I siti contaminati nella Anagrafe regionale del Piemonte

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I siti attualmente contaminati o che sono stati interessati da una contaminazione sono censiti nell’Anagrafe Regionale dei Siti Contaminati, che fornisce un quadro aggiornato relativo agli impatti sulle matrici ambientali e ai procedimenti di bonifica e ripristino ambientale conclusi e in corso di realizzazione. 

I siti censiti sul territorio regionale al 31/12/2025 sono 2175, di cui 895 con procedimento attivo e 1280 conclusi.  

Fonte Anagrafe regionale dei siti contaminati, elaborazione Arpa Piemonte.

Circa il 44% dei siti presenti in banca dati sono localizzati nel territorio della Città Metropolitana di Torino; tale dato è da rapportare all’estensione, alla concentrazione e alla qualità delle attività insediate nell’area. Seguono, per numero di siti, le province di Alessandria e Novara.

Fonte Anagrafe regionale dei siti contaminati, elaborazione Arpa Piemonte.

La tabella riepiloga la situazione tecnico-amministrativa dei procedimenti di bonifica su base regionale; per più della metà dei siti interessati da una potenziale contaminazione il procedimento si conclude senza la necessità di intervento, generalmente già in fase di messa in sicurezza d’emergenza

Evoluzione dei siti con procedimento di bonifica

Il numero complessivo dei siti censiti nell’Anagrafe regionale cresce annualmente, in quanto rappresenta lo storico di tutti i procedimenti di bonifica avviati nel corso del tempo.

Conteggio dei siti nell'Anagrafe dei siti contaminati, suddivisi per anno e stato del procedimento. Fonte Arpa Piemonte
Fonte Anagrafe regionale dei siti contaminati, elaborazione Arpa Piemonte.

Per ottenere un quadro più rappresentativo della situazione, è opportuno distinguere tra siti con procedimento attivo e quelli con procedimento concluso. A partire dal 2016, il numero dei procedimenti conclusi ha superato quello dei procedimenti attivi e, nel tempo, tale tendenza positiva si è progressivamente consolidata, nonostante negli ultimi anni il numero di nuovi siti inseriti risulti superiore a quello dei procedimenti conclusi.

L’evoluzione dei siti inseriti in Anagrafe nel corso degli anni viene illustrata nel grafico seguente, nel quale sono presentati, a partire dal 2011, il numero di nuovi siti inseriti annualmente, il numero di procedimenti conclusi nello stesso anno e il relativo saldo.

Rispetto ai dati dello scorso anno, si registrano 66 nuovi procedimenti di bonifica inseriti in Anagrafe. Nel corso del 2025 sono stati conclusi 28 procedimenti, con un conseguente incremento di 38 unità del numero dei procedimenti attivi.

Fonte Anagrafe regionale dei siti contaminati, elaborazione Arpa Piemonte.

La durata del procedimento di bonifica dipende da diversi fattori: la complessità del sito, la rilevanza economica dell’area interessata dalla contaminazione e la tecnica di bonifica adottata. In alcuni casi il procedimento risulta avviato da numerosi anni; in tali situazioni è opportuno individuare le cause della lentezza dell’azione di bonifica, al fine di intervenire efficacemente.

Per i 399 siti potenzialmente contaminati, che si trovano nelle fasi precedenti all’approvazione dell’Analisi di Rischio, si individuano immediatamente le situazioni anomale rispetto alle tempistiche dettate dalla norma per l’avanzamento delle diverse fasi del procedimento, come rilevato dai dati ASCO (Anagrafe Regionale dei Siti Contaminati). In particolare, per circa il 51% dei siti, il procedimento, secondo i dati disponibili, non risulta essere proseguito oltre la fase di notifica. È tuttavia doveroso precisare che tale percentuale è parzialmente influenzata dal mancato aggiornamento delle informazioni presenti in Anagrafe.

Fonte Anagrafe regionale dei siti contaminati, elaborazione Arpa Piemonte.
Siti contaminati in Piemonte, dettaglio per classe di anzianità, dati 2025. Fonte Anagrafe regionale dei siti contaminati, elaborazione Arpa Piemonte

Considerando i siti con procedimento attivo, dai dati presenti in Anagrafe emerge come la durata dei procedimenti superi frequentemente i sei anni.

Per quanto riguarda i siti potenzialmente contaminati, la numerosità diminuisce con l’aumentare della classe di anzianità, evidenziando come le fasi del procedimento relative alla caratterizzazione e all’analisi di rischio si concludano, nella maggior parte dei casi, in tempi più contenuti. Al contrario, l’incremento della numerosità dei siti nello stato di “contaminazione accertata” con il crescere della classe di anzianità mette in luce il fatto che la fase di bonifica vera e propria sia spesso caratterizzata da tempi molto lunghi, sia nei casi in cui gli interventi richiedano diversi anni per essere completati, sia in presenza di inerzie da parte dei soggetti obbligati all’attuazione degli interventi.

Le cause di contaminazione

Le cause della contaminazione possono essere imputate principalmente alla cattiva gestione di impianti e strutture, e in minor misura alla scorretta gestione di rifiuti e a eventi accidentali.

Fonte Anagrafe regionale dei siti contaminati, elaborazione Arpa Piemonte.

Le attività svolte nei siti oggetto di procedimento di bonifica riguardano principalmente la distribuzione di carburanti e le attività industriali; in misura minore, interessano la gestione dei rifiuti e altre attività commerciali. 

Per le  attività commerciali ed i distributori carburanti prevalgono i siti in attività, mentre per quanto riguarda le attività industriali il numero di siti in attività è di poco superiore a quello dei siti dismessi.  Nel grafico, sotto la categoria “altro” sono ricomprese le tipologie di siti con procedimento di bonifica per le quali la distinzione tra “sito in attività” e “sito dismesso” risulta poco significativa. Rientrano in questa categoria, ad esempio, gli sversamenti accidentali dovuti a incidenti stradali, la rottura di cabine elettriche di trasformazione e le perdite da cisterne di combustibile per il riscaldamento. 

Fonte Anagrafe regionale dei siti contaminati, elaborazione Arpa Piemonte.
Fonte Anagrafe regionale dei siti contaminati, elaborazione Arpa Piemonte.

Tra le attività che determinano fenomeni di contaminazione, i distributori di carburante rappresentano la categoria numericamente più rilevante, superando anche il comparto industriale. Questo primato è dovuto sia all’elevata diffusione degli impianti sul territorio, sia alla natura intrinsecamente a rischio dell’attività, oltre che modalità non sempre corrette con cui i prodotti inquinanti vengono maneggiati.

Tuttavia, trattandosi per lo più di contaminazioni circoscritte, per le quali il soggetto responsabile è generalmente individuabile e gli interventi risultano realizzabili in tempi relativamente brevi, i distributori di carburante costituiscono anche la tipologia con il maggior numero di procedimenti di bonifica conclusi

Fonte Anagrafe regionale dei siti contaminati, elaborazione Arpa Piemonte.
I contaminanti presenti nei terreni dei siti con procedimento di bonifica

La contaminazione dei suoli è principalmente attribuibile alla presenza di idrocarburi, riscontrati in circa il 60% dei siti contaminati. Seguono, in termini di frequenza, i casi in cui si registra una combinazione di contaminanti inorganici e idrocarburi, e, infine, quelli dovuti esclusivamente a contaminanti inorganici. 

La gravità della contaminazione dipende soprattutto dalla concentrazione delle sostanze presenti nel suolo e dalla loro tossicità. All’interno della classe degli idrocarburi, infatti, composti cancerogeni come il benzene rivestono un’importanza significativamente maggiore rispetto ad altri idrocarburi, sia leggeri sia pesanti, sebbene questi ultimi risultino più diffusi nei siti contaminati.

Fonte Anagrafe regionale dei siti contaminati, elaborazione Arpa Piemonte.
Fonte Anagrafe regionale dei siti contaminati, elaborazione Arpa Piemonte.
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