte dei 23 geositi del primo elenco approvato nel 2024 al fine di omogeneizzare le informazioni ed eliminare eventuali incongruenze.

Come descritto sopra, seguendo i dettami della Legge Regionale n. 23/23, nel 2025 è stato indetto da parte di Regione Piemonte un avviso pubblico per la presentazione di manifestazione di interesse per la segnalazione di nuovi geositi. L’avviso, pubblicato ad inizio giugno, si è chiuso il 31 agosto 2025. 

Alla chiusura dell’avviso risultavano pervenute 43 nuove proposte di geositi da parte di 16 proponenti, così rappresentati:  

  • Ente di gestione del Parco paleontologico astigiano
  • Ente di gestione delle aree protette del Ticino e del Lago Maggiore
  • Ente di gestione delle aree protette dei Parchi Reali
  • Ente di gestione Sacri Monti
  • Sesia - Val Grande Geopark
  • GAL Montagne biellesi
  • Città Metropolitana di Torino
  • Comune di Barbaresco
  • Comune di Pino T.se
  • Comune di Gassino t.se
  • Fondazione della Comunità chierese
  • Associazione “x fare” o.d.v. Superga – P. A. “Andrei Periboschi”
  • Terre Derthona Gavi
  • Associazione Pangea APS
  • Dott. Geol. M. Pilade
  • Dott. Geol. P. Sassone 

È stato quindi costituito un gruppo di lavoro ristretto tra UniTO, Regione e Arpa finalizzato alla analisi e valutazione delle nuove proposte di geositi. Le proposte sono state valutate sia dal punto di vista formale che dal punto di vista dei contenuti e le valutazioni effettuate dai singoli componenti sono state condivise. 
A seguito del lavoro di analisi e valutazione, i 43 geositi sono risultati in buona parte ad un buon livello di preparazione mentre in minima parte necessitavano di integrazioni e modifiche sostanziali. Sono stati suggeriti ai proponenti accorpamenti laddove i geositi proposti risultavano sovrapposti per tematica a geositi esistenti o riconducibili ad itinerari che potevano unire più geositi affini per tematica e in continuità territoriale.  Al termine, si è giunti all’approvazione (formalizzata nel gennaio 2026) di ulteriori 30 geositi. 
Una valutazione di insieme delle manifestazioni di interesse presentate evidenzia come la distribuzione dei geositi sul territorio non risulti uniforme, in modo non correlabile direttamente con la geodiversità del territorio piemontese ma piuttosto imputabile al differente livello di attenzione che l’avviso ha suscitato nei diversi soggetti potenzialmente interessati. Di conseguenza, la configurazione attuale del catasto dei geositi a seguito dell’integrazione di quelli derivanti dal recepimento delle manifestazioni di interesse (Fig. 4) richiederà nel futuro ulteriori integrazioni al fine di completare la rappresentazione della geodiversità del territorio. 

Figura 4 . Elementi statistici sui geositi presenti nel Catasto.

In questa fase interlocutoria, è stato avviato anche un confronto con ISPRA – Tavolo sul Patrimonio Geologico al fine di allineare i dati ed i portali di pubblicazione dei geositi. Infatti, è stato da poco pubblicato il portale nazionale dei geositi che dovrà a breve essere allineato con l’avanzamento lavori in Piemonte.

Tra i nuovi geositi proposti, in particolare, Arpa Piemonte ha seguito direttamente la proposta di geosito denominato “Block streams del Colle del Lys” proposto dal settore Ente di gestione delle Aree Protette della Città Metropolitana di Torino. L’interesse per questo geosito è stato legato alla organizzazione congiunta Arpa Piemonte - Città Metropolitana di Torino del geoevento “Dalla Tetide alla Alpi attraverso il Colle del Lys” nell’ambito del Festival Nazionale di promozione delle Geoscienze “Settimana del Pianeta Terra”. Per l’occasione è stata organizzata una geoescursione (Fig. 5) a cui hanno partecipato decine di cittadini/e, una visita all’ecomuseo della Resistenza del Colle del Lys ed una mostra sulla geologia dell’area, mostra che è stata esposta anche nella sede di Arpa Piemonte per tutto il mese di ottobre 2025 ed in seguito ha iniziato a circolare in vari siti come mostra itinerante (Fig. 6). 

Figura 5. Geoescursione con la cittadinanza per il geoevento “Dalla Tetide alla Alpi attraverso il Colle del Lys” nell’ambito del Festival Nazionale di promozione delle Geoscienze “Settimana del Pianeta Terra” nell'ottobre 2025.
Figura 6. Mostra sulla geologia dell’area, esposta nella sede di Arpa Piemonte nel mese di ottobre 2025.
Informazioni e risorse aggiuntive

Deliberazione della Giunta Regionale 26 maggio 2025, n. 20-1144 
Legge regionale n. 23/2023. Regolamento regionale n. 7/R/2024. Istituzione del ''Catasto 
regionale dei geositi'' ed approvazione delle disposizioni sulla sua organizzazione e gestione https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2025/22/attach/dgr_01144_1050_26052025.pdf 

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Geologia e nivologia
Paragrafi

I geositi rappresentano la geodiversità di un territorio, intesa come gamma dei caratteri geologici, geomorfologici, idrologici e pedologici caratteristici di una data area. La varietà degli ambienti geologici risulta essere essenziale anche per la biodiversità in generale, in quanto tale varietà risulta determinante per l’integrità e la tipizzazione degli ecosistemi.

Secondo la definizione riportata da ISPRA, un geosito può essere definito come qualsiasi "località, area o territorio in cui è possibile individuare un interesse geologico o geomorfologico per la conservazione".

Il Piemonte è caratterizzato da una straordinaria geodiversità, con la presenza di rocce che rappresentano i più disparati ambienti geologici e di ambienti quaternari di considerevole rilevanza. Sono pertanto presenti numerosissimi geositi, già catalogati dall’Inventario Nazionale dei Geositi.

Attività amministrativa 2025 

Con la DGR n. 20-1144 del 26 maggio 2025, è stato istituito formalmente il "Catasto regionale dei geositi".
In linea con l'Allegato 1 della suddetta DGR, è stata definita l'organizzazione dei dati, strutturando il Catasto come un archivio fruibile in rete composto da schede tecniche suddivise in una sezione descrittiva (identificazione, inquadramento geografico e geologico) e una sezione di valutazione (analisi scientifica, rarità, stato di conservazione e rischio di degradazione).
Con la DD 1109/2025 - Allegato 1 sono stati approvati i primi 23 geositi rappresentativi del patrimonio geologico piemontese, primi e più rappresentativi della Regione.
Con la DD 1109/2025 - Allegato 2 è stata emessa la Manifestazione di Interesse attraverso cui i vari stakeholders hanno potuto proporre dei geositi (elencati in seguito).

Progettazione e sviluppo del portale di valorizzazione 

Nel corso dell’anno 2025 è stato progettato e sviluppato da parte di Arpa Piemonte il portale della valorizzazione. L’applicazione, denominata Geositi Piemonte, è basata su tecnologia web e su un database copia, nella struttura e nei contenuti, di quello su cui è stato costruito il sistema di raccolta dati sviluppato nel 2024.  

L’interfaccia del portale si articola in tre sezioni (Fig. 1): 

  • una home page con un’introduzione generale ai geositi, al contesto normativo ed ai contenuti del portale;
  • la pagina della cartografia di ubicazione dei geositi (“Mappa”) che funge da porta di accesso alle pagine descrittive degli stessi;
  • la pagina dei crediti con informazioni relative al gruppo di lavoro e progettazione e sviluppo del portale. 

Le pagine di approfondimento dei singoli geositi sono applicazioni narrative declinate secondo i principi dello storytelling in contesto geografico (Story Map).

Figura 1. La home page del portale di valorizzazione. 

La pagina “Mappa” implementa funzioni di ricerca e filtraggio dei geositi per nome, provincia e interesse scientifico primario (Fig. 2).

Figura 2. La cartografia dei geositi in Piemonte. A sinistra è presente il pannello con l’elenco dei geositi. L’elenco può essere filtrato per nome, provincia e interesse scientifico primario. Cliccando su uno dei siti filtrati si accede alla story map del geosito.

Le Story Map sono organizzate in due parti: una sezione superiore dedicata all’inquadramento geografico del geosito, una inferiore che richiama il contenuto della sua scheda di dettaglio. L’applicazione è stata progettata secondo un approccio responsive, in modo da adattare il layout agli schermi dei dispositivi più comuni (Fig.  3). L’applicazione è stata inoltre oggetto di validazione di accessibilità secondo le linee guida WCAG 2.1 livello AA, ottenendo una elevata conformità. 

Figura 3. Il portale visualizzato in uno smartphone Android 

Alimentazione del catasto regionale e revisione dei geositi proposti  

In continuità con l’attività svolta nel 2024, l’alimentazione del catasto regionale dei geositi e la revisione dei geositi inseriti è avvenuta mediante la webapp di inserimento dei dati predisposta da Arpa Piemonte. La revisione ha interessato gran parte dei 23 geositi del primo elenco approvato nel 2024 al fine di omogeneizzare le informazioni ed eliminare eventuali incongruenze.

Come descritto sopra, seguendo i dettami della Legge Regionale n. 23/23, nel 2025 è stato indetto da parte di Regione Piemonte un avviso pubblico per la presentazione di manifestazione di interesse per la segnalazione di nuovi geositi. L’avviso, pubblicato ad inizio giugno, si è chiuso il 31 agosto 2025. 

Alla chiusura dell’avviso risultavano pervenute 43 nuove proposte di geositi da parte di 16 proponenti, così rappresentati:  

  • Ente di gestione del Parco paleontologico astigiano
  • Ente di gestione delle aree protette del Ticino e del Lago Maggiore
  • Ente di gestione delle aree protette dei Parchi Reali
  • Ente di gestione Sacri Monti
  • Sesia - Val Grande Geopark
  • GAL Montagne biellesi
  • Città Metropolitana di Torino
  • Comune di Barbaresco
  • Comune di Pino T.se
  • Comune di Gassino t.se
  • Fondazione della Comunità chierese
  • Associazione “x fare” o.d.v. Superga – P. A. “Andrei Periboschi”
  • Terre Derthona Gavi
  • Associazione Pangea APS
  • Dott. Geol. M. Pilade
  • Dott. Geol. P. Sassone 

È stato quindi costituito un gruppo di lavoro ristretto tra UniTO, Regione e Arpa finalizzato alla analisi e valutazione delle nuove proposte di geositi. Le proposte sono state valutate sia dal punto di vista formale che dal punto di vista dei contenuti e le valutazioni effettuate dai singoli componenti sono state condivise. 
A seguito del lavoro di analisi e valutazione, i 43 geositi sono risultati in buona parte ad un buon livello di preparazione mentre in minima parte necessitavano di integrazioni e modifiche sostanziali. Sono stati suggeriti ai proponenti accorpamenti laddove i geositi proposti risultavano sovrapposti per tematica a geositi esistenti o riconducibili ad itinerari che potevano unire più geositi affini per tematica e in continuità territoriale.  Al termine, si è giunti all’approvazione (formalizzata nel gennaio 2026) di ulteriori 30 geositi. 
Una valutazione di insieme delle manifestazioni di interesse presentate evidenzia come la distribuzione dei geositi sul territorio non risulti uniforme, in modo non correlabile direttamente con la geodiversità del territorio piemontese ma piuttosto imputabile al differente livello di attenzione che l’avviso ha suscitato nei diversi soggetti potenzialmente interessati. Di conseguenza, la configurazione attuale del catasto dei geositi a seguito dell’integrazione di quelli derivanti dal recepimento delle manifestazioni di interesse (Fig. 4) richiederà nel futuro ulteriori integrazioni al fine di completare la rappresentazione della geodiversità del territorio. 

Figura 4 . Elementi statistici sui geositi presenti nel Catasto.

In questa fase interlocutoria, è stato avviato anche un confronto con ISPRA – Tavolo sul Patrimonio Geologico al fine di allineare i dati ed i portali di pubblicazione dei geositi. Infatti, è stato da poco pubblicato il portale nazionale dei geositi che dovrà a breve essere allineato con l’avanzamento lavori in Piemonte.

Tra i nuovi geositi proposti, in particolare, Arpa Piemonte ha seguito direttamente la proposta di geosito denominato “Block streams del Colle del Lys” proposto dal settore Ente di gestione delle Aree Protette della Città Metropolitana di Torino. L’interesse per questo geosito è stato legato alla organizzazione congiunta Arpa Piemonte - Città Metropolitana di Torino del geoevento “Dalla Tetide alla Alpi attraverso il Colle del Lys” nell’ambito del Festival Nazionale di promozione delle Geoscienze “Settimana del Pianeta Terra”. Per l’occasione è stata organizzata una geoescursione (Fig. 5) a cui hanno partecipato decine di cittadini/e, una visita all’ecomuseo della Resistenza del Colle del Lys ed una mostra sulla geologia dell’area, mostra che è stata esposta anche nella sede di Arpa Piemonte per tutto il mese di ottobre 2025 ed in seguito ha iniziato a circolare in vari siti come mostra itinerante (Fig. 6). 

Figura 5. Geoescursione con la cittadinanza per il geoevento “Dalla Tetide alla Alpi attraverso il Colle del Lys” nell’ambito del Festival Nazionale di promozione delle Geoscienze “Settimana del Pianeta Terra” nell'ottobre 2025.
Figura 6. Mostra sulla geologia dell’area, esposta nella sede di Arpa Piemonte nel mese di ottobre 2025.
Informazioni e risorse aggiuntive

Deliberazione della Giunta Regionale 26 maggio 2025, n. 20-1144 
Legge regionale n. 23/2023. Regolamento regionale n. 7/R/2024. Istituzione del ''Catasto 
regionale dei geositi'' ed approvazione delle disposizioni sulla sua organizzazione e gestione https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2025/22/attach/dgr_01144_1050_26052025.pdf 

Anno
2026