I Distretti del cibo individuano sistemi produttivi locali caratterizzati da una forte identità territoriale e dall’integrazione tra attività agricole, trasformazione, commercializzazione e servizi connessi, comprese le attività turistiche ed enogastronomiche. Possono comprendere realtà rurali, agroalimentari di qualità, sistemi locali di piccole e medie imprese, aree urbane o peri-urbane con funzioni agricole e, in particolare, contesti orientati alla sostenibilità e alla produzione biologica.
La Regione Piemonte promuove i Distretti del cibo quali strumenti digovernance territoriale nei quali soggetti pubblici e privati collaborano per valorizzare le filiere agroalimentari e il patrimonio rurale, facendo del cibo un fattore di sviluppo locale. Introdotti dalla normativa nazionale e disciplinati a livello regionale, essi favoriscono l’integrazione tra imprese agricole e agroalimentari, enti locali, istituzioni, mondo della ricerca e altri attori del territorio, contribuendo a rafforzare la competitività, l’innovazione e la capacità di attrazione dei sistemi locali, anche attraverso una più equilibrata distribuzione del valore lungo la filiera. I Distretti sono costituiti mediante accordi tra soggetti pubblici e privati rappresentativi del territorio e del sistema produttivo locale, garantendo partecipazione, condivisione delle decisioni e integrazione tra i diversi interessi.
In questo contesto, i Distretti del cibo presentano anche un rilevante potenziale in relazione alle politiche di sostenibilità ambientale. Pur non rappresentando sempre l’obiettivo primario delle iniziative distrettuali, essi possono contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale delle produzioni, alla tutela del paesaggio rurale e della biodiversità, alla diffusione di pratiche agricole sostenibili e biologiche e alla promozione di filiere corte e modelli di economia locale. Tali aspetti, se pienamente sviluppati, consentono di rafforzare il ruolo dei Distretti nella transizione verso sistemi agroalimentari più sostenibili.
Il funzionamento dei Distretti si basa sul Piano di Distretto, documento di programmazione triennale che definisce strategie, obiettivi e azioni a livello locale. Il Piano contiene l’analisi dei fabbisogni del territorio e individua le iniziative da realizzare, valutandone le ricadute economiche, sociali e ambientali, ed è soggetto a monitoraggio e aggiornamento nel tempo.
Il riconoscimento dei Distretti del cibo avviene da parte della Regione sulla base di criteri relativi alla territorialità, alla rappresentatività del sistema produttivo e alla qualità dellagovernance. Una volta riconosciuti, i Distretti sono iscritti nel Registro nazionale e possono accedere a strumenti di sostegno e finanziamento.
La Regione Piemonte favorisce inoltre il coordinamento e il rafforzamento della rete dei Distretti attraverso specifici strumenti, tra cui il Tavolo permanente di coordinamento dei Distretti del cibo e dei Distretti biologici, finalizzato a migliorare l’organizzazione delle attività, promuovere i territori e le produzioni e facilitare il confronto tra i diversi soggetti coinvolti.
I Distretti del cibo si configurano quindi come strumenti strategici per lo sviluppo territoriale, capaci di integrare dimensione economica, sociale e ambientale e di contribuire, anche in prospettiva, alla costruzione di modelli di sviluppo più sostenibili e resilienti.
Per aggiornamenti relativi alla materia dei Distretti del cibo, quali il numero dei Distretti riconosciuti, le opportunità di finanziamento e gli eventi correlati, si rimanda al seguente link: