La pressione sull’ambiente, a scala regionale, del sistema fognario/depurativo è determinata da circa 3.760 punti di scarico con un volume annuo di 773 milioni di m3. I punti di scarico relativi a 164 depuratori, tutti dotati di adeguato sistema di trattamento almeno secondario, fanno riferimento ai principali agglomerati urbani (con più di 2.000 abitanti equivalenti). È importane notare come circa il 5% degli scarichi corrisponda all’ 80% dei volumi totali e ad una popolazione trattata equivalente di circa 4,8 milioni.
La direttiva 91/271/CEE, che in modo specifico per anni ha regolato la materia, prevedendo livelli di trattamento a cui sottoporre le acque reflue urbane proporzionati e resi appropriati sulla base della classe dimensionale dell’agglomerato, calcolata in termini di carico organico ed espressa in abitanti equivalenti, nonché in considerazione della maggiore necessità di tutela delle acque dall’inquinamento, distinguendo tra scarico in aree normali, in aree sensibili (laghi) e in bacini drenanti afferenti ad aree sensibili (bacino drenante nel Delta del Po e nell’Adriatico).
La nuova direttiva UE 2024/3019 del 27 Novembre 2024, pubblicata il 12 Dicembre 2024 in Gazzetta Ufficiale, come rifusione della direttiva 91/271/CE, è entrata in vigore il 1º gennaio 2025 e gli Stati membri dovranno completare il recepimento delle disposizioni nel proprio ordinamento nazionale entro il 31 Luglio 2027, continua a perseguire lo stesso obiettivo della direttiva 91/271, implementando ed estendendo la sua applicazione nei seguenti macro argomenti:
- applicazione ad agglomerati più piccoli,
- ulteriore riduzione delle emissioni di Fosforo e di Azoto nonché attenzione ad un maggior numero di inquinanti, compresi i microinquinanti;
- responsabilità estesa del produttore conformemente al principio "chi inquina paga".
- obiettivo della neutralità energetica.
La nuova direttiva impone agli Stati membri di raccogliere e trattare le acque reflue provenienti da tutti gli agglomerati con oltre 1.000 abitanti equivalenti. Tutti gli agglomerati con un numero di abitanti equivalenti compreso tra 1.000 e 2.000 devono essere dotati di reti fognarie e trattamento secondario dei reflui entro il 2035. A partire dal 2033 ed entro il 2045 progressivo incremento del numero degli impianti > 10.000 abitanti equivalenti adeguati ai nuovi limiti più restrittivi di emissione dell'azoto e del fosforo (trattamento terziario). A partire dal 2033 ed entro il 2045 progressivo incremento del numero degli impianti di trattamento delle acque reflue urbane che trattano un carico di 150.000 abitanti equivalenti o più adeguati ai requisiti del trattamento supplementare per rimuovere i microinquinanti (trattamento quaternario).
È utile considerare che l’ulteriore estensione del servizio di fognatura è ormai fortemente condizionato dalle caratteristiche fisiche del territorio e dalle particolarità dell’urbanizzazione, che in alcune aree della regione si presenta molto frammentata. Le risorse economiche derivanti dalla tariffa, nonché gli eventuali programmi di finanziamento con risorse pubbliche (Ministero, Regione), sono prioritariamente destinate non tanto all’estensione del reticolo di collettamento dei reflui per raggiungere quelle che convenzionalmente sono dette “case sparse”, quanto piuttosto a dotare le reti attuali di migliori terminali. L’obiettivo è di realizzare per le diverse reti fognarie, valutando caso per caso, impianti di depurazione che garantiscano maggiori prestazioni in termini di qualità dello scarico nell’ambiente o il convogliamento dei reflui verso gli impianti di depurazione di maggiori dimensioni, razionalizzando il sistema infrastrutturale e dismettendo piccoli depuratori di difficile gestione e dalle prestazioni modeste.
Il servizio di fognatura non procede dunque tanto in termini di percentuale di popolazione raggiunta, ormai vicina al limite di fattibilità tecnica e di sostenibilità economica, quanto nella risoluzione delle criticità delle infrastrutture esistenti (rotture, rigurgiti, allagamenti, emissioni odorose sgradevoli) e nel miglioramento della qualità delle acque trattate e restituite nell’ambiente.
La lunghezza totale della rete fognaria principale ad esclusione degli allacci risulta di 23.324 km di cui 16.123 di fognatura mista, 3.098 km di fognatura bianca e 4.102 di fognatura nera a servizio 1.036.358 utenti finali esclusi utenti indiretti, di cui 2.805 industriali.
Il carico inquinante totale delle acque reflue del territorio servito (carico generato) è di 7.427.056 A.E. di cui 565.924 A.E. di origine industriale.
Nella Tabella 1 riportata di seguito sono caricati i dati relativi agli impianti di depurazione distinti per carico trattato tra maggiori e minori di 2.000 A.E. e per tipologia di trattamento.
Approfondimenti su questo argomento sono consultabili sulla relazione “Quadro conoscitivo sull’avanzamento della riforma e lo stato dei servizi idrici” alla pagina dedicata sul sito regionale.