Aria

Biossido di azoto (NO₂), media annuale - serie storica

Anno
2026

Nel grafico sottostante sono riportati i box plot delle distribuzioni delle concentrazioni medie annuali misurate da tutte le stazioni della rete regionale nel periodo 2003-2025. 

Biossido di azoto, boxplot dei valori medi annuali delle stazioni della rete di monitoraggio della qualità dell’aria dal 2003 al 2025. La linea rossa indica il limite stabilito dal D.Lgs 155/2010 - La linea nera orizzontale di ogni box rappresenta il valore della mediana di ciascun anno. Nel boxplot sono state utilizzate tutte le stazioni della rete regionale, sia nazionali che locali. - Fonte Arpa Piemonte

L’analisi dei dati degli ultimi quindici anni (dal 2011 al 2025) evidenzia una tendenza progressiva e significativa alla riduzione delle concentrazioni medie annue di biossido di azoto nel corso degli anni, come mostrato dai dati riportati nel boxplot dei valori media annuali.

In particolare, dal 2018 nessuna stazione di fondo raggiunge il valore limite per la media annuale, mentre nel 2025 anche Torino – Rebaudengo, la stazione di traffico più critica su tutto il territorio regionale, ha misurato concentrazioni medie annue inferiori al valore limite annuale. Ciononostante, negli ultimi anni il trend di decrescita sembra comunque essersi stabilizzato e sono prevalenti le oscillazioni annuali delle distribuzioni dovute alla variazione delle condizioni meteorologiche.

Per un’analisi di maggiore dettaglio, viene riportato di seguito un focus su tre stazioni della città Metropolitana di Torino: Torino-Consolata, Torino-Rebaudengo e Torino-Lingotto. Si può osservare come il trend storico evidenzi un costante decremento dei valori medi per tutte e tre le stazioni 
 

Biossido di azoto, trend del valore limite annuale nelle stazioni di Torino-Consolata, Torino-Rebaudengo e Torino–Lingotto (periodo 1991-2025) - Fonte Arpa Piemonte

Dall’analisi del trend dei valori medi annuali suddivisi per tipologia di zona (rurale, suburbana ed urbana) e per tipologia di stazione (fondo e traffico), si osserva come, pur in un contesto di costante riduzione delle concentrazioni nel corso degli anni, le criticità maggiori siano associate alle zone urbane e alle zone di traffico.

Biossido di azoto, trend del valore medio annuale per tipo di zona - Fonte Arpa Piemonte
Biossido di azoto, trend del valore medio annuale per tipo di stazione - Fonte Arpa Piemonte

Nel grafico seguente sono messi a confronto i livelli annuali di NO2 misurati in due stazioni della rete di Torino - città metropolitana di pianura, con quelli rilevati in due stazioni di Biella, piccola città pedemontana. 
Si sottolinea che la stazione urbana di traffico di Biella-Lamarmora è rappresentativa di una situazione locale in zona pedemontana e non dell’insieme delle stazioni di traffico.

Biossido di azoto, andamento della media annua a Torino e a Biella - anni 1999-2025 - Fonte Arpa Piemonte
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Biossido di azoto (NO₂ ), media annuale nel 2025

Anno
2026

Le concentrazioni medie annue misurate presso le stazioni di monitoraggio evidenziano valori più elevati nelle stazioni urbane di traffico, con un picco nella città di Torino e nella sua area metropolitana (in particolare le stazioni di Rebaudengo e Consolata). I valori rimangono elevati anche negli altri principali centri urbani piemontesi (Novara, Alessandria, Asti), mentre diminuiscono progressivamente passando dalle aree urbane a quelle suburbane e rurali, evidenziando un chiaro rapporto con l’intensità del traffico e, più in generale, con il livello di urbanizzazione.

Nel grafico sono riportate, in ordine decrescente, le concentrazioni medie annuali rilevate nel 2025 dalle stazioni appartenenti alla rete regionale. Il valore limite di 40 µg/m³ per la media annua è stato rispettato, per la prima volta, su tutto il territorio
Anche la stazione di Torino–Rebaudengo, situata in un’area caratterizzata da intenso traffico veicolare e forte antropizzazione, per lungo tempo la più critica della rete regionale – nonché l’unica a superare il valore limite annuale di 40 µg/m³ ancora negli anni recenti –, nel 2025 è scesa per la prima volta nella sua lunga serie storica al di sotto di tale soglia; questo risultato rappresenta un miglioramento significativo e senza precedenti nel quadro storico della stazione.
Il confronto con i valori registrati presso le altre stazioni di monitoraggio mostra, nel resto della regione, valori di media annua ampiamente inferiori al valore limite, sia nelle stazioni di traffico - con le concentrazioni maggiori a Torino – Consolata (35 µg/m³), Carmagnola-I Maggio (31 µg/m³)  e Novara-Roma (28 µg/m³), sia in quelle di fondo.

Biossido di azoto, concentrazioni medie misurate presso le stazioni della rete regionale nel 2025 e posizionate in ordine decrescente di concentrazione. La dimensione dell’indicatore è proporzionata alla concentrazione media, il colore indica la provincia di appartenenza della stazione - Fonte Arpa Piemonte

Nei grafici seguenti sono riportate le medie annuali misurate nel 2025 nelle stazioni della rete regionale suddivise per zone UE e per ambito provinciale.

Biossido di azoto, medie annuali misurate nelle stazioni della rete regionale suddivise per provincia, anno 2025 - Fonte Arpa Piemonte
Biossido di azoto, medie annuali misurate nelle stazioni della rete regionale suddivise per zone UE, anno 2025 - Fonte Arpa Piemonte
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Biossido di azoto (NO₂)

Tema
Tipo
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nuvole e sole
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Il biossido di azoto è tra gli  ossidi di azoto quello di maggiore interesse per la protezione della salute umana; tale inquinante - di origine sia primaria sia secondaria e con un ruolo importante nelle reazioni fotochimiche nonché di precursore degli ioni nitrato presenti nel particolato - ha tra le principali fonti emissive il traffico veicolare e la produzione di energia termica.
Nel 2025 il biossido di azoto prosegue sul territorio regionale il lento trend discendente in atto negli ultimi 30 anni ed interrotto nel 2017 a causa di una meteorologia particolarmente sfavorevole alla dispersione degli inquinanti. 
A partire dal 2019 non si sono più registrati superamenti del valore limite orario per la protezione della salute umana (200 µg/m³ da non superarsi per più di 18 volte nel corso dell’anno) in nessuna postazione di monitoraggio presente sul territorio regionale.

Informazioni e risorse aggiuntive

Per una descrizione più approfondita dell'inquinante si rimanda alla pagina dedicata di Arpa Piemonte - Inquinanti atmosferici https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/inquinanti-atmosferici

Direttiva 2008/50/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2008 , relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa https://eur-lex.europa.eu/eli/dir/2008/50/oj

Decreto Legislativo 155 del 13/08/2010 - Attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2010-08-13;155

Anno
2026
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Reti di monitoraggio della qualità dell'aria

Anno
2026

In Piemonte il Sistema Regionale di Rilevamento per la misura della qualità dell’aria è costituito, al 31 dicembre 2024 da:

  • 58 stazioni fisse per il monitoraggio in continuo di parametri chimici, delle quali 4 di proprietà privata;
  • 6 laboratori mobili attrezzati, per realizzare campagne brevi di monitoraggio;
  • 1 Centro Operativo Regionale (COR) dove i dati rilevati sono sottoposti alla validazione automatica ed interattiva di primo livello dal personale delle strutture dipartimentali del territorio.

I dati puntuali prodotti dalla rete di rilevamento sono disponibili sulle pagine del sito http://www.aria.ambiente.piemonte.it
 

Rete delle stazioni rilevamento qualità dell'aria 2023 - Fonte Arpa Piemonte

La rete di monitoraggio della qualità dell'aria è consultabile in tempo reale anche sul   Geoportale di Arpa Piemonte

Le stazioni sono dislocate sul territorio in modo da rappresentare in maniera significativa le diverse caratteristiche ambientali inerenti alla qualità dell’aria. 

Più in dettaglio le stazioni di traffico sono collocate in posizione tale da misurare prevalentemente gli inquinanti provenienti da emissioni veicolari; le stazioni di fondo rilevano livelli di inquinamento non direttamente influenzati da singole sorgenti ma riferibili al loro contributo integrato, mentre quelle industriali rilevano il contributo connesso alle limitrofe attività produttive.

I punti di misura ove sono misurati o campionati i principali inquinanti sono descritti in relazione alla loro collocazione per tipo di zona o per tipo di stazione.

Per quanto riguarda il tipo di zona, buona parte della strumentazione è installata in zone urbane, dove vive una parte rilevante della popolazione e ove sono generalmente più elevati i valori degli inquinanti.

Stazioni per il monitoraggio della qualità dell'aria, suddivisione per tipo di zona
Tipo zona Benzene Benzo(a)pirene NO2 SO2 CO O3 PM10 PM2,5 Metalli tossici Black Carbon NH3
Rurale 1 5 10 1 2 9 10 6 2 1
Suburbana 5 11 15 3 2 11 15 11 8 1 2
Urbana 9 22 29 5 7 11 39 22 12 1 1
Stazioni per il monitoraggio della qualità dell'aria, suddivisione per tipo di zona - Fonte Arpa Piemonte

Riguardo il tipo di stazione, le stazioni di fondo ospitano una parte importante della strumentazione in quanto sono più rappresentative dell’esposizione media della popolazione.

Stazioni per il monitoraggio della qualità dell'aria, suddivisione per tipo di stazione
Tipo stazione Benzene Benzo(a)pirene NO2 SO2 CO O3 PM10 PM2,5 Metalli tossici Black Carbon NH3
Fondo 10 24 36 3 3 31 41 31 11 2 4
Industriale 1 1 1 1
Traffico 5 13 18 5 8 22 8 10
Stazioni per il monitoraggio della qualità dell'aria, suddivisione per tipo di stazione - Fonte Arpa Piemonte
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Monitoraggio della qualità dell'aria

Tema
Tipo
img-intro
monitoraggio della qualità dell'aria
Paragrafi

Il monitoraggio della qualità dell'aria è condotto con metodologie comparabili in tutta l'Unione Europea sulla base della Direttiva 2008/50/EC “Qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa” che identifica il miglioramento della qualità dell’aria come un obiettivo chiave della legislazione ambientale con l'intento di ridurre il numero di decessi legati all’inquinamento.

Centrale è l'informazione al pubblico sul livello di inquinamento e sui rischi connessi.
La direttiva in particolare definisce le soglie per la valutazione di ciascuna sostanza inquinante, i criteri per il metodo di valutazione e stabilisce i limiti, gli obiettivi e gli obblighi che gli Stati membri devono raggiungere entro un determinato periodo.

La direttiva richiede la comunicazione dei risultati della valutazione e le informazioni relative ai piani e programmi messi in campo, per consentire alla Commissione di valutare il rispetto delle disposizioni delle direttive. Inoltre, prevede che alla Commissione, agli Stati membri, agli stakeholder, alla Agenzia Europea dell’Ambiente e a tutti i cittadini siano fornite informazioni armonizzate sui dati misurati e la valutazione e gestione della qualità dell’aria.

Infine, la 2008/50/EC spinge sull’ottenimento di informazioni sulla qualità dell’aria ambiente che supportino il monitoraggio delle tendenze a lungo termine e garantisce che le informazioni siano sempre messe a disposizione dei cittadini.

La successiva Decisione 2011/850/UE, meglio conosciuta come IPR “Implementing Provision on Reporting” della direttiva sulla qualità dell’aria, supporta la notifica e lo scambio di informazioni e facilita l’elaborazione dei dati mediante l’uso di avanzati strumenti elettronici e portali web.

La lettura combinata della direttiva e della decisione evidenzia degli importanti dettagli, quali:

  • zonizzazione territoriale e gli agglomerati urbani chiariscono qual è la scala di valutazione e gestione della qualità dell’aria;
  • i punti di campionamento usati per la valutazione della qualità dell’aria ambiente sono basati sull’esposizione della popolazione e la tutela dell’ambiente;
  • metodi di misurazione di riferimento sono stabiliti e così pure i livelli critici;
  • sono da monitorare le concentrazioni di ozono (O3), biossido di zolfo (SO2), biossido di azoto (NO2), ossidi totali di azoto (NOx), le particelle (PM10 e PM2,5), piombo (Pb), benzene (BTX) e monossido di carbonio (CO);
  • l’utilizzo dei modelli di diffusione trasporto per la valutazione della qualità dell’aria ambiente, dopo una opportuna convalida dei dati.

Gli Stati membri dovrebbero essere tenuti a rendere disponibili le informazioni in una forma “machine readable” standardizzata in linea con l’infrastruttura per l’informazione territoriale nella Comunità Europea (INSPIRE).

La Commissione ha realizzato un portale della qualità dell’aria ambiente per raccogliere i dati e renderli accessibili a tutti i Paesi membri e ai Paesi vicini che vogliano aderire su base volontaria.

Per il pubblico è importante disporre di dati aggiornati che siano facili da capire e di facile accesso.

Inoltre, per la comunità scientifica indipendente, è molto importante disporre di informazioni aggiornate in un formato standardizzato.

Informazioni e risorse aggiuntive

Direttiva 2008/50/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2008 , relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa http://data.europa.eu/eli/dir/2008/50/oj

2011/850/UE: Decisione di esecuzione della Commissione, del 12 dicembre 2011, recante disposizioni di attuazione delle direttive 2004/107/CE e 2008/50/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda lo scambio reciproco e la comunicazione di informazioni sulla qualità dell’aria ambiente http://data.europa.eu/eli/dec_impl/2011/850/oj

Direttiva 2007/2/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 marzo 2007, che istituisce un'Infrastruttura per l'informazione territoriale nella Comunità europea (Inspire) http://data.europa.eu/eli/dir/2007/2/oj

European Air Quality Portal The Data and Information Gateway on Air Quality in Europe https://aqportal.discomap.eea.europa.eu/

Air - European Commission (europa.eu) https://environment.ec.europa.eu/topics/air_en
 

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