I numeri delle imprese

In base ai dati del Registro imprese delle Camere di commercio, emerge come nel 2025 siano nate 22.782 aziende in Piemonte, 104 unità in meno rispetto a quanto rilevato per il 2024, mentre 21.548 imprese hanno cessato la propria attività (1.720 in meno rispetto al 2024, pari a -7,4%). Il saldo è lievemente positivo per 1.234 unità.

Lo stock di imprese complessivamente registrate a fine dicembre 2025 presso il Registro imprese delle Camere di commercio piemontesi ammonta così a 417.011 unità, confermando il Piemonte in 7ª posizione tra le regioni italiane, incidendo per il 7,1% sull’intero tessuto imprenditoriale italiano. Il bilancio tra nuove iscrizioni e cessazioni si traduce in un tasso di crescita del +0,29%, evidenziando un sensibile miglioramento rispetto alla flessione registrata dal tessuto imprenditoriale regionale nel 2024 (-0,09%).

A livello di forma giuridica si continua ad osservare una costante espansione della base di società di capitale che hanno la propria sede legale in Piemonte, a fronte di una progressiva contrazione delle altre tipologie giuridiche. Le oltre 94mila società di capitale costituiscono il 22,6% del totale delle imprese con sede in Piemonte, a fronte del 16,3% registrato a fine 2015.

La debole espansione che ha caratterizzato il tessuto imprenditoriale regionale è il risultato di dinamiche settoriali marcatamente differenziate. I comparti degli altri servizi, del turismo e delle costruzioni hanno evidenziato una dinamica di sviluppo sostenuta, facendo registrare un tasso di variazione della propria base imprenditoriale pari rispettivamente al +1,96%, +0,54% e +0,23%. Il contributo positivo fornito da questi settori alla dinamica complessiva è stato parzialmente smorzato dalle contrazioni che hanno interessato i restanti comparti (industria in senso stretto, commercio e agricoltura)

Il quadro regionale complessivo scaturisce da un’articolazione territoriale profondamente diversificata, che vede contrapporsi aree di dinamismo imprenditoriale a realtà in fase di ridimensionamento. A sostenere la debole espansione sono state in particolare le province di Novara (+0,66%), Torino (+0,60%) e Cuneo (+0,11%).

 

Le imprese femminili

Dal Registro imprese delle Camere di commercio piemontesi risulta che le imprese femminili registrate in Piemonte a fine 2025 sono 93.489 unità, il 22,4% del totale del tessuto produttivo regionale, in diminuzione di 416 unità rispetto a quanto registrato nel 2024. 

Le oltre 93mila imprese femminili registrate in Piemonte rappresentano il 7,2% delle realtà imprenditoriali guidate da donne presenti in Italia. Il Piemonte si conferma, anche nel 2025, la sesta regione per numerosità assoluta di aziende “in rosa”.

Il profilo dell’imprenditoria femminile piemontese nel 2025 evidenzia una maggiore incidenza sia della componente straniera - che guida il 13,8% delle imprese femminili a fronte del 13,1% di quelle non femminili - sia di quella giovanile, con il 10,2% di titolari under 35 (contro l’8,3% della componente non femminile). Sotto il profilo strutturale si registra una minore presenza di realtà artigiane (21%) e anche la dimensione media delle aziende guidate da donne è più contenuta: il 96,9% delle aziende ha meno di 10 addetti. 

Il settore prevalente si conferma quello dei servizi (73,8%).

L’analisi per forma giuridica, rispetto al totale del tessuto produttivo regionale, evidenzia una prevalenza di ditte individuali, che rappresentano il 66% delle realtà guidate da donne. Risulta invece minore la presenza di società di persone e di capitale, che costituiscono rispettivamente il 15,7% e il 16,7% dell’universo piemontese di imprese femminili.

I dati confermano un progressivo orientamento verso modelli aziendali più strutturati: le società di capitale a guida femminile hanno registrato una crescita dell’1,7% nell’ultimo anno.

L’analisi territoriale rivela come l’incidenza dell’imprenditoria femminile risulti superiore ai 23 punti percentuali nelle province di Alessandria (23,4%), Verbano C.O. (23,4%) e Novara (23,1%), mentre Torino (22,2%), Cuneo (22,1%) e Biella (21,6%) mostrano i tassi di femminilizzazione più contenuti.
 

Le esportazioni

Nel 2025 il valore delle esportazioni di merci piemontesi si è attestato a 61,8 miliardi di euro, registrando un aumento del 2,7% rispetto al 2024, come risulta dal Registro imprese delle Camere di commercio piemontesi.

Nel 2025 il Piemonte sigla la migliore performance nazionale subito dopo la Toscana, regione che ha offerto il contributo più rilevante alla crescita dell’export nazionale nel 2025.

Il Piemonte, registrando un aumento di oltre 1,6 miliardi del valore delle merci esportate nel 2025 rispetto al 2024, si attesta in quinta posizione, con una quota dell’export nazionale del 9,6%.

I mezzi di trasporto, nonostante una flessione del 2,6%, si confermano il primo settore di specializzazione delle esportazioni piemontesi con una quota del 20,4% sul totale delle vendite estere.

Al secondo posto si colloca il comparto della meccanica, che incide per il 17,2% pur registrando una contrazione del 4,2% rispetto al 2024. In netta ascesa è l’alimentare, che ha superato i 9,6 miliardi di euro di merci esportate e ha consolidato la terza posizione. La filiera del tessile e abbigliamento mostra una tenuta sostanziale con una crescita del 1,1%, mentre la chimica rimane stabile (+0,6%). La gomma plastica subisce una lieve battuta d’arresto (-1,4%). Il settore dei metalli inverte la tendenza negativa degli anni passati segnando un balzo del 14,5%.

Analizzando il comparto dei mezzi di trasporto, il dato più critico riguarda l’export di autoveicoli, che subisce una contrazione dell’11,2%; tuttavia il sistema tiene grazie alla componentistica autoveicolare, che segna un incoraggiante +4,9%, dimostrando la capacità dei fornitori locali di diversificare. Segnali positivi arrivano anche dall’aerospaziale, che cresce del 2,4%, mentre prosegue il momento difficile per la nautica (-5,0%) e il settore ferrotranviario (-5,9%), entrambi in negativo.

La principale area di destinazione delle vendite piemontesi all’estero è, anche nel 2025, quella comunitaria: tra gennaio e dicembre le vendite verso i Paesi dell’UE-27 hanno raggiunto i 37,3 miliardi di euro, incidendo per il 60,3% sul valore complessivo dell’export, a fronte del 39,7% assorbito dai mercati extra Ue. 

Nel dettaglio dei singoli Paesi, Francia e Germania si confermano perni strategici per le merci piemontesi, coprendo congiuntamente oltre un quarto del valore esportato (28,1%). Gli Stati Uniti restano il terzo mercato di sbocco globale, con una quota del 7,3% (pur scontando una contrazione dell’11,1% rispetto all’anno precedente).

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