Per quanto riguarda l'obiettivo a lungo termina per la protezione della vegetazione ossia l’AOT40 (Accumulated Ozone exposure over a Threshold of 40 ppb) - che valuta l’inquinamento da ozono attraverso la somma delle differenze tra le concentrazioni orarie superiori a 80 µg/m3, la tendenza rivela un trend dei valori leggermente in diminuzione.
Per avere una migliore rappresentazione dell’andamento temporale dell’indicatore, il valore di AOT40 è stato calcolato sui dati annuali, da maggio a luglio (obiettivo a lungo termine = 6000) - a differenza di quanto prescritto dalla normativa che prevede di considerare la media sugli ultimi 5 anni consecutivi.
Dal grafico è possibile osservare che nei primi anni 2000 i valori erano molto elevati, spesso superiori a 40.000–50.000 µg/m³·h, con un picco massimo intorno al 2003 (il secondo anno più caldo mai registrato in Piemonte dal 1958) rispetto alla media storica.
A partire dalla seconda metà degli anni 2000, i valori mostrano invece una progressiva diminuzione, pur con oscillazioni significative. Negli anni più recenti (circa 2015–2024), i valori si collocano generalmente tra 15.000 e 30.000 µg/m³·h, quindi sensibilmente inferiori rispetto all’inizio della serie. Sono comunque presenti episodi di risalita, ad esempio nel 2022.
In questo contesto, il 2025 si colloca nella fascia media della parte finale della serie, mostrando una lieve crescita rispetto al 2024, ma rimanendo ben al di sotto dei livelli critici registrati nei primi anni 2000.
Valore obiettivo per la protezione della vegetazione (media su 5 anni)
L’AOT40 è stato calcolato anche come media su 5 anni consecutivi, da maggio a luglio (valore obiettivo =18000). L’effetto della mediazione su un periodo pluriennale riduce le fluttuazioni annuali dovute alla variabilità meteorologica; si evidenzia tuttavia un costante, seppur lento decremento dell’indicatore.