Pianificazione comunale - aggiornamento del quadro del dissesto e applicazione dei provvedimenti cautelari

Al fine di poter disciplinare le azioni riguardanti la difesa idrogeologica del territorio, la Regione Piemonte deve poter disporre di una conoscenza aggiornata delle situazioni di dissesto.
Uno strumento utile al raggiungimento di tale scopo è rappresentato dagli strumenti urbanistici comunali, che contengono gli studi geologici relativi al quadro del dissesto redatti alla scala locale e che forniscono indicazioni circa la pericolosità geologica e la relativa idoneità all’utilizzo urbanistico del territorio.

Il Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PAI), approvato nel 2001, obbliga i comuni ad effettuare, attraverso la revisione dei propri strumenti urbanistici, la verifica delle effettive situazioni di dissesto e di rischio idraulico ed idrogeologico presenti sul territorio rispetto a quelle individuate dal Piano. A più di 24 anni dall’entrata in vigore del PAI, buona parte dei comuni piemontesi (1048) ha adeguato il proprio strumento urbanistico al PAI: in tale computo sono stati inseriti i Comuni che hanno portato a termine la procedura urbanistica di adeguamento al PAI e quelli che sono stati esonerati da tale adempimento (con Delibere di Giunta regionale nei primi anni 2000) perché già dotati di uno studio idrogeologico ritenuto, all’epoca dell’esonero, soddisfacente i criteri della Circolare P.G.R. dell'8 maggio 1996 n. 7/lap che forniva le specifiche tecniche per l’elaborazione degli studi geologici a supporto degli strumenti urbanistici. I restanti Comuni piemontesi possono essere suddivisi tra quelli che non hanno ancora proceduto alle necessarie verifiche (28) e quelli che hanno tuttora le procedure di adeguamento in corso (104), specificando che in tale categoria sono ricompresi anche quei Comuni che hanno portato a termine un adeguamento parziale, rispetto alla propria estensione territoriale (10).

Considerato che non tutti i comuni hanno adeguato il proprio strumento urbanistico al PAI, per colmare la mancanza di informazioni derivanti da un quadro del dissesto non completo, la Regione Piemonte ha provveduto ad elaborare specifici criteri, approvati con la DGR n. 25-7286 del 30 luglio 2018, ora abrogata e confluita nella DGR n. 8-905 del 24 marzo 2025 contenente i “Criteri e indirizzi in materia di difesa del suolo e pianificazione territoriale e urbanistica”, in base ai quali gli uffici regionali possono predisporre le carte del dissesto dei comuni non ancora adeguati al PAI, propedeutiche alla redazione delle necessarie varianti agli strumenti urbanistici.

La citata DGR n. 8-905 conferma quanto stabilito dalla DGR n. 25-7286 ovvero che il quadro del dissesto individuato dagli uffici regionali debba avere una ricaduta sulle disposizioni urbanistico-edilizie dei comuni inadempienti attraverso l'aggiornamento dell'Elaborato 2 del PAI (quadro dei dissesti), così da rendere cogenti i vincoli derivanti dall'applicazione dell'art. 9 delle Norme di Attuazione (NA) dello stesso PAI.
Fino all'aggiornamento dell'Elaborato 2 del PAI o all’adozione della variante di adeguamento al PAI del Piano Regolatore Generale (PRG), le citate DGR stabiliscono che alle aree in dissesto, come sopra individuate, debbano essere applicati i provvedimenti cautelari previsti dall’art. 9 bis della legge urbanistica regionale n. 56/1977 (LUR), che prevedono limitazioni all’uso del territorio.

Tra il 2020 e il 2022, sono state predisposte le cartografie del dissesto riguardanti 95 comuni che hanno portato ad aggiornare l’elaborato 2 del PAI con decreto dell'Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po n. 62/2024 del 26 agosto 2024. Tali comuni, pur non possedendo uno studio geomorfologico e idrogeologico di dettaglio, sono quindi stati inclusi nel conteggio di quelli adeguati al PAI, e differenziati dagli altri in Figura 1 con un retino.

Figura 1. Stato di adeguamento al PAI nei Comuni piemontesi
Figura 2. Numero di comuni adeguati al PAI, suddivisi per provincia
Figura 3. Percentuale di comuni adeguati al PAI, suddivisi per provincia

Nel corso del 2024 le attività sono proseguite con la predisposizione del quadro del dissesto dei 19 comuni facenti parte dell'ex Comunità Montana Val Curone, Grue e Ossona ai fini dell'aggiornamento dell'elaborato 2 del PAI e, nelle more di tale aggiornamento, dell'applicazione dei provvedimenti cautelari previsti dall'art. 9 bis della LUR, che sono stati applicati nel maggio 2025 con apposite deliberazioni della Giunta regionale.

Nel 2025 le attività sono proseguite predisponendo il quadro del dissesto di ulteriori 34 comuni che hanno iniziato in passato delle procedure urbanistiche di adeguamento al PAI ma che non hanno concluso l’iter di approvazione dello strumento urbanistico. Per tali comuni, nel corso del 2026, verrà valutata l’opportunità di applicare i provvedimenti cautelari previsti dall’art. 9 bis della LUR.

È da evidenziare che, per quanto riguarda i comuni non ancora adeguati al PAI, alle aree in dissesto individuate dal PAI o dal Piano di Gestione del Rischio Alluvioni (PGRA), si applicano comunque le disposizioni dell’art. 9 delle NA dello stesso PAI.

Processo di acquisizione ed elaborazione dati, finalizzato alla digitalizzazione delle cartografie di sintesi dell’idoneità geologica all’utilizzo urbanistico dei piani regolatori comunali, anche a supporto del progetto "Scheda del territorio"

Durante il 2025 è proseguito, seppur a ritmo contenuto, il lavoro di raccolta dei dati derivanti dalle carte di sintesi della pericolosità geomorfologica presenti nei piani regolatori comunali e redatte in accordo con quanto previsto dalla circolare 7/LAP del 1996. Tale progetto, iniziato nel 2022 in collaborazione con i tecnici del CSI Piemonte, è finalizzato a rendere fruibili ai soggetti interessati questa tipologia di dati urbanistici. Il servizio è accessibile al pubblico attraverso il Geoportale Piemonte (visualizza/sezione Difesa del Suolo) ed il servizio online Scheda del territorio. Al momento sono state caricate le carte di sintesi di 682 comuni, di cui 40 acquisite nell’arco dell’anno. In particolare il lavoro si è concentrato sulla provincia di Torino e sulla provincia di Biella. Per quanto riguarda i dati di quest’ultima, sono stati utilizzati i dati presenti sul Geoportale della Provincia di Biella. I dati in questione, prima di essere utilizzati, sono stati esaminati dal Settore Geologico per verificare la conformità rispetto agli standard regionali, in particolare per quanto concerne il recepimento delle eventuali prescrizioni ex officio.